Il monopolio targato SimCity

E se vi dicessi ‘city builder’? Probabilmente la risposta più rapida che vi ritroverete a darmi sarà “Sim City”! Il gestionale di Will Wright è sicuramente il più iconico nell’ambito del PC gaming. Dagli inizi degli anni novanta, SimCity non ha conosciuto rivali nel suo genere, proponendosi maggiormente rifinito ed evoluto ad ogni sua uscita. La nascita di un vero rivale alla ventennale saga di Maxis tuttavia non è mai avvenuta, eppure molti titoli, soprattutto negli ultimi anni, hanno cercato di sfruttare il calo qualitativo della serie SimCity cercando di intrufolarsi nel mercato dei city builder; tra questi, Tropico è in assoluto quello che è riuscito a raggiungere standard qualitativi molto buoni e con la sua quinta incarnazione l’ultima fatica di Haemimont Games è pronta a stupirci.

 

Bentornato el Presidente!

Tropico 5, così come i precedenti capitoli, ci mette nei panni di “El Presidente”, fittizio governatore di una “repubblica delle banane” sperduta su di un isola dei Caraibi. Il nostro scopo? Ovviamente gestirla in tutto e per tutto, economicamente, politicamente e strutturalmente. Le modalità principali selezionabili sono innumerevoli: il tutorial (essenziale per prendere confidenza con l’interfaccia e le meccaniche base di gioco), la classica modalità libera (ove, una volta settati parametri economici, difficoltà e mappa di gioco sarà possibile espandere all’infinito la nostra paradisiaca isola tropicale), modalità a missioni (una lunga serie di scenari con obiettivi predefiniti ed un abbozzo di trama) e la novità dell’anno, il multiplayer. Il primo approccio al mondo di Tropico avviene con la personalizzazione del nostro alter ego formato dittatore: oltre ad una classica personalizzazione estetica sarà possibile determinare un tratto del nostro personaggio, che andrà ad influire sia politicamente che economicamente con la nostra partita. Una volta entrati definitivamente in gioco, le opzioni disponibili per iniziare a mettere mano sull’isola sono innumerevoli. La prima novità che salta sicuramente all’occhio fin dai primi minuti è sicuramente l’introduzione delle ere; Tropico 5 propone un quantitativo di quattro periodi storici in cui le nostre gesta prenderanno forma: età coloniale, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Fredda ed infine l’età moderna. Il passaggio delle ere non solo influirà direttamente sulla stabilità politica del nostro governo ma sbloccherà anche numerose costruzioni, selezionabili solamente in determinati periodi storici. Costruire con criterio è ovviamente uno tra gli aspetti principali da tenere in considerazione, così come la felicità dei cittadini (indispensabili durante le elezioni politiche e le dichiarazioni di indipendenza) visualizzabile attraverso l’apposito almanacco di gioco. Dal lato politico sarà sempre necessario tenere sotto controllo i rapporti con le varie fazioni, con l’estero e ovviamente con i propri cittadini (grazie alla Costituzione ed ai vari editti attivabili dall’apposito menu). Altra interessante novità di Tropico 5 è sicuramente la possibilità di avere uno o più eredi all’interno del gioco; attraverso specifici eventi, infatti, El Presidente inizierà letteralmente a “sfornare” prole, a noi la possibilità di riconoscere i pargoli o no. Essi potranno in futuro prendere parte a specifici eventi o missioni ed addirittura prendere il nostro posto al governo dell’isola.

Novità?

Dedichiamo qualche riga nello spiegare che, malgrado si tratti di un ottimo titolo con alcuni nuovi elementi, Tropico 5 scarseggia comunque in novità. Il gameplay in se è rimasto pressocchè invariato nel corso di questi anni; l’unica vera boccata di aria fresca è data sicuramente dalle ere, citate in precedenza, e dalla modalità multiplayer del titolo, che per la prima volta permette ai videogiocatori di prendere parti a partite sia competitive che cooperative. Ultima e non meno importante impressione a proposito di Tropico 5 è quella riguardante la difficoltà, visto che sembra essere notevolmente calata rispetto ai precedenti capitoli, garantendo da un lato una maggior accessibilità ai novizi ma minando dall’altro il fattore divertimento dei player veterani della serie.

Nuovo engine all’insegna della scalabilità

Tropico 5 sicuramente non è riuscito nell’intento di proporre interessanti novità in ambito gameplay ma sono stati compiuti importanti passi avanti per quanto riguarda il lato puramente tecnico. Il nuovo engine proposto dai ragazzi di Haemimont Games, propone un livello di dettaglio davvero ottimo per un city builder: strutture molto più dettagliate, palette di colori incredibilmente più vivida e colorata ed un comparto texture finalmente degno. Nota sicuramente molto positiva è la considerevole scalabilità grafica del titolo che consente a Tropico 5 di girare degnamente anche su configurazioni meno recenti mantenendo un ottima fluidità di fondo. Ottimo anche il comparto sonoro: le musiche di sottofondo sono vivaci e mai stancanti, capaci di rendere al meglio l’atmosfera caraibica del titolo. Molto buono anche il doppiaggio dei personaggi secondari, caricaturiale e simpatico nello stile.

Tropico 5

Concludendo

Tropico 5 è sicuramente un buon gestionale, tuttavia dispiace vedere come Haemimont Games non si sia presa il rischio di proporre qualcosa di veramente innovativo per il gameplay base del titolo. Considerato lo scivolone dell’ultimo SimCity, Tropico 5 è sicuramente un titolo che va provato. Ottimo per chi si vuole avvicinare alla serie per la prima volta ma poco interessante per i veterani della serie che troveranno come unico interesse in Tropico 5 la modalità multiplayer.

CI PIACE
  • Una tra le più valide alternative a SimCity.
  • Componente gestionale ottima ed una interessante nuova modalità multiplayer.
NON CI PIACE
  • Le novità introdotte sono troppo poche per giustificare l’acquisto del titolo ai possessori dei precedenti capitoli.
  • Il livello di difficoltà generale è stato peraltro drasticamente ridotto.
Conclusioni

Tropico 5 è un buon gestionale, con poca voglia di osare di più. In ogni caso resta uno tra i city builder attualmente più completi sul mercato PC/console.

7.7Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.