Valkyria Chronicles Remastered – Recensione

Valkyria Chronicles torna su PS4 con un look rifatto

Sono passati ben otto lunghi anni dall’approdo su PS3 di Valkyria Chronicles, titolo sviluppato da SEGA che miscelava elementi dei giochi di ruolo di stampo giapponese a quelli di strategia. Purtroppo, nonostante le indubbie qualità, il titolo passò in sordina e non ottenne il successo commerciale sperato dalla software house, tanto che la serie venne “spostata” in toto su PSP, venendo in parte ridimensionata e, nel caso del terzo capitolo, addirittura confinata al solo mercato asiatico. Ora SEGA vuole riportare in auge il freanchise con Valkyria: Azure Revolution, e quale modo migliore per farlo se non attirando prima l’attenzione dei fan e dei neofiti con una riedizione del primo capitolo?

Dopo aver passato innumerevoli ore a contrastare l’avanzata degli imperiali nella Gallia, siamo pronti a dirvi se vale la pena spendere i vostri sudati risparmi per Valkyria Chronicles Remastered.

NB: In questo articolo la valutazione finale non si basa sulle qualità del gioco in sé, ma piuttosto sul lavoro di rimasterizzazione e sui contenuti proposti da questa riedizione.

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Gallia, alle armi!

Valkyria Chronicles è ambientato nel 1935 in una Europa fittizia, dove due superpotenze sono sul piede di guerra per accaparrarsi il dominio sui preziosi giacimenti di ragnite, un minerale utilizzato in vari ambiti, in primis come fonte di energia. In mezzo a queste due superpotenze c’è anche il piccolo principato di Gallia, da sempre neutrale nei conflitti su scala mondiale, che in breve diventerà una pedina di grande importanza tattica per assicurare la vittoria di una o dell’altra nazione, viste le grandi quantità di ragnite disponibili nel suo sottosuolo.

Con la guerra ormai alle porte, Welking Gunther, figlio di un pluridecorato eroe di guerra, amante della natura e aspirante professore,  si ritroverà suo malgrado a capo della Squadra 7 del terzo reggimento della Milizia di Gallia, impegnato ad impedire l’avanzata dell’esercito imperiale.

La nostra squadra sarà composta da oltre 40 reclute, ognuna di esse assegnata a una classe specifica. Ci sono gli Scout, in grado di coprire lunghe distanze, gli shocktrooper, unità di assalto dotate di grande potenza di fuoco a scapito della mobilità, i cecchini, utili per eliminare le minacce dalla distanza, i lancer, unità in grado di infliggere danni ingenti ai carri armati nemici, gli engineers, addetti alle cure e al rifornimento delle truppe alleate e infine l’Edelweiss e, più avanti, lo Shamrock, due carri armati dotati di grande potenza di fuoco, nonché ottima copertura per l’avanzata della fanteria.

Ogni singola recluta del nostro plotone, poi, avrà una serie di abilità positive e negative personali. Ci saranno, ad esempio, reclute che otterranno un aumento/decremento delle statistiche in particolari zone, quelle che daranno il meglio di sé solo in condizioni disperate o quelle che si faranno prendere dallo sconforto se isolate dal resto del gruppo e molto altro ancora. Insomma, nella composizione della squadra da schierare sul campo di battaglia dovrete fare particolare attenzione ai valori individuali di ogni singola unità, cercando di creare un gruppo il più omogeneo possibile. Inoltre nel gioco è presente un sistema di permadeath per gran parte dei personaggi, il che vuol dire che se uno di essi non verrà curato in fretta dopo essere rimasto ferito, il soldato in questione morirà definitivamente, causando tristezza infinita e lacrimoni, specie se la sua dipartita sarà causata da un madornale errore da parte nostra.

Le battaglie sono caratterizzate da una classica divisione in turni, durante i quali avrete a disposizione un tot di CP, punti che permettono di far muovere e compiere un azione ad una delle truppe in campo, di schierarne di nuove e di assegnare ordini speciali, che possono conferire un boost alle statistiche di uno o più personaggi oppure richiamare attacchi di supporto.

Solitamente l’obiettivo delle missioni sarà quello di conquistare l’accampamento base del nemico, ma la varietà delle situazioni offerte dal gioco è ben più abbondante, tanto che ogni battaglia risulta diversa dalle altre. Ovviamente, trattandosi di un titolo che punta molto sulla strategia, conoscere la conformazione del campo di battaglia e sfruttarne le peculiarità, la scelta oculata delle truppe da schierare e una certa dose di adattabilità saranno le vostre migliori armi per riuscire a fermare l’avanzata dell’Impero.

Nonostante qualche problemino di bilanciamento delle classi, la formula proposta da Valkyria Chronicles Remastered funziona ancora piuttosto bene, e riesce a proporre un ottimo mix di elementi di gioco di ruolo e strategia, che risulta accessibile anche ai poco avvezzi a quest’ultimo genere.

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Campi di battaglia in Full HD

Per quanto riguarda il comparto visivo, ci troviamo di fronte a una rimasterizzazione come tante altre presenti sul mercato. Non aspettatevi, quindi, modelli poligonali e texture rifatte da zero, sistema di illuminazione ritoccato o altro ancora. Valkyria Chronicles Remastered, rispetto all’originale, offre infatti solo la risoluzione in Full HD e un framerate ancorato stabilmente a 60 fps. Insomma, niente di nuovo rispetto al porting apparso su Steam un paio di anni fa.

Tuttavia, nonostante siano passati ben 8 anni, il gioco tutt’oggi si difende più che bene, merito del notevole comparto artistico e il particolarissimo Canvas Engine, che offre uno stile in cel shading unico che ricorda la pittura ad acquarelli. Questo, unito all’ottima colonna sonora, rende Valkyria Chronicles una gioia per occhi e orecchie ancora oggi.

Passando ai contenuti extra inclusi in questa riedizione, sono presenti tutti e quattro i DLC pubblicati anni or sono (Edy’s Mission, Challenge of the Edy Detachment, Selvaria’s Mission e l’Hard Ex Mode), che aggiungono ulteriori ore di gioco alla già ottima longevità della campagna principale.

Il primo DLC si limita ad aggiungere una nuova missione – piuttosto bruttina a dire il vero – slegata dal filone principale della trama e con protagonisti alcune delle reclute di secondo piano della Squadra 7.

Challenge of the Edy Detachment aggiunge 6 nuove Skirmish (una serie di battaglie bonus extra), ognuna dedicata a una specifica classe. Si tratta di missioni che richiedono una certa conoscenza delle meccaniche di gioco e dei punti di forza delle varie unità e che, in alcuni casi, risultano particolarmente ostiche (quella dedicata alle unità anti-carro è diventato il nostro incubo ricorrente da qualche giorno a questa parte).

Selvaria’s Mission, invece, ci mette nei panni della valchiria Selvaria Bles e, quindi, nei panni dei cattivi. Probabilmente questo è il DLC più valido del pacchetto, visto che non solo aggiunge quattro missioni (tre + una sbloccabile ottenendo il grado A nelle altre), ma porta anche una ventata di aria fresca sia dal punto di vista del gameplay che della trama.

L’Hard Ex Mode, infine, sblocca l’omonimo livello di difficoltà per le Skirmish. Se deciderete di cimentarvi in questa modalità, preparate le vostre sette migliori camicie e un pacchetto formato famiglia di pazienza, visto che a questa difficoltà i nemici sono presenti in maggior numero, più intelligenti, disposti sul campo di battaglia in maniera più oculata e soprattutto picchiano come dannati. Se poi consideriamo che non potrete fare affidamento sulla potenza di fuoco e sulla copertura dei vostri cari carri armati, ecco che abbiamo la modalità perfetta per i giocatori in cerca di una sfida di alto livello.

Infine segnaliamo l’assenza, ancora una volta della localizzazione in italiano (sorpresi?) e della demo di Valkyria: Azure Revolution, disponibile, invece, nelle copie giapponesi. Tuttavia, non ci sentiamo di inserirlo tra i punti negativi, visto che la sua esclusione è dovuta probabilmente dal fatto che SEGA non sia ancora certa di voler pubblicare il gioco in Occidente.

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Concludendo…

A questo punto la domanda sorge naturale. Vale la pena acquistare Valkyria Chronicles Remastered?

Se non avete giocato all’originale, la risposta è: assolutamente sì. Anzi potete benissimo ignorare il numeretto in fondo all’articolo e precipitarvi dal vostro negoziante di fiducia per recuperare una copia per PS4. Parliamo di un must have per tutti gli amanti dei titoli di stampo orientale e di un gioco quantomeno da provare per tutti gli altri.

Per chi ha adorato l’originale, invece, a patto di non aver giocato il porting per PC disponibile su Steam, la voglia di tornare a comandare la Squadra 7 dopo 8 anni già da sola potrebbe giustificare l’acquisto, con la presenza di tutti i DLC e il set di trofei in palio (assenti nella versione originale) come ulteriore incentivo.

Inoltre, il gioco arriva nei nostri lidi a un prezzo estremamente competitivo, 25 € per la versione retail, che, oltre al gioco e tutti i DLC, comprende anche un art book da 32 pagine e un poster. Insomma, di motivi per giocare Valkyria Chronicles Remastered, anche per chi ha consumato il gioco originale, ce ne sono.

CI PIACE

– Prezzo competitivo

– È invecchiato benissimo

– Tutti i DLC compresi

NON CI PIACE

– Manca ancora una volta la localizzazione in italiano

– In quanto “Remastered” si poteva fare qualcosina di più

Conclusioni

Valkyria Chronicles Remastered è un porting meritevole di essere preso in considerazione sia da chi non ha avuto possibilità di giocarlo nella precedente generazione sia per chi cerca una scusa per tornare a comandare la Squadra 7.

8.3Cyberludus.com
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