South Park: The Stick of Truth – Recensione

Il connubio South Park e videogame non è mai stato dei più rosei. Dopo tanti esperimenti che variano da improbabili sparatutto in prima persona a mediocri kart game, arriva finalmente un titolo che ha tutto il potenziale per imporsi come il gioco definitivo di South Park. Dopo un processo di sviluppo travagliato e innumerevoli ritardi, ecco arrivare sugli scaffali la nuovissima fatica di Obsidian (casa di sviluppo celebre per RPG del calibro di Star Wars: Knights of the Old Republic 2 e Neverwinter Nights 2, per arrivare al più recente Fallout New Vegas) ovvero South Park: The Stick of Truth. Il gioco si propone come un RPG “old shool” con tutto il fascino, la volgarità ed il divertimento che solo South Park sa regalare. Volete sapere il nostro parere? Via alla recensione!

Oh mio dio, hanno ammazzato Kenny!

South Park può essere considerata la serie satirica per eccellenza. Ideata dalle geniali menti di Matt Stone e Trey Parker e lanciata in maniera ufficiale nell’oramai lontano 1997, la serie vanta tutt’ora ben diciassette stagioni all’attivo ognuna contente episodi dalle tematiche più svariate. La serie lungo tutti questi anni si è portata dietro critiche di ogni tipo che l’hanno spesso etichettata negativamente, soprattutto quando vengono toccati argomenti di carattere religioso. South Park: The Stick of Truth è a tutti gli effetti un mega episodio interattivo di South Park, visto che a curare direttamente la sceneggiatura sono stati niente di meno che Parker e Stone. Nel gioco vestiremo i panni dell’ultimo arrivato a South Park che, costretto dai genitori a uscire per la ridente cittadina in cerca di amicizie, si ritroverà invischiato in un degenerante gioco di ruolo dal vivo, in compagnia dei più importanti personaggi del cast della serie animata. La trama di gioco verterà principalmente sul manufatto conosciuto come il Bastone della Verità, conteso tra la fazione degli umani guidata da Cartman e da quella degli elfi di Kyle. Intorno a questa battaglia verranno alla luce eventi che porteranno il nostro sfortunato protagonista a dover viaggiare nelle più improbabili location, dall’astronave aliena fino ad arrivare alla cavità anale del signor Maso. Insomma la varietà di situazioni e gag è estremamente ampia, ed il divertimento sicuramente non verrà a mancare nelle circa dieci ore che serviranno a portare a termine l’avventura principale, tutto sommato poche se si va a considerare la natura ruolistica della produzione.

Obsidian is the way

Eh già. South Park The Stick of Truth è un gioco di ruolo a tutti gli effetti. Obsidian, software house di esperienza nel settore dei GDR, è riuscita a confezionare un gameplay che non innova il genere ma che si giova della particolarità delle situazioni proposte, veramente divertenti. Partiamo subito con un must del genere: la creazione del personaggio. Nonostante le quattro classi siano in realtà parecchio simili tra loro, il gioco ci permetterà di scegliere tra il guerriero, il ladro, il mago ed infine l’ebreo! Dopo essere rinominati da Cartman con l’appellativo di “Coglionazzo“, prenderemo subito confidenza con il sistema di combattimento. Per South Park: The Stick of Truth, Obsidian ha optato per un battle system a turni, dotato di quick time event che permettono di ottenere bonus danni durante gli attacchi e la possibilità di parare i colpi avversari. Ai semplici attacchi in mischia vanno ad aggiungersi quelli a distanza (con archi, balestre e armi aliene), abilità di classe che variano da personaggio a personaggio ed infine la magia, che si concretizza nel mondo di gioco attraverso micidiali flatulenze capaci di provocare ingenti danni e malus agli avversari. Le battaglie potranno essere affrontate con solo un compagno alla volta, ognuno unico nelle abilità e nella classe e capace di sfornare gag particolarmente esilaranti (in totale i compagni disponibili una volta sbloccati saranno sei). Tutto sommato il sistema di combattimento non propone nulla di innovativo, anche se un plauso è opportuno dedicarlo agli sviluppatori per essere riusciti ad integrarlo in un’ambientazione particolare come quella di South Park, tra l’altro in maniera vincente e mai scontata. Il consiglio è comunque di settare la difficoltà al massimo, visto che comunque il titolo nel suo livello standard offre una complessità veramente bassa per chi ha un minimo di dimestichezza con il genere. Battle system a parte, South Park: The Stick of Truth propone una componente open world, consentendo al giocatore la libera esplorazione della città, con la possibilità di accettare e completare sotto-quest da personaggi secondari. La città esplorabile non è eccessivamente grande, ma i fan della serie apprezzeranno comunque la fedeltà e la cura riservate anche grazie ad un numero notevole di riferimenti ed easter egg.

Comparto grafico e sonoro e? longevità

Tecnicamente South Park: The Stick of Truth riesce a trasmettere quella sensazione di completa sintonia con il design originale della serie animata. Così come la serie animata, la grafica 2D del gioco è coloratissima e ben definita e le animazioni semplificate rendono l’intero titolo una sorta di mega episodio di South Park. Anche il sonoro regala parecchie emozioni: perfetto il doppiaggio, rigorosamente il lingua inglese (ma sottotitolato in italiano),e molto belle le musiche. Nel complesso il comparto audio-visivo è davvero eccellente e sicuramente non avremmo potuto chiedere di meglio al talentuoso team di Obsidian.

Il fattore longevità è purtroppo la nota stonata di questo epico titolo. Basteranno difatti una decina di ore scarse per portare a termine la quest principale, a cui si andranno ad aggiungere circa cinque ore di gioco per i completisti interessati nel compimento delle sub-quest e nella raccolta dei collezionabili.

Lo scandalo censura

Piccolo paragrafetto di questa recensione voglio dedicarlo a quello che considero il vero scandalo della produzione firmata Obsidian. Il titolo in versione europea, nelle versioni Xbox 360 e PS3, è stato censurato in un paio di scene. Le cut-scene incriminate (che dovrebbero riguardare un quick time event di sondaggio anale ed un finto aborto) sono state sostituite con l’immagine mostrata qui sotto. Pensavate che il rating 18+ sarebbe bastato per evitare la censura? A quanto pare per Ubisoft EMEA, no. Tirino un sospiro di sollievo invece i giocatori PC, visto che la versione in questione è priva di qualsiasi censura.

Tiriamo le somme?

In definitiva South Park: The Stick of Truth è un ottimo gioco? Assolutamente sì. Obsidian è riuscita con estrema maestria a confezionare un prodotto divertente ed imperdibile per qualsiasi fan della serie animata, con una struttura RPG semplice ma non per questo non eccellente. Peccato, purtruppo, per longevità forse troppo risicata, che pone fine al divertimento un po’ troppo rapidamente. South Park: The Stick of Truth è in assoluto il gioco definitivo dedicato a questo marchio di spessore. Per tutti i figli di sultana che non si scandalizzano per un po’ di pura e sana satira, l’acquisto è obbligato!

CI PIACE

– Un vero RPG ambientato a South Park n- Divertente fino allo sfinimento n- Trama eccellente

NON CI PIACE

– Breve n- Livello di sfida non elevato

Conclusioni

South Park: The Stick of Truth è un titolo incredibilmente esilarante, ben strutturato e senza ombra di dubbio imperdibile per qualsiasi fan della serie televisiva.

8.8Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.