Siamo all’inizio del nuovo millennio e in Europa è arrivato il Nintendo GameCube? Ci sarebbero troppe parole da spendere su quella che è effettivamente la seconda console Nintendo meno venduta dopo il Virtual Boy? Un cubetto incompreso che è stato capace di regalare esperienze ludiche di grande intensità a chiunque abbia avuto il coraggio di avvicinarvisi, voltando le spalle all’imperialismo di Sony. In Italia, qui da noi, il GameCube ha trovato un destino ancora più infelice a causa della sua scarsissima diffusione e trovare i mini-disc nei negozi era, ogni volta, una impresa titanica? Mentre quello muoveva i primi passi, tuttavia, un gioco sembrò attirare l’attenzione più di tutti gli altri: abituati ai salti in grande stile del buon vecchio Mario, ai giocatori non parve vero di vedere sulle confezioni di un titolo di lancio di questa nuova console un colore ben diverso dal solito rosso e blu; un tono verde e una L che gridava alle angustie del secondo giocatore, di chi in passato doveva attendere il proprio turno, di un fratello considerato, da sempre, come idraulico di seconda mano. Luigi’s Mansion, con la sua formula fresca, colse tutti alla sprovvista e riuscì a stregare un vastissimo pubblico, pubblico che continuò per anni a richiedere a Nintendo un seguito. E il seguito è arrivato, racimolato tra i frammenti di una luna oscura? Timone al timore, siamo pronti per esplorare nuove tetre magioni insieme a Luigi?

Una esplosione di disobbedienza

Il professor Strambic, una volta liberata la magione di Luigi dagli spettri, ha proseguito i suoi esperimenti sul paranormale addomesticando quanti più fantasmi possibile e trasformandoli in veri e propri assistenti di laboratorio. Un giorno, durante una delle tante, fredde notti di Cupavalle, una ombra rotonda si affaccia minacciosa sulla casa del professore e, con un potere sconosciuto, distrugge la luna nera che si staglia nel cielo? In quel preciso istante tutti i fantasmi vanno fuori controllo! Strambic è costretto a fuggire e a nascondersi in un laboratorio segreto? Non è certo un uomo d’azione, non può liberare la sua magione da solo? Ci vuole un eroe coraggioso, qualcuno che possa addentrarsi in quella casa e sconfiggere tutte quelle bizzarre presenze ectoplasmatiche? Ma in assenza di questo cuor di leone Luigi può andare benissimo lo stesso! Seduto in poltrona a guardare la TV, Luigi viene ?prelevato’, controvoglia, e lanciato suo malgrado contro un branco di fantasmi fuori di testa e, anche questa volta, avrà con sé solo una aspirapolvere e pochi ma indispensabili strumenti!

Aspirare all’aspirazione

Prima ancora di entrare nella grande casa di Strambic, il giocatore, insieme a Luigi, muove i primi passi in un piccolo giardino: niente strumenti, solo il suo animo pavido e una porta da aprire, senza nessuna chiave. Spaventato da un cancello, sorpreso dalla presenza di un topo e terrorizzato all’idea di dover avvicinare i fantasmi che stanno giocando nel garage, mentre lui li osserva attraverso una provvidenziale finestra rotta, Luigi è completamente inerme? Finché il chiavistello si riempie, la chiave gira e l’esplorazione può avere inizio! Una volta entrato in possesso del Poltergust 5000 (una versione potenziata e potenziabile della vecchia aspirapolvere Poltergust 3000), Luigi può aspirare e soffiare, modificando alcuni tratti dello scenario, eliminando ragnatele e portando a sé oggetti, monete e tutto quello che quell’aspiratore dalla capienza interminabile riesce a contenere: non hanno scampo ragni, topi e insetti, ma anche tende, cappotti, letti a baldacchino e strati di carta da parati cadenti e ciondolanti da pareti e soffitti! I meccanismi di utilizzo del Poltergust 5000 sono estremamente semplici: premendo i grilletti si può aspirare e soffiare, appunto, e si può modificare l’altezza del getto attraverso i tasti X e B, adeguando la traiettoria a nemici e oggettistica varia (nel caso non si vogliano utilizzare i tasti, un leggero movimento della console ? grazie al giroscopio ? sarà sufficiente!); premendo al momento giusto il tasto A si possono dare sonori strattoni, utili per ottenere un numero sempre maggiore di premi e, quando sarà il caso, catturare i fantasmi più sfuggevoli. Piano piano, le frecce all’arco del buon Luigi continueranno ad aumentare: l’idraulico color speranza potrà utilizzare il suo Strobobulbo per accecare gli spettri, tramortendoli prima della cattura, e per attivare porte e casseforti piene di denaro da spendere per rendere il proprio equipaggiamento sempre più efficiente; grazie all’Arcobaluce, infine, Luigi potrà materializzare porte invisibili, mobili sospetti e rivelare la posizione di qualche fantasma più astuto degli altri. Una volta entrati in possesso di questo nutrito quanto insolito arsenale il gioco raggiunge la sua piena maturità: ci si sente immediatamente spinti a sperimentare, ad esplorare nuovamente i livelli già conclusi per ottenere un punteggio migliore e scoprire segreti nascosti e gemme che forse, a causa dell’assenza di un marchingegno o per nostra negligenza, ci siamo lasciati sfuggire. La lunghezza dei livelli non fa sentire il suo peso proprio perché la ricetta riesce a stimolare in quella che, sulla carta, suona come una via per una fatale ripetitività. La figura stessa di Luigi è di grande aiuto in questo processo di sviluppo dell’interesse: la sua simpatia e le sue reazioni lo fanno somigliare a un essere umano comune, spigliato e insieme timoroso e molto, molto lontano da quell’eroe senza macchia che è sempre stato il suo indomito fratello. Una personalità che si riflette nei suoi sguardi, nel suo camminare incerto e perfino nel suo fischiettare e canticchiare la colonna sonora del gioco, azione che ci prende dal bavero e ci trascina magnificamente nell’atmosfera del maniero con uno stupendo sfondamento della quarta parete. E mentre il nostro Doppio Spettro (evoluzione meta ludica del vecchio Game Boy Horror) squilla e il matto prof ci spiega quale nuovo passo svolgere, noi continuiamo a guardarci intorno, come a ignorare la mappa, i pur ottimi scontri con i boss, i punti esclamativi degli obiettivi e le istruzioni che ci vengono comunicate. Cresce il desiderio di sfruttare il proprio potenziale come metodo esplorativo e di scoperta e, per fortuna, Luigi’s Mansion 2 non ci impedisce di utilizzarlo in questo senso, nemmeno per un secondo: ci lascia cercare l’oro, ci lascia catturare i Boo nascosti, ci lascia migliorare le medaglie, ci lascia esplorare i più minuscoli anfratti della magione. E nel frattempo ridiamo, di e con Luigi. Poi ci torneremo, su quell’obiettivo, non fate i maestrini: prima, lasciate divertire la nostra curiosità.

Uniti si vince (e si perde)

A differenza del primo episodio, Luigi’s Mansion 2 offre anche alcune modalità multigiocatore, sia in locale (e pure in modalità download) sia online, con amici o con tutto il mondo. La Torre del Caos, traduzione del più interessante termine ScareScraper, è il luogo dove un gruppo composto da due a quattro Luigi dalle buffe cromie si darà battaglia per la conquista del titolo di miglior cacciatore di fantasmi? Ma non sarebbe corretto dire che si tratta di una sfida come le altre! Le tre sfide, molto simili ma con diversi obiettivi, prevedono infatti che i giocatori catturino quanti più fantasmi possibile per scalare la classifica, svuotando la Torre del Caos piano dopo piano e raccogliendo, alla fine di ogni livello, delle monete rosse per ottenere un potenziamento costante per il livello successivo. Lavorare completamente da soli, tuttavia, è impossibile: i giocatori, infatti, possono comunicare tra di loro attraverso la croce direzionale con quattro frasi preimpostate? E questa comunicazione si rivelerà necessaria nel momento in cui qualcuno di essi si troverà nei guai! Siete stati circondati da troppi fantasmi? I vostri piedi sono incastrati in un tappeto-trappola o un grosso vaso vi ha coperto la testa? Niente paura, basterà chiamare aiuto e un altro Luigi potrà giungere in vostro soccorso! Lo spirito della partita multigiocatore resta competitivo in massima parte ma la collaborazione tra i Luigi resta un elemento chiave: se un giocatore si rifiuta di soccorrere un compagno nei guai diventerà quasi impossibile completare la missione nel tempo limite o raccogliere tutte le monete rosse o perfino esplorare tutte le stanze! Nintendo ha unito i fattori di collaborazione e competitività in un amalgama davvero suggestivo: si è sempre costretti a mettere da parte la propria avidità per ragionare secondo coscienza… Senza dimenticare che si gioca per vincere! E come se non bastassero la modalità in singolo e insieme, Luigi’s Mansion 2 grazia il suo utente con una colonna sonora tutta da memorizzare, dinamica e mutevole e piena di buffi motivetti che ben si sposano con la goffa atmosfera del gioco. Il comparto grafico, oltretutto, svolge magnificamente il suo dovere implementando un’ottima terza dimensione in un contesto tetro e insieme giocoso, con animazioni eccellenti (specie in Luigi, molto migliorato dall’episodio precedente e adattato alle sue rappresentazioni odierne) e ottimi effetti di luce e di nebbia.

Conclusioni

La struttura di Luigi’s Mansion 2 è stata progettata come un buon piano di sequestro: rapisce il giocatore e lo porta con sé, fingendo una partenza legnosa, una sorta di falso affanno per sorprendere ancora di più con la sua successiva esplosione di stile, divertimento e tanta, tanta voglia di esplorare. Controllare Luigi è un piacere e la sua plausibilità lo trasforma in un vero e proprio amico, quelli che, in ogni gruppo, si prendono in giro per il loro aspetto buffo, pur senza malizia, e ai quali non si nega mai una pacca sulla spalla, scherzando insieme del più e del meno. Il maniero non si prende sul serio, non si prendono sul serio i fantasmi, non si prende sul serio l’eroe: ed è proprio in questa sua festosa spontaneità che Luigi’s Mansion 2 brilla, magnetizzando a sé chiunque tenti di avvicinarsi, infestando le sue emozioni come un divertentissimo ectoplasma sgargiante. Insomma, questi fantasmi sono proprio una bella maledizione.

CI PIACE

– Struttura fresca, una ottima evoluzione del predecessore\n- Ambientazioni stilizzate ma ricche di grande fascino\n- Premia e stimola la volontà esplorativa\n- Luigi. Davvero, vale come punto positivo da solo.

NON CI PIACE

– Sistema di controllo non proprio immediato da padroneggiare

Conclusioni

Luigi’s Mansion 2 resta un prodotto unico, come lo era il suo predecessore, capace di divertire con una formula particolarissima e fresca e di catturare con un’atmosfera sui generis difficile da trovare altrove. Il curioso carisma di Luigi, in questo, è di grandissimo aiuto: un eroe oltre i limiti, del quale ridere e con il quale ridere insieme!

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