Disponibile già da un paio di giorni su Pc , Xbox 360 e Playstation 3 , la prima demo di Pro Evolution Soccer 2013 porta inevitabilmente le discussioni del caso tra i fan della serie e non. In attesa di mettere le mani sulla seconda demo, che presumibilmente dovrebbe uscire una settimana prima del gioco completo, ancora senza una data ufficiale, dedichiamo un articolo alle prime impressioni che ci ha fornito il nuovo titolo Konami , utile magari a chi non voglia di scaricare 1GB per una beta.

Che la sfida abbia inizio… di già?

Chi segue la serie lo sa: la recente storia di Pro Evolution Soccer è molto controversa, tuttavia l’attesa è sempre molto alta anche da parte di chi ha scelto l’offerta videoludica del concorrente Fifa. Dopo il cambio generazionale del motore grafico del gioco targato EA Sports , il prodotto Konami è apparso indietro di molti anni di sviluppo: pochi elementi realmente innovativi, strada della simulazione ormai smarrita da tempo, animazioni tozze, fluidità decisamente pessima.

La controversia della critica è dovuta al fatto che i videogiocatori rimasti al seguito di PES lo ritengono un capolavoro, seppur con i suoi piccoli difetti, mentre chi ha preferito cambiare gioco calcistico di riferimento lo ritiene un prodotto obsoleto e per niente divertente. Dov’è la verità? Bella domanda, ma nessuno può rispondere per tutti.

Siamo però lieti di affermare, finalmente, in maniera quasi oggettiva che Pro Evolution Soccer 2013 sembra essere un prodotto decisamente valido e che pare aver almeno dimezzato il gap tecnico che EA Sports gli ha lasciato in questi anni. Tuttavia, non si possono chiudere i conti troppo in fretta: PES si è mostrato con una demo, Fifa 13 è ancora ai box a darsi una lucidatina in vista di Colonia. Pertanto, chiudiamo qui il confronto tra le due saghe, rimandandolo magari all’uscita dei due giochi, e scopriamo più nel dettaglio cosa ci riserva questa demo.

Per la demo, Konami ha messo a disposizione quattro Nazionali (Italia, Germania, Inghilterra, Portogallo) e quattro club appartenenti alla Coppa Libertadores (Santos, Flamengo, Fluminense, Internacional) con le formazioni aggiornate. L’interfaccia non presenta grosse novità se non un classico rinnovamento dei menù, e già dal filmato introduttivo, è possibile apprezzare i cambiamenti apportati al gameplay.

Il rinnovato sistema di dribbling, con l’aggiunta di qualche finta, ha poco spazio nell’analisi che conta: feeling palla al piede, ovvero fluidità della manovra di gioco. Attraverso una serie di animazioni automatiche, il fraseggio a centrocampo è diventato più piacevole e meno forzato, complice il sistema di passaggi molto realistico basato su tocchi d’esterno, di punta o rilassati a seconda del contesto. Capita molto spesso di giocare in un fazzoletto – o costringere a farlo – e le scappatoie sono quelle che si vedono in tv, alzando leggermente il pallone con la punta verso un avversario oppure chiedendo un uno-due nello stretto. Svolge un ruolo fondamentale anche l’intelligenza artificiale quando ha il controllo della palla, che spesso si ferma a ragionare sul da farsi, invitando qualche compagno vicino a scattare per creare la superiorità numerica.

Inutile dire che in difesa ci vuole tanta, ma tanta attenzione: marcando il portatore di palla, questi potrebbe fermarsi e voltarsi suggerendo un passaggio in profondità alle nostre palle. D’altronde, la difficoltà della marcatura è proprio questa, visto che utilizzare direttamente il contrasto porta spesso a mancare il pallone, complicando ulteriormente le cose.

Premesso che finalmente si ha la sensazione che ogni azione possa essere diversa -e lo è- soprattutto grazie a strumenti presi in prestito dalla serie concorrente; quello che rimane da valutare nel sistema di gestione della palla sono le animazioni automatiche, piuttosto ricorrenti: un po’ come dimostra il Player ID, introdotto per riprendere le caratteristiche fisiche e dello stile di gioco dei calciatori più famosi, il team di sviluppo Konami è sempre propenso a regalare spettacolo. Ben vengano, dunque, animazioni automatiche -stop, passaggi e tiri di classe- che rendono il tutto più bello da vedere, anche se ciò può non piacere a chi intende gestire la partita al 100% autonomamente.

Lo stesso Player ID aggiunge elementi in più al gameplay quando il portatore di palla è un giocatore famoso: come dimostra il trailer dedicato a questa feature, sono stati introdotti i dribbling caratteristici o le mosse specifiche di determinati calciatori, e messi a disposizione solo per loro. Ad esempio, il famoso tacco al volo di Ibrahimovic è lì, pronto a raccogliere i cross; Neymar può deridere gli avversari ed esultare assieme a Ganso ballando Ai Se Eu Te Pego ed Iniesta è pronto ad incantare a centrocampo con le finte tipiche del folletto blaugrana.

Anche se il gameplay è stato molto migliorato ci sono ancora diversi difetti ereditati dalla versione 2012, che già aveva mostrato qualche passo in avanti: in questa demo rimangono portieri volanti che si esibiscono in tuffi all’indietro anche quando non è necessario, fisica del pallone poco convincente e qualche difetto nel controllo della palla, più che altro dovuto al motore grafico e alla gestione delle collisioni.

L’arrotino giapponese

Partiamo proprio di difetti visti in precedenza: il motore grafico di Pes 2013 non può essere rivisto completamente per via dei lunghi tempi che ciò porta con sé, pertanto agli sviluppatori non resta altro se non limare i comportamenti meno realistici che hanno i giocatori in campo. Tra questi, rovinano il fraseggio a centrocampo stop sbagliati che portano a varie reazioni: giocatori che dimenticano il pallone, giocatori immobili che aspettano chissà cosa con o senza pallone tra i piedi, giocatori che si incastrano tra loro – fortunatamente questo accade rarissime volte e per lo più dopo rimpalli strani.

Bisogna abituarsi anche alla fisica della palla che, evidentemente dopo tutte le segnalazioni ricevute in questi anni, non potrà diventare sufficientemente realistica in questa generazione videoludica. Il feeling di gioco con il sistema manuale è migliorato, anche se i passaggi filtranti hanno bisogno di calibratura più efficace e soprattutto dinamica, ovvero tenendo conto della velocità con cui già viaggiava il pallone.

Notevoli miglioramenti in ambito IA : tralasciando i portieri, offrono buone risposte sul campo sia i compagni che gli avversari a seconda della situazione, coprendo finalmente gli spazi, proponendosi nella giusta misura e non mostrando quasi mai il fianco a situazioni grottesche tipiche della serie.

Nessun parere circa il comparto tecnico: è troppo presto fare valutazioni su grafica ed effetti dello stadio e del pubblico.

E’ solo un arrivederci

*Pro Evolution continua la lotta contro sé stesso: il gioco Konami si è migliorato, limando alcuni difetti e proponendo novità interessanti. Il punto focale è la piacevole sensazione che si prova giocando il pallone in maniera ragionata, grazie al ritmo finalmente più basso ed animazioni maggiormente amalgamate con tutto il resto del gameplay.

Questa prima demo ha convinto, ora aspettiamo Colonia.*

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