Il declino della gloria

Quando si parla di Ninja Gaiden, timore e rispetto si annidano nella mente di chi conosce la serie. Del resto, quella di Team Ninja non è una saga adatta a tutti, capace di scoraggiare il meno esperto degli action in terza persona, ma allo stesso tempo di infondere appagamento ai cultori dell’arte samurai che, se compresa e vissuta nella sua essenza, regala non poche soddisfazioni. Per coloro che non lo sapessero, quella di Ninja Ryukenden (La leggenda della Spada del Drago) è una serie nata in sala giochi, le cui radici affondano nel terreno dell’era a 8 bit, su NES di Nintendo. Il brand riscosse un successo cosi immediato da passare da console a console, generazione dopo generazione. Il 2004 fu un anno di svolta Tecmo e Tomonobu Itagaki, che sfoggiarono sulla allora potentissima Xbox Ninja Gaiden, reboot della serie che tagliò il cordone ombelicale col passato, in favore di trama e personaggi completamente rivisti e una difficoltà sopra la media che rese celebre il riavvio del brand. Il titolo venne riproposto nel corso degli anni in diverse edizioni, compresa Ninja Gaiden Sigma per Playstation 3, una volta sciolti i rapporti di esclusiva tra Tecmo e Microsoft. La storia del guerriero ninja Ryu Hayabusa, del suo clan e il suo stile unico e inimitabile, hanno creato un action in terza persona accattivante, impegnativo e insuperabile ancora oggi. Sfortunatamente, dopo aver curato un secondo capitolo all’altezza delle aspettative, Itagaki ha lasciato Team Ninja , abbandonando la serie a sé stessa e gettando sconforto tra i fan più incalliti. L’assenza del creatore è nettamente evidente in Ninja Gaiden 3, un seguito controverso, non all’altezza, ma anche sfortunato, a causa di un ottimo potenziale decisamente sfruttato male. Scopriamo insieme il perché.

La maledizione

Dopo gli eventi dei primi due capitoli, ritroviamo il nostro Ryu Hayabusa mentre si gode la tranquillità e l’aria fresca del suo villaggio natale. Un ozio che però non è destinato a durare tanto: il ninja del Drago viene infatti ingaggiato per sventare l’ennesima minaccia terroristica; sembra infatti che un’oscura organizzazione abbia invaso Londra, tenendo in ostaggio il Primo Ministro inglese. Ma la breve gita nel Regno Unito sarà solo l’inizio della nostra avventura, alla ricerca del Reggente della Maschera, un alchimista mascherato che sa fin troppe cose su Ryu e sulla Spada del Dargo, a tal punto da scagliare sul protagonista la Morsa dell’Assassino, una maledizione capace di trasmutare la spada in un una sorta di contagio, in grado di divorare rapidamente il corpo e l’anima di chi la brandisce. La salvezza del mondo, la protezione di alcuni personaggi secondari che incontreremo, e non ultimo il disperato tentativo di spezzare la maledizione, ci condurranno negli angoli più remoti della Terra per compiere le nostre missioni. La storia, seppur non originalissima, spicca per il taglio rigorosamente cinematografico che si percepisce cinematica dopo cinematica. La serie non ha mai brillato per la sceneggiatura, questo è chiaro; complice anche una regia un po’ troppo "Hollywood di serie B", che rende la storia e i personaggi secondari abbastanza scontati e privi di mordente. Tuttavia, la narrazione a suo modo ci ha coinvolti. Questo è in effetti il primo capitolo in cui intravediamo il lato umano di Ryu, di solito sempre freddo e preso dalla sua missione. In questo terzo episodio si percepisce la sua vulnerabilità, il suo desiderio di una vita diversa, le sue debolezze, oltre che il suo cuore. Se questo nervo scoperto sia un bene o un male, dipende dai gusti, e solo il singolo giocatore può stabilirlo.

In giro per il mondo

Come da tradizione, almeno per ciò che concerne il comparto tecnico, Ninja Gaiden 3 si difende piuttosto bene. Anzitutto il gioco è ambientato in diversi paesi del mondo, di conseguenza passeremo dalle strade piovose di Londra, alle sabbie del deserto, e ancora a foreste immerse nella natura più selvaggia, fino ad arrivare ai soliti laboratori scientifici che nascondono mostruosità. Il bestiario dei nemici spazia dai semplici soldati militari, a vecchie conoscenze demoniache conosciute in passato, fino ad arrivare a deliziose novità umanoidi, frutto di esperimenti genetici. Interessanti anche alcuni boss di fine livello. Il tutto è retto da un motore abbastanza solido, da buoni effetti particellari e da un saggio uso delle luci e delle ombre al seconda del tipo di scenario. L’atmosfera non manca, soprattutto grazie alla violenza gratuita presente in questo titolo: gli arti mozzati non ci sono nemmeno qui, ma i litri di sangue che macchieranno lo schermo e le crisi di Ryu causate dalla sete di vendetta della maledizione, non vi faranno rimpiangere tale assenza. Deliziose anche le cut-scene, realizzate con lo stesso motore del gioco, che garantisce i 60fps anche nelle situazioni più concitate. Anche i caricamenti risulteranno minimi se installerete i gioco. Realistiche e immediate le animazioni. Ottimo il comparto audio: tra i pezzi ispirati della colonna sonora che spaziano dal rock a motivi più evocativi, l’ottimo doppiaggio inglese e le urla disperate dei nemici massacrati in combattimento, l’immersione nell’atmosfera è oltremodo garantita.

L’arte della ripetitività

Il gameplay ha sempre rappresentato il cuore pulsante della serie, basato sui combattimenti ragionati con la katana (come di armi di vario genere, sia bianche che da fuoco), la difficoltà impegnativa, l’esplorazione condita da rare fasi platform e l’utilizzo delle magie. Quando Yosuke Hayashi ha promesso una rivoluzione in termini di gameplay non scherzava di certo. Il nuovo director ha cambiato drasticamente la formula dei primi due capitoli, utilizzando continuamente inquadrature ravvicinate dal taglio cinematografico, in cui le fasi quick time event hanno la meglio sulla visuale libera e sulle combo strategiche per attaccare e parare. In sintesi, la giocabilità è stata semplificata e soprattutto limitata in favore dello spettacolo visivo. Se il risultato potrebbe risultare intrigante e soddisfacente all’inizio (vedere Ryu come una sorta di vendicatore assetato di vite umane fa comunque la sua figura scenica), il tutto degenera dopo solo qualche ora di gioco, quando realizzerete che la linearità dei livelli e la ripetitività delle azioni si susseguiranno senza fine (fatta eccezione per i combattimenti contro i boss, che regalano qualche soddisfazione). Un peccato mortale, non solo perché dissacra la tradizione della serie, ma anche perché il sistema di controllo risulta sempre preciso, in forma e immediato, sia nelle semplici azioni come il salto, la schivata e le corse sui muri, sia nei combattimenti più impegnativi, come quando sarete accerchiati. E’ sconcertante comprendere che un titolo potenzialmente notevole è stato irrimediabilmente rovinato, non dal comparto tecnico, dalla storia o dal sistema di controllo, ma solo ed esclusivamente dalla scelta voluta di rendere questo capitolo una sorta di film ninja di serie B, tutto da vedere, dato che per giocare avrete bisogno solo di premere a caso o il tasto Quadrato per l’attacco semplice o Triangolo per quello complesso; quasi tutto il resto lo farà la regia, come se voi foste una sorta di divinità assetata di sangue pronta a punire (con stile) chiunque si imbatta sulla vostra strada. Ridotte all’osso dunque l’esplorazione e la risoluzione di enigmi, e a poco serve l’introduzione di alcune futures, come la possibilità di utilizzare i Kunai per scalare alcuni muri o lanciarsi nel vuoto e attaccare dall’alto al momento giusto, anche se a livello visivo il risultato è comunque gradevole. La potenza di Ryu è tale in questo capitolo che la salute si rigenererà dopo qualche secondo e la barra Ninpo (la magia del Drago), aumenterà con una manciata di fendenti. Dite quindi addio alla ricerca di ampolle magiche blu e rosse e bracciali stregati; tuttavia dobbiamo ammettere che nelle modalità più impegnative non sarà facile portare a termine l’avventura, siete avvisati. Ninja Gaiden III infatti sfoggia diversi livelli di difficoltà per accontentare proprio tutti, sia gli hardcore gamers cresciuti a pane e Ninja Gaiden, sia i più pigri che hanno sempre invidiato ma evitato la serie per l’eccessiva (o semplicemente impegnativa) difficoltà. Grande assente è anche il negozio della armi: non incontrerete nessun fabbro durante il gioco, dato che già nei primissimi livelli acquisirete quasi tutto il repertorio del gioco. Alla Spada del Drago si aggiungeranno gli Artigli e la Falce, senza contare che utilizzando il tasto cerchio potrete utilizzare i classici Kunai, come gli Shuriken e l’ arco con mira automatica. Strumenti di morte che a poco serviranno, dato che sfruttando la parata e il giusto tempismo per il contrattacco, si attiveranno automaticamente fatality visivamente appaganti, ma che limiteranno ulteriormente la vostra liberta d’azione. In effetti, più che un moderno action in terza persona, questo gioco assomiglia di più ad un lineare hack ‘n slash con inquadrature cinematografiche. Limitato anche il numero delle Ninpo: la componente magica si ridurrà all’attesa del riempimento di una barra, che una volta piena, trasformerà il nostro eroe in un drago gigante capace di eliminare tutti i nemici presenti su schermo. Inedita è invece la barra della sete: non appena vedrete brillare di rosso la vostra spada, basterà tenere premuto un tasto Attacco per dare il via a cruente scene di sangue scriptate. La campagna principale vi impegnerà giusto quelle sei, massimo otto ore per arrivare ai titoli di coda. In modalità Eroe potrete anche utilizzare Playstation Move per sferrare fendenti, e dobbiamo dire che la cosa ci è piaciuta non poco:il controller di movimento risponde perfettamente e vista la difficoltà nulla di tale modalità e l’impegno minimo del giocatore, visto che a tutto pensa la regia, la periferica Sony ha trovato un motivo in più per sottrarsi alla polvere della soffitta. Potrete comunque cimentarvi con la componente multiplayer: nulla di profondo, intendiamoci, giusto una serie di sfide online in cooperativa e versus,. Potrete infatti creare il vostro ninja da zero e condurlo lungo un percorso che gli consentirà di acquisire i punti esperienza necessari per accedere ad armi e tecniche avanzate. Una manciata di ore in più per farvi i calli alle mani, ma con una certa soddisfazione.

Conclusioni

In genere sconsigliamo prodotti simili alle masse che non conoscono una determinata serie e li rivolgiamo invece ai fan accaniti che non possono perdersi nemmeno un pixel della loro saga del cuore. In questo caso faremo l’opposto: Ninja Gaiden 3 deluderà non poco i veterani del brand che hanno sudato sette camicie per completare i primi due capitoli, ma potrebbe interessare ai profani, abituati ai giochi dove dimorano la linearità e la ripetitività, qui amplificate a tratti in maniera sconcertante. Il più grande limite dell’ultima fatica Team Ninja non risiede nella storia, tutto sommato coinvolgente anche se poco originale; non risiede nell’ottimo comparto tecnico e nemmeno nel sistema di controllo, che funziona piuttosto bene. Il tallone d’Achille di questa produzione è legato all’obbligo di stare a guardare scene cruente d’azione anziché viverle in terza persona. La poco libertà, l’assenza delle magie, della crescita del personaggio, di tante armi vistose, i limiti dell’esplorazione, limitata a corridoi senza fine che pullulano di nemici da uccidere in attesa del boss di turno, inquinano fortemente la classica formula della serie. Tutto questo in favore dello spettacolo visivo. Per quanto la linea di confine tra cinema e videogiochi sia ormai sottile, i videogiochi rimangono prodotti sviluppati ? possibilmente al meglio- per essere giocati. Speriamo che Hayashi e compagni se ne rendano conto durante lo sviluppo di un eventuale seguito.

CI PIACE

E’ frenetico, divertente e sfoggia uno stile visivo dal taglio cinematografico, a tratti davvero violento
Ryu è sempre e comunque Ryu
La trama non è poi tanto male..

NON CI PIACE

..anche se a tratti forzata
Lineare e ripetitivo a livelli preoccupanti, a tal punto che potreste annoiarvi dopo una manciata di ore
Libertà d’azione limitata, esplorazione nulla, assenza di parecchie armi e magie
Longevità bassa

Conclusioni

Un titolo potenzialmente intrigante e travolgente, ma rovinato da stravolgimenti a tratti imperdonabili, come la linearità eccessiva dei livelli e la ripetitività del gameplay. \nSfoggia stile da vendere, ma a pagare è la libertà del giocatore.

7Cyberludus.com
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