Un bel giorno mi alzo, scelgo dal guardaroba la tutina giallonera, salgo sulla motocicletta smarmittata, mi reco al punto prestabilito della missione, meno l’ennesima banda di spacciatori a colpi di Jeet Kune Do, qualche volta li riempio pure di piombo, sempre il solito interminabile tran tran. Almeno così sembrerebbe. Perché nonostante Sleeping Dogs sia derivativo sotto tanti aspetti di gameplay si tratta pur sempre di un videogioco con un’identità propria, poco importa alla fine se sono sotto copertura e per sgominare la triade Sun On Yee mi cimento nell’arrotare i passanti per le strade di Hong Kong.

Dalla Cina con furore

Chi è prevenuto non noterà le impercettibili (ma sostanziali) differenze presenti in Sleeping Dogs, così come l’estimatore di un qualsiasi Grand Theft Auto, Saints Row o Mafia continuerà ad utilizzare quest’ultimi come metro di paragone. Eppure ci sono. Se è innegabile che la serie di Rockstar abbia cambiato per sempre il mondo dei videogiochi, è altresì vero che il titolo di United Front Games sia riuscito laddove GTA IV ha miseramente fallito: guidarmi per l’intera esperienza ludica con la sua libertà di scelta senza mai annoiarmi. Le novità “derivative”, già decantate da un manipolo di appassionati e critici del videoludo (me compreso), spiccano per un sistema di combattimento marziale (giacché l’opportunità di utilizzare armi da fuoco viene introdotta più tardi nel gioco e non assumerà mai un ruolo predominante negli scontri) che ricalca meccaniche ampiamente sviscerate nella serie Batman e Yakuza trasformando una semplice scazzottata in una rissa brutale e al contempo galvanizzante. Menare è davvero un piacere, specie se mi presento vestito come Bruce Lee entrando in scena a gamba tesa, infilzando un malcapitato ad un gancio da macellaio oppure prendendolo (in senso letterale) a pesci in faccia, in virtù delle molteplici interazioni con lo scenario circostante e di un sistema di combo e prese potenziabili.

Un piedi piatti a Hong Kong

Allo stesso modo, inseguire un individuo sospetto (nelle missioni dalla parte della legge) oppure il “morto di fame” in arretrato con i pagamenti (nei panni dell’addetto alle riscossioni della malavita) Sleeping Dogs dribblando i passanti intenti all’adempimento delle più disparate attività (dal rispondere al cellulare al tornare a casa sotto la pioggia riparandosi con un giornale) è appagante, poco importa se quest’ultimo sembra quasi aspettarci mentre lo raggiungo compiendo evoluzioni di parkour che fanno invidia persino a Ezio Auditore. Di nuovo, guidare per le (poco) affollate strade di Hong Kong è piacevole, complice un sistema di guida di stampo puramente arcade, che allevia la fatica di spostarsi da un punto all’altro della mappa in barba alla necessità di guidare tenendo la sinistra. Perché speronare un’auto ed effettuare una derapata alla Driver mentre si è in fuga dalla polizia o si sta cercando di vincere una gara (una delle tante attività secondarie del gioco) ha sempre un suo fascino, arricchito dalle notifiche social che indicano la nostra posizione rispetto agli amici.

Una pallottola cantonese spuntata

Sleeping Dogs delude le aspettative quando si tratta di sparare: che mi ritrovi dietro una copertura, in procinto di abbandonarla con un salto attivando il classico bullet time di Max Payne o su un veicolo in corsa, si tratta sempre di fare piazza pulita allo stesso modo dei nemici presenti nello scenario, muniti di tutto fuorché di un cervello (oltre a non curarsi della propria incolumità piazzandosi proprio dietro quella bombola di gas o barile esplosivo). Certo si tratta pur sempre di ricreare situazioni che strizzano il più possibile l’occhio ai film d’azione cinesi, si pensi al saltare da un’auto in corsa all’altra oppure provocare spettacolari esplosioni dopo aver sparato alle gomme del veicolo.

Infernal Affairs

Il crimine in Sleeping Dogs non è l’unica scala sociale da scalare sino a raggiungere la vetta della crudeltà, poiché di pari passo all’accumulo di punti triade se ne totalizzano altrettanti risolvendo casi per conto della polizia o semplicemente elargendo favori a perfetti sconosciuti (sfruttati a volte per introdurre nuove funzionalità come la fotocamera del cellulare, il karaoke o altri minigiochi di turno). Si tratta di situazioni che alla fine non hanno un volto preciso, ma ricompensano il giocatore sempre e comunque il giocatore. Ciascuna attività infatti permette di potenziare uno o più aspetti del gameplay, potendo contare ora su uno “schiavetto personal” per consegnarci la moto a qualsiasi ora della giornata ad una maggiore resistenza ai colpi degli avversari. Purtroppo dedicando maggior tempo ad incarichi ed attività secondarie, raccogliendo i collezionabili (che per una volta portano benefici tangibili, come l’ampliamento del parco mosse riportando statuette nel dojo, aumentare la salute pregando dinnanzi agli altari o semplicemente incrementare il conto in banca aprendo valigette) e con un po’ di cibo da strada sullo stomaco, anche la peggiore delle situazioni può trasformarsi in una missione senza rischi. Troppo facile? Sicuramente, soprattuto se venite colti dalla sindrome da completismo come il sottoscritto.

L’urlo di Shen terrorizza anche l’occidente

Se chiudo gli occhi e ripenso a Sleeping Dogs dopo averlo terminato non mi sovviene nient’altro. Ma quando li riapro, però, mi tornano alla mente sensazioni che somigliano parecchio a quelle degli altri giochi free-roaming open world. Chissà, forse non si avverte più il bisogno di reinventare il genere, ma sicuramente Sleeping Dogs rappresenta un altro possibile candidato da imitare o scopiazzare per lo sviluppo di videogiochi analoghi.

CI PIACE

– Un interessante e profondo sistema di sviluppo del personaggio\n- Hong Kong è una città vasta e completamente esplorabile, dove ci si può letteralmente perdere intere giornate a scoprire ogni possibile oggetto collezionabile nascosto\n- Un Sistema di combattimento appagante nella sua relativa complessità

NON CI PIACE

– Storia non eccezionale, missioni sottotono e monotone che a volte sanno di già visto\n- Fattore di difficoltà piuttosto basso, appiattito dai potenziamenti accumulabili durante la partita.\n- Sezioni sparatutto in terza persona piuttosto banali

Conclusioni

Sleeping Dogs non rivoluziona ma perfeziona, non insegna ma sicuramente ha imparato le basi fondamentali dei free-roaming odierni

8.5Cyberludus.com
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