“Nostalgia, nostalgia canaglia”: cantavano così decine e decine d’anni fa Albano e Romina. Ma sembra che, nonostante tutto, il pensiero sia sempre lo stesso: la nostalgia “vince”. Prima o poi, tutti ci ritroviamo dinanzi ad un piccolo oggetto, in grado di annodarci la gola e costringerci a misurazioni impietose passato/presente. E, in questo senso, la scena videoludica (o meglio, i manager della scena videoludica) hanno ben compreso che, quel nodo in gola, è spesso un catalizzatore di un’azione tanto semplice quanto “distruttiva”: l’apertura del portafoglio. In un limbo fatto di “vecchi giochi nuovi”, troviamo anche qualche prodotto di spessore che strizza l’occhio al passato senza però copiarne aspiritualmente le dimensioni: ed è proprio questo il caso di Amid Evil, un’operazione nostalgia dello sviluppatore New Blood Interactive (già autore dell’apprezzato DUSK) ma con un bel pò di carne sul fuoco. Ma andiamo con ordine!

L’orrore e il sangue

Amid Evil è uno sparatutto in prima persona old style, concettualmente simile al primo Doom, Heretic od HeXen, da cui prende anche ispirazione a livello di setting generale. L’ambientazione, un pò fantasy, un pò steampunk, un pò hi-tech, farà da sfondo ad una non vicenda: la storyline di Amid Evil è pressochè assente, visto che impersoneremo il classico “eroe” che abbatte orde e orde di cattivi, via via più insidiosi e potenti. Nonostante, come detto, la questione sia sostanzialmente in linea con il concetto di “shooting game” del passato (tutto azione, zero trama), ci si sarebbe aspettato uno sforzo maggiore sia a livello di caratterizzazione complessiva del gioco, buona ma non ottima o particolarmente originale, che a livello di storyline (la quale, sostanzialmente, si dipanerà attraverso messaggi “cripitici” sulle mura). Amid Evil è quindi un brutto gioco? Assolutamente no.

Il gameplay generale sarà una sorta di omaggio ai concept classici degli sparatutto del passato, con un occhio particolare per chi il concetto di sparatutto l’ha creato (id Software): nel gioco “zompetteremo” allegramente per i livelli maciullando demoni e aberrazioni varie mentre cerchiamo una serie di chiavi che ci consentono il passaggio ad un livello successivo. Il gioco è sostanzialmente diviso in sette diversi mondi, ognuno dei quali è a sua volta costituito da tre livelli specifici con una sua caratteristica “fauna”; ad attenderci alla fine di ciascuno ci sarà la canonica Boss Battle, alcune delle quali davvero ostiche e tutte piuttosto frenetiche. Ogni singolo livello è davvero enorme: gran parte del gameplay avverrà infatti in strutture piuttosto aperte, spesso incorniciate da costruzioni mastodontiche e ben realizzate. E, assieme alla quantità, Amid Evil ha dalla sua un level design di qualità: oltre ad una differenziazione ambientale di carattere estetico, il gioco offre anche repentini cambi di atmosfera degni di una pellicola cinematografica ed una complessivo planning dei livelli ordinato e pulito.

Amid Evil

Solo contro il male

Com’è lecito attendersi, Amid Evil è un arcade fest fra i più puri visti negli ultimi anni: al di là di un notevole quantitativo di armi di distruzione (differenziate a seconda del tipo di “mana” che useremo, il quale in questo gioco andrà a sostituire la classica numerazione dei proiettili), il titolo offre meccaniche veloci, frenetiche e che espongono una sublimazione tecnica di ciò che in passato significava “first person shooting”. Un’altra interessante caratteristica e che, ad ogni nuovo episodio, il gioco “cancellerà” il nostro inventario, dandoci una nuova arma da cui cominciare e modificando l’ordine di apparizione delle stesse. Se a tutto questo aggiungiamo una difficoltà incrementale in grado di raggiungere vette piuttosto elevate, avremo una vaga idea del livello di sfida che ci attende.

Parlando delle nostre armi di distruzione di massa l’arsenale è di tutto rispetto, fra asce, spade che emettono onde di energia, un tridente che emente potenti fulmini ed una sorta di lanciarazzi che spara mini-pianeti (!!!). Ogni nemico abbattuto ci consentirà di raccogliere “pezzi d’anima” che andranno ad aumentare una barra che, una volta completa, ci consentirà di entrare in una sorta di status “Furia”, che cambierà completamente il comportamento delle armi. In sostanza, Amid Evil è un gran bel gioco, una rivisitazione aggiornata del passato ed un bagno completo nella nostalgia ma…non tutto è perfetto. Il gioco sembra, a conti fatti, una notevolissima occasione sprecata soprattutto perché premesso un comparto “vecchio” ma abilmente adattato al 2019, si sarebbe potuto osare di più. Tra HeXen e Amid Evil intercorrono quasi 30 anni di evoluzione tecnologica: i ragazzi di New Blood avrebbero potuto tranquillamente contaminare la loro creatura spiritualmente “old” per renderla speciale al 100%.

Amid Evil

Comparto Tecnico

Da un punto di vista più squisitamente tecnico, Amid Evil è un lavoro pregevole. Il look anni ’90 è stato traslato al 2019 e, nonostante non si possa pretendere un look da Tripla A, il titolo si difende più che bene. In linea di massima, gli sviluppatori hanno sostanzialmente “aggiornato” tecnicamente tutte le caratteristiche che contraddistinguevano i titoli del passato. Le texture in chiave old-school sono ben fatte, sia quelle ambientali, sia quelle dei nemici che, però, alterneranno modelli piuttosto ispirati e originali ad altri un po’ scarni e non particolarmente interessanti. Da un punto di vista della pulizia di programmazione, Amid Evil è un lavoro decoroso seppur non esente da qualche occasionale bug, come alcuni piccoli muri invisibili che, improvvisamente, “ancorano” il personaggio all’immobilità. A livello di prestazioni, il gioco è scorso fluidamente a tutte le risoluzioni provate con una configurazione medio/alta, riuscendo a garantire almeno i 60 frame in tutti i frangenti con un relativo sforzo a livello di equilibratura delle opzioni.

Amid Evil

Concludendo…

Amid Evil è un bagno di nostalgia (e di sangue). Una piccola chicca per quei videogiocatori che, oggi, sono almeno negli “enta” da un po’. Un ritorno al passato insperatamente valido e qualitativamente degno di nota, che ci farà ritornare per una decina e più di ore in un mondo videoludico estintosi non appena il fenomeno è divenuto “di massa”. Il tutto, ovviamenete non privo di qualche piccolo difetto, ad un prezzo sostanzialmente accessibile.

CI PIACE
  • Un tuffo ben fatto nel passato
  • Molto longevo
  • Artisticamente pregevole
NON CI PIACE
  • Linea narrativa pressoché inesistente
  • Non particolarmente originale
  • Alcuni piccoli problemi tecnici
Conclusioni

Amid Evil è un bagno di nostalgia (e di sangue). Una piccola chicca per quei videogiocatori che, oggi, sono almeno negli “enta” da un po’. Un ritorno al passato insperatamente valido e qualitativamente degno di nota, che ci farà ritornare per una decina e più di ore in un mondo videoludico estintosi non appena il fenomeno è divenuto “di massa”. Il tutto, ovviamenete non privo di qualche piccolo difetto, ad un prezzo sostanzialmente accessibile.

8Cyberludus.com

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