Grazie ad un codice fornitoci da Funcom abbiamo potuto provare l’horror psicologico The Park, approdato da poco sull’ammiraglia di casa Nintendo. Si tratta di una piccola avventura horror che nel 2015 ebbe un discreto successo su PC, ambientato nell’universo di gioco di The Secret World. Come avrete intuito dal voto, che sicuramente avete già sbirciato, questo adattamento non è riuscito a rinvigorire l’originale, anzi, piuttosto è un gioco che è stato rilasciato in condizioni poco dignitose.

Andiamo con ordine…

La storia

L’incipit che muove la storia di The Park è piuttosto semplice: una giovane donna chiamata Lorraine ed il suo bambino, Callum, si trovano nei pressi del parco giochi Atlantic Island Park, che hanno appena finito di visitare per tutto il giorno. Il piccolo si accorge però di avere perso il suo prezioso orsacchiotto e si precipita verso l’ingresso del parco, sfuggendo al controllo della madre. Quest’ultima, disperata, gli corre dietro, ma poco dopo aver varcato la soglia del centro divertimenti, qualcosa di sinistro accade: l’intero paesaggio si trasforma in una versione decadente di se stesso. Ogni struttura sembra invecchiata di decenni, l’oscurità cala repentina mentre una cupa nebbia avvolge ogni cosa. Incredula, Lorraine continua a seguire il suo pargolo che incomprensibilmente non ascolta le sue numerose urla di disperazione. L’avventura ha inizio…

Una mappa del parco che come potete vedere offre appena 7 attrazioni …

Mother duck goes quack, quack, quack…

La storia malauguratamente si rivela davvero banale: si scopre presto infatti come il parco giochi sia stato costruito su un terreno maledetto (ti pareva) e tramite vari documenti sparsi inspiegabilmente per il percorso si ricostruisce la sua storia e quella del suo fondatore, Nathaniel Winter. Purtroppo gli eventi descritti risultano talvolta sconclusionati e non riescono a convincere pienamente il giocatore senza lasciargli molte domande nella testa. Per fare un esempio si scopre che durante gli anni di apertura del centro divertimenti sono avvenute numerose morti violente, specialmente di bambini. Risulta poco credibile supporre che, anche dopo un solo accadimento come quelli descritti, qualcuno sia disposto a tornare a visitare un luogo simile per attingere gioia. A parte questo aspetto l’avventura scorre celere riuscendo anche a trasmettere una buona sensazione di sconforto, coadiuvata dallo sporadico jump-scare ben riuscito. Peccato che il finale, che arriva in poco meno di due ore, ci lasci con un senso di incompletezza e insoddisfazione. Ma si tratta, forse, di un aspetto soggettivo ed aperto ad interpretazioni.

Una delle poche possibilità di interazione prevede la possibilità di cambiare la velocità di un paio di giochi … peccato sia completamente inutile.

… but no little ducks came back.

The Park fa parte del filone degli horror psicologici con un gameplay tipico del genere walking simulator, con visuale in prima persona. Si prosegue nel corso della breve avventura di Lorraine mentre cerca di capire cosa sta succedendo a colpi di flashback e terrificanti esperienze. Non esiste alcuna forma di combattimento: a malapena è possibile interagire con gli elementi interattivi messi a disposizione dagli sviluppatori. Non è neanche possibile essere uccisi e, quando il giocatore se ne rende conto, l’intensità dell’esperienza ne risente. Si cammina tanto, si ascoltano le introspezioni della madre che pensa al passato e si trovano indizi, lettere, depliant, libri, oggetti. Non esiste un vero e proprio inventario: generalmente le varie interazioni servono solo a tessere piccoli pezzi di trama e progredire nella storia, sbloccando percorsi aggiuntivi.
In alcune occasioni è possibile esaminare da vicino alcuni oggetti, raccogliendoli e ruotandoli. Si tratta di una funzione piuttosto comune in questo tipo di giochi, ma qui è davvero fine a se stessa dato che non abbiamo trovato una vera utilità nel farlo.
Come già annunciato in un paio di ore scarse è possibile finire l’intera avventura anche non avendola mai giocata e, dato che la trama procede in maniera assolutamente lineare senza modalità di gioco alternative, la longevità è tragicamente abbreviata.

Talvolta è possibile analizzare gli oggetti raccolti ruotandoli a piacimento… azione però priva di un vero scopo.

Comparto tecnico

The Park utilizza l’ottimo Unreal Engine 4, che su Switch ha già dato ottimi risultati in numerose occasioni. Non in questo caso, però. La grafica in generale ha l’apparenza di un titolo di almeno 10 anni fa con alcune texture che arrivano ad essere addirittura imbarazzanti. I pochi personaggi presenti e le relative animazioni si stagliano su un livello forse ancora inferiore: siamo seriamente sulla soglia dell’indecenza.
Il comparto audio è tutto sommato decoroso, offrendo una buona serie di effetti sonori, pochi, convincenti dialoghi in inglese ed una colonna sonora efficace, anche se anonima.
Nonostante l’avventura duri un paio di ore siamo anche riusciti ad incappare in un paio di bug bloccanti che ci ha costretto a ricaricare la partita salvata precedente. Se infine volete scaricare la versione digitale sappiate che occupa circa 2.5 Gbyte di memoria.

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Come potete vedere da questa immagine i modelli dei personaggi sembrano provenienti da un gioco di oltre 10 anni fa.

Concludendo…

The Park è un horror psicologico piuttosto modesto. Breve, privo di una qualsiasi forma di libertà ed infine poco soddisfacente. Le interazioni con i vari ambienti sono praticamente inesistenti e il gioco accompagna il giocatore verso la fine su comodi binari dai quali non può sfuggire. La storia può piacere o non piacere anche se sinceramente a noi è sembrata piuttosto banale e prevedibile. A tutto questo va aggiunto che il porting su Switch è stato eseguito sbrigativamente, prendendo semplicemente il gioco originale ed abbassando tutti i dettagli al limite del decente: sicuramente è stata resa poca giustizia al piccolo cuore Nvidia, capace di ben altri livelli di eccellenza. Consigliato solo ai veri maniaci del genere.

CI PIACE
  • Riesce a trasmettere la giusta atmosfera cupa.
  • Occasionalmente è in grado di spaventare.
NON CI PIACE
  • Storia lineare, senza possibilità di interazione.
  • Porting fiacco e frettoloso.
  • Molto, forse troppo breve.
  • Finale inconcludente che lascia con l’amaro in bocca.
Conclusioni

The Park è un titolo particolare che quattro anni fa su PC ha saputo ottenere un discreto successo, ma che si affaccia al 2019 come un titolo di scarsa qualità e limitato. La versione Switch risente pesantemente di un comparto tecnico trascurato ed obsoleto, mentre la narrativa è fiacca e prevedibile. Possiamo consigliarlo solo ai fanatici del genere a cui piace essere guidati per mano senza dover spremere troppo le meningi.

5.5Cyberludus.com

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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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