Recensione relativa alla versione Playstation 4 del titolo

Assassin’s Creed: luci e ombre sugli assassini di Ubisoft

Come ogni anno arriviamo puntuali – o quasi – per dirvi la nostra su una tra le saghe più celebri dell’attuale panorama videoludico: Assassin’s Creed. Mi piace definirmi un fan storico della serie avendo giocato – e completato – ogni singolo capitolo… compresi gli innumerevoli spin off. Dalle peripezie di Altair, alla trilogia di Ezio Auditore, fino ad arrivare alle avventure in alto mare del pirata Edward Kenway, la serie di Ubisoft è sempre riuscita a cavarsela tra alti e bassi, riuscendo molto spesso a proporre trame ed ambientazioni storiche di primissimo livello. Questo malgrado alcuni difetti “annosi”, come il basso livello di difficoltà, un combat system superficiale e un’intelligenza artificiale tutt’altro che brillante. Lo scorso anno – ahimè – è arrivato il grosso scivolone: Assassin’s Creed Unity ha rappresentato per Ubisoft l’ennesimo passo falso dell’annata “maledetta” del 2014, annata che ha visto la software house fallire clamorosamente con quasi tutte le sue IP di punta. Recensendo Assassin’s Creed Unity ho avuto modo di evidenziare tutti i difetti di un titolo che, voto a parte, si caratterizzava per una mancanza di ottimizzazione senza precedenti? un problema che, nonostante mesi di bug fixing e patch, non è ancora del tutto risolto.

E rieccomi qui, appena un anno dopo il “capitolo della discordiaAssassin’s Creed Unity, a parlarvi dell’ultimo pezzo del puzzle relativo alla millenaria lotta tra la Confraternita degli Assassini e l’Ordine dei Templari: Assassin’s Creed Syndicate. L’ultima fatica di Ubisoft Quebec ci ha permesso di immergerci nella Londra Vittoriana del 1868 nei panni dei gemelli assassini Jacob e Evie Frye. Dopo ore passate ad immergerci tra Frutti dell’Eden e guerre tra bande, siamo pronti a fornirvi il nostro responso finale su Assassin’s Creed Syndicate.

Buona lettura!

Londra, 1868. Templari e Assassini alla conquista della Sindone

Assassin’s Creed Syndicate è ambientato nella Londra del 1868, al culmine dell'”età vittoriana“. Sotto il giogo e l’oppressione della classe industriale Templare – guidata dal Gran Maestro Crawford Starrick – il popolo è sull’orlo della rivoluzione: lavoro minorile, operai sottopagati e condizioni d’impiego al limite dello schiavismo sono i mali che affliggono la grigia Londra di fine ‘800. Tra i vicoli di questa babele piovosa conosciamo i due protagonisti, i gemelli assassini Jacob e Evie Frye. Entrambi, divisi dalle loro ideologie e ambizioni, si ritroveranno a combattere i Templari su due fronti: la liberazione di Londra dall’oppressione dei Templari e la ricerca della Sindone dell’Eden, uno tra i frutti più potenti, capace addirittura di donare l’immortalità a chi ne fa uso. L’introduzione di due protagonisti giocabili ha permesso ad Ubisoft di aumentare sensibilmente la varietà delle missioni. Le quest con protagonista Jacob, ad esempio, proporranno un approccio sfrontato e più action, mentre le missioni di Evie vi costringeranno ad un approccio più stealth, in grado di compiacere i giocatori in cerca di meccaniche più ragionate.

Durante le circa venti ore necessarie al completamento dell’avventura, dovremo eliminare uno ad uno i vari tenenti di Starrick: personaggi senza scrupoli – e ben caratterizzati – disposti a tutto pur di ottenere il controllo sulle industrie e sulla classe operaia. Sul fronte trama, Assassin’s Creed Syndicate se la cava ottimamente: gli scontri tra bande e le lotte interne tra Assassini e Templari sono state ben implementate nel contesto storico proposto dai ragazzi di Ubisoft Quebec. La narrativa, tuttavia, inizia a vacillare quando ad entrare in gioco è la tanto attesa “storia contemporanea“. Non aspettatevi però vere e proprie sequenze giocabili, perché si tratterà di qualche breve cut scene dove l’espediente di metanarrativa (lanciato con il quarto capitolo) la farà ancora da padrone, sfociando tuttavia – specialmente nel finale – in scelte narrative alquanto discutibili? e per evitare spoiler non aggiungeremo altro.

Gangs of London

Voglio togliermi subito questo sassolino dalla scarpa: Assassin’s Creed Syndicate è bello? sul serio! Il gioco proposto dai ragazzi di Ubisoft Quebec è un prodotto che non andrebbe neanche lontanamente paragonato a Unity, perché decisamente più rifinito, vario e curato del predecessore.

Sul fronte gameplay Assassin’s Creed Syndicate innova ma con cautela. Non aspettatevi quindi alcuna rivoluzione nelle meccaniche di gioco, ma solo piccole cicche ed ottimizzazioni capaci di rendere l’esperienza di gioco più longeva e gradevole. Partiamo dalla componente “ruolistica” – se così la vogliamo definire – introdotta in Syndicate. Ogni area di Londra e ogni missione del gioco – principale o secondaria – avrà requisiti di livello ben precisi. La mappa delle abilità di Jacob e Evie proporrà decine e decine di perk divise per categorie, dallo stealth al combattimento, ottenibili grazie ai punti esperienza acquisiti al termine di quest e sub quest. Il sistema di crescita dei personaggi tuttavia non si ferma alle sole abilità. Grazie ad un sistema di inventario – in parte rivisto rispetto a quello di Assassin’s Creed Unity – sarà possibile ottenere vestiario e armi acquistandoli nei menu o costruendoli attraverso una nuova funzionalità di crafting, che permetterà agli utenti di produrre, grazie a ricette ottenibili in forzieri o quest, equipaggiamenti unici per il nostro assassino.

Come leader dei Rooks – la gang “in verde” capeggiata dai nostri due amichevoli assassini – potremo competere con le bande rivali sotto il controllo dei Templari e liberare le diverse zone di Londra dal loro dominio. Completando le attività secondarie libereremo, zona per zona, i vari quartieri Londinesi per poi culminare in sanguinarie guerre tra bande – in puro stile “Grand Theft Auto” – che ci permetteranno di ottenere il diretto controllo su quella porzione di territorio.

Sul fronte novità, tutto sembra funzionare per il meglio in Assassin’s Creed Syndicate: dal rampino, utilissimo per scalare rapidamente edifici sempre più alti, alle carrozze, i primi veri veicoli ad essere introdotti nella serie firmata Ubisoft. Anche il combat system – con l’introduzione dei vari ranghi – ha permesso agli sviluppatori di migliorare il livello di sfida generale, ancora comunque basso rispetto alla media di genere. I combattimenti a distanza e il corpo a corpo funzionano bene: prendendo spunto dal più classico free flow degli Arkham, tutto è basato sulla combinazione di attacchi all’arma bianca e contromosse difensive. Alcune gradite “variazioni sul tema” – come la presenza di una certa varietà di armi a distanza e gadget – aumentano però lo spessore delle istanze di combattimento. Non mancano, purtroppo, gli annosi problemi relativi all’intelligenza artificiale – si fa per dire – dei nemici che si spera vengano corretti con i futuri aggiornamenti.

AnvilNext all’insegna dell’ottimizzazione

Non abbiamo dimenticato il disastroso comparto grafico di Assassin’s Creed Unity. Freeze, pop up e cali di frame hanno reso la nostra precedente esperienza un vero e proprio incubo su console. Fortunatamente tutto questo sembra essere oramai un “lontano” ricordo. Assassin’s Creed Syndicate graficamente riesce a garantire quella fluidità che il suo predecessore non era mai riuscito ad assicurare. I dettagli della Londra vittoriana sono incredibili: le strade, gli edifici, gli effetti di luce e le carrozze rendono la mappa di gioco viva e immersiva come mai prima d’ora. Un ottimo lavoro è stato inoltre svolto nella caratterizzazione dei diversi personaggi, dettagliati sia esteticamente sia sul fronte animazioni.

Tanto di cappello anche al comparto sonoro, con un cast di doppiaggio italiano che riesce finalmente a farci dimenticare i diversi scivoloni del passato. Maurizio Merluzzo e Valentina Pallavicino, rispettivamente le voci di Jacob e Evie, sono riusciti nell’impresa di caratterizzare al meglio i due protagonisti, un complimento che possiamo estendere all’intero team dei doppiatori. Buone anche le musiche, capaci di creare una particolare atmosfera “londinese” che ci accompagna per tutta la durata dell’avventura.

Concludendo?

Assassin’s Creed Syndicate ci ha piacevolmente sorpresi. Il titolo riesce a farci dimenticare in pochi istanti gli incubi del problematico Unity, con un gameplay solido e vario, un’ambientazione riuscitissima ed una trama tutto sommato piacevole. Non siamo certo di fronte ad un capolavoro assoluto, ma il lavoro di Ubisoft Quebec è riuscito comunque a riportare la saga sulla “retta via”, e speriamo che i capitoli futuri ripartono da questa ottima base.

Requiescat in pace!

CI PIACE

– Londra è stupendan- Contenutisticamente ricco e mai stancanten- Il sistema di crescita del personaggio funzionan- Trama piacevole da seguire…

NON CI PIACE

– …anche se la narrativa contemporanea non sembra voler decollaren- IA problematican- Poche vere novità in termini di gameplayn- Tempi di caricamento eccessivamente lunghi

Conclusioni

Uno tra i più riusciti capitoli della saga, capace di divertire sia i fan sia gli amanti degli action adventure.

8.5Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.