Mostrato per la prima volta alla Gamescom 2013, Bound by Flame si è presentato come la rivincita di Spiders Game al mezzo fallimento di Mars: War Logs, che finì per appassionare pochissimi amanti del genere. Dal canto suo, Focus Home Interactive ha continuato a credere negli action RPG, riponendo tutte le aspettative proprio in Bound by Flame, un gioco di ruolo in terza persona dal forte carisma e ancorato ai canoni del genere che ci propone una sceneggiatura tutt’altro che scontata basata sull’antico rapporto tra il bene e il male. Nell’agosto scorso ci colpirono la profondità del gameplay e le varie possibilità legate al combat system ma il tutto appariva rozzo e ancora allo stato brado. Oggi, release ufficiale del gioco su PC, Playstation 3, Playstation 4 ed Xbox 360, possiamo finalmente dare l’ultima parola al lavoro degli Spiders.

Il Fuoco non è un gioco. Esiste per dominare.

Il protagonista delle vicende è un mercenario delle Lame Franche di nome Vulcan, ingaggiato con tutta la squadra dagli Scribi Rossi, un gruppo di sacerdoti che intende collaborare con gli elfi per porre fine all’invasione dell’Armata dei Morti. Il compito delle Lame Franche è di scortare gli scribi a Caraldthas e proteggerli dagli attacchi dei Signori del Freddo, i comandanti del male che, ancora una volta, minacciano le sorti dell’umanità guidando l’avanzata dell’Armata. Anche se l’incipit del titolo non pare esaltante, il videogiocatore avrà modo di ricredersi già verso la fine del prologo, quando un rituale degli scribi colpirà accidentalmente Vulcan imprigionando dentro il corpo del mercenario un Demone del Fuoco, entità pericolosa ma potentissima. Da qui in avanti, Bound by Flame comincia a mostrarsi nella sua essenza attraverso la lotta interiore che vive il protagonista, costantemente chiamato a controllare il Demone che, vicenda dopo vicenda, tenterà di ottenere sempre più autorità di pensiero.

La chiave vincente di Bound by Flame sta proprio nel contrasto tra la doppia entità che vive in Vulcan e determina le azioni del mercenario. La trama si sviluppa in modo tale che il videogiocatore non assume mai un ruolo centrale nella lotta interiore del protagonista, ma la sua potenza di controllo è limitata a poche azioni secondarie che tendono a rallentare il grado di possessione di Vulcan. Nel mentre il Demone, accecato dal potere del Cuore del Mondo, convincerà Vulcan ad assorbire quante più anime possibili per liberare la regione dall’Armata dei Morti e dai Signori del Freddo, deviando il mercenario dalle reali intenzioni dell’entità. Durante la nostra prova, gli elementi che caratterizzano questo gioco di volontà contrastanti ci hanno colpito fin dalle prime battute, mostrandoci un Vulcan ancora in grado di ragionare con razionalità ma che tende a lasciarsi sopraffare facilmente da qualche battuta del Demone che fredda gli interlocutori, generando momenti di imbarazzo durante la conversazione. Apprezziamo anche la scelta di dare al videogiocatore poco potere nel controllare il Demone, discostando il titolo dalle classiche meccaniche del bene e male che costringe spesso gli utenti a comportarsi in modo innaturale pur di ottenere benefici di gioco.

Occhio alle corna e alle incornate

Il grado di possessione di Vulcan va aumentando progressivamente, mutandone non solo il carattere e la forza ma anche l’aspetto esteriore. Ai livelli di controllo più alti, il Demone riuscirà a manifestarsi esteriormente attraverso una grossa muscolatura, segni di fuoco e grandi corna che impediranno a Vulcan di indossare un elmo. Inutile dire che l’evoluzione estetica del proprio personaggio – per quanto sia poco controllabile – è davvero intrigante, rendendo l’incedere interessante e incerto, forte di quella sceneggiatura curata di cui vi abbiamo già parlato. Tutto molto bello, dunque, se non fosse che, ad un certo punto, è necessario impugnare lo spadone e cominciare a fare sul serio. E qui, purtroppo, Spiders non ha fatto assolutamente un buon lavoro: il combat system è rozzo, tozzo e impreciso, lacunoso e superficiale, sotto tutti i punti di vista. Cominciamo col condannare quasi tutti i pattern d’attacco dei nemici – senza fare differenze tra boss e nemici comuni – in quanto si presentano prevedibili e talvolta ingestibili: ci si troverà di fronte mostri che attaccheranno Vulcan in gruppo senza dare al videogiocatore la possibilità di rispondere al colpo contrattaccando, rischiando di cadere per una spinta e concludere il combattimento con un game over piuttosto che fare altrettanto, attaccando all’impazzata senza concedere un fendente. Quasi tutti i nemici sono in grado di attaccare dalla distanza o tramite colpi ravvicinati, costringendo l’utente a tenere sott’occhio anche gli angoli che sfuggono all’occhio della telecamera, col deludente risultato di rendere il combattimento un attacca-proteggi ad intervalli regolari e noiosissimi. Queste situazioni sono ridondanti e frustanti, anche a causa dell’elevato livello di difficoltà, che presenta scontri ingestibili perfino nella modalità più semplice. A ciò vanno aggiunti l’assenza della schivata con parata – come vedremo più avanti – e l’eccessivo andirivieni tra le varie sezioni della mappa.

I tre profili del guerriero

Una delle caratteristiche che contraddistingue il genere action RPG è la profondità di personalizzazione del proprio alter ego: in Bound by Flame la scelta del carattere estetico del personaggio è stato trascurata – anche perché limitata dall’evoluzione naturale di Vulcan – tanto che è possibile scegliere solo sulla base di pochi set predefiniti; tuttavia, l’accurato albero di crescita consente di gestire l’esperienza in maniera approfondita attraverso due level-up in uno: abilità e tratti. Le abilità rappresentano i vari approcci di combattimento e si dividono in guerriero, ramingo – veloce ed abile con i pugnali – e piromante; inutile dire che non esistono più gli action RPG alla TES: Oblivion, dunque, i punti esperienza ottenuti nel corso dell’avventura non basteranno ad apprendere tutte le abilità dei tre alberi? ma una buona metà sì. Pensare bene a come gestire le proprie risorse sarà fondamentale, in quanto ogni approccio ha i pro e contro del caso: il guerriero è una figura classica che, però, non dispone di schivata ed è costretto a restare immobile durante una parata; il ramingo può schivare ma non può parare; il piromante sfrutta i poteri del Demone del Fuoco ma consuma mana per ogni attacco. Nonostante il sistema di combattimento sia completamente da rivedere, specializzare il proprio personaggio è alquanto appagante, soprattutto quando si comincia a mischiare le varie abilità dando vita a combo interessanti e potenti. In svariate circostanze utilizzare un approccio piuttosto che un altro permette di gestire diversamente il singolo combattimento, facilitando colpi critici e subendo meno danni. Per cambiare modalità di combattimento e utilizzare le tecniche di piromante, Spiders ha introdotto un menù tattico basato su icone che regola anche il comportamento del compagno di viaggio, ovvero il personaggio secondario – parte integrante della trama – che l’utente decide di portarsi dietro. Durante l’avventura, Vulcan incontrerà diversi personaggi di supporto, ognuno dei quali con specifiche abilità; anche in questo caso dobbiamo parlare di difetti legati al combat system, come l’intelligenza artificiale che spesso rende inutile la presenza dell’alleato, piuttosto che la generale lentezza nell’agire. Infine, l’avanzamento di livello permette di gestire i tratti, dei bonus extra da attribuire a Vulcan che possono influire sulla salute massima, abilità con le armi, effetti delle pozioni o migliorare l’uso del crafting e la compravendita con i mercanti.

Troppa carne al fuoco

Bound by Flame è un titolo ricco ma mal bilanciato, che offre molte più possibilità di quelle realmente utili. Bisognerebbe citare i mercanti, con cui è possibile vendere ed acquistare equipaggiamento di vario tipo, il sistema di crafting, basato sulla raccolta ed il riciclaggio di materiali, ed il potenziamento di armi ed armature. Sfortunatamente, questi ottimi elementi che approfondiscono ulteriormente il gameplay sono resi assolutamente superflui dai vari bottini recuperati da cadaveri e bauli. E’ un grande peccato, nonché motivo di riflessione per Spiders, che probabilmente ha caricato troppo il gioco per impressionare i fan del genere ma non ha studiato la coesione ottimale tra i vari elementi. A ciò si aggiungono tutte le perplessità di un comparto grafico non altezza, anch’esso rozzo e privo di mordente, salvo le ottime scene di intermezzo che mostrano un sapiente utilizzo della telecamera per creare enfasi attorno alle vicende. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare per migliorare le collisioni, ripulire i movimenti del personaggio all’interno delle location, rivedere completamente le animazioni durante i dialoghi e, soprattutto, sviluppare da zero un nuovo sistema di combattimento. Di chicche, Bound by Flame ne regala molte – particolare attenzione è stata riposta negli effetti collaterali dell’evoluzione del Demone, come detto – ma è evidente la poca fantasia nel realizzare l’equipaggiamento ed il level design. Nonostante la linearità suggerita dalle location, l’esperienza con il titolo arriva a circa 20 ore di gameplay completando le missioni secondarie, col rischio di andare in paranoia per l’andirivieni i lunghi dialoghi tra i personaggi, fortunatamente di buona fattura come l’intero comparto audio.

Commento finale

Bound by Flame non passerà alla storia come action RPG rivoluzionario o dall’impeccabile realizzazione, ma l’esperienza di gioco sa regalare più di una soddisfazione. Spiders ha riflettuto molto sulla trama abbozzata di Mars: War Logs, ed ha tirato fuori un qualcosa di interessante e magnetico, che spinge l’utente a continuare la trama per scoprire chi prevarrà tra bene, male e terzo incomodo. Qualche inaspettato risvolto della sceneggiatura regala un pizzico di suspense in più, almeno prima di impugnare il pad o la tastiera: da questo momento in poi, il gioco è quasi completamente da rivedere.

CI PIACE

– Buona sceneggiatura\n- Rigiocabile\n- Romance e tradimenti: c’è di tutto

NON CI PIACE

– Molte funzioni di gioco sono inutili\n- Diverse abilità si annullano tra loro\n- Combat system davvero ingestibile\n- Tecnicamente arretrato

Conclusioni

Quasi 20 ore che passano davvero veloci: Bound by Flame non è un action RPG tripla A, certo, ma non sottovalutatelo…

6Cyberludus.com
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