Oggi abbiamo provato per voi in anteprima il promettente gioco indie horror Witch Hunt, ultimo frutto della prolifica mente di Andrii Vintsevych. Per chi non lo conoscesse, trattasi di un programmatore ucraino indipendente che, da qualche anno, è dedicato a tempo pieno allo sviluppo di videogame, principalmente horror, sebbene di limitato successo.

Avrà saputo fare tesoro dei suoi errori e sfornare un titolo degno di nota? Continuate a leggere per scoprirlo …

Caccia alle streghe!

Il periodo: 18esimo secolo. Posizione: vicinanze della città di Belleville. Missione: esplorare la foresta intorno alla cittadina in cerca del male che vi ha trovato dimora, con la scopo ultimo di estirparlo una volta per tutte.

Appena si avvia la prima partita una piccola introduzione testuale ci informa che durante il nostro viaggio siamo stati attaccati da una terrificante bestia che ha distrutto la carrozza e si è poi dileguata nelle tortuosità della foresta. Il nostro eroe riesce comunque a raggiungere a piedi la sua meta, ed il gioco ha quindi inizio …

In Witch Hunt si gioca esclusivamente in prima persona. Non appena iniziata una nuova avventura, ci troveremo in una prima area cittadina che ci aiuterà a familiarizzare con i controlli di gioco, che risulteranno subito molto naturali per chiunque abbia mai giocato ad un FPS.
In questa prima parte sono presenti alcuni NPC che contribuiscono a fornire un contesto più accurato sulla missione affidata ed altri quali il venditore dal quale potremo rifornirci di munizioni e feticci. L’interazione è davvero molto elementare: ci si limita ad ascoltare quanto hanno da dire e, nel caso del venditore, interagire con i menu per acquistare quanto necessario.
Il protagonista è dotato di un arsenale che non può essere definito proprio fantasioso: una pistola a percussione ed un moschetto ovviamente caricati con proiettili d’argento, ed una sciabola che rappresenta l’unica arma bianca a disposizione. Oltre a queste dotazioni base è possibile acquisire alcuni incantesimi ed oggetti magici con svariati effetti di protezione o di offesa contro le creature del male. All’inizio ovviamente il budget a disposizione è limitato – l’unico modo di aumentarlo è quello di addentrarsi nella foresta ed affrontare i terrori in essa celati.

Usciti dall’area cittadina è possibile finalmente estrarre l’armamentario ed iniziare il gioco vero e proprio, ma attenzione, perché per sua stessa ammissione Witch Hunt è un gioco che richiede molta pazienza!
Lo scopo ultimo di questo titolo infatti è di scovare colei che sta a capo delle orde maligne ed ucciderla, ma non sarà affatto un’impresa semplice perché quest’ultima è in continuo movimento e non sarà mai nello stesso posto. La mappa esplorabile è davvero vasta (per attraversarla tutta da una parte all’altra occorrono circa 10 minuti di camminata veloce) ed è cosparsa di innumerevoli punti di interesse sotto forma di costruzioni, casse nascoste, totem, etc.
Il nostro paladino possiede ovviamente alcune caratteristiche alla stregua di un grezzo RPG: oltre alla vita dispone anche una serie di abilità sbloccabili nel corso dell’avventura ed il mana, che rappresenta il potere magico; questi è molto prezioso perché può essere raccolto solo uccidendo le creature che infestano il territorio ed è necessario per effettuare incantesimi, utilizzare alcune abilità ed addirittura per salvare la partita. Il salvataggio può essere svolto esclusivamente nei pressi di alcune lapidi luminose sparse per la regione, e dobbiamo ammettere che il non poter salvare a piacimento aumenta positivamente l’angoscia offerta da questo titolo horror. Il nostro eroe è dotato di un potere particolare che lo aiuterà a scovare con successo i boss di turno: quando ci si trova entro un certo raggio di vicinanza si potrà udire il battito cardiaco del nostro eroe; più vicino si trova il bersaglio più veloce sarà il battito; una volta che l’essere mostruoso sarà entro il raggio visivo per poterlo colpire, occorre sbrigarsi, perchè non resterà certo a guardare mentre si cerca di eliminarlo, e da cacciatore c’è un serio rischio di trasformarsi in preda! Questa serie di operazioni andrà ripetuta più volte perché man mano che la storia prosegue i nostri bersagli cambieranno – la caccia sarà lunga e piena di colpi di scena.

Oltre ad i boss il territorio è costellato di altre creature più o meno terrificanti, dai più comuni zombie, a raccapriccianti cani dilaniati, passando per piante lanciatrici di acido, ragni giganti ed oscuri spettri sussurranti dai quali stare ampiamente alla larga (una volta avvistati cercheranno di entrare in contatto con il nostro personaggio provocando un moderato danno fisico ed azzerando completamente il pregiato potere magico accumulato!)
Gli incontri con questi esseri sono del tutto casuali, e di solito sono annunciati da suoni caratteristici quali lamenti, sussurri o ringhi che per lo meno aiuteranno ad anticipare gli attacchi dato che, dobbiamo dirlo, Witch Hunt è davvero impietoso. Un paio di colpi ben assestati dal più stupido zombie ed è Game Over, e si deve ricominciare dall’ultimo salvataggio.

Ars moriendi

Il motore di Unity è stato ben sfruttato. La grafica è invero un po’ grezza, ma il territorio esplorabile è curato e molto caratteristico. Una volta presa familiarità con esso vi si potranno riconoscere particolari insenature, rocce o montagne per orientarsi (la bussola e la mappa non sono disponibili da subito).
Le creature presentano forme grossolane e non particolarmente curate, così come le loro animazioni che risultano un poco legnose ed innaturali. Nonostante questi difetti il design dei nemici è accattivante e, grazie a delle texture spaventose quanto basta sono comunque in grado di provocare dei sani balzi dalla sedia durante i momenti più concitati.
Il comparto audio merita un plauso, perché sebbene manchi una vera e propria colonna sonora gli effetti ambientali riescono pienamente nell’intento di coinvolgere il giocatore e rendere l’esperienza molto appagante. Vi possiamo garantire che è davvero angosciante incedere nei meandri della foresta mentre tutto intorno si odono fruscii, sussurri e altri tetri rumori indefiniti, e se si utilizzano delle buone cuffie isolanti l’immersione è assicurata.

Concludendo…

Witch Hunt ci è piaciuto. Sebbene complessivamente sia molto grezzo ed in generale poco rifinito, (non aspettatevi certo la qualità di titoli quali Dying Light), sa tuttavia regalare emozioni e si discosta da altri suoi simili perché fonde con sapienza elementi esplorativi, horror e di avventura. Il tutto viene accorpato con alcuni ingredienti RPG che forniscono una gradevole componente di crescita del personaggio.
Tenendo ben presente che si tratta di un titolo in Early Access possiamo dire che è già abbastanza completo e pienamente godibile, il suo papà inoltre sta lavorando alacremente rilasciando regolarmente aggiornamenti apportando cambiamenti e miglioramenti. Abbiamo sperimentato alcuni bug obiettivamente minori, ma sono davvero poco rilevanti, non minano il divertimento e sicuramente possono essere indirizzati in una delle future patch.
Nell’ambito del puro gameplay allo stesso modo c’è spazio per il miglioramento, per esempio sarebbe interessante poter sfruttare a dovere laghi e fiumi dato che per qualche oscura ragione il contatto con l’acqua provoca la morte per assideramento dopo pochi secondi.
Tutto considerato all’attuale prezzo proposto di 8,19€ possiamo consigliarne senza dubbio l’acquisto a tutti gli amanti dei giochi horror, ma attenzione: come puntualizza il suo autore consideratelo solo se disponete di pazienza e perseveranza!

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