Dalla Gamescom alla cameretta?è cambiato qualcosa?

Sarò sincero: in occasione della Gamescom di Colonia, quando ebbi l’occasione di testare pad alla mano il lavoro di Monolith, L’Ombra di Mordor, non ne rimasi particolarmente estasiato. I motivi? Sicuramente la mancanza di accenni approfonditi alla trama di gioco da parte degli sviluppatori non ha aiutato ma il problema principale è stata la piuttosto evidente mancanza di originalità nelle meccaniche di gioco, largamente ispirate alla saga degli assassini di Ubisoft; tutto sommato, il lungo testing presso il panel Warner Bros è riuscito nell’intento di divertirci, nonostante le parecchie e dubbiose scelte di design. A circa due mesi di distanza dalla prova di Colonia, Cyberludus ha avuto l’occasione di testare e sviscerare a fondo il titolo Monolith. Dubbiosi da un lato ed interessati dall’altro ci siamo addentrati nelle viscere di Mordor, pronti a fronteggiare le armate di orchi di Sauron. Queste sono le nostre finali considerazioni sulla prima vera esperienza next gen Tolkeniana?

Un anello per domarli?

L’Ombra di Mordor si colloca cronologicamente a cavallo tra gli avvenimenti de “Lo Hobbit” e quelli de “Il Signore degli Anelli“. Il titolo ci mette nei panni di Talion, ramingo di Gondor impegnato, insieme alla sua famiglia, a vigilare sul Cancello Nero di Mordor dopo la sconfitta di Sauron nella guerra che ha visto fronteggiare le armate del signore oscuro con l’alleanza di uomini ed elfi. Talion si ritroverà, tuttavia, vittima dell’arrivo dei capitani neri di Sauron, guidati dalla Mano Nera, capaci di sbaragliare in pochi istanti le ultime difese sul cancello, sacrificando il nostro malcapitato protagonista e la sua famiglia. Il sacrificio è in realtà un mezzo della Mano Nera per riportare nel mondo terreno uno spirito elfo: questo, tuttavia, riuscirà in qualche modo a legarsi al corpo esanime di Talion, riportandolo alla vita e proponendosi di aiutarlo ad ottenere vendetta sui capitani colpevoli dell’uccisione della sua famiglia. Attraverso indizi e manufatti scopriremo via via interessanti e succulenti retroscena della vita e dell’identità dell’elfo che, inizialmente, sembra aver scordato ogni ricordo. La storyline del titolo (che ci terrà impegnati per una decina di ore), sebbene proponga una trama non proprio elaborata, risulta comunque credibile e sfaccettata, senza mai cadere nel banale, proponendo inoltre un cast di personaggi davvero variegato (incontreremo inoltre personaggi già celebri, viste nelle varie pellicole cinematografiche). La storia, che mantiene un buon ritmo per quasi tutta la sua durata, sfortunatamente scade nel finale, incapace di regalare scontri all’altezza dell’intera produzione.

Qualcuno ha detto?Assassin’s Creed?

L’Ombra di Mordor è un action in terza persona, open world, con un sistema di crescita del personaggio assimilabile ad un RPG e, inutile negarlo, le meccaniche di gioco prendono grande ispirazione dalla celebre saga di Ubisoft; molti assetti ed animazioni sembrano esser stati presi direttamente da alcuni capitoli di Assassin’s Creed. Trattasi di un problema? Non proprio: di certo la similarità di meccaniche con il titolo Ubisoft è andata a ricadere sull’originalità del titolo, ma da un lato è stato un piacere constatare come Monolith sia riuscita ad amalgamare il tutto rendendolo pressoché esente da difetti. Le animazioni e l’interazione con l’ambiente sono ottimi, così come le abilità speciali di Talion, che unite alla componente stealth del titolo rendono davvero bene. La mappa di gioco, divisa in due macro aree, consente al giocatore di esplorare una vasta gamma di ambientazioni; le aree nella mappa saranno visibili al giocatore nella loro interezza una volta sbloccate le torri della fucina (simili ai punti panoramici degli Assassin’s Creed) che permetteranno al giocatore di spostarsi rapidamente da un punto all’altro della mappa e faranno avanzare il tempo a nostra richiesta, se necessario. Esplorando Mordor, oltre ad incorrere nelle classiche missioni (principali o secondarie), sarà possibile andare alla ricerca di un gran numero di collezionabili, paradiso per i giocatori completisti avidi di trofei. Le meccaniche di combattimento propongono un sistema molto simile a quello visto con la serie Arkham di Rocksteady. Il combat system de L’Ombra di Mordor non è altro che una riproposizione, davvero fluida e migliorata, del freeflow: gli attacchi con spada permettono di effettuare combo e counter sui nemici, le combo possono portare inoltre ad esecuzioni, eseguibili dopo aver inflitto un numero consistente di danni al nemico. Oltre agli attacchi ravvicinati, Talion può sfruttare le abilità dello spirito dell’elfo per gli attacchi con l’arco.

Questo consumerà frecce e concentrazione, ma risulterà un’arma letale per le uccisioni istantanee e silenziose. Lo spirito dell’elfo legato a Talion consente inoltre al giocatore di usufruire di una vasta gamma di abilità, sia in combattimento che non; una tra le più importanti è sicuramente il controllo mentale sui nemici: Talion potrà soggiogare i nemici, marchiandoli per tenerli sotto un perenne controllo, interrogarli o minacciarli per poi successivamente ucciderli. Il controllo mentale degli orchi risulterà essenziale per ottenere informazioni sui ranghi più alti dell’esercito di Sauron, ma vi entreremo nel dettaglio successivamente. Il controllo potrà essere applicato anche alla “fauna selvaggia” di Mordor, permettendoci di cavalcare creature come caragor o graug.

Oltre alle vaste possibilità offerte dal combat system, l’Ombra di Mordor propone un interessante sistema di crescita del personaggio: le abilità per Talion e lo “spettro” potranno essere acquisite tramite perk nell’apposito menu. Nonostante non sia presente una personalizzazione dell’equipaggiamento per il nostro eroe sarà, tuttavia, possibile potenziare l’armamentario di Talion tramite apposite rune (divise in varie categorie) che consentono di usufruire di diversi vantaggi in combattimento.

Il Nemesis System: l’anima dell’Ombra di Mordor

Sebbene il titolo pecchi di originalità nelle meccaniche di gameplay, basterà dare uno sguardo al nemesis system per accorgersi della vera profondità del titolo Monolith. Ma andiamo con ordine… cos’è il nemesis system? Questo sistema è capace di generare casualmente ed in maniera procedurale ogni componente dell’armata di Sauron, dalle semplici guardie fino a comandanti e capitani. Ogni uruk generato dal sistema è unico, sia nel nome, sia nell’estetica e nelle caratteristiche, e possiede un sistema unico di forze e debolezze, apprendibili da Talion tramite gli interrogatori citati in precedenza, dandoci la possibilità di studiare il nostro nemico ed ucciderlo nella maniera più efficace possibile. Il nemesis genererà inoltre casualmente sub quest sulla mappa di gioco, divise in innumerevoli tipologie, che permetteranno a Talion di interagire sulla scala gerarchica dell’armata di Sauron. Intervenire in un duello tra due capitani uruk permetterà di indebolirne il potere di uno a favore dell’altro; grazie inoltre al potere dello spirito elfico, Talion potrà controllare comandanti e capitani, capaci di svolgere compiti a nostro favore. Le possibilità offerte dal nemesis system sono innumerevoli e capaci di garantire al giocatore un ottimo quantitativo di ore aggiuntive all’esperienza di gioco, visto che, potenzialmente, potrebbero elevarle all’infinito.

Orchi next gen

Ottimo il lavoro di Monolith per quanto riguarda il comparto grafico del gioco: L’Ombra di Mordor poggia le proprie basi sul motore proprietario della casa di sviluppo americana, in una versione migliorata del motore old gen già ammirato nei vari FEAR o Condemned. Il titolo offre un incredibile dettaglio delle ambientazioni: Mordor è vivida e pulsante, così come la sua popolazione “orchesca”. Ottimi i modelli dei personaggi compreso quello del protagonista anche se, considerato l’utilizzo del motion capture, ci si poteva attendere un dettaglio dei volti maggiormente rifinito. Ottimo anche il comparto sonoro, costituito da una eccellente soundtrack d’autore e da un doppiaggio in lingua italiana di pregevole fattura.

Concludendo?

L’Ombra di Mordor è in assoluto un titolo riuscito. Le meccaniche, sebbene non originali, propongono un mix particolare tra generi, risultando fluide, dinamiche e varie. Le possibilità offerte dal nemesis system, consentono un controllo sui nemici mai visto fino ad ora, garantendo al giocatore ore ed ore di contenuti. Sento di consigliare il titolo non solo ai fan sfegatati delle opere di Tolkien o agli amanti delle pellicole, ma anche a tutti i giocatori interessati ad un action davvero ben confezionato. Tessssoro!

CI PIACE

– Il nemesis system garantisce ore ed ore aggiuntive di contenutin- Meccaniche di gioco varie e ben congegnaten- Buon sistema di crescita del personaggio

NON CI PIACE

– La storyline principale dura una decina di oren- Meccaniche di gameplay non proprio “originali”n- Scade sul finale

Conclusioni

Sicuramente il miglior titolo dedicato alle celebri opere di Tolkien.

9Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.