Plants vs Zombies: Garden Warfare – Recensione

Come già per altri titoli nati come casual game e successivamente diffusi su ogni piattaforma esistente grazie al proprio successo, anche per Plants vs. Zombies è arrivato il momento del grande salto. Pop Cap (dal 2011 di proprietà della Electronic Arts) per questo nuovo episodio del brand ha cambiato le carte in tavola: il titolo perde la sua anima di Tower Defence, diventando a tutti gli effetti uno Sparatutto online in terza persona. Non abbiate però timore di questo cambiamento perché, se da un lato le meccaniche da TPS hanno modificato lo stile di gioco, la qualità e la caratteristica simpatia del brand non sono affatto mutati. I ragazzi di Pop Cap mostrano in questo titolo (più che in altri) tutta la loro brillante irriverenza e simpatia, anche attraverso una campagna pubblicitaria all’altezza (Qualcuno ha detto “Petal of Honor”? Semplicemente geniale!).Il lavoro del team di Seattle ci dona dunque un titolo che, nell’ormai saturo mondo dei TPS online, riesce, se non per innovazione delle meccaniche, a regalare un’esperienza fuori dal comune e fuori di testa!

Cos’è successo sei cambiata?

? non sei più la stessa cosa! Così recitava una canzone dei Luna Pop(Cap) sul finire degli anni ’90, ed in effetti più di qualcosa è cambiato. Come detto prima, le modifiche apportate al gioco sono forti. Messe da parte le meccaniche Tower Defence, Pop Cap, con Plants vs Zombies: Garden Warfare, crea un TPS online davvero ben strutturato, anche se non innovativo. I diversi match, in qualsiasi modalità giochiate, possono essere composti da un massimo di 12 giocatori per squadra. Per aggiudicarvi la vittoria dunque, diversamente dagli altri titoli della serie, sparerete centinaia di semi e proiettili (semi, se la clorofilla vi scorre nelle vene e proiettili, se nelle vene non vi scorre nulla).

Decisamente tipiche le possibilità offerte: un tappetino di benvenuto, in cui più si gioca male, più punti si acquisiscono (decisamente utile per cominciare ad instaurare un feeling con il gioco);un classico Deathmatch (eliminazione a squadre), in cui la squadra che raggiunge le 50 kill si aggiudica la partita; la modalità Tombe e Giardini (l’esperienza più impegnativa e particolare), in cui i simpatici non morti tenteranno con tutti i propri mezzi di infestare i giardini delle piante, cercando di trasformarli in tombe (il tutto in una mappa dinamica in espansione); infine una modalità mista, che altro non è che un insieme delle dinamiche dell’eliminazione a squadre e di tombe e giardini. Sia per il Deathmatch, sia per la modalità Tombe e Giardini , esiste una variante, del tutto identica negli obbiettivi, che differisce dalla gemella per una regola fondamentale: non sono ammesse modificheai personaggi selezionabili, tanto nell’estetica che nelle abilità e perk. Questa modalità dunque, denominata “Classica”, permette un’esperienza in cui l’unica cosa a fare davvero la differenza sarete voi e le vostre capacità. Oltre a queste categorie, Pop Cap ci regala la modalità Operazione Giardino, in cui saremo soli(o in compagnia) a maciullare orde di famelici zombi, pronti ad impossessarsi di ogni singolo metro di terra. Degna di nota poi è la possibilità di giocare in locale con un amico, tramite schermo condiviso davvero gradita se si ha qualcuno con cui condividere le armi.

Piante o Zombi?

Il gioco metterà a vostra disposizione due team, uno amante della fotosintesi e l’altro con una passione per i cervelli, ciascuno composto da quattro membri diversamente caratterizzati tra loro. Ciò che differenzierà i personaggi non saranno solo le armi, ma anche una serie di capacità uniche. Il modello è quello tipico dei giochi che fanno uso delle classi.Prendiamo ad esempio lo Sparasemi per le piante e il Fante per gli zombi, due truppe che nel sistema di gioco sono considerate ‘equivalenti’: al di là del fatto che (prevedibilmente) uno sparerà piselli e l’altro classici proiettili,questi si differenzieranno notevolmente nelle abilità speciali ( tre per ogni personaggio), laddove il Fante potrà volare con un jet pack su di un tetto, mentre lo Sparasemi avrà la possibilità correre in modo più rapido e fare salti più lunghi. Insomma, ogni personaggio vi offrirà un’esperienza unica, grazie alla sua caratterizzazione, rendendo ogni partita dinamica e divertente.

Considerato un simile assetto basato su classi, viene da sé che sarà l’interazione tra i vari componenti delle squadre a determinare il buon esito di uno scontro. Per quanto le azioni in solitaria siano possibili, per apprezzare appieno l’esperienza di gioco dovremo adottare un minimo di strategia e coordinazione, cercando magari di formare una squadra eterogenea e funzionale. Se ad esempio, prendendo un team composto da tutti e dodici i giocatori supportati, questo sarà formato da più guaritori che personaggi d’attacco, la squadra perderà parte del suo potere offensivo, sbilanciando le forze in campo e rendendosi, paradossalmente, più vulnerabile.

Per chi farete il tifo, non importa. Pop Cap ha, in entrambi i casi, parecchie sorprese per voi.

Celo, Celo, Manca!

Altre caratteristiche di rilievo del titolo sono i potenziamenti e gli abbellimenti estetici. Potrete personalizzare i vostri personaggi preferiti con diversi poteri e gadget fighissimi . Non di rado, durante le vostre frenetiche partite online, vi capiterà di incontrare Girasoli con cappelli alla Zio Paperone o Sparasemi con occhialoni da motociclista; oppure zombi capaci di congelarvi e paralizzarvi. Insomma, quelli di Pop Cap proprio non scherzano; si sono sbizzarriti nel creare accessori fuori di testa e power up degni di nota.

Come ottenere tutto questo ben di Dio? Semplice, con un sistema davvero simpatico: bustine di carte collezionabili.Sette sono i tipi di bustine tra cui poter scegliere, ognuna dal costo e contenuto diverso. Più sarà alto il prezzo, più pezzi rari ed utili avrete la possibilità di trovare. Fortunatamente, Pop Cap ha espresso (e attuato) la volontà di non inserire all’interno del titolo alcun tipo di microtransazione, affidando tutti gli acquisti alle monete virtuali acquisibili durante le vostre partite – tutt’altro che difficili da ottenere, tra l’altro-. La scelta dello sviluppatore vi garantirà dunque un’unica spesa iniziale (quella del prezzo del titolo) senza costi aggiuntivi per avere sbloccabili o altro.

Commento

L’ultima fatica di Pop Cap è davvero un lavoro ben riuscito, che sa prendere e prendersi in giro. Le meccaniche di gioco non brilleranno per innovazione, ma il lavoro svolto è davvero di notevole caratura. Il team di Seattle non sbaglia neanche questa volta dunque, sfornando un titolo coinvolgente che offre agli amanti dei TPS online un nuova veste con cui confrontarsi e divertirsi.Insomma, colori vivaci, personaggi all’altezza e altre simpatiche trovate rendono Plants vs zombies: Garden Warfare un titolo da avere e giocare, il tutto ad un prezzo decisamente accessibile (39,90 euro). Consigliato.

CI PIACE

-Dinamico e coinvolgente.\n-Comparto grafico e sonoro all’altezza.\n-Assenza di microtransazioni.

NON CI PIACE

-Non innova sotto il profilo delle meccaniche.

Conclusioni

Il nuovo titolo di Piante contro Zombi è cambiato sotto il profilo delle meccaniche, ma la qualità e la simpatia della produzione sono sempre di fattura notevole. Dietro personaggi vivacemente caratterizzati e mappe ambientate in giardino (che potrebbero sviare il giocatore), si cela in realtà un gioco competitivo e interessante. Per chi ama i TPS online, è un titolo che non può mancare.

8.3Cyberludus.com
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