Quante ore abbiamo passato davanti al computer alle prese con city-builder di ogni tipo, colonizzando pianeti, costruendo grandi imperi medievali e città futuristiche, occupandoci di discariche, strade, fazioni nemiche, unità di cavalieri e invasioni di manifestanti? Il genere dei gestionali a tema cittadino non si è molto evoluto, tanto che il ritorno di Age of Empires II è servito solo per rifarsi il look con texture in alta definizione e per lanciare il proprio workshop su Steam, subito assalito dai fan della saga. Lo scorso mese vi abbiamo presentato Maia, un progetto interessante, attualmente in sviluppo, ambientato su un pianeta ostile e con diverse peculiarità che ne fanno un titolo da monitorare. Però, di city-builder ce ne sono tanti e non tutti hanno come scopo ultimo la sopravvivenza alle fazioni nemiche. Lo dimostrano il famoso SimCity e Banished, indie che vi presentiamo oggi. Dietro questo nuovo strategico in tempo reale c’è Shining Rock Software, una software house di facciata, in quanto costituita da un unico sviluppatore: Luke Hodorowicz. Per essere solo contro un vasto e complesso progetto di design, Luke ha sviluppato il titolo piuttosto velocemente, tenendo d’occhio i feedback degli utenti e rilasciando Banished in versione completa senza passare dal sistema di accesso anticipato fornito da Steam, che tanto va di moda in questo momento anche per via del forte aiuto – economico e di supporto – che dà agli sviluppatori durante la fase di sviluppo e test.

Prosperità e sacrifici

Rispetto ai titoli sopracitati, Banished è molto simile a SimCity nelle intenzioni: lo scopo del gioco è quello di far sopravvivere e crescere la propria città partendo da un manipolo di reietti – non viene specificato altro – e un carrello con poche risorse di cibo e materiali. L’utente non dovrà costruire edifici bellici, avanzare tra le età medievali o preoccuparsi di generare unità di cittadini, perché l’intenzione di Banished, perfettamente riuscita, è stata quella di simulare esattamente il ciclo di vita reale. I cittadini passano dall’età infantile a quella adulta, per poi morire di vecchiaia nella migliore delle ipotesi – perché una gestione maldestra della comunità potrebbe decimare la popolazione per gelo, mancanza di cibo o cure mediche. Le tre fasce d’età hanno specifiche peculiarità: i bambini non potranno lavorare in alcun modo né tantomeno riprodursi; gli adulti potranno fare entrambe le cose; agli anziani toccherà lavorare sino alla morte. In Banished c’è molta psicologia, in quanto replica tutte le meccaniche della vita reale. Elementi come felicità e salute giocheranno un ruolo fondamentale nella crescita della propria comunità; sarà pertanto necessario garantire ai cittadini un posto in cui curarsi, educare i propri figli o semplicemente bere due pinte ghiacciate dopo l’orario lavorativo. Non c’è una formula vincente per assicurarsi la crescita della propria città, ma bisogna lavorare di testa: costruire più case di quante ne siano necessarie spingerà le giovani coppie a mettere su famiglia, ma se tra i cittadini sopraggiunge la paura di non poter assicurare un futuro ai propri figli è bene porre rimedio al malessere prima di aspettarsi una crescita demografica.

Costruire una comunità autosufficiente senza rischiare il tracollo ogni 10-15 anni è difficile. Infatti, quello che colpisce di Banished fin dalle prime battute di gioco è la difficoltà settata verso l’alto. Il titolo presenta solamente la modalità creativa – salvo DLC futuri – che permette di selezionare tipo e grandezza della mappa, clima e risorse iniziali. Le mappe sono generate grossomodo casualmente – sistema basato sul classico seme – ma era sicuramente possibile fare meglio: l’utente ha a disposizione solo due tipi di territori, valle e montagna, e la grandezza del terreno effettivamente calpestabile è decisamente più ridotta rispetto alle misure della mappa. Questo difetto rende impossibile la costruzione di una grande metropoli medievale stile Age of Empires; sarà necessario dividere la propria comunità in più punti nella mappa, magari diversificando l’area circostante in specifici settori – area urbana, area mineraria, eccetera. Inizialmente, abbiamo parlato di sopravvivenza soprattutto in termini di salute, fame e gelo. Questi tre fattori possono essere tenuti sotto controllo in qualsiasi momento tramite le informazioni a schermo, come pannelli e icone che appaiono automaticamente sulla testa della gente ad ogni malessere. Sebbene la salute sia un parametro abbastanza semplice da gestire, fame e gelo meritano più attenzioni. Per ciò che concerne la provvigione di cibo, Banished mette a disposizione vari strumenti per lo stoccaggio di risorse: dalla classica coltivazione di terreni e frutteti – personalizzati a seconda del frutto o ortaggio che si vuol coltivare – passando per pesca, caccia e raccolta tra i boschi. Ogni metodo ha i suoi pro e contro, infatti alcuni sistemi devono sottostare alle leggi della natura, garantendo risorse alla comunità solo dopo un lungo periodo. Per combattere il gelo, invece, i cittadini devono poter restare al caldo sia dentro le proprie case, attraverso l’uso di legna da ardere nei camini, sia in orario di lavoro, indossando degli abiti invernali. Anche il controllo della stagione è consultabile tramite un pannello informativo, come tutte le altre statistiche della propria città, ma le condizioni metereologiche e il mutamento dell’ambiente ci daranno immediatamente feedback visivo.

Arti e mestieri

A livello logico, Banished è uno strategico piuttosto semplice, che ha la fortuna di nascere dopo diversi titoli di punta del genere, apprendendone i pregi e limitandone i difetti. L’interfaccia consente una gestione capillare e precisa della propria città, senza però sacrificare l’immediatezza e la facilità d’uso. Ovviamente, si è detto addio al punta-e-clicca individuale per tagliare gli alberi o minare le rocce: sarà sufficiente dire ai propri lavoratori di recuperare tutto o una specifica risorsa, per poi selezionare l’intera area in cui operare. Per adempiere a compiti importanti per la raccolta delle risorse, Banished prevede inoltre figure specifiche e completamente autonome: i guardaboschi pianteranno nuovi alberi e abbatteranno quelli vecchi; erboristi ed esploratori andranno in giro per la foresta alla ricerca di piante curative e cibo selvatico; i cacciatori provvederanno a fornire carne e pelle alla comunità. Le figure importanti all’interno di una città sono tante quanti sono i bisogni di ogni cittadino. Ad esempio, il fabbro ha il compito di costruire strumenti per i lavoratori, il taglialegna deve lavorare i tronchi per produrre legna da ardere, il sarto realizza i vestiti per l’inverno e così via. Tutte le attività autonome possono essere definite secondo vari parametri specifici, magari limitando il numero di risorse fabbricate al fine di non esaurire tutte le materie prime, destinando al mercato i prodotti in eccesso. Infine, la gestione dei lavori e dei lavoratori avviene tramite un funzionale pannello che permette all’utente di assegnare i mestieri in base alla popolazione.

La routine quotidiana

È storia di mondo che ogni Paese produca o fabbrichi in grandi quantità una particolare risorsa, e magari è carente in altre: in Banished, questa potenzialità è stata sfruttata col trading post. Costruendo una base commerciale, arriveranno mercanti disposti a scambiare materiale piuttosto che animali o nuovi semi da coltivare, al fine di rimpinguare le risorse carenti o produrre nuovi cibi e bevande. Tradotto in soldoni, ingenti quantità di legna possono essere scambiate per ottenere galline, pecore, mele, pietra o tanto altro. Tutto avviene tramite baratto, quindi non ci si dovrà preoccupare di gestire denaro. Il sistema non è affatto banale, anzi, è stato realizzato meticolosamente: la merce offerta dai mercanti è generata casualmente, quindi si potrebbe dover attendere molto tempo prima di poter commerciare con risorse utili; per ovviare al problema, è permesso istanziare ordini personalizzati e più costosi, purché non si abbondi con le richieste, dato che il mercante arriva in barca. A ciò si unisce un semplice sistema di automazione, che gestisce il trading automaticamente sulla base dei valori definiti dall’utente. Chiaramente, Banished non permette solo di raccogliere cibo e risorse: è possibile costruire stradine di campagna, ponti, gallerie tra le montagne e perfino cimiteri.

È bene anche tenere sotto controllo la crescita demografica: come detto, costruire molte case in eccesso spingerà tante coppie a mettere su famiglia, il che equivale a nuove bocche da sfamare. Fortunatamente, lo scorrere del tempo può essere messo in pausa in qualsiasi momento, lasciando l’utente libero di creare e pianificare la coda di azioni per poi rimettere in moto l’orologio. A proposito di ciò, segnaliamo la mancanza dello storico di ordini in pendenza, quindi è necessario ricordarsi tutto a memoria o fissare su schermo i pannelli di ogni costruzione in attesa.

Difficoltà

Come detto in apertura, Banished è un titolo piuttosto complicato da gestire. Nonostante il tutorial spieghi tutte le sfaccettature di base del gameplay e vi sia una guida in linea per togliersi tutti i dubbi, a nostro parere il gioco risulta eccessivamente complicato. Tale problema va ricercato nell’errato bilanciamento del tempo e delle risorse: da un lato, le poche risorse presenti sul territorio e la conseguente lentezza nel costruire gli edifici costringe l’utente a tenere il gioco alla velocità x5 o x10; dall’altro, le stagioni corrono velocemente ed il rischio di dover aspettare anche 10-12 mesi prima di costruire qualcosa è altissimo. Questo comporta diversi problemi, tra cui le provviste di cibo che nel mentre continuano a diminuire, l’età dei cittadini che avanza ed il deterioramento costante degli strumenti da lavoro che finiranno col rallentare la produzione delle risorse. Anche la lentezza della raccolta di materie prime presso cave e è evidentissima, costringendo l’utente a impiegare anche 10 lavoratori per quella mansione, sottraendoli ad altre attività. La sensazione di fondo è quella di doversi preoccupare di tantissime cose in poco tempo, con poca gente e con poche risorse. Questo sbilanciamento finisce col danneggiare altri aspetti interessanti del gameplay che passano inevitabilmente in secondo piano, come l’istruzione, il commercio ed elementi di contorno, che troveranno spazio non prima che la comunità festeggi 20-25 anni dalla fondazione. Al tempo stesso, vista la semplicità logica di fondo, questa forzatura è anche un bene: dopo aver costruito tutto quello che offre l’inventario, la mancanza di un albero di aggiornamento della community o degli edifici si fa sentire, in quanto l’esperienza di gioco comincia a saturarsi. Ad oggi non c’è un fattore di rigiocabilità, se non quello dettato dalla possibilità di scegliere un diverso tipodi mappa o dicostruire nuove città sulla base dell’esperienza maturata in precedenza.

Dal punto di vista tecnico, non possiamo muovere alcuna critica nei confronti del lavoro di Hodorowicz. Nonostante gli inevitabili crash lamentati da qualche utente, nella nostra esperienza non c’è stato alcun ritorno al desktop, blocco di sistema o rallentamento di sorta. Il comparto tecnico pare solidissimo in qualsiasi condizione climatica con mappa grande, proponendo effetti credibili tra lo scorrere delle stagioni: la città si dipinge si bianco in inverno e torna in fiore a primavera, mentre in autunno piogge e alberi spogli succedono il caldo sole estivo. Il ventaglio di effetti atmosferici sarebbe potuto essere più vasto, proponendo folate di vento e temporali, così come avrebbe potuto esserlo il numero di tracce audio ed effetti sonori che tengono compagnia all’utente durante tutta l’esperienza di gioco. Tuttavia, va premiata la stabilità del sistema, l’ottimizzazione del motore grafico e l’accessibilità, con requisiti minimi praticamente di base. Attualmente, Banished è disponibile solo in lingua inglese, ma verrà presto rilasciato un mod kit completamente gestibile dagli utenti, che permetterà tanto la creazione di nuove texture e oggetti, quanto la traduzione amatoriale del gioco.

Commento finale

Luke Hodorowicz si è dimostrato uno sviluppatore attento e meticoloso, che non ha lasciato nulla al caso. Banished è un titolo ricco di pianificazione e strategia, sicuramente non adatto a chi non mastica il genere. Eppure, la sfida proposta dal gioco non è semplice nemmeno per chi ha passato mesi davanti ad Age of Empires, SimCity et similia. Il gioco riproduce alla perfezione il ciclo di vita e della natura, lasciando all’utente il compito di gestire tutti i bisogni di una città sempre in bilico di risorse e popolazione. Durante un decennio nel mondo di gioco, anche piccoli errori potrebbero destabilizzare la macchina di produzione della comunità, bloccando gli ingranaggi costruiti fin lì con immensa fatica e gestione. Il ciclo delle stagioni è convincente ed il rischio di morire di freddo è una variabile strategicamente interessante e da tenere in considerazione per pianificare l’uso delle risorse e dei mestieri. Sfortunatamente, il problema più grosso del gioco – che a conti fatti non ha altri veri grossi difetti – è l’assenza del giusto bilanciamento tra le parti: si produce lentamente e si vive velocemente. Infine, l’assenza di campagne, missioni ed evoluzione delle infrastrutture rischia di saturare presto l’esperienza di gioco, anche se va ricordato che dietro Banished c’è solamente uno sviluppatore e che rimane pur sempre un titolo indie venduto a un prezzo ridotto.

CI PIACE
  • Interfaccia semplice
  • pulita e completa
  • Profonda gestione della popolazione
NON CI PIACE
  • Sbilanciamento tra lo scorrere del tempo e la raccolta delle risorse
  • L’esperienza di gioco si satura in fretta
Conclusioni

Di gestionali a tema cittadino ed empire-builder vecchio stile se ne vedono davvero pochi oggigiorno. Banished è un bel passatempo, semplice ma profondo, nonchè valida alternativa al più blasonato SimCity.

7.5Cyberludus.com
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Redazione
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