All’interno del booth di Warner Bros alla GamesCom abbiamo potuto provare una recente build di Dying Light, gioco free-roaming in prima persona che ci mette negli sventurati panni di un sopravvissuto non ancora infetto dal morbo zombi. La missione (a quanto pare secondaria e opzionale) affidataci da un PNG richiedeva l’attivazione di una serie di trappole sparse per la mappa di gioco, possibilmente prima del calar delle tenebre. Questo perché, analogamente a Dead Rising, gli zombi di notte subiscono un potenziamento, diventando più veloci e vi inseguiranno in capo al mondo, persino arrampicandosi se necessario.

Per completare il compito affidatoci avremo a nostra disposizione armi da corpo a corpo quali chiavi inglesi, asce e bastoni, oltre ad attacchi fisici come calci e pugni. Nel caso venissimo afferrati da un non morto ci verrà offerta la possibilità di salvarci all’ultimo momento superando un QTE che culmina con il collo spezzato dell’azzannatore. Come in Dead Island, affrontare troppi zombi contemporaneamente conduce ad un fine prematura: ogni nostro attacco consumerà una delle due barre della resistenza (l’altra diminuisce invece quando scattiamo) pertanto è necessario valutare attentamente gli spostamenti, magari agendo in maniera furtiva e superando orde di morti viventi con astuzia. Proprio in virtù della massima libertà offertaci da Dying Light abbiamo optato per degli spostamenti sui tetti (possiamo infatti scalare pareti ed aggrapparci alle sporgenze tenendo premuto un tasto dorsale del pad) oppure distraendo orde di zombi con granate luminose sulla falsariga di ZombiU. In alternativa possiamo sfruttare l’ambiente circostante, ricorrendo alle granate precedenti che, scagliate su pozze di benzina infiammano i non morti oppure le stesse che abbiamo già attivato durante la missione, in grado di generare scosse elettriche da migliaia di volt.

La situazione, come già detto, cambia drasticamente dopo il tramonto, quando gli zombi si fanno più aggressivi e numerosi, sciamando attorno a voi. Dopo un paio di tentativi siamo riusciti a terminare la nostra corsa verso la salvezza facendo parkour estremo (è possibile eseguire una scivolata durante la corsa per passare sotto le staccionate in velocità) terminando la demo.

La build di Dying Light girava su un’Xbox One e il livello qualitativo delle texture era impressionante, anche in termini di fluidità e frame rate. Se il gioco offrirà missioni variegate e ulteriori elementi di gameplay in modo da evitare il ripetersi delle stesse azioni, allora avremo presto tra le mani un gioco d’altissimo livello.

Dying Light sarà disponibile oltre che sulla nuova console di Microsoft anche per PlayStation 4, PlayStation 3, Xbox 360 e PC.

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