Gran Turismo 6 – Recensione

La nuova stagione videoludica è alle porte, e la nextgen è già cominciata: chi ha già acquistato Xbox One e Playstation 4 starà giocando i titoli a disposizione, ma le vecchie console non hanno ancora smesso con il lancio di petardi tripla A in vista di Capodanno. In particolare, il nuovo può attendere se siamo qui a parlare di una delle leggende del vasto parco giochi targato Sony: Gran Turismo. Dopo un quinto capitolo che ha diviso critica e utenti – mantenendo comunque un’ottima media voti – Polyphony Digital ha raffinato il suo prodotto sotto diversi punti di vista, ma al tempo stesso ha tenuto ben saldi alcuni principi caratteristici della serie, come a voler tenere la propria identità ben lontana dalla concorrenza. Gran Turismo 6, quindi, arriva puntuale e con ottime premesse, che abbiamo valutato dualshock 3 alla mano.

Rinnovando

Quando si parla di rinnovo, spesso e volentieri si comincia dall’interfaccia. Gran Turismo 6 parte proprio da questo aspetto e si migliora in maniera piuttosto convincente, anche se peggio della navigabilità tra i menu di GT 5 era quasi impossibile fare. La parola d’ordine per il nuovo titolo di Kazunori Yamauchi è "usabilità", caratteristica di qualità che gli sviluppatori hanno deciso di garantire tramite la classica interfaccia Metro-inspired, già fatta propria da altri titoli come Fifa 14. Ecco dunque un menu più completo e dettagliato che, con semplici interazioni, ci consente di raggiungere tutte le finestre del caso e di fare un tour attraverso le numerose curiosità del gioco. Il garage ha subito un pesante restyling, passando dai tratti più classici della schermata ad un sistema di overview fatto tanto dalle caratteristiche tecniche delle auto, quanto da informazioni aggiuntive volte ad aumentare l’interesse per la sezione.

Eventi e numeri alla mano

Oggigiorno va di moda il concetto all-in-one, usato in diversi contesti. Polyphony Digital ne ha offerto una propria interpretazione direttamente nella carriera di Gran Turismo 6, ampliando la modalità con una serie di eventi molto diversi tra loro che spezzano il lineare ritmo di gioco dei racing game. Tra gli arricchimenti di cui gode la modalità di gioco ci sono le valutazioni, che attribuiscono un punteggio in base al piazzamento e permettono di guadagnarsi le fondamentali patenti per accedere al nuovo step di contenuti ed ampliare l’offerta ludica. Il team di sviluppo ha previsto gare fuori dal comune che si alterneranno alle corse ufficiali della carriera, utili tanto per familiarizzare con i controlli con più auto, quanto per variegare l’esperienza di gioco. Una volta messe in conto diverse ore di gioco, il videogiocatore avrà ormai preso possesso di tutte le meccaniche di un titolo mai così completo che, poggiato su una base solida di gameplay, ha permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi con molti eventi secondari tra competizioni diverse – NASCAR e kart – e categorie distinte di auto. Alla fine, oltre al rombo dei motori c’è anche quello dei numeri: quasi 40 auto e oltre 100 circuiti.

Oltre agli eventi già citati, gli sviluppatori mettono a disposizione ancora tanto altro svago e divertimento fuori dalla vera e propria carriera. Ad esempio, l’utente potrà accettare di passare qualche minuto – ma anche di più – nel gareggiare in eventi Pausa Caffè, brevissime sfide in cui verranno messe a dura prova le abilità alla guida, pagando a caro prezzo ogni errore. Oltre questa simpatica mini-modalità interna, il ventaglio di opzioni non dimentica la personalizzazione delle auto, in cui l’utente avrà praticamente libero arbitrio sulle sorti del proprio bolide, tanto dal punto di vista estetico quanto dal lato meramente tecnico. Parlando ancora di contenuti extra, non possiamo non citare il Vision Gran Turismo, una sorta di galleria che presenta modelli esclusivi e futuristici di diverse autovetture.

In pista

Le sensazioni sul tracciato ed il sistema di controlli non hanno subito un pesante rinnovamento, restando ben lontani dalla simulazione che solitamente si tende ad affiancare al brand. Anche se Yamauchi strizza l’occhio soprattutto a chi è in possesso di un volante, va detto che Gran Turismo 6, in qualità di ultima esclusiva Playstation 3 – probabilmente – avrebbe dovuto restituire qualche nuova emozione anche ai casual gamer su Dualshock 3. Nonostante la collaborazione con importanti società del settore, soprattutto per la calibrazione di sospensioni e pneumatici per ridurre l’effetto pattinamento sull’asfalto, Polyphony Digital non è riuscita a garantire un’esperienza di gioco così dissimile da Gran Turismo 5, rendendo parzialmente vana l’attesa per questo nuovo capitolo. Tra le note positive del sistema di guida non possiamo non citare la customizzazione dei controlli, che ci permette di gestire al meglio gli aiuti e plasmare l’esperienza al volante esattamente per come la intendiamo. Dunque, GT 6 si rivela praticabile da chiunque e non solo dai navigati della saga, anche se bisognerà scendere a più di un compromesso attivando aiuti essenziali che alleggeriscono il peso sulle spalle del videogiocatore.

Nonostante tutti i vari espedienti per aumentare il realismo delle autovetture, da Vision alle partnership, bastano giusto una manciata di giri per rendersi conto che l’agognata simulazione è ancora molto lontana. Stavolta non parliamo di controlli, ma di qualcosa ancor più basilare: il sistema di collisioni. Sotto questo punto di vista, Gran Turismo è fermo ai box da troppo tempo, ed i feedback degli utenti sembrano essersi dispersi nel vuoto. Chi chiedeva a gran voce qualcosa di più di graffietti qua e là rimarrà ancora una volta deluso e non potrà contare nemmeno su guasti meccanici relativi tanti alle botte con gli altri piloti, quanto ai controlli sbagliati in fase di guida. I delusi dovranno fare spazio anche a chi sperava di poter dar vita a gare dinamiche ed entusiasmanti grazie alle variabili impazzite degli incidenti. La certezza è che almeno per quest’ultimo incremento della serie non sarà così, a maggior ragione considerando l’intelligenza artificiale che fa comportare i piloti avversari come soldatini privi di creatività e con poca attrazione per il sorpasso rischioso. Due grandi difetti, questi, che Polyphony Digital conosce benissimo, pertanto ci viene molto difficile immaginare come mai persistano in una serie così importante, magistralmente diretta da un grande appassionato come Yamauchi.

Mentre nella prima parte i grandi numeri di Gran Turismo 6 giocano a favore del prodotto, nell’analisi del comparto tecnico ci fa più di qualche domanda. In particolare, ci riferiamo alla risoluzione full HD nativa con 60 FPS costanti, che all’apparenza promette bene, ma su pista lascia un po’ il tempo che trova. Mentre l’autovettura sfreccia a tutta velocità sul tracciato, l’utente può guardarsi attorno soddisfatto a metà. Da un lato si apprezzano i bellissimi scorci dell’ambientazione, che non perdono smalto né sotto le intemperie né direttamente presi dal sole. Dall’altro, gli sforzi di regalare un buon impatto visivo vengono messi in crisi dal fastidioso duo aliasing-tearing, avvertibili soprattutto quando si tolgono gli occhi dalle auto. Nel complesso, possiamo considerare tutto come un incidente di percorso, anche perché c’è stato un netto miglioramento soprattutto sul fronte delle condizioni climatiche, che influenzano verosimilmente anche l’esperienza di guida. Alti e bassi anche sul fronte autovetture: ereditando il difetto da molti altri titoli, anche di genere diverso, Gran Turismo 6 presenta un parco auto diviso in Serie A e Serie B. Le conseguenze sono piuttosto scontate, infatti troviamo un buon numero di vetture incredibilmente fedeli alla controparte reale, ma altrettante che, con la nextgen appena sbarcata sul mercato, si fa proprio fatica ad accettare. Fortunatamente il comparto audio non ci fa scendere a compromessi sotto nessun punto di vista. Il campionamento dei motori e di tutti gli effetti ambientali attorno all’auto e in pista sono di alto livello, e non poteva essere altrimenti visto il supporto delle case automobilistiche. La soundtrack è ricca e coinvolgente, determinata da numerosi ed azzeccatissimi brani che accompagnano il videogiocatore tra i menu di gioco, intrattenendolo durante l’esplorazione di tutte le opzioni.

Commento finale

Gran Turismo 6 si presenta al pubblico pieno zeppo di contenuti, aspetto che potrà sicuramente giovare a chi aveva riposto le stesse aspettative in Forza Motorsport 5, per poi rimanerne deluso. Il gioco appare poco rinnovato nelle meccaniche di gameplay; anche se non mancano piccoli grandi accorgimenti qua e là, risultano ancora insufficienti per promuovere a pieni voti il titolo Polyphony Digital. Al grande numero di vetture si contrappongono incertezze tecniche e zero miglioramenti laddove i videogiocatori speravano in un cambio di rotta, come la gestione delle collisioni e l’IA.

CI PIACE

– Tante auto e tanti circuiti

NON CI PIACE

– Poche novità\n- Comparto grafico altalenante

Conclusioni

Gran Turismo si farà sempre attendere, nel bene e nel male. GT 6 rispetta questa tradizione, ma piuttosto che sposare la causa del “bene”, rimane incerto nel compromesso. Non azzardiamo consigli tra GT 6 e FM 5, tranquilli. Ma se qualche anno fa la scelta pareva scontata, adesso non lo è.

7.8Cyberludus.com
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Redazione
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