Quando nell’ormai lontano novembre 2004 Blizzard lanciò sul mercato World of Warcraft, nessuno si sarebbe mai aspettato l’enorme impatto che l’MMORPG avrebbe avuto sull’intera industria videoludica. Quello che ai tempi era “solo” considerato uno tra gli strategici di punta sul mercato PC, da lì a poco divenne uno tra gli universi fantasy più apprezzati nel panorama videoludico mondiale. Anni di espansioni, milioni di giocatori all’attivo e – soprattutto – un supporto costante da parte di Blizzard, hanno permesso a World of Warcraft di mantenere un posto fisso sul trono degli MMORPG.

Disponibile dal mese di agosto, Battle for Azeroth – settima espansione del fortunato gioco di ruolo online di casa Blizzard – porta una valanga di nuovi contenuti nelle terre di Azeroth: nuovi continenti, una nuova storia e – soprattutto – nuove razze, rimpingueranno la secolare guerra tra Orda e Alleanza. Voi avete fatto la vostra scelta? Noi sì, e siamo pronti a parlarvene nella nostra recensione…

Dove eravamo rimasti…

Con l’arrivo delle ultime due espansioni, Blizzard ha cercato sempre più di alzare l’asticella sul fronte narrativo per quanto riguarda la sua creatura World of Warcraft. L’Introduzione di cutscene e di quest piú articolate hanno permesso alla casa statunitense di “spaziare” maggiormente, riuscendo in molti casi a catturare l’attenzione dei videogiocatori poco affini ai titoli esclusivamente multiplayer. Per questo motivo, per chi si fosse perso qualche passaggio – in particolare gli eventi di Legion, la precedente espansione – abbiamo pensato di proporvi questo piccolo recap, in modo da non arrivare impreparati all’arrivo di Battle for Azeroth

Gli eventi di Legion hanno visto il ritorno di Sargeras per mano dello stregone Gul’dan e l’invasione della legione su Azeroth. Ancora una volta, con l’aiuto di Khadgar, i vari eroi di Orda e Alleanza partirono alla volta della Riva Dispersa per affrontare la Legione ottenendo però una clamorosa sconfitta in cui Varian Wrynn, Re di Stormwind, e Vol’Jin, capoguerra dell’Orda, persero la vita lasciando come loro successori rispettivamente Anduin Wrynn e Sylvanas Ventolesto. Lo sforzo congiunto di Alleanza ed Orda riuscì nell’intento di liberare la città di Suramar, con la sonora sconfitta di Gul’dan, e la rinascita di Illidan – uno tra i più iconici personaggi dell’universo di Warcraft. Grazie al suo potere, Illidan porta Argus (il pianeta base della Legione nonché pianeta nativo dei Draenei) nei cieli di Azeroth verso cui partiamo congiungendoci con l’armata della luce a cui capo troviamo Turalyon ed Alleria Ventolesto. Anche qui gradualmente avanzeremo sul campo di battaglia fino ad irrompere nella roccaforte finale della Legione dove ci attende Sargeras e qualche vecchia conoscenza…

E adesso…

Azeroth è sull’orlo della guerra. L’Azerite, nata dopo che il titano Sargeras ha trafitto il continente con la sua spada, ha spinto gli eserciti di Orda e Alleanza a combattere per appropriarsene. Dopo aver unito le forze per sconfiggere la Legione, infatti, le due forze sono tornate a coltivare l’odio che le ha sempre separate nel corso degli anni dopo che, Sylvanas Ventolesto – la nuova capoguerra dell’Orda – decide di tradire l’Alleanza, colta da una incontrollabile sete di potere. La conquista di Lordaeron da parte della Regina Banshee spinge l’esercito di Re Wrynn a marciare verso la loro vecchia roccaforte. Il risultato? Nonostante l’aiuto di una vecchia conoscenza – Jaina Marefiero – la battaglia di Lordaeron si conclude con la distruzione della città stessa, scatenando ora più che mai una guerra tra le due potenze. Così ha inizio la battaglia per Azeroth…

Il potere dell’Azerite

Mentre con Legion abbiamo perso, letteralmente, le giornate a farmare potere per i nostri Artefatti, con Battle for Azeroth il nostro “focus” si è spostato sull’Azerite, che ci consentirà di aggiungere perk e/o abilità ai nuovi pezzi di equipaggiamento dell’espansione. Otterremo Azerite attraverso World Quest, Raid, Dungeon e le Island Expeditions (una tra le novità di questa espansione), rendendo molto meno evidente l’effetto “grinding” che fin dalla sua nascita attanaglia questa categoria di giochi. L’equipaggiamento di Azerite è relativamente facile da acquisire e, inoltre, Blizzard ha reso questi prodotti negoziabili tra i membri del party (o dei raid), in modo da poter condividerli con amici e/o conoscenti che non hanno i tratti ottimali per sfruttarli a dovere.

Le Island Expeditions, una tra le più importanti novità di Battle for Azeroth, ci consentiranno di dirigerci in vere e proprie isole, popolate da nemici “bellicosi”, nelle quali potremo guadagnare Azerite fino a raggiungere un determinato “cap” (la quantità massima di materiale cumulabile dipende dalla difficoltà della spedizione – Normale, Eroica o Mitica). Una volta raggiunto il limite, e completata l’isola, verremo ricompensati con del potere con cui potenziare il nostro equipaggiamento. E’ inoltre prevista una simpatica variante alla spedizione che prevede l’integrazione con il PvP: per completarla sarà infatti necessario fronteggiare giocatori della fazione opposta, decisamente più ardui da abbattere rispetto ai classici NPC.

War Mode – l’evoluzione del PvP targato World of Warcraft

Con l’arrivo di Battle for Azeroth, Blizzard ha cercato di rimescolare le carte in tavola per quanto riguarda la modalità PvP di World of Warcraft. Grazie al War Mode non vi sarà più distinzione tra server PvE e PvP, ma solamente una sorta di modalità di gioco attivabile in-game che ci consentirà di attaccare i giocatori della fazione opposta ottenendo una maggiore percentuale di esperienza. Ovviamente saremo liberi solo di attaccare i giocatori con la War Mode attiva mentre chi è ancora interessato ad una modalità PvE standard potrà continuare a sentirsi “protetto” senza il rischio di venire importunato dai giocatori di livello più alto.

War Mode e Island Expeditions non sono le uniche novità introdotte con Battle for Azeroth. Contenutisticamente parlando avremo così modo di esplorare due nuovi continenti (uno per fazione – Zandalar e Kul Tiras) e prendere il controllo di quattro nuovi varianti di razza – sbloccabili tramite specifiche quest line e obiettivi – ovvero i Tauren di Altomonte, Draenei Forgialuce, i Nobili Oscuri, gli Elfi del Vuoto (già conosciuti nella precedente espansione), i Nani Ferroscuro e infine gli Orchi Mag’Har. Non mancheranno i nuovi Dungeon e Incursioni – non tutti ispirati – atti a rimpinguare la nutrita base contenutistica dell’MMORPG targato Blizzard. Per l’occasione, inoltre il level cap è stato ulteriormente aumentato di 10, arrivando a toccare quota 120.

Sul fronte puramente tecnico, Battle for Azeroth – nonostante un motore con oltre 14 anni sulle spalle – riesce spesso a regalare alcuni ottimi scorci. Certo, stiamo pur sempre parlando di un motore ormai vetusto ma i diversi miglioramenti apportati all’engine sono riusciti a rendere il titolo Blizzard sufficientemente al passo con i tempi. Ottimo, come sempre, il character design e la qualità delle cutscene (ancora più lunghe rispetto agli anni passati), così come il comparto sonoro, caratterizzato da un ottimo doppiaggio in lingua italiana e a una soundtrack di assoluto spessore.

Concludendo…

Tornare ad Azeroth è sempre una bella emozione. In questi 14 anni dalla sua uscita, World of Warcraft è cambiato, parecchio (a questo pro attendiamo ancora notizie sulla modalità Vanilla annunciata lo scorso anno), ma questo non ha impedito a Blizzard di mantenere la propria creatura sempre “sul pezzo”, grazie alle diverse migliorie – sia tecniche che non – in grado di mantenere sempre vivo l’interesse della fan base. Battle for Azeroth non sarà di certo l’espansione definitiva ma è comunque un prodotto contenutisticamente valido e confezionato con cura, che ci permetterà di passare ancora molte ore tra le bellicose lande di Azeroth.

In breve
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.