Il 2007 fu l’anno di Warhawk , esperimento di Sony e titolo di esclusivo appannaggio delle Playstation 3, è uno sparatutto in terza persona a sfondo fantascientifico, decisamente votato al multiplayer cooperativo e competitivo, prova ne è la totale assenza di una modalità di giocatore singolo. Cinque anni dopo, il concetto torna alla ribalta ma lo sviluppatore non è più lo stesso: da Incognito Entertainment si è passati a LightBox Interactive , coadiuvati da Sony Santa Monica . L’obbiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: realizzare un divertente sparatutto che possa miscelare sapientemente le dinamiche dei più classici esponenti del genere, un po’ di sana strategia in tempo reale e cooperazione tra grandi numeri di videogiocatori. Il risultato di un lustro di gestazione si chiama Starhawk  e l’assonanza con il predecessore sembra la sola cosa che voglia mantenere in comune.

Da Warhammer 40.000 al Far West, passando per Gears of War

Starhawk è ambientato in un anno imprecisato, di un futuro remoto in cui l’umanità colonizza ogni pianeta possibile alla ricerca di nuove ed ulteriori fonti energetiche. Nello specifico si è scoperta un’energia geologica dalle infinite potenzialità, che ha dato vita ad una tanto classica quanto futuristica “corsa all’oro azzurro”. Il risultato, però, non cambia: conflitti e guerre si scatenano per il possesso, il controllo e la vendita di tale energia. Il punto di rottura avviene quando gli impiegati specializzati all’estrazione di tale energia vengono irrimediabilmente corrotto dalle esalazioni nocive di quella, diventando esseri poco umani e molto bestiali, assetati di energia e di sangue. Tali aberrazioni vengono chiamate appunto Bestie e a loro si oppongono i difensori umani. Il pianeta di Dust e la sua orbita divengono in breve il campo di una battaglia galattica che oppone gli esseri umani alla nuova razza delle Bestie per il controllo di questa potente energia alternativa. Il giocatore è chiamato a prendere parte attiva in una delle tre modalità di gioco principali: campagna solitaria, campagna cooperativa e competizioni online. Quel che più colpisce, al di là della grafica e del classico gameplay ricalcato sui più famosi sparatutto in terza persona, è il modo in cui si raggiunge il campo di battaglia planetario: si viene catapultati dall’orbita al campo di battaglia tramite capsule d’atterraggio, come sono soliti fare dei famosi Space Marine  di un altrettanto famoso wargame della Games Workshop ( Warhammer 40.000 , NdR). Inoltre si ha a disposizione la facoltà di costruire intere basi o parti di esse per difendere i preziosi giacimenti di energia.

Parola d’ordine: varietà a tutti i costi

Lo sparatutto confezionato per noi da Sony, oltre alla consueta modalità online che è il fulcro di tutta l’offerta, presenta una campagna solitaria della durata di circa sei ore (li tempo varia al variare del modo di giocare di ciascuno). In tale contesto il giocatore prende le parti di un certo Emmet, un ex estrattore di energia planetaria, salvato in extremis dalla corruzione che quella porta a tutti coloro che ne entrano in contatto e segnato da diversi e profondi lutti familiari. Senza entrare nei dettagli, il succo della questione è quello di guidare Emmet nel conflitto contro le Bestie e affrontare la sua nemesi per garantire agli esseri umani un domani migliore. La campagna in solitaria, analogamente a quanto accade ai titoli concepiti prevalentemente per il gioco online, serve soltanto a prendere confidenza con l’interfaccia di gioco e come campo di allenamento libero da giocatori in carne ed ossa. I nemici gestiti dall’intelligenza artificiale non brillano per acume tattico e il tutto si riduce al respingere le ondate di assalitori con mura, torrette, armi da fuoco disparate (dalla pistola al lancia-razzi) e mezzi di combattimento quali moto, fuori strada, carri armati e i mitici Hawk, qui riproposti e più spettacolari che mai.

Sul fronte dell’esperienza online, invece, il discorso si fa più articolato. La gradevole base di varietà affrontata nella modalità di gioco solitario è ripresa fedelmente ma applicata ad un contesto di battaglia che può coinvolgere fino a trentadue partecipanti. In modalità cooperativa non si fa altro che respingere i nemici sempre più potenti ed agguerriti, chiaro retaggio di Gears of War e la sua ormai leggendaria modalità “Orda”. In modalità competitiva, invece, le mappe di gioco sono prevalentemente di due tipi: quella “terrestre” e quella in orbita. Entrambe prevedono l’utilizzo combinato di mezzi e fanteria, e solo grazie ad una buona coordinazione – magari incrementata dalla presenza di preziosi auricolari per parlarsi in tempo reale tra utenti – si può sperare di raggiungere la vittoria. Le modalità di gioco sono quelle classiche: dal deathmatch a squadre al cattura la bandiera passando per le più ovvie varianti, quello che Starhawk porta in dote è questo elemento ibrido tra un tower defense tipo Sanctum e uno strategico in tempo reale. Alla memoria ci ritornano due vecchie glorie del remoto passato, facenti parte della stessa serie di videogiochi: Uprising – Join or Die e Uprising 2 – Lead and Destroy , dai quali gli sviluppatori sembrano prendere più di una licenza. Cambia la visuale, dalla prima alla terza persona, ma non la sostanza: si chiamano sul campo di battaglia degli aiuti che possano aiutarci a sopravvivere.

Bello a suo modo, ma la concorrenza è spietata

Tecnicamente parlando, Starhawk mette sul piatto una grafica solo apparentemente di grande impatto. Ad un esame più attento non si può non sorvolare su una qualità delle texture non eccelsa e ad una povertà di ambienti non indifferente, che può fare la differenza nei videogiocatori più esigenti. Quanto al versante sonoro e quello più strettamente giocoso, siamo su alti livelli, di certo sopra la media: le nostre orecchie saranno galvanizzate dal buon lavoro di campionamento e dalle buonissime musiche originali, che incalzano durante i momenti finali delle partite. Pad alla mano, invece, come già sottolineato, si gioca un classico sparatutto in terza persona dalla fattura onesta, dai controlli ben tarati e molto reattivi, che varia da sparatutto a gioco d’azione con carri armati, torrette laser da usare o Hawk da far volteggiare in tante evoluzioni. Non ci sentiamo di definirlo un nuovo standard di qualità e giocabilità nel genere degli sparatutto competitivi e cooperativi online, ma di tutta la batteria di titoli del genere disponibili su Playstation 3, è certamente l’unico sparatutto in terza persona che ha avuto il coraggio di osare: dove non arrivano Uncharted 3 ed altri Fps, di certo sa arrivare Starhawk con la sua offerta classica, conservatrice, ma spensierata, la sua modalità online priva di lag e ricca di gente, la varietà di situazioni in cui può essere affrontato. Un videogioco onesto che promette quello che dovrebbero garantire tutti i videogiochi di questo mondo: divertimento, senza “se” e senza “ma”. Promosso.

CI PIACE

Tps di stampo classico
Ottimo comparto sonoro
Promette tante ore di divertimento online

NON CI PIACE

Tecnicamente non al top
L’originalità non è il suo forte
Modalità solitaria più utile che divertente

8Cyberludus.com
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