Il mondo videoludico si è rapidamente evoluto, soprattutto da un punto di vista concettuale, grazie all’esistenza di una scena indipendente in grado, spesso, di autofinanziarsi proponendo titoli interessanti agli acquirenti. Kickstarter, il più famoso fra i siti di crowdfunding, è stata proprio l’origine di Bloodstained: Ritual of the Night, uscito di già l’anno scorso per PC ed approdato solo recentemente su console. L’importanza del gioco riseide nel suo essere a tutti gli effetti l’erede spirtuale di uno dei progenitori degli action platform, Castlevania, che oggi prendono appunto il nome di Metroidvania.

Perchè erede? Perché il creatore del primo, Koji Igarashi, è anche la mente dietro il titolo preso in esame oggi. Ma andiamo con ordine…

Un buio castello

Bloodstained: Ritual of the Night è un platform a scorrimento, condito da meccaniche action e da una pregevole grafica in tre dimensioni. seppur “bloccata” in sole quattro direzioni. Come da tradizione, il gioco ci presenterà sin dalle battute iniziali il contesto in cui la nostra eroina agirà, ovvero un tenebroso quanto pericoloso maniero. Seppur le premesse del gioco non siano chissà quanto originali (saremo chiamati a metter la parola fine ad un orrore creato da un’organizzazione senza scrupoli), la trama ben presto si rivelerà più dettagliata e profonda di quanto si immagini, in linea ovviamente con il mondo disperatamente buio creato dalla mente dietro Castlevania. Le motivazioni che si celano alle “spalle del male” non saranno così scontate come sembra e offriranno un lore piuttosto interessante da gustare anche attraverso una serie di missioni secondarie, non particolarmente intricante ma che forniranno spunti narrativi validi.

Da un punto di vista “meccanico”, Bloodstained: Ritual of the Night centra perfettamente il suo obiettivo, ovvero essere la naturale evoluzione del suo predecessore spirituale. Oltre al più classico “salta salta” del genere, Miriam, protagonista del gioco, potrà utilizzare tutta una serie di armi ravvicinate e a distanza, tra spade, pistole e fruste, le quali saranno sufficientemente variegate da rendere il gameplay vario e piacevole. Naturalmente, con la pressione di un singolo tasto, la nostra cupa eroina potrà passare ad un’enorme spada ad un’arma a distanza, donando al gioco un certo spessore strategico e non riducendo il tutto ad un mero button mashing.

Abbattendo le mostruosità che ci si parranno dinanzi, potremo catturare le loro essenze che diverranno cristalli che ci consentiranno di accedere ad una serie di skill speciali. In un modo piuttosto intelligente e innovativo, Bloodstained: Ritual of the Night ci proporrà quindi la sua personale interpretazione di “abilità magiche” utilizzabili in battaglia, le quali saranno divise in varie tipologie con annessi effetti tipici e differenti. In aggiunta, avremo facoltà di accedere ad attacchi speciali che apprenderemo da tomi sparsi per il gioco e che si attiveranno con combinazioni non troppo dissimili da quelle dei classici picchiaduro.

Bloodstained: Ritual of the Night

Un esercito oscuro

Naturalmente, nel gioco ci sarà consentita anche un pizzico di esplorazione, che si svolgerà in unico immenso castello, le cui aree saranno però piuttosto ben differenziate e caratterizzate, tra cripte, cattedrali dissacrate, sotterranei bui ecc. Com’è tradizione, i vari stage saranno cosparsi di “muri segreti” e zone accessibili in un secondo momento, dove potremo esplorare aree bonus che solitamente conterranno del loot speciale. Guardando alla difficoltà generale, il titolo offrirà un livello di sfida piuttosto elevato, guardando soprattutto ai Boss che sicuramente saranno una fonte per noi atta ad espandere il nostro vocabolario di anatemi impronunciabili.

Il gioco godrà anche di una discreta componente ruolistica com’è tradizione, visto che riusciremo ad ottenere esperienza dall’uccisione dei nemici, che ci consentirà di salire di livello e aumentare le statistiche di Miriam, e anche equipaggiamento e loot generico, che andrà anch’esso a rinforzare la nostra eroina. Bloodstained: Ritual of the Night sarà altresì dotato di un hub centrale, dove potremo incappare nei soliti venditori, oltre che dedicarci a quest primarie e secondarie. Nonostante quanto sin qui detto, il gameplay di Bloodstained: Ritual of the Night alle volte risulta essere un po’ lento e “pesante” in un settore dove la dinamicità è fondamentale: la qual cosa non danneggia enormemente il gioco, perché è una caratteristica piuttosto vicina al dinamismo lento e ragionato di Castlevania, ma che in un mercato che ha adottato la frenesia come standard, rende il gusto del gioco decisamente differente.

Bloodstained: Ritual of the Night

Se da un punto di vista meramente ludico, Bloodstained: Ritual of the Night è un ottimo Metroidvania ed un degno erede del “gravoso” universo di Castlevania, grazie ad un comparto meccanico fluido e preciso, tecnicamente il gioco non è perfetto. Non è raro incappare in cali di frame e, in generale, ad una fluidità che rende il gioco godibile seppur un po’ a singhiozzi. Ma le “questioni” tecniche non finiscono qui:  tralasciando una certa legnosità di alcune animazioni, specialmente quelle connesse ad alcune armi melee, e ad una piuttosto ricorrente compenetrazione poligonale, che vedrà la nostra Miriam “attraversare” pareti e/o nemici, il feeling che il gioco versi in uno stato di programmazione non perfetto, è sin troppo evidente.

Artisticamente parlando invece, il gioco è un piccolo gioiello d’ingegno e realizzazione. Qui, la maestria del papà di Castlevania fuoriesce e addirittura esplode, in una tavolozza di colori tendenzialmente scuri, costellati di elementi scenici che urlano decadenza e disperazione. La cupezza di base del mondo di gioco è resa in modi completamente diversi grazie ad una ingegnosa varietà di scenari che si susseguono non sembrando mai una forzatura volta a cambiare “facilmente” il colpo d’occhio. Il comparto audio è sicuramente un plus, fatto di soundtrack che mutano continuamente genere seppur conservino una certa indole buia ed orchestrale. Un plauso va fatto anche alla recitazione vocale, non la migliore sentita sin d’ora ma sicuramente valida e che rende ancora più apprezzabile il gioco.

Concludendo…

Bloodstained: Ritual of the Night è un degno erede di Castlevania e, gli amanti dei Metroidvania, troveranno un sistema di combattimento degno, una bella trama, unitamente ad elementi ruolistici che potenziano notevolmente l’esperienza. Peccato per alcune pecche tecniche che, complessivamente, influiscono negativamente su di una esecuzione pressochè perfetta.

CI PIACE
  • Meccanicamente pregevole
  • Piuttosto longevo
  • Platform, action e gioco di ruolo
NON CI PIACE
  • Alcuni problemi tecnici
  • Non particolarmente dinamico
Conclusioni

Bloodstained: Ritual of the Night è un degno erede di Castlevania e, gli amanti dei Metroidvania, troveranno un sistema di combattimento degno, una bella trama, unitamente ad elementi ruolistici che potenziano notevolmente l’esperienza. Peccato per alcune pecche tecniche che, complessivamente, influiscono negativamente su di una esecuzione pressochè perfetta.

8.5Cyberludus.com

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