Age Of Wonders: Planetfall

Scheda Gioco

Age Of Wonders: Planetfall

Piattaforma
PC
Genere
RTS
Sviluppatore
Triumph Studios
Publisher
Paradox Interactive
Uscita
06 Agosto 2019
Prezzo
49,99 €
PEGI
PEGI 16


Sviluppata dagli olandesi di Triumph Studios, la serie di Age of Wonders è riuscita, con ben quattro capitoli all’attivo, a far breccia nei cuori degli appassionati di strategia e delle ambientazioni fantasy grazie alla competenza dei suoi sviluppatori, capaci di confezionare titoli sempre solidi e divertenti. Annunciato qualche tempo fa durante la Paradox Con – fiera dedicata tutta alla presentazione dei prodotti Paradox che, nel frattempo, acquista la casa di sviluppo – questo Age of Wonders: Planetfall segna un punto di rottura decisamente netto con le precedenti iterazioni del brand, soprattutto per quel che concerne l’ambientazione, non più legata a mondi elfici, attacchi draconici e meccaniche di spell-casting, bensì alla fantascienza, quella matura e distopica, concentrata maggiormente sui processi di sfruttamento delle vitali risorse planetarie che antiche civiltà dell’universo mettono a disposizione.
Senza perderci in chiacchiere inutili, già in questa piccola introduzione vogliamo tranquillizzare tanto gli appassionati di lunga data quanto i neofiti che hanno intenzione di approcciarsi al genere per la prima volta: Age of Wonders: Planetfall non sarà perfetto, ma è un prodotto decisamente riuscito, probabilmente in grado non solo di rivaleggiare, ma anche di primeggiare, per qualità realizzativa, nella spettacolare offerta ludica dei distributori di grand-strategy.

Un meltin’pot di grandi classici

Nel marasma di giochi distribuiti dai ragazzi di Paradox (come ben saprete, è famosa per il genere degli strategici più adulto e profondo dell’intera industria: i già citati grand-strategy games) Age of Wonders: Planetfall si distingue per appartenere al consolidato genere degli strategici 4X, rappresentato soprattutto da quel Civilization che da quasi trenta anni continua a fagocitare le ore della vita di noi poveri appassionati. Per intenderci si tratta di giochi nei quali saremo impegnati a esplorare, espanderci, sfruttare le risorse di cui sono composte le caselle della scacchiera di gioco, il tutto facendo in modo di cercare di convivere con – o sterminare – i giocatori avversari.
Ma derubricare l’esperienza di gioco a semplice clone del gioco di Sid Meier sarebbe semplicemente riduttivo, soprattutto visto che non si è ancora parlato dell’alternanza tra la fase economica e quella tattica, un po’ come avveniva nei capitoli della serie parallela “Call to Power”.

age of wonders screen 1

Per continuare questo gioco di similitudini, per descrivere la fase tattica vanno scomodati due titoli dai nomi altisonanti e sicuramente conosciuti da chiunque abbia un minimo di esperienza in fatto di PC gaming: innanzitutto la griglia a caselle esagonali e la presenza di plotoni in luogo delle singole unità richiama alla mente la saga di Heroes of Might & Magic; il set fantascientifico e le possibilità offerte dalle tecnologie futuristiche (viene fatto un uso massiccio di armi a distanza come fucili e laser) hanno spinto i ragazzi di Triumph Studios a offrire un sistema di attacco e coperture molto simile a quanto offerto dal relativamente recente reboot operato da Firaxis della serie XCOM.
Da questa commistione sapiente di generi ne esce un gioco divertente e sfaccettato, a tratti capace di una complessità che farà la gioia degli appassionati della strategia ma che al contempo potrebbe scoraggiare i giocatori che cercano esperienze più immediate e facili da gestire.
Le dinamiche ludiche e i generi chiamati in causa per la realizzazione ben si prestano anche a supportare il contesto narrativo in cui si svolgono le vicende fantascientifiche di Age of Wonders: Planetfall poiché al centro del discorso vi è l’accesso a determinati tipi di risorse, soprattutto quelle provenienti da rovine appartenute all’Unione Stellare, un “glorioso impero” ormai caduto da eoni e custode di segreti tecnologici in grado di spostare gli equilibri di una guerra intergalattica fra imperi alieni.

age of wonders screen 2

Eviteremo di spoilerare alcunché visto che la vicenda, pur non facendo urlare al miracolo e pur senza regalare colpi di scena di “starcraftiana memoria”, riesce a fare la sua porca figura, trattando argomenti complessi come ad esempio il relativo concetto di giustizia, l’importanza dell’affrancamento dalla schiavitù e il carattere sempre poco stabile degli accordi economici. Comprendere gradualmente come e perché il lascito di questa antica civiltà è legato a doppio filo ai destini degli imperi in gioco è un piacere che vi invitiamo a godere.

Customizzazione che passione

Age of Wonders: Planetfall stupisce anche per la sua longevità, permessa tanto dall’effettiva quantità di ore di gioco per poter portare a termine le campagne narrative e\o la modalità libera, quanto dalla capacità di consentire, attraverso una serie di scelte pre-partita, un approccio alle partite altamente diversificato. La notevole capacità di customizzazione delle caratteristiche della propria fazione e del proprio leader è davvero da considerare un valore aggiunto.

age of wonders screen 3

La prima scelta che saremo chiamati a effettuare è quella della razza. Ognuna di esse ha il proprio background che porterà il giocatore a osservare da un punto di vista del tutto peculiare le dinamiche ludiche ed economiche che andrà ad affrontare. Per fare qualche esempio la società di sole donne delle Amazzoni è permessa da una conoscenza in campo biotecnologico eccezionale che riduce il tempo necessario a ricercare tecnologie di quell’ambito, ma permette anche un rapporto con la natura privilegiato e l’uso di dinosauri clonati come cavalcature; la fazione dei Kir’Ko, alieni insettoidi una volta soggiogati e ridotti in schiavitù dagli umani, ora sono liberi e cercano vendetta proprio nei confronti dei loro vecchi aguzzini, la loro forza risiede nelle grandi capacità psioniche e dagli attacchi melee; infine, una menzione merita la The Assembly, un gruppo di cyborg incapaci di comprendere il concetto di autodeterminazione e che tenta di stabilire un ordine perfetto dopo la completa distruzione delle forme “imperfette” di vita organica della galassia.
La seconda scelta è legata alla tecnologia segreta che la vostra fazione custodirà, anch’essa in grado di concedere peculiari punti di forza che rimarranno immutati per tutta la durata della partita. È sicuramente meno incidente della razza, ma comunque giocare con la possibilità di costruire facilmente armi di distruzione di massa regala una consapevolezza sicuramente differente rispetto alla possibilità di utilizzare e plasmare le leggi fisiche in modo da utilizzare tecnologie come il teletrasporto di risorse e unità.
La terza scelta è multipla e consente di spendere un monte punti per aggiungere dei perks agli attributi sopraelencati, connotando anche il resto della caratterizzazione del proprio leader e riguardano il suo “background personale”, il “colony supplement”, il “command loadout” e un punto debole chiamato “vice” (=vizio) che invece di consumare i punti di cui sopra ce ne regala altri. Starà a noi decidere se limitarci a pochi modificatori positivi o scegliere di averne di più a patto di accettare qualche debolezza in grado di equilibrarne il peso.
Va inoltre menzionato il supporto nativo del motore di gioco a mod che, siamo sicuri, non tarderanno ad arrivare in gran quantità.

Maledettissimo aliasing

Tutto quanto descritto fino adesso è da considerare un pieno successo per un gioco che ha davvero puntato tutto sulla profondità della struttura ludica. Ma un tale giudizio entusiastico sulle meccaniche di gioco è supportato tecnologicamente da un impianto tecnico capace di renderlo anche accattivante dal punto di vista sensoriale? La nostra riposta oscilla tra il sì, secco e perentorio, e un incerto ni.
L’opulenza dei lussureggianti pianeti alieni che andremo a esplorare è resa tecnicamente molto bene da una grafica (fin troppo) dettagliata, ma al contempo leggera, in particolare i caricamenti hanno sorpreso per la loro velocità anche su dischi non allo stato solido e i rallentamenti sono praticamente assenti su macchine non proprio recentissime.

age of wonders screen 4

Purtroppo, l’eccessiva quantità di dettagli già accennata e un aliasing piuttosto marcato hanno reso un po’ confuso il colpo d’occhio della fase strategica, soprattutto durante le fasi più avanzate di gioco, quando il vostro impero sarà cresciuto e così quello dei vostri “vicini” più scomodi.Anche l’interfaccia, dal punto di vista della leggibilità, è da considerarsi quantomeno perfettibile anche se basta farci l’abitudine per ovviare.
Sotto il profilo artistico invece Age of Wonders: Planetfall vince e convince, sia per la caratterizzazione del suo universo, quanto per il commento sonoro, a tratti capace di raggiungere vette di epicità sicuramente non trascurabili.

Concludendo…

Nonostante si discosti dal genere più consono a “mamma Paradox”, l’acquisto dei Triumph Studios e del progetto di Age of Wonders: Planetfall si è rivelato una scelta vincente sotto tutti i punti di vista. Il gioco presenta una struttura tradizionalmente legata agli esempi di capolavori del passato (da Heroes of Might & Magic a XCOM, passando per Civilization Call to Power), ma rielaborata in modo da restituire una sensazione di freschezza non indifferente pur senza lesinare in quanto a complessità e profondità di gioco. Molto si è fatto per quanto riguarda la caratterizzazione delle fazioni in gioco, sia dal punto di vista artistico quanto da quello puramente meccanico, e, pur senza strafare, il tutto è stato calato in un contesto narrativo fantascientifico di ottima fattura. Alcuni difetti, come quello della poca leggibilità a schermo causata da un’interfaccia non chiarissima e una grafica non proprio allo stato dell’arte per quanto concerne aliasing e pulizia a schermo, rendono Age of Wonders: Planetfall un gioco straordinario ma fermo a pochi passi dall’eccellenza… e non stiamo parlando di metri, ma realmente di centimetri.

Il Nostro Verdetto

Age of Wonders: Planetfall

ECCELLENTE
90
Pro
  • Una miscela ben riuscita di strategici assai differenti tra loro.
  • Una fantascienza che funziona alla grande.
  • Grande longevità grazie alla customizzazione dei leader.
Contro
  • Bisogna dedicargli tempo.
  • L’accesso alle informazioni a schermo risulta piuttosto confuso.
Conclusioni

Age of Wonders: Planetfall è un gioco consigliato a tutti gli amanti della strategia, dei bei racconti di fantascienza – quella più adulta – e, più in generale, ai divoratori di bei giochi che non hanno paura di spendere qualche ora per imparare a governare con dovizia tutte le meccaniche che il gioco offre.

Piattaforma
PC
Prezzo
49,99 €
Data Recensione
08 Maggio 2019
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Paolo Lo Cascio
Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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