LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza – Recensione

Mattoncini stellari

Parlando di LEGO e Star Wars andiamo sicuramente a citare una tra le più forti – e prolifiche – partnership degli ultimi anni. Merchandising di ogni tipo, film, serie animate e una apprezzatissima saga di videogame, sono stati capaci di rendere l’unione tra questi due brand una vera e propria potenza del mercato. Passando al versante puramente videoludico, il lavoro svolto negli anni da TT Games nel portare su console – e smartphone – brand noti al grande pubblico come Avengers, Batman e – l’oggetto dell’articolo di oggi – Star Wars, è stato indubbiamente ottimo, con una formula di gameplay semplice ma rodata, capace di intrattenere un pubblico “misto” di grandi e piccini.

 

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Dopo aver divorato la saga completa di LEGO Star Wars, uscita quasi una decina di anni fa su ogni console in commercio, abbiamo atteso con ansia l’annuncio e, conseguentemente, l’arrivo dell’ultima iterazione videoludica dedicata alla settima pellicola della saga cinematografica di Guerre Stellari, uscita a dicembre dello scorso anno nelle sale italiane.
Star Wars: Il Risveglio della Forza, nel bene e nel male, si è confermato un successo incredibile, stabilendo record di spettatori in tutto il mondo. Sul fronte videogames, in effetti, si è sentita un po’ la mancanza di un vero tie-in dedicato all’ultimo capitolo di questa iconica saga visto che, comunque, l’uscita di Star Wars Battlefront non è riuscita a convincere pienamente critica specializzata e pubblico.
Tutte le speranze si sono rivolte al super atteso LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza, un titolo che può essere considerato a tutti gli effetti l’unico vero tie in della pellicola targata Disney/Lucas Films. Fiduciosi nell’operato dei veterani di TT Games, abbiamo giocato a lungo a LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza, e siamo pronti a fornivi il nostro responso finale.

Buona lettura!

 

C’è stato un risveglio nella Forza. Lo hai percepito?

La trama di LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza riprende, a grandi linee, quella vista nell’ultimo capitolo della saga cinematografica. Iniziata una nuova partita, avremo modo di rivevere gli accadimenti finali de “Il Ritorno dello Jedi”, dallo scontro finale tra Darth Vader e suo figlio Luke Skywalker, la battaglia di Endor e la distruzione della seconda Morte Nera, questa sequenza introduttiva fungerà da vero e proprio tutorial atto ad introdurci alle meccaniche base dell’ultima produzione LEGO. Chi ha già familiarità con la serie si ritroverà sicuramente a proprio agio, visto che la mappatura dei comandi è rimasta pressoché intatta dai precedenti capitoli.

 

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Dopo la distruzione dell’Impero Galattico verremo catapultati trent’anni nel futuro, all’inizio degli eventi de “Il Risveglio della Forza”. Da Jakku fino alla base Starkiller, LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza ci riporterà in tutte le affascinanti ambientazioni dell’ultimo film, caratterizzate dalla solita ottima direzione artistica di TT Games. Le cutscene si dimostrano, come al solito, decisamente piacevoli, grazie anche alle simpatiche gag tipiche delle produzioni LEGO e al doppiaggio originale in lingua italiana.

Sebbene per portare a termine l’avventura, dall’inizio alla fine, occorrano poco più di 8 ore, LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza si dimostra un vero “maestro” nell’arte degli extra: tra collezionabili, sfide e missioni secondarie, per portare a termine l’ultima fatica dei TT Games saranno necessarie oltre trenta ore di gioco.

 

Chewbe…siamo a casa!

A livello di meccaniche, LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza non si discosta molto dalla formula proposta dai precedenti capitoli. Passeremo la maggior parte del tempo a massacrare stormtrooper a colpi di blaster e spada laser, completando saltuari puzzle ambientali – di una semplicità disarmante – intervallati da sezioni tipicamente platform. Una tra le risicate aggiunte in termini di gameplay è rappresentata dalla rinnovata meccanica di multi-costruzione, che ci consentirà di sfruttare lo stesso mucchietto di mattoncini LEGO per costruire diversi oggetti all’interno del medesimo scenario.
La componente open world, decisamente più marcata nei precedenti capitoli, è stata in parte ridimensionata in favore di una maggiore quantità di pianeti visitabili. Sebbene abbiamo apprezzato l’ampiezza di ambientazioni come Jakku o la base della Resistenza, si sente un po’ la mancanza di una vera e propria componente sandbox che, in un titolo come questo, avrebbe migliorato considerevolmente l’esperienza.

 

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Le sezioni più riuscite di questo LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza sono senza dubbio quelle di volo a bordo delle navi spaziali. Che sia la storica Millenium Falcon o l’X-Wing di Poe Dameron, ci siamo divertiti parecchio a svolazzare nelle apertissime sezioni a “volo libero”, capaci di rendere l’esperienza di gioco ancor più divertente rispetto al passato, spezzando la monotonia che caratterizza, alla lunga, le sezioni platform.
Con il suo sistema di controllo semplice ed immediato, LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza è sicuramente un titolo adatto ad un pubblico di tutte le età. In aggiunta, la modalità cooperativa (solo locale) ci permette di affrontare il Primo Ordine in compagnia di amici o familiari, magari un fratellino da iniziare al mondo dei videogames in compagnia di Star Wars.

Uno dei difetti storici dei titoli LEGO targati TT Games è sicuramente il livello di difficoltà, o – per meglio dire – la totale mancanza di difficoltà. Fatta eccezione per i saltuari puzzle ambientali che sfruttano il sistema di multi-costruzione, all’interno di LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza la mancanza di sfida si fa sentire, e delinea di contorni di un esperienza che coinvolge il giocatore passivamente piuttosto che in maniera attiva. La mancanza di sfida influisce negativamente anche sulle poche boss fight presenti, rendendole sostanzialmente inutili e rovinando, in parte, il coinvolgimento generale.

 

La grande bellezza LEGO

Non elogiare il comparto grafico di LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza sarebbe quasi una bestemmia. I ragazzi di TT Games sono riusciti a migliorare quanto di buono visto con il precedente titolo dedicato agli Avengers, riuscendo a regalare la solita cura a livello di ambientazioni e personaggi. Lo stile unico e inconfondibile del brand LEGO regala al gioco un feel unico, che incarna in toto lo spirito della saga cinematografica non dimenticando però quello tipico dei mattoncini danesi. Da Jakku, a Endor, fino alla base Starkiller, tutto è stato curato nei minimi dettagli, con un design capace di richiamare l’attenzione di tutti i fanatici di Star Wars.
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Ottima anche la colonna sonora che, seppur priva di brani inediti, risulta ricca di epicità grazie alle eccezionali musiche delle pellicole di Star Wars. Il doppiaggio, in lingua italiana, è stato in gran parte realizzato dal cast originale dei film e risulta di conseguenza estremamente gradevole, grazie a professionisti del calibro di Michele Gammino (la voce di Han Solo).

 

Concludendo…

Sebbene LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza non riesca a scrollarsi di dosso gli storici difetti di questa saga, come la quasi totale mancanza di sfida e di innovazioni nella formula di gameplay, risulta a conti fatti uno dei migliori lavori dell’accoppiata LEGO/ TT Games. I fan di Star Wars ameranno sicuramente l’attenzione del team nel rendere l’esperienza di gioco il più fedele possibile a quella dell’ultimo film della saga, con ambientazioni, personaggi e musiche “strappate” direttamente al settimo episodio.
Se siete amanti dei titoli LEGO, aggiungere alla collezione LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza sarà praticamente una scelta obbligata.

Che la forza sia con voi!

CI PIACE

– Ottimo comparto audiovisivo
– Contenutisticamente ricco
– Gameplay maggiormente vario rispetto al passato
– I fan di Star Wars lo ameranno

NON CI PIACE

– Livello di sfida inesistente
– Poche innovazioni in termini di gameplay
– Troppi collezionabili!

Conclusioni

Uno tra i migliori capitoli targati LEGO/ TT Games che, però, non riesce ancora a scrollarsi di dosso i difetti storici di questa serie.

7.8Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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