Dopo un 2013 e un inizio 2014 dove il 3DS e la sua line-up hanno regnato in maniera spregiudicata sulle rive della casa di Kyoto è stato davvero strano vedere soltanto tre giochi per 3DS (Super Smash Bros. escluso) in mostra al Nintendo Showcase di Milano, uno dei quali in uscita il giorno successivo e quindi già disponibile! I titoli in questione sono Monster Hunter 4 Ultimate, Sonic Boom e Pokèmon Art Academy: ognuno di essi ha decisamente da offrire qualcosa di diverso e, purtroppo, diverse sono risultate anche le qualità dei prodotti stessi.

Sonic Boom

In molti sono ancora sorpresi e con la mascella per terra, tutti a chiedersi cosa può aver spinto SEGA a cambiare completamente l’estetica dei suoi personaggi più famosi per farne una serie animata con conseguente tie-in obbligatorio per Nintendo 3DS e Wii U. I due giochi saranno completamente diversi, quindi questa versione per 3DS non avrà nulla in comune con la sua sorella maggiore sulla console casalinga? e questo non può che essere un bene. Sonic Boom su 3DS null’altro è che uno strano Metroidvania a livelli distinti: tramite l’utilizzo contemporaneo di quattro personaggi (in questo caso Sonic, Tails, Knuckles e Amy, ma non saranno soli, pare) la squadra deve farsi strada da un punto A a un punto B di uno scenario, come vuole la classica formula da Sonic, cercando nel contempo oggetti nascosti, potenziamenti e simili, esplorando ogni anfratto del livello bidimensionale in lungo e in largo grazie alle loro abilità particolari. Sonic può passare attraverso alcuni tubi-cubo blu, Tails può librarsi in volo sopra le correnti d’aria, Knuckles può menare le mani con più violenza, ecc.: punti in comune tra i vari personaggi paiono essere soltanto la possibilità di utilizzare una frusta elettrica per agganciarsi ad alcuni soffitti e infastidire alcuni nemici e… l’estrema lentezza di movimento. Già, perché sfortunatamente i ritmi di gioco, complice l’agghiacciante lentezza dei personaggi, non fanno che rendere l’esplorazione stessa legnosa e difficoltosa. Si può solo sperare in un futuro miglioramento visto che il titolo pare essere ancora lontano dal completamento, o che la versione Wii U sia maggiormente ispirata (cosa che, a sentire i colleghi d’oltreoceano, pare già essere una eterea illusione).

Monster Hunter 4 Ultimate

E’ estremamente piacevole sapere che anche il quarto capitolo della serie Monster Hunter, uscito quasi da un anno in Giappone, raggiungerà anche il nostro occidente, complice, magari, l’inatteso successo di Monster Hunter 3 Ultimate per 3DS e WiiU. E’ curioso da parte di Capcom aver deciso di sviluppare un sequel esclusivamente per la piccola console portatile, tralasciando una versione da salotto più definita, ma considerando che le versioni di Monster Hunter 3 Ultimate erano copie perfette l’una dell’altra su entrambe le console si può comunque essere ben contenti! Nella demo erano disponibili tre missioni: per comprendere meglio le differenze ho preferito occuparmi di una semplice caccia a un Gran Jaggi, uno dei mostri grossi di dimensioni più limitate. L’inventario pieno di ogni ben di Dio non ha, purtroppo, permesso di misurare un vero livello di sfida ma tutto pare comunque funzionare per il meglio; lo stesso schema di controllo è stato mantenuto intatto, così come l’utilizzo dei due schermi per le mappe e per le interfacce di caccia, completamente personalizzabili nella versione completa. L’immensa zona di gioco, divisa per numeri per permettere meglio ai cacciatori in gioco di comunicare tra loro e scovare la posizione dei mostri, comprende territori naturali di grande splendore, specialmente su una console portatile e per un titolo sviluppato, alla fin fine, lo scorso anno. Tutto quello che si vede in giro può essere raccolto e, già dai primi passi, non sono mancati una serie di nuovi oggetti, a confermare la presenza di nuove combinazioni da studiare per migliorare le proprie prestazioni. Restano identiche la barra della vita e quella della forza, in costante diminuzione quando si corre o si usano eventuali abilità speciali della propria arma (come la modalità Demone della doppia lama, utile a migliorare le combo, allungandole ma rendendole, nel contempo, leggermente meno gestibili); resta anche il coltellino colorato che indica l’affilatezza dell’arma, da controllare costantemente, pietra cote alla mano, per infliggere sempre il maggior numero di danni possibili. Una volta arrivati nel luogo dove si nasconde il Gran Jaggi compare la prima nuova, curiosa opportunità di questo quarto episodio di Monster Hunter: la possibilità di saltare in groppa ai grandi mostri e colpirli ripetutamente, mentre loro si dimenano nel tentativo di disarcionare il cacciatore; l’unico modo di resistere a questo impeto è quello di muoversi e premere determinati tasti per cercare di restare in equilibrio, cosa che è risultata decisamente ostica, complice la novità inattesa di questo interessante elemento di gioco. I due felynes che accompagnano il cacciatore solitario, oltretutto, si dimostrano relativamente utili e, sicuramente, più divertenti di quanto non lo fossero gli shakalaka nell’episodio precedente, specie perché il loro lato comico non si basa solo su frasi sconnesse e paroline senza senso ripetute fino allo stremo! Insomma, Monster Hunter 4 Ultimate sembra capace, da questa prima prova, di regalare tutte le meravigliose esperienze di caccia del suo eccellente predecessore, e questa volta la versione 3DS (probabilmente perché unica ad esistere) potrà anche connettersi ad internet, opportunità che al terzo episodio, nella sua versione portatile, era stata negata. Unico neo davvero evidente sono tutti i testi a schermo: come già accadeva con Monster Hunter 3, anche il quarto episodio soffre di una risoluzione dei testi tremenda, anche su 3DS XL, facendo apparire le lettere come tremolanti e poco definite; tutto è tranquillamente leggibile, ma il fastidio provocato da questa particolare problematica si fa evidente in breve, brevissimo tempo.

Pokèmon Art Academy

Che piccola, curiosa gemma! Per quanto pochi fossero i pokèmon disponibili in questa versione di prova e per quanto fossero limitate le opportunità offerte, Pokèmon Art Academy è riuscito comunque a presentarsi come molto di più di un semplice strumentino per disegnare qualche schizzo: sia improvvisando copiando un disegno dallo schermo superiore sia facendosi accompagnare, passo dopo passo, nella realizzazione di un ‘ritratto’ completo (partendo dagli schizzi a matita fino ai dettagli delle luci e alle sfumature), il gioco offre anche a chi non sa disegnare (come il sottoscritto) la grande possibilità di creare qualcosa di bello, esattamente come Wii Music, in maniera più fracassona e limitata, ha cercato di fare per gli strumenti musicali. C’è una guida, certo, ma si lascia spazio anche all’improvvisazione e alla libertà! Gli strumenti, tra matite, penne dalla punta fine, pennarelli, gomme, ecc. sono tutti di facile utilizzo e divisi per strati, in modo tale che alcuni dettagli siano salvaguardabili e sia più difficile sbavare e commettere imperfezioni; la funzione di zoom permette di correggere e rifinire anche i dettagli minimi senza perdere nulla in qualità e, se si utilizza un 3DS XL, viste le notevole dimensioni, sembra davvero di avere in mano una piccola tavolozza pronta per accogliere le opere di tanti piccoli artisti in erba, salvabili, nella versione completa, su scheda SD e condivisibili tramite MiiVerse. Pokèmon Art Academy è già disponibile e vive del desiderio di appassionare anche chi è davvero lontano dall’arte o dalle tecniche di disegno… Chissà, forse anche dalla mano dell’artista più impedito può nascere la poke-opera del secolo!

Questo è quanto: il Nintendo 3DS, una volta tanto, ha lasciato il palcoscenico, in massima parte, alla sua controparte casalinga, della quale parleremo nella quarta e ultima parte di questo speciale sul Nintendo Showcase di Milano! Ci vediamo nei prossimi giorni!

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