Transistor – Recensione

Super Great Game

Qualche anno fa, i ragazzi di Supergiant Games hanno stupito i videogiocatori con la pubblicazione di Bastion, un titolo che è riuscito nell’intento di reinterpretare i classici dungeon crawler con una visuale isometrica. I punti forti del titolo sono stati rappresentati da una visione moderna degli role playing game, grazie soprattutto alla narrazione dinamica della voce narrante che seguiva il giocatore passo dopo passo, a una grafica accattivante e a una storia avvincente. In questo nuovo titolo, Transistor, questa formula è stata arricchita da un gameplay creativo e intuitivo che trasporta l’azione in uno scenario fantascientifico. Il titolo è disponibile da qualche giorno sullo store di Steam e sul PlayStation Network per PS4.

L’avventura di Red

Idee tradizionali proposte da una prospettiva insolita? Transistor è senz’ombra di dubbio, il frutto del duro lavoro degli sviluppatori. Pur restando nel campo degli giochi di ruolo, il giocatore si trova catapultato nel vivo delle vicende nei panni della bella Red, una cantante di successo e icona musicale della città di Cloudbank. Sfuggita ad un attentato durante il suo ultimo concerto, cercherà di far luce sull’organizzazione chiamata “The Process”: quest’ultima negli ultimi tempi ha letteralmente creato il panico tra la popolazione, attaccando diversi quartieri della città con robot sempre più evoluti e spietati. Smarrita e disorientata durante la fuga, trova conficcata nel corpo di un uomo una spada chiamata Transistor: è in questo momento che ha inizio un’avventura che porterà la giovane cantante ad esplorare ogni quartiere della città e a cercare di capire chi o cosa si nasconda dietro Process.
Lanciato immediatamente nei primi scontri, il giocatore è costretto ad immedesimarsi sin dai primi istanti nella protagonista. Durante le fasi di combattimento la zona viene delimitata da un rettangolo di colore verde che non è possibile oltrepassare; le potenzialità di Transistor cresceranno nel corso del tempo e ogni boss sconfitto donerà nuove abilità e potenziamenti, lasciando al giocatore la scelta circa il loro utilizzo. I tasti X, Y, A e B corrispondo ai diversi attacchi assegnati ed è possibile potenziarli e diversificarli nel corso della storia. I combattimenti, però, non si limitano ad uno scontro in cui bisogna brandire la pesante spada ma possiedono un elemento strategico, attivabile premendo il grilletto del pad (RT), che permette di fermare il tempo e decidere le mosse successive, gestendo pi facilmente le fasi concitate di gioco quando la dislocazione ed il numero dei nemici diviene più arduo da affrontare semplicemente brandendo la spada. Una volta decisi gli attacchi basta ripremere il grilletto per far svolgere a Red le mosse e gli attacchi impartiti in precedenza. L’intelligenza artificiale è degna del nome che porta, poiché i nemici non si limiteranno a tentare di colpire la protagonista ma attueranno delle strategie per collaborare tra di loro, recuperando, ad esempio, punti ferita oppure cooperando per sferrare un attacco contemporaneo. Una volta sconfitti, questi robot ritorneranno nella propria forma base, denominata cell, ricaricando il programma di morphing: questi ultimi, se non colpiti nuovamente in un arco di tempo breve, riacquisteranno le proprie sembianze, rendendo necessari altri attacchi per essere sconfitti.
Disseminati per la metropoli vi sono, inoltre, dei terminali OVC in cui si possono apprendere notizie in tempo reale, oppure votare petizioni e partecipare a sondaggi, senza tralasciare alcune zone della città, come pub, teatri e altri luoghi importanti, in cui la voce narrante di Logan Cunningham (lo stesso di Bastion) racconta aneddoti e curiosità sulla storia della città e dei cittadini importanti che la abitano

Artwork e/o Videogame?!

Una buona trama e un gameplay azzeccati sarebbero un vano sforzo se non fossero accompagnati anche da una buona realizzazione tecnica: Supergiant Games non ha trascurato neppure questo aspetto riuscendo a sviluppare un lavoro che, pur discostandosi graficamente dal precedente Bastion, mantiene inalterati, o forse innalza, i livelli di qualità e realizzazione tecnica visti in precedenza. Una risoluzione a 1080p e con 60 fotogrammi al secondo rappresentano soltanto la ciliegina sulla torta rispetto alla cura degli ambienti di gioco. Concepire, modellare e far letteralmente vivere una metropoli futuristica potrebbe essere un compito semplice se pensiamo alla realizzazione di un libro, dove l’immaginazione del lettore ricrea gli ambienti descritti nei libri. Discorso diverso se si dovessero rendere in immagini quelle stesse sensazioni. Questo è proprio ciò che gli sviluppatori di Transistor sono riusciti a ricreare; una metropoli che toglie il fiato, curata partendo dai dettagli degli elementi di contorno dello scenario, passando per quelle accortezze degne di grandi produzioni come GTA (basti pensare alle locandine appese per i muri della città) e terminando con una realizzazione dei personaggi davvero ben riuscita.
La colonna sonora assume in Transistor un ruolo ben più importante rispetto ad altre produzioni videoludiche. Per questa ragione ritroviamo, dopo Bastion, la presenza del musicista e compositore newyorkese Darren Korb affiancato dalla melodica e magnetica voce di Ashley Barrett. I brani spaziano tra i diversi generi e, magistralmente integrati nelle fasi di gioco, possiamo troviamo melodie pop, folk, drum’n’bas, tecno sino al jazz. A poche ore dall’uscita del gioco gli sviluppatori hanno rilasciato la colonna sonora nel proprio canale Youtube, raggiungibile a questo indirizzo.

Conclusioni

Transistor unisce azione adrenalinica ad una più attenta pianificazione strategica, coniugando in modo eccellente un gameplay semplice ma dalle meccaniche di gioco più complesse, mantenendo sempre alta l’attenzione del giocatore grazie ad una storia avvincente dal ritmo incalzante che, pian piano, svelerà tutte le risposte alle domande che il giocatore si pone sin dal principio. L’ottima colonna sonora è impreziosita dalla voce della protagonista mentre a livello grafico l’ambientazione sci-fi si mostra in tutta la straordinaria bellezza di un lavoro svolto minuziosamente a mano. Supergiant Games ha centrato un altro obiettivo; dopo il capolavoro di Bastion, ci troviamo di fronte ad un’altra perla videoludica che vale tutti gli euro (18,99) spesi per l’acquisto. Se siete amanti dei giochi di ruolo e di quei giochi capaci di offrire intrattenimento ad alti livelli, l’acquisto su Steam o PS4 non può che essere obbligatorio.

CI PIACE

+ Storia commovente.
+ Combattimenti intuitivi
+ Diverse combinazioni nelle funzioni di Transistor
+ Grafica ben curata
+ Splendida colonna sonora

NON CI PIACE

– Gli scontri con i Boss non sono sempre di alto livello.
– In qualche occasione il gameplay appare ripetitivo.

Conclusioni

Transistor unisce azione adrenalinica ad una più attenta pianificazione strategica, coniugando in modo eccellente un gameplay semplice ma dalle meccaniche di gioco più complesse, mantenendo sempre alta l’attenzione del giocatore grazie ad una storia avvincente dal ritmo incalzante che, pian piano, svelerà tutte le risposte alle domande che il giocatore si pone sin dal principio. L’ottima colonna sonora è impreziosita dalla voce della protagonista mentre a livello grafico l’ambientazione sci-fi si mostra in tutta la straordinaria bellezza di un lavoro svolto minuziosamente a mano. Supergiant Games ha centrato un altro obiettivo; dopo il capolavoro di Bastion, ci troviamo di fronte ad un’altra perla videoludica che vale tutti gli euro (18,99) spesi per l’acquisto. L’acquisto su Steam o PS4 non può che essere obbligatorio.

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