Dark Eye

Dark Eye: Chains of Satinav è un’avventura grafica sviluppata da Daedalic che, dopo i successi che vanno dalla saga di Deponia a The Nights of the Rabbits, ha rappresentato il primo episodio di una serie ambientata nell’universo fantasy di Aventuria. L’ambientazione del gioco, prende spunto da un gioco di ruolo che in principio venne chiamato Realms of Arkania e che nel corso degli ultimi vent’anni ha riscosso un enorme successo soprattutto sul suolo tedesco con il nome di The Dark Eye. In The Dark Eye: Memoria, seguito di Chain of Satinav, la storia di Geron, protagonista assoluto del primo espisodio, continua ad essere narrata attraverso il tocco “magico” dello studio tedesco, ovvero quella ricerca volta ad esaltare la magnifica atmosfera del primo capitolo, cercando allo stesso tempo, di limare qualche difetto. Dopo aver avuto il piacere di provare in anteprima Memoria ad un mese dalla sua uscita, è finalmente arrivato il momento di analizzare il titolo completo.

Due storie

Andergast è un piccolo paese rurale situato nel nord-ovest di Aventuria. Le vaste foreste dominano un paesaggio caratterizzato da immense praterie e campi coltivati, un mare verde interrotto soltanto da insediamenti umani. Non c’è da meravigliarsi che le storie che vengono narrate in questo angolo di Aventuria siano ricche di pericoli e misteri così come non ci si deve stupire di conoscere o incontrare curiosi e audaci avventurieri. E’ passato qualche tempo da quando Geron ha dovuto, suo malgrado, trasformarsi in eroe per salvare il suo paese dalla rovina, scoprendo al tempo stesso di possedere delle doti sovrannaturali. Gli eventi di Chain of Satinav continuano ad influenzare la vita del povero protagonista. La ricerca di una soluzione per annullare il maleficio che ha colpito la sua amata Nuri, vittima di un sortilegio che l’ha trasformata in un corvo, lo porta poco fuori città per incontrare un vecchio mercante, Fanni, che sembra possedere le doti magiche per trasformare in forma umana la sua amata. Tuttavia il vecchio mercante gli fornirà l’incantesimo soltanto quando il giovane risolverà un antico enigma. Ed è proprio in questo istante che si intrecciano due storie parallele che hanno per protagonisti da un lato Geron e dall’altro Sadja, giovane principessa in esilio la cui storia, dimenticata nel corso dei secoli, sembra influenzare silenziosamente le sorti del regno di Aventuria nel presente.

Due personaggi

Memoria è suddiviso, dunque, in più capitoli che hanno per protagonisti i due personaggi principali che si muovono nel passato e nel presente. Le loro storie, inevitabilmente, si intrecceranno nel corso dell’avventura attraverso flashback e flashforward che mostreranno al giocatore i collegamenti tra due personaggi così lontani nel tempo. Mentre di Geron conosciamo la storia atttraverso le vicende di Chain of Satinav, di Sadja non conosciamo nulla. La principessa Sadja visse nella lontana terra di Fasar e un giorno si avventurò in guerra per combattere un potere oscuro che minacciava l’equilibrio e il benessere della sua terra. Il destino volle che Sadja non riuscì a portare a compimento il suo compito, sfumato in circostanze misteriose e in modo analogo al destino della stessa principessa la cui storia rimane avvolta da un alone di mistero e fu ben presto dimenticata. Geron, in modo impavido e sprezzante del pericolo (un atteggiamento che ricorda vagamente il Rufus di Deponia), accetta senza esistazione la proposta di Fanni, inconsapevole che questa decisione innescherà una serie di eventi che getteranno un’ombra sui destini e le vicende del mondo, rivelando un passato a lungo dimenticato. La presenza di Sadja rende la storia di Memoria molto più interessante e avvincente del primo capitolo, in cui il personaggio di Geron non spicca come altri protagonisti e comprimari visti in Deponia, Edna & Harvey, Wispered World o Nights of The Rabbits. Sadja vive un’esperienza costellata di eventi alla quale reagisce per il proprio tornaconto personale, lottando con dei terribili vuoti di memoria e tante delusioni che affiorano poco a poco nei suoi pensieri e che rappresentano poco alla volta un punto di svolta nella vicenda e nelle decisioni che sarà costretta a prendere.

A long, long time ago…

In termini di gameplay, Memoria rappresenta un ottimo esempio di punta-e-clicca, un’avventura grafica ricca di enigmi e misteri da risolvere in pieno stile Dedalic. Si passa, infatti, da momenti di pieno umorismo ad episodi più drammatici. La maggior parte degli enigmi di Memoria sono accattivanti e spesso difficili da comprendere semplicemente mettendo assieme gli elementi che si posseggono nell’inventario. Spesso, però, la loro risoluzione lascia un deciso senso di soddisfazione e compiacimento per il risultato ottenuto, spingendo il giocatore a proseguire negli eventi per scoprire cosa succede in seguito. Le doti magiche, o presunte tali, possedute dai due protagonisti dovranno essere utilizzate con intelligenza sin dal principio. Geron continua a possedere il potere di distruggere e riparare gli oggetti, acquisendo un’ulteriore abilità, l’Odem Arcanum, con cui è possibile individuare tracce di magia all’interno dello scenario di gioco. Sadja, invece, possiede il dono di trasformare le persone in pietra e controllare la mente umana attraverso delle visioni. Questo dono permette di capovolgere o portare a proprio favore l’esito di un colloquio, al fine di ottenere un aiuto da chi si mostra, in un primo momento, restio e diffidente nei confronti della principessa.

La magnifica terra di Andergast

Chain of Satinav condivide con Memoria la stessa ambientazione di gioco e quest’ultimo titolo continua a mostrare la magnificenza della realizzazione grafica degli scenari che sebbene siano meno cupi del predecessore, garantiscono un livello grafico che esalta il lavoro dello studio tedesco. Le animazioni sono complessivamente più fluide rispetto al passato anche se ogni tanto si può notare qualche piccola sbavatura. Le musiche non si adattano sempre agli ambienti e alle atmosfere di gioco, passando in secondo piano rispetto agli ottimi dialoghi e al buon doppiaggio realizzato in inglese e tedesco; musiche e scenari di gioco, inoltre, sono stati in parte riutilizzati dal precedente capitolo, soprattutto per la porzione di gioco con Geron protagonista, mentre la parte dedicata a Sadja, è la vera essenza di questo nuovo capitolo.

Un’esperienza “epica”

The Dark Eye: Memoria mostra l’ottimo lavoro svolto con il predecessore, innalzando il livello grazie ad un ottimo intreccio, nuovi protagonisti, nuovi enigmi e nuovi poteri. La storia di Memoria si attesta, come altri titoli del genere, intorno alle 10 ore di gioco, che dipendono in gran parte dalla difficoltà oggettiva di superare i diversi enigmi. Sviluppandosi su due linee parallele ma distanziate alcuni secoli nel tempo, la storia assume un profilo a tratti interessante che sfocia a volte in interpretazioni troppo complesse e poco chiare. Il personaggio di Sadja assurge all’indiscusso ruolo di protagonista mettendo in evidenza la fragilità di un personaggio come Geron che sembra più adatto al ruolo di comprimario che a quello di protagonista. Detto questo, Memoria resta una divertente aggiunta al crescente numero di titoli editi da Daedalic, cui ogni vero appassionato di giochi di avventura deve un enorme riconoscimento.

CI PIACE

Storia coinvolgente
Enigmi interessanti
Longevità intorno alle 10 ore di gioco

NON CI PIACE

La parte dolente della storia narrata in Dark Eye è proprio il suo protagonista Geron.

Conclusioni

The Dark Eye: Memoria mostra l?ottimo lavoro svolto con il predecessore, innalzando il livello grazie ad un ottimo intreccio, nuovi protagonisti, nuovi enigmi e nuovi poteri. La storia di Memoria si attesta, come altri titoli del genere, intorno alle 10 ore di gioco, che dipendono in gran parte dalla difficoltà oggettiva di superare i diversi enigmi. Sviluppandosi su due linee parallele ma distanziate alcuni secoli nel tempo, la storia assume un profilo a tratti interessante che sfocia a volte in interpretazioni troppo complesse e poco chiare. Il personaggio di Sadja assurge all?indiscusso ruolo di protagonista mettendo in evidenza la fragilità di un personaggio come Geron che sembra più adatto al ruolo di comprimario che a quello di protagonista. Detto questo, Memoria resta una divertente aggiunta al crescente numero di titoli editi da Daedalic, cui ogni vero appassionato di giochi di avventura deve un enorme riconoscimento.

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