Siete stanchi di ascoltare le solite menate su Miss Italia che non conosce una cippa-lippa di storia? Siete stufi di ridere per la seicentesima volta davanti all’innocenza di un giapponese che si dichiara tale, non pienamente conscio del fatto che non è sufficiente una maglietta per mimetizzarsi tra i fedeli del santo più amato dai napoletani? Beh, per venire incontro alle vostre esigenze, Cyberludus è lieta di inaugurare una serie di speciali ad alto spessore culturale, riflessioni alte sul mondo dei videogiochi che daranno alle vostre menti una quantità spropositata di spunti per crescere in qualità di videogiocatori di sommo livello. Vogliamo che la community di Cyberludus, già superiore alle altre perché ha scelto il meglio, sia anche dotta e raffinata più di quanto non sia già. Seguiteci e i vostri professori, i vostri amici e il vostro cervello vi saranno eternamente grati.

Quante volte, durante le nostre lunghe sessioni di gioco, abbiamo avuto l’impressione che ai personaggi, anche se caratterizzati benissimo, mancasse qualcosa? Quante volte ci siamo arrabbiati per le scelte discutibili dell’eroe di turno? Quante volte abbiamo maledetto la nostra dannata empatia, frutto di travagliate esperienze e in grado di farci soffrire come se fossimo davvero il protagonista? Quante volte ci siamo rammaricati del fatto che la storia d’amore che stavamo vivendo con il nostro alter-ego videoludico fosse incompleta? Beh, se siete tra quelli che si son chiesti “Ma perché questi due non trombano?” sarete felici di sapere che non siete i soli. Noi di Cyberludus, avendone preso coscienza, abbiamo deciso di porre all’attenzione dei nostri lettori alcuni dei casi più paradigmatici.

Link e Zelda (The Legend of Zelda, la serie)

Procediamo con ordine. Come saprete di certo, ogni gioco narra le vicissitudini di un eroe (quasi sempre) diverso da quello degli altri capitoli della saga, quindi non sarà possibile fare un discorso unitario per tutta la serie. Ma anche se preso singolarmente, ogni Link è lo stereotipo del pezzente che non può avere carnalmente la donna che brama perché di rango sociale differente. Di fatti siamo sempre partiti come appartenenti a ceti poco agiati (figlio di fabbro, pastore, naufrago, nipote di nonne che fanno la zuppa e, cosa peggiore di tutte, kokiri), e una principessa di certo non vede di buon occhio la plebaglia di second’ordine. Forse una piccola speranza, instillata in voi da un visino incantevole che chiede aiuto, vi ha spinto a raccogliere centinaia di rupie, cercare medaglioni, combattere mostri, rompere una serie infinita di vasi ma soprattutto vi ha costretto ad affrontare il dannatissimo tempio dell’acqua! Dal canto nostro la rabbia verso Zelda e l’empatia con il povero Link è forte, tanto che la ricerca di una soluzione all’annoso problema di astinenza di cui soffre il nostro eroe sin dal lontano 1986 è uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere questo speciale. L’unica plausibile è quella di sostituire la ieratica principessa con un personaggio somigliante, ma assai più “generoso” dal punto di vista dell’intrattenimento per adulti, e a questo scopo non c’è candidato migliore dell’elfo Zevran Arainai di Dragon Age-Origins. Le orecchie, i capelli e i lineamenti sono infatti piuttosto simili, mentre per il resto ci troviamo di fronte ad un personaggio che potrebbe sicuramente offrire qualcosa “in più” rispetto a quella biondina snob della principessa. Lasciamo ogni considerazione ai gusti personalissimi del buon Link…

Rinoa e Squall (Final Fantasy VIII)

La saga di Final Fantasy è piena zeppa di coppie che, nonostante abbiano tutti i presupposti per arrivare in “seconda-terza-quarta base”, hanno deciso di sublimare il proprio amore guardandosi negli occhi o morendo. In questo oceano di amori platonici, vogliamo invitarvi a riflettere sul non-sense della storia tra Squall, l’emo taciturno e scontroso dalla giacca ascellare, e Rinoa, la classica belloccia moralista che crede di poter dire la sua su tutto. C’è un problema però: Rinoa è, all’inizio del gioco, fidanzata con il bullo dell’accademia , tale Seifer, e questo rappresenta, già di per sé, un ottimo motivo per non approfondirne la conoscenza. Ma il bello arriva ora. Squall è contemporaneamente corteggiato da una ragazza non solo bellissima, ma anche più grande ed “esperta”, la professoressa Quistis, che viene subito friendzonata dal protagonista senza che il giocatore possa opporsi allo spreco. Questo è un vero e proprio dispetto al buon senso inguinale dell’utente, che si vede sottratta la possibilità di vivere IL sogno adolescenziale (la Prof lasciva), in un gioco che aveva l’obbligo morale di farcelo vivere. Cosa costava agli sviluppatori inserire la possibilità di “approfondire” – si fa per dire – la conoscenza di Quistis? Sono sicuro che anche il karma la pensi come me, e che il declino qualitativo dei titoli della saga non sia frutto del caso ma di un preciso disegno cosmico.

Beccati questa Square.

Mario e Peach (Super Mario, la serie)

Da bambino ho sempre considerato Mario come un supereroe dai grandi poteri che mette a repentaglio la propria vita per salvare la sua bella, un’icona fanciullesca al quale rifarsi per cercare di diventare una persona migliore. Crescendo ho cominciato però ad aprire gli occhi, e ho visto sempre più nitidamente lo stereotipo di idraulico italiano, mangia-spaghetti, con dipendenza da peyote che si nascondeva dietro quel mix di baffi e simpatia. Nonostante tutto è sempre rimasto un personaggio tendenzialmente positivo, forse non più il principe azzurro destrutturato che immaginavo, ma comunque una persona buona, che si impegna a dare il massimo per la salvaguardia della sua amata. Oggi credo invece di aver finalmente compreso a pieno la natura del personaggio, poiché pensando alla mascotte di casa Nintendo mi viene in mente una sola, tragica parolina: Cuckold. Per quei quattro gatti che fanno finta di non sapere cosa sia, un Cuckold è una persona che sa di essere tradita dal proprio partner, ma decide comunque di non fare nulla, perché trae dal suo ruolo di “maschio Beta” un certo – incomprensibile – piacere. La cosa è assolutamente lampante se ci pensate bene: Mario è alla continua ricerca di una principessa che sta sempre “nell’altro castello”, e nel frattempo al suo aguzzino nascono sette (!) figli. Per ridonare dignità alla figura di Peach, i sette vengono considerati progenie di Bowser solo fino all’entrata in scena di Baby Bowser in Yoshi’s Island, mentre al povero Mario rimane l’amara consapevolezza che, in quasi trent’anni di carriera, tutto quello che ha ottenuto dalla biondina è stato – al massimo – un castissimo bacino sulla guancia. Nonostante tutto – e qui nascono i sospetti sulla sua connivenza – lui continua a sorridere e a salvare la sua amata ogniqualvolta questa ne fa richiesta, evidentemente stufa di sfornare i rampolli del rettiliforme Re dei Koopa. Insomma, non solo un’astinenza forzata ma anche delle corna consapevoli per l’idraulico baffuto, l’unico personaggio con il quale “giocare al dottore” significa davvero sconfiggere batteri a suon di pillole colorate?

Master Chief e Cortana (Halo, la serie)

Qui davvero mi arrabbio, perché una cosa del genere non è assolutamente possibile. Master Chief e Cortana. Capite dove sta il problema? No? Allora tento di spiegarmi meglio. Cortana è un’intelligenza artificiale altamente complessa, così complessa da sviluppare una sorta di “sentimenti” nei confronti del nostro alter-ego corazzato. Ancora non capite? Il punto è che a quel fesso di Master Chief non è ancora venuto in mente, dopo tanto peregrinare, di andare da un cavolo di ingegnere – sul genere Geppetto tecnologico – e trasferire il software in un’unità bot dalle sembianze umane, al fine di coronare il suo sogno di rapporto “interraziale” (forse in questo caso si dovrebbe parlare di rapporto “interregale“, visto che entrerebbero in contatto due entità di due regni differenti, l’uno appartenente a quello animale, l’altra a quello minerale? forse). E se il succitato ingegnere avesse preso, di sua spontanea volontà, la decisione di modificare leggermente l’algoritmo che regola il pudore della fanciulla virtuale, in modo da renderla più disinibita e “affettuosa”, avremmo avuto di sicuro non solo un Master Chief più contento, ma anche più propenso a denudarsi, lasciandoci finalmente intravedere il suo dannatissimo volto.

Hershel Layton e Claire ( Professor Layton, la serie)

Che gran personaggio che è il Professor Layton. È un archeologo abilissimo nella risoluzione dei misteri, integerrimo e generoso, capace di conquistare l’affetto dei suoi fan con i suoi modi che definire d’altri tempi sarebbe un eufemismo. Mai infatti, nel corso delle sue avventure, il buon professore si scompone in manifestazioni animalesche verso qualcuno, e il perché diventa chiaro quando si scopre del suo unico, grande amore, risalente ai tempi dell’università: Claire. Che bei tempi che erano! Si usciva la sera mano nella mano, si disquisiva di ricerche scientifiche sullo spazio-tempo e si regalavano cappelli, il tutto con la massima calma e pacatezza, tratti distintivi dell’archeologo di Level-5. “Tanto il tempo per fare all’ammore c’è, siam giovini“, avrà pensato il buon Layton col suo fare serafico. Una vita presa con dolce tranquillità dunque, tra lunghi momenti di estasi custoditi nella romantic? BOOOM! E ad un tratto la macchina del tempo sulla quale stava lavorando Claire esplode, uccidendola, mentre Hershel vede scomparire, con il soffio vitale della sua bella, la possibilità di quagliare. Le riflessioni contestuali sono piuttosto scontate: “smettiamola di perder tempo lavorando alla macchina del tempo e la calma va bene ma fino ad un certo punto?”.

Questi per noi sono i casi più emblematici di coppie che, per un motivo o per un altro, sono riuscite a toglierci la serenità videoludica.

E voi ci avete mai pensato? Diteci la vostra.

PS: Prima di concludere vorrei ringraziare i ragazzi di CD Project Red che, con la trilogia di The Witcher, ci han permesso di vivere con libertà le nostre pulsioni virtuali. Grazie.

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