Con l’evento X018 di qualche mese fa, Microsoft annunciò – in rapida successione – una vagonata di titoli piuttosto promettenti, che sarebbero stati fin da subito rilasciati in accoppiata con l’ottimo servizio Xbox Game Pass. Uno tra i titoli indipendenti che, maggiormente, saltarono all’occhio durante la conferenza fu senz’altro Void Bastards, sparattutto in prima persona – ad ambientazione spaziale – sviluppato Blue Manchu, team capitanato da una vecchia conoscenza del mondo del gaming, Jon Chey, co-fondatore di Irrational Games, nonchè spalla di Ken Levine nello sviluppo delle apprezzatissime serie di Bioshock e System Shock.

Dopo aver ricevuto un codice da Humble Bundle, producer che si è preso in carico della distribuzione del titolo, abbiamo giocato a lungo a Void Bastards in versione PC. Queste sono le nostre finali considerazioni sul particolare “roguelike” di Blue Manchu

Fuga dalla Sargasso Nebula

Attraverso brevi cutscene ci viene raccontata la trama di Void Bastards che, senza girarci troppo interno, risulta uno tra gli aspetti meno curati dell’intera produzione. La volontà del team di concentrarsi principalmente su gameplay e libertà di scelta è evidente ma, sicuramente, una maggior cura sul lato narrativo non avrebbe fatto che bene all’ultima fatica dei ragazzi di Blue Manchu.

La trama – piuttosto semplicista – viene raccontata da simpatiche cut-scene “a fumetti”.

Fermi a bordo di un’astronave per prigionieri – chiamata appunto Void Ark – nella Sargasso Nebula, senza cibo o risorse, saremo chiamati a impersonare uno tra i detenuti della nave, che da “sostanze liquide” verranno direttamente incanalati dentro delle vere e proprie tute spaziali. Appena preso il controllo della nostra personale navicella potremo spostarci, tramite un accattivante mappa tattica, verso i diversi pianeti adiacenti, dosando con attenzione cibo, carburante e senza sbagliare direzione. Sì, perchè Void Bastards è un titolo altamente punitivo dato che anche un solo spostamento verso una zona della mappa controllata da pirati o da nebulose “killer”, potrebbero far finire anticipatamente la nostra partita. In aggiunta, il gioco propone un sistema di permadeath che tengono pienamente fede alla natura roguelike del titolo. Ad ogni respawn, infatti, non solo perderemo risorse, munizioni e carburante del detenuto precedente ma dovremo controllare un detenuto completamente differente che, per natura, possiede alcuni tratti unici (sia negativi che positivi), feature che ci ha ricordato molto quella di Rogue Legacy. Potremmo infatti impersonare detenuti bassi (in questo caso la telecamera sarà “tarata” in una posizione inferiore, cambiando completamente la nostra prospettiva di gioco) oppure altri capaci di rendere automaticamente alleati alcuni tipi di nemici, ecc. Questo aspetto è sicuramente una delle feature più riuscite di Void Bastards, in grado di rendere ogni run “post mortem” ancora piu differente rispetto a prima.

Mangia, raccogli, potenzia, muori, ripeti

Passate le prime ore all’interno del gioco – e cominciato a familiarizzare con le meccaniche basilari di gameplay – ci renderemo conto che, in Void Bastards, le cose da fare non sono poi molte: come recita il titolo di questo paragrafo, sarà necessario – sempre – tenere sott’occhio le risorse nostre e della nave (indi cibo e carburante), per non rimanere dispersi nello spazio e patire di una morte prematura, e raccogliere gli oggetti che ci verranno indicati mano a mano dalla voce robotica della Void Ark, necessari a farci fuggire dalla Sargasso Nebula e arrivare, così, alla fine del titolo.

Inventario e progressi nei potenziamenti verranno ereditati anche dai personaggi successivi, in caso di morte.

Il core del gameplay di Void Bastards risiede nell’esplorazione delle varie astronavi che incontreremo durante il nostro viaggio, i cui interni saranno generati proceduralmente (anche se, a onor del vero, a parte la discreta varietà di “biomi” tendono ad assomigliarsi un po’ tutte). Il gioco, come impostazione, si presenta in prima persona, con la classica visuale da FPS: durante l’esplorazione potremo portarci solamente tre armi – una per categoria – e sarà sempre necessario ponderare con attenzione le munizioni e scorte, per evitare di rimanere a secco in presenza di nemici.

Il gameplay richiama molto quello di System Shock 2. La componente tattica – in questo caso – è preponderante.

Il consiglio, in questi casi, è sempre quello di risparmiare munizioni quando possibile: avete modo di eliminare più nemici contemporaneamente con una granata? Fatelo! Non sprecate proiettili. Ottenere al più presto la mappa delle risorse sulla nave potrebbe essere l’idea migliore se siamo alla ricerca di oggetti (e se avete crediti extra ottenete pure quella in grado di rivelare la posizione dei nemici) e, da quel punto in poi, potremo iniziare a spostarci di stanza in stanza raccogliendo il più possibile, facendo sempre attenzione a nemici o torrette. Oltre a carburante e cibo, i materiali e gli oggetti unici potranno essere utilizzati nella workbench (a fine ricognizione) per potenziare il nostro equipaggiamento, craftando nuove armi o potenziando le altre già acquisite. Durante l’esplorazione dello spazio capiterà anche di raccogliere risorse fluttuanti e – ovviamente – veri e propri mini-market nei quali potremo spendere i nostri crediti e rimpinguare più velocemente le nostre scorte.

Durante i nostri spostamenti sarà anche necessario far rifornimento nei diversi supermarket “fluttuanti”.

I nemici che popolano le varie armi risultano, ovviamente, il pericolo numero uno per il nostro detenuto. Sottovalutare le “deformità” che abitano lo spazio potrebbe portarci a morte prematura e quindi è opportuno non trattare Void Bastards come un qualsiasi first person shooter. La componente tattica nel titolo Blue Manchu è infatti preponderante e costringerà i giocatori a valutare con cura ogni spostamento all’interno delle stanze. Da questo punto di vista il gioco mette a disposizione un quantitativo esagerato di possibilità nell’affrontare i pericoli dello spazio: dalla semplice disattivazione dei sistemi di sicurezza (quali securbot o torrette) fino all’apertura di portelli, in grado di “lanciare” – letteralmente – i nemici nello spazio, avremo una miriade di possibilità di sopravvivere. Ovviamente il minimo errore verrà punito con la morte del personaggio e sarà quindi nostra premura imparare dal fallimento e diventare più furbi nell’approccio alle missioni.

Spazio profondo “cartoon”

Basato sul motore Unity, Void Bastards sfoggia un comparto audiovisivo di indubbio spessore. Lo stile cell-shading adottato dagli sviluppatori è reso alla perfezione, mescolato ad elementi 2D che non stonano affatto con lo stile “fumettistico” della produzione.
Ottima anche l’ottimizzazione – nella versione PC. Durante la nostra prova, effettuata su una configurazione di fascia alta (“armata” di processore i7-8700K e GTX 1080ti), non abbiamo riscontrato cali o incertezze di alcun tipo.

Molto buono anche il comparto sonoro che, seppur non vanti un gran numero di linee di dialogo, risulta in linea con il livello qualitativo della produzione Blue Manchu.
Il gioco non offre alcuna localizzazione in lingua italiana anche se, lato nostro, non ne abbiamo sentito particolarmente la mancanza, considerata la già citata mancanza di una narrativa di spessore.

Concludendo…

Void Bastards, nella sua imperfezione, si è rivelato una piacevole sorpresa. Il titolo Blue Manchu riesce a mischiare elementi tipici dei titoli roguelike, con un gameplay shooting “estrapolato” direttamente da System Shock 2 – con le dovute proporzioni.
Nonostante una esigua longevità (il gioco può essere portato a termine in una decina di ore circa) e a una certa ripetitività di fondo, ci sentiamo di consigliare Void Bastards ad ogni appassionato del genere. Difficile rimanerne delusi.

CI PIACE
  • Gameplay che richiede un forte approccio tattico alle missioni
  • Comparto artistico di livello
  • Discreto numero di armi e gadget
  • Complesso…
NON CI PIACE
  • …anche se alla lunga risulta abbastanza ripetitivo
  • Campagna non particolarmente longeva (sulle 10 ore)
  • Comparto narrativo pressoché inesistente
Conclusioni

Void Bastards è un titolo divertente, complesso e davvero accativante. L’approccio tattico alle missioni e le varie possibilità offerte in termini di combinazioni armi e gadget, rendono il titolo Blue Manchu uno tra i “rogue-like” più divertenti disponibili su PC e console, anche se, a parer nostro, una maggior longevità e varietà di missioni avrebbe permesso a Void Bastards di catalogarsi come “must-have” assoluto.

8Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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