“Nei miei sogni tormentati vedo quella città..Silent Hill..”

Con questa misteriosa frase ha inizio uno dei capolavori più inquietanti e avvincenti che il repertorio ps2 mette a disposizione per i videogiocatori in cerca di emozioni forti. Chi ha giocato al primo capitolo targato Konami uscito nel 1999 sa bene quale tipologia di terrore lo attende.
Una paura inconscia, psicologica, in cui ciò che si vede non è reale, ciò che si vive è solo il frutto dell’immaginazione e della follia umana.
Un incubo di qualcun altro, che trasforma la realtà in nebbia, sangue e ruggine. Un incubo dove la vera protagonista è la citta che con i suoi “occhi”osserva e pazientemente attende i visitatori da “lei”chiamati a redimersi dai propri peccati e ad affrontare se stessi: Silent Hill rappresenta una sorta di Purgatorio in cui i vivi e i morti si incontrano, si sfiorano nella nebbia silenziosa.
A Silent Hill si arriva per tante ragioni ma si esce (se si riesce…) solo da redenti illuminati dalla luce o da condannati destinati a bruciare tra le fiamme purificatrici dell’Inferno.
Il protagonista dell’avventura, James Sunderland, un bel giorno riceve una lettera dalla moglie che lo invita a recarsi nella città di Silent Hill dove lo attende.
Il problema è che la moglie è morta tre anni prima dell’arrivo di questa lettera..!Come si spiega tutto questo? Sua moglie Mary è davvero morta? Al giocatore resta il compito di arrivare alla verità immergendosi in un incubo senza fine, una spirale di terrore e morte, dove le uniche azioni possibili sono scappare e non guardare cosa si cela dietro l’angolo.

Tra buio e luce..

Graficamente il titolo Konami sfodera gli artigli presentandosi dettagliatissimo: l’onnipresente nebbia che avvolge la cittadina rasenta il realismo e disorienta il giocatore, soprattutto quando dalla suddetta nebbia improvvisamente escono creature orribili pronte a divorarlo.
Le animazioni sono cosi ben realizzate che rimarrete impalati a vedere i mostri (che sembrano usciti dal peggiore degli incubi!!) avanzare verso di voi rischiando una fine dolorosa; da brivido è, soprattutto, il loro design “plasticoso”.
Dimenticare le infermiere dinoccolate e gli uomini avvolti e soffocati da uno strato gelatinoso simile alla placenta sarà difficile quanto avanzare nell’avventura a luci spente per non essere notati dagli abomini urlanti in cerca di carne umana, in cerca della vostra carne e della vostra anima.
Unica amica nell’oscurità è la vostra fidata torcia elettrica: gli effetti di luce che crea sono tra i migliori realizzati in un videogioco, soprattutto la deformazione delle ombre dell’ambiente circostante e dei nemici.
Ma ricordate che più la terrete accesa più attirerete i mostri!Fatene un saggio uso! Le ambientazioni sono ben riprodotte; la città è interamente e liberamente percorribile dal protagonista.
I palazzi e gli oggetti visibili sullo schermo sono ottimamente realizzati e ricchi di dettagli e particolari come vetrate polverose, grate insanguinate che evidenziano lo stato malsano e degradato in cui i programmatori vogliono immergere il giocatore terrorizzandolo e mettendolo a disagio: la città è minacciosa quanto i mostri che la abitano!

Suoni dall’inferno…

Il comparto sonoro gode della maestria del compositore Akira Yamaoka (responsabile della colonna sonora del primo indimenticabile Silent Hill) che in questo capitolo terrorizza il giocatore lentamente ma..senza tregua! Infatti vi ritroverete a percorrere sezioni di gioco immersi in un “voluto” silenzio che poi sarà improvvisamente rotto da rumori angoscianti, urla e spiazzanti cantilene. Avanzerete nell’oscurità convinti di essere soli finchè non udirete bisbigliare nel vuoto; sentirete i passi di qualcuno dietro di voi ma che voltandovi non vedrete; bussarenno alla porta della stanza in cui vi trovate e udirete urla e pianti accanto a voi.
E se la radio di cui siete muniti comincia a trasmettere fastidiose interferenze..scappate senza voltarvi indietro!L’obiettivo è semplice: illudervi di essere da soli e scioccarvi improvvisamente con un saggio alternarsi di silenzio, effetti raggelanti e colonne sonore oniriche cosi inquietanti nella loro bellezza che sembrano adatte più a una pellicola cinematografica che a un videogioco.
Ma probabilmente è questa l’esperienza che Silent Hill vuole regalarci: essere protagonisti di un film in cui ogni singolo rumore, ogni minima percezione di qualcosa che si cela dietro l’angolo è stata appositamente studiata per farci saltare dalla sedia senza pietà! Giocatelo al buio e magari con le cuffie e state certi che i vostri sogni saranno tormentati per un bel po!

Ma datti una mossa!!!

Il gameplay rappresenta l’unica vera nota dolente! I movimenti del protagonista risultano ostici, lenti e macchinosi;le azioni di conseguenza diventano faticose e a tratti snervanti. Alcune volte risulterà difficile evitare un attacco o sfuggire in tempo da una situazione pericolosa e morire per una stupidaggine potrebbe innervosirvi più di una volta: tuttavia prima di lanciare il pad all’aria familiarizzate meglio con il sistema di controllo cosi l’avventura risulterà ugualmente appagante ! C’è da dire che l’idea degli sviluppatori era quella di “umanizzare”il protagonista: James non è un soldato o un guerriero bensi un semplice uomo che si ritrova travolto da situazioni più grandi di lui perciò facilitare i movimenti avrebbe comportato il distacco dall’idea di “impotenza” di fronte al soprannaturale.
Lo stesso discorso sulla macchinosità dell’azione vale per i nemici e i boss che non sono muniti di movimenti veloci nè di un’intelligenza artificiale degna di nota perciò una volta studiati i movimenti e i due tre attacchi a loro disposizione sconfiggerli non sarà un’impresa ardua.
Ma a far dimenticare (almeno in parte) i difetti del gameplay ci pensano gli enigmi di gioco, punto forte della serie: torneranno la combinazione di oggetti e i codici da decifrare nelle lettere che vi terranno impegnati nel corso dell’avventura.
La longevità non supera gli standard degli altri survival horror in commercio ma i finali multipli (sbloccabili compiendo azioni diverse) e le armi extra (ottenibili rigiocando più volte l’avventura) spingono il giocatore a non mollare il pad per un bel po’.
.Il gioco abbonda di segreti, alcuni piuttosto divertenti (come un insolito finale che vede protagonista un cane o un altro con gli alieni, per non parlare di una curiosa bomboletta spray utilizzabile come arma!!) e non scoprirli sarebbe un peccato.
Inoltre è ormai disponibile la director’s cut che aggiunge al già magnifico repertorio una piccola avventura in cui giocherete nei panni della conturbante e indimenticabile Maria (che accompagna James nell’avventura principale in determinate sezioni del gioco) aumentando(ma non di molto) la longevità generale dell’avventura.

Vale la pena avere paura?

In conclusione ci troviamo davanti a una piccola(e tenebrosa) perla videoludica che gli appassionati non possono lasciarsi sfuggire e che, soprattutto, non dimenticheranno facilmente. Non è priva di difetti ovviamente: le scalettature(che affliggono da sempre la ps2)in certe sezioni sono fin troppo evidenti e fastidiose. Inoltre correre senza sosta attraverso lunghi corridoi che brulicano di porte chiuse(e ce ne sono tante!!) può stancare o spazientire il giocatore amante dell’azione.
Ma proprio questo difetto evidenzia il vero pregio del gioco:Silent Hill non è un gioco d’azione ma un’avventura silenziosa, un cammino solitario e meditativo sulla vita, sulla morte e sulla follia interiore dell’uomo, follia che sfocia nelle sue azioni….buone o cattive che siano.
Silent Hill 2 affascina il giocatore grazie alla trama surreale e a tratti contorta e inspiegabile; lo accompagna piano piano nel mistero, facendogli lentamente perdere la percezione della realtà e una volta persa…lo travolge nelle sue stesse paure più profonde..dalle quali non lo farà mai più uscire!

Marco “Seth”Delle Fave

Conclusioni

Ci troviamo davanti a una piccola(e tenebrosa) perla videoludica che gli appassionati non possono lasciarsi sfuggire e che, soprattutto, non dimenticheranno facilmente.

9Cyberludus.com
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