Premessa

I giochi di simulazione militare (conosciuti con il termine “milsim”), vengono considerati generalmente una categoria di nicchia perché dotati di un livello di difficoltà più elevato rispetto ai vari Call of Duty o Battlefield e il loro sviluppo non richiede un quantità di risorse come i titoli più blasonati. La narrazione è pressoché assente, il single-player è limitato al tutorial e la modalità principale è solamente il multiplayer.
A livello di gameplay, le differenze principali rispetto ad un Battlefield, per esempio, comprendono una manegevolezza dell’arma più complessa, un comportamento quanto più realistico possibile dei proiettili (nella balistica, nel quantitativo personale ecc…), e soprattutto nelle meccaniche delle ferite; nella maggior parte dei casi, con un proiettile in corpo si muore. Tra i titoli più famosi, ambientato nello stesso periodo (II° Guerra Mondiale), c’è Post Scriptum, uscito dall’Early Access lo scorso anno e ancora con una community molto attiva, anche italiana. Lo possiamo prendere in considerazione come “diretto concorrente”, visto che presenta diverse similitudini con il titolo che andremo ad analizzare oggi. Questo Hell Let Loose si presenta come un milsim appena entrato nella fase di Early Access con pregi e difetti che descriveremo di seguito.

Hell Let Loose

Storia

Come dicevamo, Hell Let Loose è ambientato durante la II° Guerra Mondiale, ma su tre mappe distinte: Hurtgen Forest, la foresta di Hurtgen al confine tra Belgio e Germania, caratterizzata da una fitta boscaglia con bunker e fortificazioni con filo spinato. St Marie Du Mont, in Normandia, con campi aperti dove è difficile trovare coperture e una cittadina con un campanile perfetto per i cecchini (qualcuno ha detto Salvate il Soldato Ryan…?). Infine, Foy, nella innevata foresta di pini nelle Ardenne in Belgio, e i detriti di ciò che rimane della cittadina.

Avviando la partita ci si trova immediatamente davanti l’elenco dei vari server multiplayer disponibili (ufficiali e non), dove poter entrare ed iniziare il combattimento. Una volta effettuato l’accesso occorre scegliere la fazione (Stati Uniti o Germania), la classe (ce ne sono in tutto quattordici, ognuna con equipaggiamento differente) e il punto di spawn.

Hell Let Loose

Gameplay

Lo scopo di ciascuna partita è quello di occupare i settori nemici utilizzando la strategia e la comunicazione con i giocatori alleati come “armi” principali. Questi due elementi sono fondamentali sia per la vittoria che per la sopravvivenza del proprio team; i lupi solitari raramente vivono a lungo. I sopracitati settori cambiano ad ogni partita, perciò il comandante di ogni fazione dovrà avere una visione d’insieme dell’intero campo di battaglia ed impartire gli ordini alle proprie squadre seguendo un’appropriata strategia. Con l’occupazione dei settori, si guadagnano “punti” che potranno essere spesi dal comandante di fazione per richiedere unità di supporto allo scopo di favorire le proprie truppe all’occupazione di settori sempre maggiori. Come già specificato, ci sono quattordici ruoli che vanno dal semplice soldato di fanteria all’anti-tank, dal cecchino al geniere. Ciascuna unità di fanteria, ad esempio, è composta da sei giocatori: l’ufficiale che comanda la squadra e altri 5 giocatori. Alcune classi, come per esempio il cecchino, sono limitate ad una determinata quantità a fazione, per rendere il gameplay il più equilibrato possibile.

I ruoli più importanti e con maggiori responsabilità sono quelli del comandante e dell’ufficiale. Il primo, come già detto, deve impartire gli ordini strategici a tutte le squadre della fazione, mentre il secondo deve seguire gli ordini del proprio comandante e guidare la propria squadra.
I carri armati, presenti in ogni mappa, hanno bisogno di un comandante interno (il quale, oltre ad impartire ordini di attacco e movimento, funge anche da osservatore), più altri due membri dell’equipaggio che rivestono i ruoli di pilota e cannoniere.
Purtroppo, non sono previsti mezzi aerei pilotabili; questi fungono esclusivamente da supporto e sono disponibili solamente dal comandante di fazione per attacchi mirati al suolo.

Hell Let Loose

Comparto tecnico

A livello tecnico il titolo non spicca in qualità sopraffina soprattutto nelle texture del terreno le quali, se viste da vicino, sono piatte e “sfocate”, a tratti sembrano essere state messe li come placeholder.
Però c’è da dire che allontanandosi e osservando l’insieme del paesaggio, del fogliame e delle costruzioni (soprattutto gli interni) è piuttosto piacevole alla vista. Siamo rimasti molto colpiti dagli interni degli edifici, tutti molto curati, con i mobili posizionati seguendo un senso logico, rende il tutto molto più immersivo rispetto per esempio a Post Scriptum, nel quale tutti gli edifici sono completamente vuoti. Anche l’illuminazione è notevole e talvolta ci si ritrova nel bel mezzo del campo di battaglia ad osservare incantati i raggi del sole che penetrano tra i rami della foresta. Altro punto a favore è il gunplay, piuttosto realistico e soddisfacente, ma c’è ancora da limare qualcosa, per esempio la gestione della stamina ancora poco chiara e qualche animazione legnosa. A proposito di gunplay, anche all’interno del carro armato la soddisfazione e l’immersività è piuttosto alta, peccato che il warping (quell’effetto di “teletrasporto a strattoni”) distrugge l’esperienza, quasi sicuramente dipendente dai server e dalla poca ottimizzazione a livello di netcode.

Purtroppo il reparto audio è piuttosto deludente: alcuni effetti sono poco curati e deficitano in profondità. Ad esempio l’MP 40, fucile iconico dei soldati tedeschi, sembra un fucile a pallini, non c’è quel suono caratteristico al quale ormai noi wargamers siamo tutti abituati. Anche il posizionamento ha qualche rogna, infatti più di una volta ci siamo trovati in situazioni dove non sapevamo da dove venisse un determinato sparo. Questo è un problema importante in un gioco dove occorre “prestare orecchio” per individuare una possibile postazione nemica.

A livello di performance, l’ottimizzazione è ancora lontana; su un PC piuttosto carrozzato – dotato di i7-7700K, 32Gb di RAM, GTX 1080Ti e SSD, i 60 fps sono quasi un miraggio. Dato che comunque è un early access e c’è più di un anno ancora davanti per l’eventuale versione 1.0 del gioco, siamo ottimisti nel fatto che risolveranno anche questo fatto in futuro.

Occorre puntalizzare che comunque gli sviluppatori si stanno dimostrando più che concentrati nel risolvere gli eventuali errori riscontrati dalla comunity, dato che solo nel primo giorno della release al pubblico hanno rilasciato ben due patch correttive.

Recentemente hanno anche pubblicato una roadmap dei futuri sviluppi pianificati e oltre all’aggiunta di una ulteriore mappa (Utah Beach, prevista per il prossimo luglio), saranno anche disponibili ulteriori classi, cosmetici, veicoli e soprattutto modifiche al bilanciamento, nuove armi e altro ancora. Potete vedere la foto sotto nel dettaglio.

Hell Let Loose roadmap
Hell Let Loose roadmap

Concludendo…

Come già specificato, la comunicazione con gli altri giocatori del proprio team è fondamentale, perciò chi non ha un microfono o semplicemente non gli piace l’idea di interagire con altri giocatori, farà meglio a pensarci due volte prima di procedere all’acquisto.

Hell Let Loose si piazza quasi a metà strada (almeno per il momento) tra un Battlefield e Post Scriptum (più virato verso quest’ultimo in realtà), prendendo da ciascuno quelle piccole meccaniche che li rendono unici per farne un titolo caratteristico, non completamente frustrante ma appagante e divertente.

CI PIACE
  • Gunplay piuttosto curato.
  • Supporto dagli sviluppatori.
  • Esteticamente piacevole…
NON CI PIACE
  • … a patto che si veda l’insieme e non nel dettaglio.
  • Audio da rivedere.
Conclusioni

Titolo non per tutti; il realismo e la necessità di utilizzare un microfono per comunicare con altri giocatori potrebbero spaventare, ma se siete alla ricerca di un’alternativa al sopracitato Post Scriptum che vi faccia sentire sempre più “soldato della II° Guerra Mondiale”, questo Hell Let Loose non vi deluderà sicuramente.

SENTENZA

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Iniziò tutto con l’MSX negli anni ’80 e con i videogiochi è stato amore a prima vista. Da allora, non ho mai smesso. La passione principale rimane la simulazione aerea/militare, ma non disdegno RPG, avventure, puzzle game, FPS…. Odio i giochi sportivi e di corse automobilistiche.

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