Tomb Raider: Definitive Edition – Recensione PlayStation 4

Tomb Raider non è semplice videogioco: è un fenomeno. Per questo il 5 marzo 2013 è una data dal sapore epocale per moltissimi appassionati di videogiochi d’avventura ed azione. E’ la data europea di pubblicazione di Tomb Raider, reboot del celebre videogioco classe ’96 che ha per protagonista un’indiscussa ed indiscutibile icona del nostro divertimento preferito: Lara Croft. Questo reboot è stato reso possibile dai talentuosi sviluppatori di Crystal Dynamics, già passati alla storia per l’ottimo lavoro di riproposizione delle avventure dell’archeologa più famosa del videoludo grazie a Tomb Raider: Legend (2006) e Tomb Raider: Anniversary (2007), capaci di far dimenticare – agli irriducibili ammiratori di titoli e protagonista – i passi falsi di Tomb Raider: Chronicles e Tomb Raider: Angel of Darkness, che sembravano aver irrimediabilmente segnato la fine dell’Era di Lara Croft. A quasi un anno di distanza dall’approdo su lidi Pc Windows, PlayStation 3 e Xbox 360 del novo capitolo ufficiale, nonché reboot della serie, ecco arrivare su PlayStation 4 e Xbox One la Tomb Raider: Definitive Edition. Un’edizione che promette di essere la migliore di tutte, comprensiva di tutti i DLC (contenuti aggiuntivi) pubblicati da un anno a questa parte. Promessa mantenuta?

Alta definizione

Lungi da me ripresentare una recensione che esamini nel dettaglio il lavoro svolto da Crystal Dynamics per questo reboot datato (ricordo) 5 marzo 2013. Per questo può venirti incontro l’analisi dell’amico e collega Shepard, che a suo tempo ha eviscerato il titolo per tutti noi. Qui mi limiterò a ricordare che fra il Tomb Raider visto e giocato nel 2013 e questa “Definitive Edition”, le uniche differenze riguardano il reparto tecnico, con la grafica in pole position e di queste differenze parlerò, affidandomi alla conoscenza maturata dalle lunghe letture di siti specializzati tipo Digital Foundry, per capire meglio se, all’interno della stessa Definitive Edition, ci siano differenze degne di nota fra la versione per PlayStation 4 e quella per Xbox One. I dinosauri da mouse e tastiera come me devono convivere con la triste consapevolezza che su Pc Windows non arriverà questa edizione “quasi-next-gen” e si dovranno “accontentare” delle mirabilie offerte dalla qualità Ultra garantita dai computer più capaci.

Dopo questa lunga premessa, vengo al sodo. Tomb Raider: Definitive Edition, contrariamente alle versioni PlayStation 3 e Xbox 360, gode di una risoluzione nativa di 1080 pixel verticali. La famigerata alta definizione che sfrutta al 100% ogni più piccolo millimetro dei nostri televisori/monitor da salotto/scrivania. Questa migliore definizione dell’immagine si traduce immediatamente in una visione del gioco più gradevole. L’immagine risulta più pulita e precisa, senza le infami scalettature ed effetti “sgranato” del vecchio hardware di Sony e Microsoft. Oltre a questo, gli sviluppatori hanno pensato bene di spogliare Lara delle vecchie texture e di vestirla di un nuovo, dettagliatissimo, corpo. Dalla pelle agli effetti di pioggia, sudore, fumo, sangue che si replicano su questa. Dai vestiti agli effetti appena citati che si ripercuotono su di essi. Persino la fisicità e la fisica di walkie-talkie, piccozza e armi da fuoco è stata revisionata e migliorata, per rendere Lara Croft ancor più realistica e palpabile che in passato. Ho letto qui e lì che molti sono stati delusi dal “nuovo volto” di Lara. Si, perché dovete sapere che il re-styling di Tomb Raider non si è limitato alla definizione dell’immagine e delle texture dei vestiti/pelle di Miss Croft. Gli sviluppatori ne hanno ridisegnato il volto, rendendolo ancora più realistico e – secondo il mio modesto avviso – ancora più fedele a quello dell’introduzione in computer grafica. Inoltre è più espressivo ed emotivo di quello passato (Lara sembrava preda di qualche droga ed era anche piuttosto inespressiva, se confrontata con quella “definitiva”). L’effetto finale, graficamente parlando, è quella di giocare Tomb Raider come un videogioco quanto più vicino possibile alla qualità che si può vedere in un filmato di computer-grafica. Che non è poco. In un ipotetico – e provvisorio – podio alla miglior grafica di queste nuove console, metterei al primo posto il risultato raggiunto dall’impressionante Ryse e, al secondo posto, questo Tomb Raider: Definitive Edition.

Alta fluidità

La mera potenza hardware portata in dote da PlayStation 4 e da Xbox One ha permesso, agli sviluppatori, di garantire la più fluida delle esperienze possibili ai giocatori che vogliono avventurarsi nell’isola di Yamatai in versione “next-gen”. Occorre precisare che Crystal Dynamics ha delegato due team differenti per la cura della conversione (di questo si tratta): United Front Games – gli stessi di Sleeping Dogs – si sono occupati della versione Xbox One di Tomb Raider. Mentre il misconosciuto Nixxes, sussidiaria di Crystal Dynamics ed Eidos, si è preoccupato della versione PlayStation 4. Le uniche differenze di un certo peso, tra le versioni definitive, restano quelle legate alla sensazione di fluidità offerta. Su Xbox One si è scelto di offrire l’alta definizione, la pulizia immagine ed una fluidità accettabile, stabile e senza incertezze, ma molto vicina all’esperienza già vissuta su Xbox 360 e PlayStation 3. Su PlayStation 4 il discorso cambia sensibilmente, perché gli sviluppatori hanno spinto forte sull’acceleratore, sacrificato qualche briciola di filtro grafico (tipo l’Anti-Aliasing, davvero impercettibile a risoluzione molto elevata) per regalare un’esperienza fluida come mai si è visto negli anni passati.

Tutto qui: su Xbox One si gioca qualcosa di più cinematografico. Per i fanatici del gergo tecnico: si gioca a 30 fps praticamente fissi e con la certezza di avere il massimo del dettaglio possibile immaginabile. Su PlayStation 4 si perde una, massimo due briciole di “dettaglio massimo” a favore di una fluidità impareggiabile per la concorrenza.

La sostanza non cambia

Al di là dei miglioramenti grafici, che molti di voi possono cogliere ed apprezzare più di altri, Tomb Raider: Definitive Edition, sotto al cofano, è esattamente lo stesso, identico, preciso, spiccicato, gioco che molti hanno già comprato (magari in Collector’s Edition), eviscerato e spolpato sulle “vecchie” macchine da gioco. Per i dettagli su quanto esprime Tomb Raider, vi rimando ancora una volta alla recensione del puntualissimo Shepard. Qui vale la pena chiudere consigliandone – ad occhi chiusi – l’acquisto a coloro che per un motivo o per un altro non hanno giocato Tomb Raider su PlayStation 3, Xbox 360 o Pc Windows e cercano un videogioco complessivamente bello in tutto, dal gameplay classico e solido, piccole chicche e una discreta narrazione. Tutti gli altri possono risparmiare l’acquisto a prezzo pieno e puntare senza esitazione su altro. Personalmente mi dispiace che, questa Definitive Edition, non sia stata soggetto di “agevolazioni” (sconti) per chi ha avuto l’ardore di comprarne la versione “last-gen”. Si è fatto per Fifa, Battlefield, Assassin’s Creed, Call of Duty, potevano benissimo replicare l’interessante iniziativa e permettere a chi – come me e tantissimi altri – ha giocato un anno fa, l’acquisto dell’edizione migliore in circolazione con un forte sconto che non scontentasse nessuno. Peccato.

CI PIACE

Perché, quella per PlayStation 4 ancor più di Xbox One, è la migliore versione disponibile. A patto di non aver mai avuto, giocato o completato questo titolo prima dell’avvento di Definitive Edition.

NON CI PIACE

Perché non vale la spesa – non indifferente – di qualcosa di già visto, giocato e portato a termine su Pc, PlayStation 3 ed Xbox 360.

Conclusioni

E’ la conversione del gioco che abbiamo apprezzato nel 2013 su Pc, PlayStation 3 e Xbox 360, migliorato graficamente in quasi tutto il migliorabile e portato ad una fluidità (almeno su PlayStation 4) mai vista prima d’ora su una console, in un gioco del genere.

8.5Cyberludus.com
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Redazione
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