Broforce – Michael Bay non sei nessuno – Recensione

Here comes the Bros

Dopo tre anni di sviluppo, di cui uno e mezzo in Early Access , la versione definitiva della nuova creazione di Free Lives è finalmente disponibile e pronta per essere giocata.

Già mesi prima della sua uscita, Broforce poteva essere considerato un piccolo successo annunciato, sia a livello di vendite, sia per quel che riguarda le opinioni di acquirenti e tester. Il titolo è stato infatti capace di raggiungere il sorprendente numero di (circa) 250.000 copie vendute prima del rilascio ufficiale del 15 ottobre. Solo 48h dopo il suo “autentico” debutto sul mercato, ne sono state vendute complessivamente 350.000. Ciò che più incuriosisce e colpisce è però il grado di soddisfazione degli utenti su Steam: al momento della stesura dell’ articolo, Broforce ha infatti raggiunto l’ eccezionale punteggio del 98% di giudizi positivi (per intenderci, un titolo del calibro di Half-Life 2 si ferma al 97%, potendo contare su circa il triplo delle opinioni).

Un debutto col botto, dunque.

Partendo da questi presupposti, è ora di andare a tastare con mano. Prepariamoci ad aggregarci, metaforicamente parlando, al Team dei “Bro”

Un salto indietro nel tempo

Broforce ci fa respirare le atmosfere risalenti ai meravigliosi (almeno per il sottoscritto) giorni dei “Videogiochi Arcade”, delle “mangia 500 lire” nemiche giurate del nostro portafogli: le mai dimenticate “macchinette”. Ve lo ricordate Metal Slug, vero ? Lo stampo di Broforce è proprio quello: stiamo parlando di uno sparatutto a scorrimento, con uno spirito però del tutto differente rispetto al celebre titolo del 1996.

La “vena retrò” è percepibile sin dai primissimi istanti. Appena avviato il gioco veniamo infatti “accolti” da un menù palesemente “arcade”, con tanto di musica “tosta”, giusto per darci un anticipo di quelli che saranno i toni di tutta l’ esperienza. Dando inizio alla campagna single player (giocabile anche in Modalità Arcade, cioè senza gli intermezzi legati alla – non troppo sensata – storyline, se così vogliamo chiamarla), ci ritroviamo a pilotare un elicottero nei cieli di una pianeta terra piacevolmente stilizzato. Potremo così a raggiungere determinati zone calde della mappa, dove è richiesto l’immediato intervento del nostro team di Bros, e dare così inizio ai diversi livelli di gioco. Dopo un furioso “3…2…1… Gooooo!” ci ritroveremo nei panni del nostro personaggio, pronti ad affrontare il primo livello. Una rapida occhiata al nostro piccolo Bro e ci rendiamo subito conto di averlo già visto: sembra proprio il leggendario “John J”.

E infatti è così, o quasi: si tratta di Rambro (si, avete letto bene!).

Dopo aver superato il trauma dovuto alla squallida (ma geniale) trovata legata al soprannome del nostro eroe, cominciamo ad avanzare. Ma prima osserviamo per un istante il colorato ambiente intorno a noi: pixel, pixel ovunque. E bidimensionalità. Siamo di nuovo a casa, e la cosa ci gasa sin da subito. Facciamo ancora una “prova” col fucile: non si sa mai, potrebbe incepparsi. E invece no, funziona bene, fin troppo bene.

E i colpi ? Illimitati, che domande.

Si, ci siamo capiti, possiamo spaccare tutto. Letteralmente. L’ambiente di gioco è infatti quasi totalmente distruttibile, e questo non fa che ampliare le nostre possibilità per fare piazza pulita dei nemici. E’ sorprendente notare come, dopo una sola manciata di secondi, Broforce riesca a farci sentire completamente padroni del nostro personaggio. I comandi sono infatti elementari e decisamente intuitivi, così come deve essere in un gioco di questo tipo: si corre, si salta e si spara a più non posso, in velocità, senza pensarci troppo.

E allora via, di corsa.

Con il nostro bel coltellazzo possiamo anche arrampicarci sulle pareti, perché in Broforce nessun luogo ci è inaccessibile. Scale, porte, cavi, e passaggi segreti ci aiuteranno a stanare i nostri nemici (all’inizio grotteschi terroristi non meglio precisati) ovunque essi si trovino e, diamine, non ce ne lasceremo scappare nemmeno uno, sarà un massacro.

Scopriamo di avere anche un asso nella manica (una mossa speciale), ovvero una granata devastante.

La faccenda si fa sempre più interessante.

Conviene però usarla solo nelle situazioni più adatte, visto che almeno in questo caso gli utilizzi sono limitati. Qualcosa ora attira la nostra attenzione: una gabbia con un prigioniero. E’ un membro della Broforce! Nel corso della nostra avventura dovremo infatti occuparci di liberare più prigionieri possibile, nuovi personaggi da aggiungere alla nostra confraternita. Un paio di proiettili e la prigionia è finita. La liberazione del fratello prigioniero ci premia con due sorprese: da una parte una vita extra per noi (siamo dei duri, ma un singolo proiettile basterà per spedirci all’altro mondo), dall’altra ci troviamo a vestire i panni dell’ex prigioniero, già pronto a farla pagare ai luridi bastardi che gli hanno negato la libertà. Di colpo non siamo più Rambro ma un’altro personaggio che, di nuovo, ci pare di aver già visto.

Ci ricorda un po’? Schwarzy!! Questa volta abbiamo infatti a che fare con Brommando (ma non era Commando?), la versione pixellata del nostro ex governatore preferito. Avanziamo ancora e, una volta arrivati al nemico successivo, scopriamo che le armi sono cambiate. Ora abbiamo a disposizione un lanciamissili, unito a un colpo speciale che ci permette di sparare una raffica di razzi semplicemente devastante!

Spinti dalla nostra ormai irrefrenabile furia distruttiva, non facciamo troppa attenzione e finiamo con l’aprire il fuoco su una serie di barili esplosivi. Pessima, pessima idea. L’ esplosione è letale e quasi tutto quello che ci circonda crolla letteralmente a pezzi. Ricominciamo pochi metri più indietro, di nuovo nei panni di Rambro. Attraversando quello che resta del quartier generale dei nemici, arriviamo al termine del livello, innalziamo la gloriosa bandiera a stelle e strisce, e subito ecco arrivare un elicottero pronto a recuperarci (“Meno male – penso – visto come vanno le cose temevo che qualche compagno di merende di Cane Pazzo Murdock mi lasciasse qui a bruciare!”). Afferriamo la scaletta e cominciamo a volare via mentre tutto va a fuoco (sempre meglio infilarci un’esplosione bonus, non si sa mai).

Parte l’ assolo di chitarra elettrica.

Mentre mi allontano osservo l’inferno che ho scatenato – gasato come una scimmia – sapendo che è solo l’ inizio.

Ma chi sono veramente questi Bro?

L’ aspetto che più convince e diverte di Broforce risiede sicuramente nella banda dei “Bro” al gran completo. I 30 protagonisti del gioco sono infatti l’incarnazione pixellosa di decine di anni di cinema e televisione, con un apprezzabilissimo focus sugli anni ’80 e ’90.

Alcuni esempi ?

Potrete far danni andando a impersonare tre differenti interpretazioni di Schwarzenegger, come Conan Il Barbaro (Bronan the Brobarian), Terminator (Brominator) e, come già detto, John Matrix di Commando (Brommando). Non mancheranno poi due celebri personaggi interpretati da Stallone, ovvero Rambo (Rambro) e Dredd (Bro Dredd).

Ne volete ancora?

Chuck Norris, sia come Walker Texar Ranger (Brodel Walker) sia nelle vesti di James Braddock (James Broddock). Fino ad arrivare a Pg ispirati a Predator, Jena Plisskeen, Indiana Jones, Ellen Ripley, Robocop, Beatrix Kiddo e l’ Agente J.

Cosa volete di più ? MacGyver ? C’è anche lui. Con tanto di tacchino farcito di dinamite.

E’ importante sottolineare come questo variegato “cast” giovi moltissimo al gameplay, rendendolo più vario e imprevedibile, dato che ogni personaggio ha armi e attacchi speciali unici. Ogni volta che morirete andrete a impersonare un nuovo Bro, scelto in maniera del tutto casuale.

Come anticipato poche righe sopra, tutti questi personaggi sono stati leggermente rivisti e “adattati” all’universo dei Bro. Per intenderci: l’ Agente J me lo ricordavo con almeno una 30ina di chili in meno, mentre Ellen Ripley probabilmente prima di unirsi a questa compagnia di pazzi l’Alien se l’è mangiato.

Caso eccezionale che non voglio assolutamente mancare di riportarvi è quello di William Wallace (Broheart), il mio preferito all’ interno di questo circo. Lui non si è limitato solo ad adeguarsi fisicamente, per affrontare al meglio i nemici del Bro Team, ma ha addirittura cambiato opinione politica. Provate a utilizzare la sua mossa speciale per godervi il leggendario urlo di battaglia: “Freedoooom!”. Questa volta però non ci sarà nessuna bandiera scozzese, bensì quella a stelle e strisce.

Ma cosa rappresentano tutti questi eroi ed eroine?

Un’unica ed eterogenea generazione di simboli immortali, perfettamente riconoscibili anche da chi non ha effettivamente mai visto quello specifico film o quella particolare serie tv (o telefilm, come si diceva una volta).

Invincibili, letali, talvolta paladini della legge, talvolta minacce per l’ intera razza umana, eroi – in senso lato – per i quali è sempre meglio sparare un colpo in più.

Quelli che dovendo buttare giù una parete, optavano per il crollo dell’ intero palazzo.

Quelli che, sì, continuavano a sparare, ma non ricaricavano mai. Eppure c’era sempre almeno un colpo rimasto in canna.

Quelli che, insomma, facevano SEMPRE le cose in grande e nel modo più rumoroso possibile.

In pieno stile Broforce.

Più siamo, più casino facciamo

L’ offerta di Free Lives è molto più ricca di quanto possa inizialmente sembrare. La campagna single player è infatti solo la punta dell’ iceberg, perché le circa 5-6 ore necessarie per il suo completamento a difficoltà normale vi introdurranno a quello che è il vero cuore dell’ opera: il multiplayer online.

E’ importante mettere in chiaro che non è possibile non tenere conto di questo lato del gioco e, qualora non foste interessati a questa componente di Broforce, il titolo potrebbe lasciarvi delusi.

La vera anima del gioco è infatti la possibilità di unirsi (anche localmente) ad un gruppo di tre amici e generare disastri su larga scala. E’ in situazioni come questa che la creazione di Free Lives riesce a dare il meglio di sé: le più stupide – nel senso buono del termine – partite in multiplayer, anche della durata di mezz’ora, si rivelano essere quelle più “casinare” e divertenti.

Non bisogna poi dimenticare lo splendido editor di livelli, il medesimo utilizzato dagli sviluppatori per la creazione del gioco. Questo, destinato a essere ulteriormente aggiornato nel corso delle prossime settimane, non pone limiti alla fantasia del giocatore e offre, potenzialmente, una longevità illimitata, oltre che la possibilità di caricare online i propri capolavori.

Da non dimenticare le “Custom Campaigns”. In queste avremo la possibilità di giocare livelli extra, creati dagli sviluppatori o direttamente dai giocatori tramite l’ editor appena menzionato. Ognuno di questi scenari sarà affiancato da una classifica a tempo, e solo i più veloci a raggiungere l’ ultima bandiera potranno ambire alle prime posizioni. Da segnalare ancora una modalità “Versus”, per le sfide tra “Bro”, giocabile (per il momento) solo in locale.

Concludendo…

Broforce riesce in quello che è il suo intento primario: divertire il giocatore in maniera pura e genuina.

E ci riesce alla grande.

Il suo segreto ? Non prendersi troppo sul serio. Rumoroso, incasinato, anche un po’ “ignorante”, Broforce è perfettamente rappresentato, nel suo spirito, dalla campagna single player: si comincia sparando, senza porsi troppe domande, affrontando una banda di ambigui terroristi (ma saranno davvero dei terroristi?), e ci si ritrova, alla fine, a combattere il soprannaturale, quasi senza sapere il perché.

Ma come siamo arrivati a questo punto? Sinceramente, non ci interessa, non lo vogliamo davvero sapere.

Caratterizzato da un gameplay esaltante, ricco di modalità in grado di arricchire l’esperienza di gioco e potenziato da una colonna sonora “ad hoc”, il titolo di Free Lives saprà rapire i nostalgici degli anni ’80 e ’90, nonché gli appassionati (anche quelli di vecchia data) di sparatutto a scorrimento.

E non solo loro.

Che state aspettando ? Broforce Wants You!

A cura di Alberto Surano

CI PIACE

Semplicemente divertente, se si è disposti a "lasciarsi trascinare\nOpzioni per il multiplayer varie e interessanti\nTrasuda personalità e uno squisito gusto retrò\nEditor di livelli

NON CI PIACE

Perde molta sostanza se giocato unicamente in single player

Conclusioni

Caratterizzato da un gameplay esaltante, ricco di modalità in grado di arricchire l’ esperienza di gioco e "potenziato all’ ennesima" da una colonna sonora "ad hoc", il nuovo titolo di Free Lives saprà "rapire" i nostalgici degli anni 80 e 90, nonché gli appassionati (anche quelli di vecchia data) di sparatutto a scorrimento. E non solo loro.

7.8Cyberludus.com
Articolo precedenteUn nuovo video gameplay per la versione console di Divinity: Original Sin Enhanced Edition
Prossimo articoloWRC 5: FIA World Rally Championship – Di nuovo nel fango – Recensione
Alberto Surano
"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.