Randal’s Monday – Recensione

Il successo riscontrato dalla saga Deponia ha contribuito notevolmente alla crescita di Daedalic Entertainment, publisher tedesco che si è proposto, nel corso degli anni, come una valida alternativa in chiave moderna alla storica LucasArts. Tuttavia, ridurre fama e gloria di Daedalic alle bizzarre avventure di Rufus non sarebbe onesto: sono tante le produzioni eccellenti del team, passate spesso dalle mani di giovani game designer – come accaduto per The Night of the Rabbit – e portate alla ribalta grazie a un’ottima sceneggiatura ed un comparto grafico sempre molto affascinante. Oggi, dimenticate tutto il mondo affascinante di Mousewood, cancellate dalla mente l’atmosfera noir di 1954 Alcatraz e moltiplicate per cento la follia delle serie Deponia e Edna&Harvey: otterrete il gioco ignorante per antonomasia?otterrete Randal’s Monday.

Una settimana da denuncia

Randal’s Monday è probabilmente il progetto più strambo del produttore tedesco. Partiamo dalla base: il gioco è ambientato a fine anni ’90 e Randal, un ragazzo sui 30, ha perso il lavoro, non ha un soldo, rischia lo sfratto ed è al bar a bere birra con i suoi amici Matt e Sally per festeggiare il loro fidanzamento ufficiale. Fin qui, parleremmo di un ragazzo un po’ sfigato, in difficoltà, e che magari merita anche un po’ di compassione. Tutto vero, se non fosse che Randal è – nell’ordine, altrimenti non vale: un cleptomane, sociopatico e pessimo amico. Almeno qui si fermano gli sviluppatori, Nexus Game Studios, nel descrivere il loro protagonista. Io aggiungerei anche altri aggettivi: Randal è un ragazzo stupido, ignorante, immaturo, superficiale e dotato di un’innata abilità nel rovinare la vita a chi gli sta intorno. Fatte queste doverose premesse, parliamo ora di Randal’s Monday nel suo complesso: il titolo, il lunedì di Randal, deve tutto al giorno in cui comincia la storia, per l’appunto un tragico lunedì da perchè-tutte-a-me. In 24 ore la vita di Randal cambia radicalmente, perde tutto, si caccia nei guai a causa dell’anello di fidanzamento di Matt, che spinge inconsapevolmente al suicidio. Perché, affermare che Randal è un pessimo amico, forse non rende bene l’idea. Dal martedì successivo, il nostro protagonista dovrà fare di tutto per rimettere a posto le cose, ed avrà a disposizione l’intera settimana per farlo. Il gioco si sviluppa proprio in sette giorni, per una longevità decisamente onesta che porta il videogiocatore ad avere a che fare con quel sociopatico per almeno 15 ore.

Un’avventura ricca di esilaranti sorprese

Chi ha familiarità con le produzioni Daedalic avrà certamente intuito che il personaggio Randal pare essere molto simile a Rufus ma, credetemi, in comune hanno ben poco. Rufus è il classico personaggio imbranato ma buono, incapace ma dotato di grande inventiva. Randal è un fannullone, preso dal mondo reale e plasmato nell’universo dei paradossi. D’altronde l’obiettivo del team di sviluppo è stato centrato appieno: Randal’s Monday è un’avventura “point&geek” perché contiene una serie infinita di citazioni prese dagli anni Novanta e Duemila riguardanti un po’ tutto. Troviamo riferimenti nelle location, come i numeri civici che richiamano quelli di Lost, ma anche nei dialoghi e addirittura in qualche spicchio di sceneggiatura. E non mancano i riferimenti nonsense tipici di molte produzioni Daedalic, partendo dal locatario dell’appartamento, un grasso napoletano in canotta, pantaloncini e ciabatte. Dal canto suo, Randal ha le sembianze del tipico sbruffone di quartiere degli anni ’90, con la giacchetta, i jeans, capelli gelatinati sparati verso l’alto e l’aria da tranqui baby tipica di chi sta per mettere in mostra tutta la sua stupidità. E dopo aver distrutto il personaggio Randal con una serie di descrizioni poco nobili, completiamo il cerchio con chi gli dà la voce: si tratta di Jeff Anderson, colui che nel ’94 interpretò Randal Graves in Clerks?perché sì, nulla è casuale in un point&geek.

Di ordinario c’è solo il genere

Per un’avventura grafica è difficile distinguersi dalla massa, è un po’ il genere stesso che impone tali difficoltà. Dagli anni Duemila le innovazioni sono state pochissime, e ciò che oggi rende un punta e clicca migliore di un altro sono, sceneggiatura a parte, la caratterizzazione delle location e dei personaggi. Su questo, Randal’s Monday è una spanna sopra tutti nel 2014 – e forse anche sopra le AG del 2013 – ma dal punto di vista del gameplay non c’è tantissimo da dire. Abbiamo i soliti puzzle, fatti esclusivamente di interazioni con l’ambiente, e un’interfaccia grafica che ben si sposa con la produzione. Nexus Game ha voluto creare una storyline dinamica per meglio ricalcare il concetto della settimana che scorre, anche se non ci si deve aspettare chissà quale intreccio causa-effetto: semplicemente, alcune delle azioni fatte il giorno prima influenzeranno particolari eventi delle 24h successive, senza stravolgere più di tanto l’avventura. Lo stile grafico del gioco è molto simile a quello de The Family Guy, ovvero fatto di curve morbide dai contorni spessi, personaggi disegnati nei minimi particolari e con occhi a palla. Per quanto riguarda i dialoghi, forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo: anche stavolta, prendete il nonsense di Deponia ed Edna&Harvey, contestualizzatelo alla fine degli anni ’90, moltiplicatelo per cento ed otterrete i botta e risposta di Randal’s Monday. L’unico neo dell’avventura, per quanto ci riguarda e solo per una manciata di mesi, è l’assenza dei sottotitoli in lingua italiana: fortunatamente, Adventure Productions ha già ufficializzato l’accordo con Daedalic per la localizzazione, ed il gioco arriverà in italiano – in versione fisica e digitale – nel primo trimestre del 2015.

Concludendo?

Randal’s Monday è un po’ quella botta di freschezza e sano nonsense che molti aspettavano. Perso Deponia, il 2014 delle avventure grafiche non ha proposto granché in termini di umorismo e fantasia, ma l’avventura di Nexus Game ha dato un senso all’attesa. I nostalgici delle audiocassette e delle Spice Girls – esistono? – hanno una scusa in più per tornare con la mente a 10-20 anni fa. Chi, invece, quegli anni li ha vissuti solo con le repliche di Friends, può godere altrettanto di un’avventura esilarante, ricca di contenuti e ben realizzata.

CI PIACE

– Simpatico e divertente dall’inizio alla fine\n- Storyline interessante, su una struttura molto originale\n- Lelvel design e personaggi azzeccatissimi

NON CI PIACE

– Se siete interessati ad avventure più mature, questo gioco non fa affatto per voi

Conclusioni

Un point&geek…e quando ci ricapita?!

8Cyberludus.com
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Redazione
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