Donkey Kong Country Tropical Freeze – Recensione

E’ tempo, finalmente, di portare un po’ di neve anche nelle vostre case? Abbiamo già parlato di Donkey Kong Country Tropical Freeze su queste pagine, offrendovi un bell’antipasto freddo: ora è il momento di portare in tavola la portata principale, con tutti i suoi meravigliosi piatti a base di potassio! E cosa attendersi, dopo un primo episodio dove tutto l’ingegno e il divertimento erano basati su un level design impareggiabile? Probabilmente un piccolo salto in alto, un miglioramento qualitativo non eccezionale, tanto era eccezionale, per molti ma non tutti, il punto di partenza. Ed ecco che Retro Studios ci lancia un bel barile in testa, stordendo questi nostri presupposti: Donkey Kong Country Tropical Freeze è tutto meno che un upgrade da pochi spicci, anzi, è distante parecchi anelli della catena evolutiva dal suo predecessore, con uno scarto di divertimento grande come una voragine. Tutto questo non può che essere un bene? LET’S GO BANANAS!

Buon compleanno, DK!

E’ giorno di festa in casa Kong! Attorno a una torta panna e banane, Diddy, Dixie e il vegliardo Cranky stanno festeggiando il compleanno di Donkey Kong: improvvisamente, i quattro si accorgono di qualcosa di davvero anomalo? un fiocco di neve entra nella capanna? Neve? Sulla loro isola? Non che fosse anormale, era già successo in passato, ma è comunque una cosa strana. Ci vuole molto poco perché la verità venga a galla: dalla finestra, infatti, si scorge la flotta dei Nevichinghi, animali guerrieri delle terre del nord, che coprono immediatamente l’isola con il gelo del loro freddo continente. Donkey Kong, però, non ci sta? Non solo il freddo ha spento la candelina della sua torta, rovinando il compleanno, ma questi Nevichinghi sembrano essersi divertiti fin troppo con gli ambienti del loro piccolo paradiso tropicale. E’ tempo di partire, insieme ad amici e parenti, per sconfiggere i generali dei Nevichingi e riportare l’isola al suo clima naturale!

Un troppo che non stroppia affatto

DKC Tropical Freeze riprende quasi tutti gli elementi di gameplay introdotti dagli episodi su Super Nintendo e poi successivamente aggiunti in DKC Returns per Wii: controllando Donkey Kong bisogna superare una serie di livelli lineari, divisi in un arcipelago di simpatiche isolette, e raggiungere un traguardo raccogliendo banane (con il classico valore di scambio 100 banane – 1 vita extra) ed eliminando, all’occorrenza, nutriti gruppi di nemici sia saltando sulle loro povere teste sia rotolando contro di loro. A differenza di DKC Returns, dove diverse di queste azioni erano affidate ai sensori di movimento di Nunchuck e WiiMote, in Tropical Freeze tutto si può gestire attraverso la pressione dei tasti, come avveniva nell’era 16-bit: in questo modo i controlli risultano particolarmente precisi e ogni errore si può imputare soltanto a una propria leggerezza o a un calcolo sbagliato delle distanze. Un altro tasto, invece, è legato strettamente all’uso delle manone opponibili del peloso eroe e si utilizza per raccogliere barili e nemici e per appendersi a liane et similia; sparisce completamente, e forse per un bene, la possibilità di soffiare? ora si pesta solo per terra, e con sonore manate! Donkey Kong dispone di due cuori, ovvero due colpi per vita, ai quali se ne possono aggiungere altri due reclutando, dai barili sparsi in giro, Diddy Kong, Dixie Kong e Cranky Kong, per la prima volta disponibile come personaggio giocabile da quando la serie? esiste! Le tre scimme di supporto adempiono a funzioni diverse, a seconda che ci si trovi sulla terra o sott’acqua: Diddy Kong permette di allungare leggermente il proprio salto e offre una propulsione veloce e, va detto, un po’ scomoda negli ambienti subacquei; Dixie Kong spinge verso l’alto durante un salto e utilizza la coda di cavallo come un elica di un motore sott’acqua, permettendo di combattere comodamente le correnti; Cranky Kong, ‘novello’ zio Paperone, può rimbalzare in giro, anche sulle punte, col suo bastone e, mentre si nuota, protegge il nipote protagonista con mazzate bene assestate, eliminando i pesci nelle immediate vicinanze. Una volta raccolto un certo numero di banane, ogni coppia di primati può attivare un Kong Pow, una sorta di smart bomb/supermossa per eliminare tutti nemici dallo schermo: per ogni Kong, tuttavia, il Kong Pow avrà effetti differenti; Diddy trasforma tutti i nemici in vite supplementari (bilanciando la sua scarsa utilità in altri contesti), Dixie li muta in cuori gialli, utili per aumentare l’energia massima disponibile durante il livello, e Cranky, invece, li trasmuta in monete banana, essenziali per fare spese nel negozietto del folle Funky Kong. Le abilità offerte dai tre Kong possono essere utilizzate nei livelli per ricercare tutti i collezionabili, sia che si tratti delle quattro lettere K O N e G oppure pezzi di puzzle, da accumulare per sbloccare gustosi bozzetti nella sezione degli extra? Una vera manna per i ricercatori e i completisti! E non è tutto? una volta terminato il livello sarà possibile affrontarne la sfida con un timer che cronometrerà la nostra performance: migliore il tempo, migliore la medaglia ottenuta, come da buona regola, e i tempi saranno tutti inseriti in una classifica online per sfidare i giocatori più veloci del mondo? Credete sia abbastanza? Bene. Allora, vi conviene tenervi forte perché, per quanto sia strano, non avete ancora visto nulla.

Genio costruttivo e genio visivo prima…

Abbiamo già discusso più volte, in questa sede, di quello che sembrava essere il problema di DKC Returns, problema che si può riassumere in una semplice frase: si faceva sempre la stessa cosa, con poca varietà, bonus quasi identici e pochi animali, ma all’interno di livelli bellissimi. Per fortuna, e con che meraviglia, questa manfrina è solo un ricordo: gli usi molteplici dei tre Kong di supporto permettono al giocatore di sperimentare con i livelli, sfruttando i loro ‘poteri’ per movimenti esplorativi ben lontani dalla normale prassi. In questo DKC, quindi, per cominciare, si fanno tante cose diverse: a seconda dell’occasione e della scimmia ogni salto ha un diverso movimento, ogni livello acquisisce un diverso sapore. Un sapore che si addolcisce ulteriormente se si pensa che il level design, già geniale, ha subito un netto, nettissimo miglioramento qualitativo: sembra quasi impossibile crederlo, ma tutta la creatività che Retro Studios aveva manifestato nella costruzione della prima isola Kong sembra essere maturata, offrendo giochi cromatici freschi, piattaforme in posizione perfetta che trasformano ogni passo in una sfida e una caratterizzazione generale dei nemici, degli ambienti e della loro reazione ai piccoli eventi naturali che esula da ogni logica creativa basilare, tanto che è sopra le righe, inattesa e superba. Capita perfino, e in più di ogni occasione, che i livelli prendano vita seguendo le note e il ritmo della musica di sottofondo: si incarna l’idea di una vitalità coerente, priva di compartimenti stagni, dove ogni dettaglio contribuisce a dar luce a un fantastico unicum. Bonus e collezionabili continuano ad essere nascosti egregiamente, costringendo anche il giocatore più navigato a dover ripetere un livello più volte per poter rintracciare quel pezzo di puzzle nascosto che nemmeno il gioioso pappagallo Pagal riesce a segnalare come si deve… e i tasselli non sono nemmeno l’unica cosa da scoprire.

In pieno gusto retrò tornano perfino veri e propri livelli segreti sbloccabili solo tramite uscite alternative raggiungibili solo se si è in compagnia di una determinata scimmia… Una corrente subacquea è troppo forte? Potrebbe nascondere un livello bonus ma se non si ha Dixie sulle spalle resta poco da fare… Bisogna ricominciare da capo! E gli extra non si fermano qui: sound test, pupazzetti e diorami, uno più bello dell’altro, crescono come funghi in questa fantastica giungla e puntare al 100% diventa, così, molto più gratificante del solito. Il gioco può essere giocato da soli con il WiiU Gamepad e perfino SUL WiiU Gamepad, il quale non ha altro ruolo che fungere da schermo secondario e fare capolino con qualche effetto sonoro di tanto in tanto; è possibile anche utilizzare un WiiMote tenuto orizzontalmente (necessario per l’ottima modalità a due giocatori, dove si controllano Donkey e, separatamente, una delle scimmiette aggiuntive… con tanto di piccole pistole stordenti!) ma questo comporta il ritorno dei controlli di movimento per attaccare, a differenza del WiiU Gamepad che, dal canto suo, garantisce un approccio completamente ‘fisico’. Nota di estremo merito per la realizzazione grafica della giungla e, sopra ogni cosa, dei modelli tridimensionali dei Kong e dei Nevichinghi: i peli delle scimmie, la barba di Cranky, persino i riflessi delle piume dei nemici godono tutti di colori e animazioni splendide, spesso indipendenti dal modello stesso, quasi al punto da fargli ottenere un nonsochè di bizzarra verosimiglianza, non fosse per lo stile felicemente cartoonoso e coloratissimo dell’insieme.

…e genio musicale poi

Quando hanno annunciato Tropical Freeze si è immediatamente venuto a sapere che David Wise, compositore della colonna sonora dei primi tre Donkey Kong Country, avrebbe avuto in mano la responsabilità musicale di questo nuovo episodio. Lì per lì la notizia sembrava fare felici solo i fan più accaniti della sua persona e della trilogia originale, in quanto molte tracce del passato, remixate a dovere, erano già state proposte in Donkey Kong Country Returns con risultati altalenanti che generavano emozioni spesso ingigantite dalla nostalgia più che da una qualità vera e propria. Mentre si gioca a Tropical Freeze, invece, si nota qualcosa di diverso: è come se la musica, le note e l’atmosfera generale siano manovrate con una consapevolezza ben maggiore di quella di un semplice remix. Nel gioco sono presenti, infatti, parecchie tracce inedite, tutte di qualità estremamente interessante, oltre che un nutrito numero di graditi balzi nel passato con musiche prese da tutta la trilogia originale e non solo dal primo episodio; è intringante, però, scoprire come sia spesso difficile riconoscere questi ‘vecchi amici’ e, quando alcune melodie riappaiono non solo sembra di essere ritornati a casa ma è come avere attorno un arredamento tutto nuovo, non vecchi mobili restaurati. Tutto questo è stato, probabilmente, possibile per una maggiore consapevolezza: dietro a queste opere c’è chi ne è stato il padre fin dal primo secondo; e un padre non può mancare di trattare i propri figli con un cuore affezionato, con un amore al quale altri non possono nemmeno avvicinarsi. David Wise, in Tropical Freeze, è padre della musica e riascoltare questi figlioletti ‘vestiti di nuovo’ è sempre, più che mai, commovente.

Conclusione

Donkey Kong Country Tropical Freeze recupera tutto il buono che c’era nella precedente opera di Retro Studios e ne aumenta gli impulsi creativi, proponendo un’esperienza bidimensionale tra le più complete degli ultimi anni: ora non è solo il meraviglioso ambiente a farla da padrone ma il connubio tra esso e un piccolo ma coraggioso gruppo di primati che non nasconde nulla delle sue possibilità. Alcuni bonus restano poco variegati e l’assenza di quasi tutti i vecchi animali resta ancora un problema, ma Tropical Freeze crea un’insieme di godimento ludico, grafico e musicale tale da rendere questi crucci decisamente meno evidenti rispetto al suo ottimo ma spesso fallace predecessore. Non esistono ragioni per non passare qualche tempo tra le fronde di questa giungla… Occhio a non fare arrabbiare Donkey Kong, però… Non vorrete diventare anche voi uno sfortunato sacco da boxe come tutti quei Nevichinghi, vero?

CI PIACE

Perchè prende quanto di bello avevamo già visto tre anni fa, migliora ed espande tutto e mette sul piatto qualcosa di davvero fresco, creativo e fantasioso: troppi colpi di genio compressi in un solo disco, è necessario gustarlo da cima a fondo.

NON CI PIACE

Perchè manca ancora qualche contenuto che è andato perso dalla vecchia trilogia… Ma lungi dall’essere un deterrente! Oppure, semplicemente, perchè non avete una WiiU: globalmente più comprensibile.

Conclusioni

Donkey Kong Country Tropical Freeze corregge tutti i piccoli errori del suo predecessore e si presenta come una sublime avventura bidimensionale, ottima per tutti i palati e non solo per vetusti nostalgici. Il level design impeccabile, una colonna sonora con una grandissima anima e tante possibilità di gioco lo rendono quasi uno dei primi motivi per avere un WiiU che delle peculiarità del WiiU non fa nessun uso. Curioso, ma imprescindibile.

9.3Cyberludus.com
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