Bethesda e Zenimax Online stanno continuando a scommettere sulla loro “creatura” altresì nota come The Elder Scrolls Online, spin off interamente multiplayer della celebre saga fantasy concepita da Bethesda.

Per tutti i giocatori che, di fatto, si aspettavano uno “Skyrim Online”, la delusione per il nuovo arrivato di casa Bethesda non è tardata ad arrivare. Il titolo degli Zenimax, pur proponendo meccaniche molto simili a quelle della serie madre, non si può certo paragonare – in termini di profondità – ad un capitolo principale della saga, considerata la sua intrinseca natura di MMORPG. Tuttavia, un continuo supporto da parte del team di sviluppatori, grazie ad aggiornamenti costanti, DLC ed espansioni, hanno permesso a The Elder Scrolls Online di mantenere una fan base attiva e soddisfatta, grazie soprattutto alla scomparsa di una sottoscrizione mensile che, nei primi mesi di uscita del gioco, provocò non pochi malumori tra il pubblico giocante.

Dopo essere rimasti soddisfatti dall’espansione precedente, The Elder Scrolls Online: Morrowind, abbiamo rimesso piede a Tamriel con l’uscita di questo nuovo macro-contenuto aggiuntivo: Summerset.

Chi mai avrebbe immaginato che, finalmente, avremmo messo piede nel lussureggiante regno degli Elfi? Senza perderci in ulteriori indugi, ecco quindi le nostre considerazioni su The Elder Scrolls Online: Summerset, buona lettura!

Nelle lussureggianti lande di Summerset

Come accaduto con la precedente mega-espansione ambientata a Morrowind, The Elder Scrolls Online: Summerset propone un nuovo inizio per il gioco targato Zenimax Online. Ciò significa che sia i nuovi giocatori che quelli di “vecchia data” potranno approdare nelle lande elfiche di Summerset senza alcun intoppo.

Gli eventi che porteranno il vostro eroe a Summerset sono presto detti. La terra degli Alti Elfi, una volta chiusa ad altre nazioni, per ordine della regina Ayreen viene aperta per la prima volta agli stranieri. Appena approdati nella nuova terra, faremo conoscenza di Razum-dar, un Khajit che ci proporrà le prime quest di questa espansione. Razum-dar ti fa sapere che alcuni dei nuovi arrivati a Summerset sono scomparsi in circostanze misteriose.

Una cosa tira l’altra e, a sorpresa, scopriremo che dietro a tutti vi saranno gli onnipresenti seguaci Daedrici. Gli eventi di Summerset si ricollegheranno, inevitabilmente, a quelli percorsi nelle quest-line principali del gioco base e della precedente espansione, Morrowind (vi saranno comunque diverse citazione anche ai numerosi DLC usciti nel corso di questi anni, come l’ultimo Clockwork City). Gli sviluppatori, in ogni caso, sono riusciti ad isolare per il meglio la trama di gioco, un po’ come successo con Morrowind, rendendo il tutto facilmente giocabile e “capibile” anche da chi si approccia a The Elder Scrolls Online per la prima volta, senza mai essere passato da Tamriel o Morrowind.
Una cosa che abbiamo davvero apprezzato in Summerset, e in generale in tutto il contesto The Elder Scrolls Online, è il gioco non penalizza affatto i cosiddetti “lupi solitari”. Da veterani della serie TES, la maggior parte delle volte, abbiamo preferito giocare completamente da soli, sentendoci in dovere di unirci a gruppi più numerosi solo nei vari casi di incursioni e dungeon.

In ogni caso, sarà – ovviamente – possibile affrontare tutte le missioni in compagnia di amici (dall’inizio alla fine), aumentando sensibilmente il fattore divertimento. Fattori come il level scaling dei nemici (che si adatteranno quindi al vostro) rendono l’esperienza offerta di Summerset giocabile da tutti, sia i veterani di lunga data della serie che le nuove leve, intenzionate a gettarsi nella mischia per la prima volta.

A livello puramente contenutistico, The Elder Scrolls Online: Summerset fa la sua sporca figura. I contenuti offerti dal gioco sono molti, ed in grado di tenere occupati i videogiocatori per più di 30 ore. Detto questo, però, un appunto sul livello puramente qualitativo è opportuno farlo. La sola questline, nonostante la sua longevità più che soddisfacente, non riesce mai a “rapire” il giocatore: gli eventi si susseguono a schermo senza troppo entusiasmo, così come il cast di personaggi principali che risultano caratterizzati ai minimi termini.

Tra i nuovi contenuti, The Elder Scrolls Online: Summerset decide di non puntare su nuove razze o classi ma si dirige su una nuova professione: jewelcrafting. Grazie ad essa, sarà ora possibile farmare oggetti come collane, anelli e altri strumenti di pura gioielleria, dando modo al giocatore di infondervi bonus alle statistiche.

Poligoni dalle orecchie a punta

Nulla di eclatante da segnalare sul comparto puramente grafico. Le nuove ambientazioni introdotte sono ottime (oltre che innovative) così come i modelli dei personaggi, il lavoro di ottimizzazione svolto, tuttavia, risulta essere il tallone d’achille di questa produzione targata Zenimax Online: i cali di frame saranno sempre dietro l’angolo (anche su configurazioni non proprio arretrate), soprattutto in ambienti cittadini più affollati. che permette al titolo di girare anche su configurazioni non proprio all’avanguardia.

Ottimo il lavoro svolto sulla soundtrack, con brani e sinfonie che ben si adattano al contesto fantasy classico proposto dal titolo.

Concludendo…

The Elder Scrolls Online: Summerset è una buona espansione, seppur non significativa come la precedente. La nuova ambientazione riesce a fare centro, grazie ad un design ricercato e d’effetto ma, contenutisticamente parlando, il titolo riesce sì a proporre un buon quantitativo di ore aggiuntive ma lo fa con una campagna priva di spunti narrativi interessanti e una totale mancanza di novità in termini di gameplay.
Detto questo, Summerset dovrebbe essere un acquisto obbligato per gli appassionati della saga e, sicuramente, a chiunque abbia già “spolpato” a dovere i contenuti del gioco base e di Morrowind.

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.