La magia dei videogiocattoli LEGO deriva dal mostrare chiaramente personaggi e situazioni associate a pellicole cinematografiche o fumetti di successo. Traveller’s Tales taglia i ponti con la tradizione della serie ed anche rovesciando tutti i blocchetti colorati presenti all’interno della scatola di LEGO City Undercover alla fine manca un pezzo: la licenza.

Un gioco grande come una città

LEGO City Undercover è un free-roaming che segue le vicende di Chase McCain, un poliziotto tornato nella metropoli dopo una lunga assenza e pronto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo: consegnare alla giustizia il boss del crimine Rex Fury. Sarebbe quindi normale pensare ad Undercover come ad una copia politicamente corretta di GTA, Saint’s Row o Sleeping Dogs ma così facendo si tenderebbe a sminuire il valore intrinseco del titolo in analisi che, ricordiamo, non è tecnico, bensì puramente ludico. Come ogni buon gioco d’avventura l’esplorazione degli scenari riveste la sua importanza. Tanto più che LEGO City, al pari di San Andreas o Steelport, è un mondo immenso che i giocatori possono percorrere come meglio credono sin da subito. Un po’ come la Gotham City di LEGO Batman 2: DC Super Heroes, con l’eccezione che Undercover offre un’esperienza ancora più complessa e visivamente più variegata. E proprio come in LEGO: Il Signore degli Anelli, l’hub centrale (la città, in questo caso) è persistente, sebbene gli incarichi speciali (le missioni principali della modalità Storia) si svolgono in livelli separati dalla mappa urbana. Ciò implica per il giocatore la pressoché totale libertà di andarsene in giro come meglio crede, poiché niente e nessuno gli impedisce di partire per la tangente e mettersi a setacciare ogni angolo recondito per raccogliere oggetti collezionabili, prima di sfrecciare verso la tappa successiva della storia.

Il LEGO, al pari dei videogiochi, permette un approccio tanto hardcore quanto casual, pertanto al giocatore non si presentano più missioni in contemporanea. Infatti, nel tempo libero tra una missione e l’altra Chase può impiegare i travestimenti e annessi poteri ottenuti con le missioni già completate per interagire sempre di più con elementi della città, raggiungendo luoghi apparentemente irraggiungibili e scoprendo costruzioni segrete. Come in altri titoli del franchise, anche dopo aver terminato i quindici atti della storia principale (cosa che richiede circa una dozzina d’ore, vista la facilità di fondo) il gioco non si esaurisce e mantiene la sua struttura sandbox all’interno della quale dare la caccia a gettoni dei personaggi, mattoncini rossi, dorati e altre amenità nascoste. Una lunga ricerca, considerato che giunti a questo punto la propria percentuale di completamento difficilmente si assesterà oltre ad un misero 20 ? 25 %.

Chase McCain: uno, nessuno, centomila

Travestirsi, guidare, combattere. Da un punto di vista puramente ludico non sembra si possa fare molto con tre verbi: è come possedere mattoncini e provare a costruire qualcosa di minimamente complesso… Ma con un pizzico di fantasia, il risultato può rivelarsi soddisfacente! Dopotutto Chase è pur sempre un agente sotto copertura e per svolgere le sue indagini in incognito deve ricorrere al meccanismo di gameplay già sdoganato in altri giochi della serie LEGO, senza però assumere il controllo di altri personaggi. Basta infatti cambiare travestimento, anziché affidarsi ad alleati dalle molteplici e svariate abilità. A rigor di logica, però funziona allo stesso modo. Per raggiungere un punto sopraelevato ad esempio Chase può indossare l’uniforme da poliziotto ed utilizzare una comoda pistola-rampino. Un costume da scassinatore permette di aprire porte e serrature di casseforti, mentre gli abiti da minatore gli consentono di maneggiare i candelotti di dinamite per far esplodere oggetti metallici.

I mezzi di trasporto sono un altro elemento chiave nelle dinamiche di qualsiasi mondo aperto, e LEGO City Undercover spinge il giocatore a montare su e guidare ogni possibile veicolo gli capiti sotto tiro, un palliativo alla monotonia considerato l’alto tasso di backtracking tra una zona e l’altra della metropoli. È possibile fermare sul posto un’auto per poi requisirla, o persino saltare da un bolide a quello affiancato emulando un novello Wei Shen. E per il giocatore che non si accontenta mai sono disseminate in punti specifici di LEGO City alcune Super costruzioni che, una volta assemblate, rivelano stazioni dal quale farsi recapitare veicoli su misura, potendone scegliere persino la tonalità cromatica. Il sistema di guida di Undercover è palesemente arcade ma nonostante ciò risulta profondo ed al contempo immediato. Ciascun veicolo è caratterizzato al pari di Chase da un numero di "cuoricini" prima di andare letteralmente in pezzi, a volte impreziosito da un utile seppur limitato turbo (e alcune categorie di veicoli speciali offrono piccoli optional come le sirene della polizia o la deliziosa melodia del camion frigo dei gelati). Nonostante ciò a LEGO City si guida in modo spericolato e non stupisce quindi la presenza di una meccanica che incentiva a travolgere ogni elemento costituito da mattoncini cercando di inanellare la più lunga catena di combo, venendo successivamente premiati con altrettanti blocchetti colorati. Si nota in particolare l’assenza di qualsivoglia forma di violenza digitale: i pedoni scansano il veicolo di Chase come provetti stuntman e quest’ultimo ironizza sui danni e urti causati.

LEGO City Undercover è caratterizzato da un sistema di combattimento estremamente elementare. Fortunatamente gli scontri sono più rari rispetto agli altri giochi di Traveller’s Tales, essendo da sempre risaputo che ben presto questi vengono a noia. Troppo semplicistici e ripetitivi, se considerato l’esiguo numero di mosse disponibili (prese, contrattacchi e lanci) ed appena un paio di tipologie di nemici (il lestofante base e la sua versione più forte). Ma si sa, il divertimento nei giochi LEGO non risiede certo nel fare a pezzi i nemici quanto piuttosto i mattoncini inerti. I blocchetti colorati sono la valuta utilizzata per montare le Super costruzioni. A volte arricchiscono la città di strutture funzionali, altre si rivelano essenziali per il proseguo della missione in corso. Smontare e montare, la dicotomia ludica dei LEGO allo stato puro.

Il gingillo tecnologico traboccante di Nintendosità

Il legame tra LEGO City Undercover e il GamePad di Wii U è abbastanza stretto e duraturo. Si tratta infatti di un elemento sfruttato ampiamente all’interno del gioco. Inutile ribadirlo, è questo il baricentro dell’intera esperienza ludica. Le caratteristiche più sfruttate (nonché disponibili all’inizio) permettono di visualizzare la mappa e tracciare la destinazione da raggiungere alla stregua di un navigatore GPS, oltre a ricevere videochiamate dai personaggi forieri della missione successiva. I videomessaggi vengono infatti trasmessi esclusivamente sul Gamepad ma in realtà ciò che conta è soltanto l’audio poiché distrarsi per guardare il mezzobusto di un pupazzetto animato risulta abbastanza scomodo. Alcune sezioni spingono al limite le funzionalità creative del controller, richiedendo di affiancarlo davanti al televisore come accadeva in ZombiU per scansionare l’area circostante in cerca di possibili sospetti e mattoncini nascosti. Niente di trascendentale o innovativo, s’intende. Un utilizzo persino mimato dallo stesso Chase quando si trova in presenza di impronte invisibili che conducono ad indizi celati. L’apoteosi del fattore Nintendo si raggiunge però con l’integrazione del gioco con la comunità Miiverse, allorché è possibile "scattare" istantanee dei paraggi dello schermo da condividere con i propri amici.

LEGO City Undercover è sicuramente il gioco più grande, grosso e complesso tra quelli sviluppati da Traveller’s Tales e proprio la sua natura slegata ad una particolare licenza funziona, senza bisogno di far ricorso a personaggi e scenari familiari. L’intero gioco è infarcito di piccole citazioni e gag comiche ispirate ai serial polizieschi anni settanta come la carrellata di poliziotti alla riunione presso il commissariato (il tenente Colombo, Starky & Hutch, Sherlock Holmes, chi più ne ha più ne metta) oppure le scene d’azione che fanno il verso a colossal (Titanic oppure le sequenze di combattimento al rallentatore di Matrix) interamente doppiate in lingua italiana. Se oltre alla notevole quantità di humour si aggiunge la presenza di elementi provenienti dall’universo Nintendo il sapiente equilibrio fra commedia, dramma e parodia ne esce amplificato. Nascosti in giro per LEGO City sono infatti disseminati elementi tratti dai giochi dell’idraulico baffuto, ed il bello è che sono integrate nel gameplay (come il tubo per spostarsi in altre zone oppure le bob-ombe necessarie a demolire alcuni pezzi di scenario). La capacità di giocare con quest’ultimi è una componente essenziale del successo di Undercover dimostrando come il gioco poggia su fondamenta solide pur rispettando le tradizioni della serie.

Conclusioni

LEGO City Undercover incomincia purtroppo a scricchiolare sotto al peso di una struttura a volte tecnicamente incerta. Tralasciando la completa assenza di qualsiasi modalità multiplayer cooperativa, onnipresente da sempre nelle produzioni di Traveller’s Tales sino all’arrivo di Undercover, a far storcere un po’ il naso al videogiocatore sono i lunghissimi e frequenti caricamenti, autentico tallone d’Achille del gioco. Talmente prolissi da frammentare il ritmo e rendere le sezioni con checkpoint distanti una mezza sofferenza se costretti a sospendere e ricominciarle da capo in un secondo momento. Eppure, una volta scesi a patti con gli inciampi del motore tecnico (e qualche sporadico calo di frame rate) ci si diverte, e parecchio anche.

CI PIACE

– Tutta la consolidata formula dei LEGO, in chiave free-roaming alla GTA\n- Il paradiso del collezionista, pieno zeppo di segreti e attività collaterali da scoprire\n- Un perfetto equilibrio narrativo fra commedia, dramma e parodia

NON CI PIACE

– Caricamenti frequenti e lunghissimi\n- Assenza di qualsivoglia modalità multigiocatore\n- Livello di difficoltà pressoché inesistente

Conclusioni

Il più grande e forse il più ambizioso tra i videogiocattoli della serie LEGO, consigliato vivamente a chi per una volta vuole rivivere un?esperienza fanciullesca e spensierata, mille volte più rigenerante di una sessione a un qualsiasi sanguinolento free-roaming moderno.

8.5Cyberludus.com
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