Parlare di Doki Doki Literature Club! non  è affatto semplice. Pensando a come scrivere questa recensione non riuscivo a decidere quanto rivelare, quanto tenere per me e allo stesso tempo a come far capire agli appassionati del genere ma non solo, cosa il gioco avesse da offrire. Alla fine ho scelto di scrivere una prima parte che esporrà le prime ore di gioco e una seconda che approfondirà alcuni aspetti. Finito di leggere la prima parte starà a voi decidere se andare avanti o come auspico, andare sul sito ufficiale del gioco e scaricarlo, visto che è disponibile gratuitamente.
Iniziamo con lo spiegare cos’è una visual novel. Si tratta di un genere molto gettonato in Asia, sopratutto in Giappone, che demanda al giocatore pochissime attività da svolgere. Bisogna sopratutto leggere i testi a schermo mentre le varie immagini di località e personaggi si susseguono pian piano, poi ci sarà da compiere delle scelte. Per intenderci sono come le esperienze interattive sviluppate da Telltale, solo che invece di una grafica in 3D ne avremo una in 2D. La tematica più celebre trattata da questo genere vede un anonimo ragazzo giapponese che frequenta solitamente le superiori, il quale si troverà a poter conquistare una o più delle ragazze della sua scuola. Nel nostro caso, la storia partirà con la scelta del club scolastico di cui entrare a far parte.

Una ordinaria giornata in Giappone

Nel paese dei manga e degli anime è usanza partecipare a varie attività extrascolastiche, tra queste vi sono i vari club creati e gestiti dagli studenti. Sayori, mia grande amica nonché vicina di casa, sapendo bene che non ne ho ancora scelto uno, mi porta nel suo ed è così che faccio la conoscenza di Natsuki, Yuri e Monika, unici membri del Club di Letteratura. La prima è una loli tsundere di tutto rispetto, la seconda invece è alta, formosa e riservata, la terza infine è la presidentessa del club, bellissima, con un fisico perfetto e ovviamente, la più popolare della classe. Insomma, ho di fronte quattro ragazze una più carina dell’altra e io come unico esponente del sesso maschile, la letteratura non mi ha mai appassionato ma è sicuramente un piccolo prezzo da pagare in cambio di tanta grazia. Chi bazzica le visual novel sa bene che è così che iniziano quasi tutte e che con le scelte che compirò da adesso in poi porterò la storia a concentrarsi sulla ragazza che mi piace maggiormente. Il compito di oggi è scrivere una poesia da portare il giorno dopo per confrontarsi con i compagni, in modo da far pratica con la scrittura e acquisire più sicurezza. Per farlo mi viene posto davanti un quaderno dal quale devo scegliere 20 parole tra quelle presenti, ogni parola farà colpo su una delle ragazze e quindi dovrò fare attenzione a selezionare quelle giuste per conquistare la mia preferita. Accanto al quaderno sono presenti le figure delle tre, queste saltellano ogni qual volta si sceglie una parola che corrisponde a una di loro. Prima ancora di iniziare a giocare già avevo in mente tutto quello che avrei fatto: sarei partito con Natsuki, una volta finito il gioco lo avrei ricominciato per conquistare Yuri, poi ancora una volta per Sayori e in fine per Monika. A saperlo che niente sarebbe andato come preventivato. Innanzitutto scopro che stranamente quest’ultima non è tra le papabili. Poco male, dopotutto è quella che mi piace di meno. Concentro quindi tutti i miei sforzi sulla loli scegliendo parole come rosa, kawaii, zucchero, lecca-lecca e tra una parola e l’altra mi accorgo pian piano della presenza di altre dai toni abbastanza inquietanti come suicidio, depressione e tristezza. Decido di cliccare su dolore per capire a chi siano destinate ma davo per scontato che tutte sarebbero andate a toccare Yuri, la più introversa del trittico. Con sommo stupore chi recepisce la parola è l’allegra e spensierata Sayori. La cosa non mi torna ma non ci penso troppo e vado avanti. Il giorno dopo nel club mi intrattengo con Natsuki prima dello scambio delle poesie, ciò vuol dire che le scelte delle parole hanno sortito l’effetto desiderato e il sistema mi sta portando nel suo percorso narrativo. Arriva poi il momento di scambiarci le poesie e ovviamente la mia decido di farla leggere prima a lei, la quale l’apprezza molto. A questo punto più che le reazioni delle ragazze nei confronti del mio scritto, sono interessanti i loro di componimenti, sopratutto quello di Sayori. L’incidente capitato con la parola dolore durante la fase precedente mi rende guardingo e non riesco a fare a meno di vedere qualcosa di strano quando scrive che se non fosse per la luce del sole, lei potrebbe anche addormentarsi per sempre.

Il male di vivere 

Le giornate si susseguono così come gli incontri al Club di Letteratura, io cerco di comporre poesie che mi portino a legare sempre più con Natsuki mentre le ragazze ne sfornano sempre più di ambigue. Non solo Sayori, diventata ormai la mia sorvegliata speciale, con il suo sentirsi triste e delusa dal mondo ma anche Yuri con le sue continue citazioni ai coltelli. In fine c’è Monika, la più indecifrabile del gruppo che accompagna testi criptici ed ermetici a frasi fuori contento come “Caricami“. C’è qualcosa che non va e la certezza arriva nel momento in cui proprio la presidentessa mi consiglia di salvare la partita, rompendo la quarta parete come farebbe Hideo Kojima. A questo punto, come se non bastasse, a mettermi sugli attenti ritorna Sayori che dopo aver letto la mia poesia decide di tornare subito a casa. Passiamo al giorno successivo dove non vedo l’ora di avere l’occasione di parlarle ma lei non si presenta a scuola. Iniziano intanto i preparativi del festival culturale e mi viene chiesto di decidere a chi delle ragazze rimaste dare una mano. Vado di Natsuki ovviamente e ci accordiamo per preparare i cupcake a casa mia. Come giocatore di visual novel so che quello sarà il momento in cui le cose si concretizzeranno con la loli ma il mio pensiero va ancora alla mia amica d’infanzia. Fortunatamente il gioco prevede una visita dopo scuola a casa sua per potermi sincerare delle sue condizioni. La trovo sola nella sua camera dove parte un dialogo in cui lei rivela tutta la sua fragilità e mi spinge a concentrarmi sulle nuove amicizie fatte al club. Dice inoltre di soffrire di depressione, una cosa che dà un senso a tante altre, sopratutto alle poesie scritte negli ultimi giorni. Ancora una volta, da giocatore so che lei prova qualcosa miei confronti ma il caso vuole che stia arrivando Natsuki a casa per preparare i cupcake e devo lasciarla. L’incontro con lei va liscio e sta per scapparci un bacio quando improvvisamente spunta Sayori. La loli arrossisce e si congeda velocemente mentre lei lascia intendere finalmente che prova qualcosa per me e qui arriva la scelta. Ricambiare i sentimenti o restare buoni amici? Decido di ricambiare, non me la sento di darle un altro dispiacere anche se dentro spero ci sia in seguito l’occasione per rimediare. Sfortunatamente la sua situazione non sembra cambiare, anche lei se ne stupisce. Perché ha ancora questo vuoto dentro? Monika aveva ragione dice. Monika? Che cosa può averle detto Monika? Comunque ci diamo appuntamento a domani, a scuola. Il giorno dopo però lei non è in classe, piuttosto c’è Monika che si stupisce di non vederci insieme dopo gli eventi del giorno prima (come fa a sapere già che ci siamo dichiarati l’un l’altra?). Ci capita tra le mani una poesia di Sayori e qui le cose si fanno finalmente chiare:“Esci fuori dalla mia testa. Esci fuori dalla mia testa. Esci fuori dalla mia testa. Esci fuori dalla mia testa. Esci fuori dalla mia testa. Esci fuori dalla mia testa. 
Esci.
Fuori.
Dalla.
Mia.
Testa”.
Esco dalla scuola, vado a casa sua, entro, salgo le scale, apro la porta della sua stanza e…

A questo punto vi consiglio di smettere di leggere, chiudere questa pagina e andare a giocare Doki Doki Literature Club!. Se invece volete saperne di più e rovinarvi irrimediabilmente l’esperienza, andate avanti.

Smetti di leggere e vai a giocarci!

òdóÀ^óuD;uS°MÆWPG¸qÑæo‚QB¹ô`~B-‘ɨO`;aZ:»þQúøCj(.*È~d¼X o1”©`%èÇ>r¹FÊAòdóÀ^óuD;uS°MÆWPG¸qÑæo‚QB¹ô`~B-‘ɨO`;aZ:»þQúøCj(.*È~d¼X ˆÎÝ8iAS¼tBžGì€B­AÀ Ž Êƒ±E4……..8ÝåØmEé ãvj½‹¾» a partire da questo momento tutto andrà a rotoli. Il gioco vi metterà davanti a fatti incresciosi, l’inquietudine inizierà a pervadervi e qualche volta anche la paura. La quarta parete si romperà del tutto e Monika non solo si prenderà gioco del gioco (perdonate il gioco – di nuovo – di parole) ma anche del giocatore. Lei potrà letteralmente andare nella cartella in cui è installato il gioco e modificare i file a suo piacimento. Così facendo cambierà i dialoghi, le scene, le musiche e alimenterà i timori, le ossessioni e le paure delle ragazze al punto da renderle irriconoscibili o addirittura cancellandole dal gioco. Per forza di cose, il programma modificato inizierà a presentare bug, glitch e problemi di varia natura che in più di un’occasione lasceranno perplessi sul da farsi. Prestate attenzione perché a un certo punto sarà con voi che se la prenderà, con voi giocatore intendo, non il personaggio anonimo che interpretate e in quel momento se non avrete una mente elastica non ne uscirete………………………………………………..}*v61<`Až6BÞÁÆÐÝ@7ŒH>r‹¾»Ï ŽÂÓSH$ˆÎÝ8iAS¼tBžGì€B­AÀ Ž Êƒ±E4`8ÝåØmEé ãvj½ÔL\AÓjÉ)li”ýD“Ó ±`šc{V².’ZâÁ8véê&&nuG4‚ÉÒØLZ7‹p N#òdóÀ^óuD;uS°MÆWPG¸qÑæo‚QB¹ô`~B-‘ɨO`;aZ:»þQúøCj(.*È~d¼X o1”©`%èÇ>r¹Fʉ¨ t~]†í…l ]†ÎOÄÅÃ}DÅ@·Ò¦˜\Å}

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Anche una volta portato al termine il gioco, l’esperienza non sarà certo finita. Lo sviluppatore Don Salvato ha riempito i file della cartella d’installazione di tanti indizi che solo i più tenaci riusciranno a scovare e decifrare. Ad esempio, quelli contenuti nella cartella characters e che fanno riferimento alle quattro ragazze, nascondono un codice codificato in base64 che una volta decifrato consentirà l’accesso a un racconto raccapricciante riguardo il suicidio, a un file audio che a sua volta nasconde cartelle cliniche di un non meglio precisato progetto Libitina e molto altro. Insomma, il titolo può dirsi veramente portato a termine solo dopo aver analizzato tutti questi aspetti che si potrebbero dire secondari ma che invece contribuiscono a contestualizzarlo, anche se in modo non convenzionale. Chi ha voglia di approfondire sarà ricompensato. Inoltre, alla fine di uno dei file troviamo la data 2018. È molto probabile che si tratti di un indizio da parte dello sviluppatore, il quale potrebbe avere qualcosa in ballo per l’anno che sta per venire e che con Doki Doki Literature Club! è sicuramente riuscito ad attirare l’attenzione della stampa specializzata e dei giocatori.

Concludendo…

Questa è una visual novel sui generis, qualcosa che agli appassionati potrebbe far storcere il naso, qualcosa che potrebbe lasciare delusi. Eppure è proprio il suo essere poco canonica che la rende speciale e assolutamente da giocare. Prima di questa solo Steins;Gate e Steins;Gate 0 erano state davvero capaci di colpirmi, in un certo senso qui siamo addirittura a livelli superiori. Nota a margine, il titolo è in inglese ma un gruppo di giocatori sta lavorando a una traduzione in italiano. Puoi seguire lo stato dei lavori qui. Se sei arrivato qua giù leggendo tutto, mi spiace per te ma ormai hai perso il piacere della scoperta, se invece hai saltato le parti precedenti, complimenti e adesso SMETTI DI LEGGERE E VAI A GIOCARCIv61<`Až6BÞÁ ÆÐÝ@7ŒH>r‹¾»Ï ŽÂÓSH$ˆÎÝ8iAS¼tBžGì€B­AÀ Ž Êƒ±E4`8ÝåØmEé ãvj½ÔL\AÓjÉ)li”ýD“Ó «ÕØÏáèµ \ú0y‹ò6NÙÓŒãÒc˜Š………

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Il primo Metal Gear Solid per PlayStation gli cambiò la vita e da allora capì che i videogiochi sarebbero stati la sua più grande passione. Collezionista accanito, amante del Giappone e di molte altre cose, ha lavorato per Square Enix e Nintendo nel ruolo di tester oltre ad aver collaborato con IGN e VG247.it. Non ha idea di cosa gli riservi il futuro, ciò che è certo è che da grande vuole fare il videogioco.