Call of Duty: Black Ops III Descent – Recensione

Draghi fiammeggianti e autobot in coma

Ed eccoci al terzo appuntamento con i contenuti inclusi nel Season Pass di Call of Duty: Black Ops III.  Descent  è il terzo dei quattro map pack previsti per l’ultimo capitolo della saga fraggatoria per eccellenza, un contenuto il cui acquisto è, come ribadito più volte, totalmente subordinato al vostro desiderio di continuare a giocare con lo shooter targato Activision. Una condizione che assume un’importanza ancor maggiore proprio con  che, a nostro parere, è finora il peggiore dei DLC pubblicati per  Call of Duty: Black Ops III.

Ma andiamo ad analizzare, mappa per mappa, tutti i contenuti di Descent, disponibile da qualche giorno su PS4 e, a partire dal prossimo 12 agosto, anche su PC e Xbox One.


Rumble

Pur partendo da un concept indubbiamente intrigante, quello di un’arena per scontri tra robot giganti e macchine da guerra cingolate, Rumble è sicuramente la mappa meno interessante di questo nuovo pacchetto firmato Treyarch. Malgrado il succitato concept da arena – mezza arena, in effetti – la gran parte degli scontri in Rumble avverranno all’interno di due stretti corridoi, una circostanza che non solo trasforma tutti i combattimenti in una gara a chi avvista per primo, ma che rende sostanzialmente inutile l’estro dei freerunner più smaliziati. Anche dal punto di vista puramente estetico, la mappa non brilla certo per la qualità del suo design, piuttosto banale.

 

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Empire

Empire non è altro che il remake della mappa Raid di Black Ops II, trasferita per l’occasione dalle colline di Hollywood ad una “villa” d’epoca romana immersa nel verde. Si tratta probabilmente della mappa più piacevole dell’ensemble offerto da Descent, in parte per il suo design curato e ispiratissimo, in parte per la familiarità della struttura e in parte per la buona varietà di stili di gioco che Empire si adatta ad ospitare. I colori brillanti e i toni accesi della mappa possono talvolta rendere difficile l’avvistamento di nemici in tenute particolarmente arlecchinesche, ma si tratta di un difetto senza dubbio marginale.

 

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Cryogen

Ecco un’altra mappa che, alla prova del fuoco, si rivela molto meno interessante della sua premessa stilistica. Ambientata all’interno e nelle immediate vicinanze di un centro di detenzione criogenico, la mappa si presta ad una gran varietà di stili di gioco grazie alla sua composizione asimmetrica. Avvicinandosi ai bordi esterni della mappa, troviamo quindi strutture caratterizzate da un maggiore verticalismo che ben si presta a scontri sulle distanze medio-lunghe, mentre l’interno dell’istallazione sarà il teatro perfetto per combattimenti a corto raggio tra un corpo congelato e l’altro. In generale, però, l’estetica della mappa ha molto di “già visto” e non brilla particolarmente in nessuna delle sue parti. Cryogen, tra l’altro, ricorda molto la mappa Bio Lab di Advanced Warfare, sebbene non si tratti – almeno ufficialmente – di un remake.

 

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Berserk

La quarta mappa del pacchetto offerto da Descent è ambientata tra le rovine di un villaggio vichingo lasciato preda delle intemperie dopo una sanguinosa battaglia. L’idea è grandiosa, peccato che l’esecuzione lo sia molto meno. Non fraintendeteci, Berserk può offrire degli scorci di una certa epicità, ma la rigida suddivisione in tre corridoi, tanto cara ai ragazzi di Treyarch, banalizza molto il gameplay. La presenza di una zona centrale più ampia e di due strette stradicciole laterali, offre la possibilità di ingaggiare i nemici su diverse distanze, anche dando sfoggio – nell’area centrale – di una certa perizia acrobatica. In generale non si tratta di una brutta mappa, peccato non sia presente alcun elemento veramente memorabile.

 

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Gorod Krovi

Anche questa volta Treyarch ha optato per una mappa zombie legata al filone “Origins” della modalità, pertanto non aspettatevi di ritrovare i quattro protagonisti della campagna anni ’30 inclusa nel gioco originale. Ambientata in una versione alternativa di Stalingrado, più o meno esplicitamente ispirata alla post apocalisse fantasy de Il Regno del Fuoco, Gorod Krovi mescola interessanti elementi retro-futuristici ad altri decisamente più esoterici, offrendo un mix stilistico decisamente intrigante e piacevole all’occhio. La maggiore verticalità della mappa rappresenta una gradita ventata d’aria fresca rispetto allo standard del gameplay delle precedenti espansioni e, nel complesso, Gorod Krovi offre un’esperienza di gioco tesa e divertentissima, ammesso che abbiate un buon team a sostenere i vostri sforzi massacratori. Di nuovo, non possiamo fare a meno di chiederci quando – e se – Treyarch deciderà di tornare a raccontarci le vicende dei quattro sopravvissuti di Shadow of Evil.

 

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Concludendo…

Descent è il contenuto più “debole” tra quelli attualmente proposti dal Season Pack di Call of Duty: Black Ops III. Tre mappe su quattro si dimostrano ben al di sotto delle aspettative, mentre la nuova ambientazione della modalità zombie, seppur eccellente, porta nuovamente a chiedersi se quella di Shadow of Evil sia stata una variazione tematica “una tantum” che non avrà alcun seguito. Tirando le somme, Descent è un DLC che merita l’acquisto solo nel caso siate ancora frequenti fruitori dell’ultimo capitolo di Call of Duty, in caso contrario potete tranquillamente soprassedere.

 

CI PIACE

– La mappa Empire è un gradito ritorno

– La modalità zombie Gorod Krovi e una delle migliori viste finora

NON CI PIACE

– Tre mappe su quattro non sono all’altezza delle aspettative

– Design generico che spesso banalizza il gameplay

– Dove sono i protagonisti di Shadow of Evil?

Conclusioni

Descent è un DLC che merita l’acquisto solo nel caso siate ancora frequenti fruitori dell’ultimo capitolo di Call of Duty, in caso contrario potete tranquillamente soprassedere.

6.3Cyberludus.com
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