Pokèmon Conquest – Hands-On

La serie Pokèmon , nel lunghissimo arco della sua storia (siamo quasi a 18 anni, ormai), ha già ricevuto il trattamento dello spin-off nelle occasioni e nelle forme più svariate: non solo pensando alla serie Pokèmon Stadium, ma anche a tutti quei semi-puzzle, ricicli vari ed esperiementi ingegnosi come Pokèmon Snap, Pokèmon Rumble e il poco fortunato Pokèmon Channel. Per la prima volta, con questo Pokèmon Conquest , nome occidentale di Pokèmon Plus Nobunaga’s Ambition , i mostri tascabili restano nella sfera della strategia, pur con uno sguardo maggiore sulle tattiche di guerra e sulle strategie territoriali. Si tratta di una unione inedita e inusuale per queste due notissime serie: riuscirà il risultato di questa crasi ad essere interessante, rinvigorendo i concetti alla base di Pokèmon senza straziarli? Abbiamo provato con mano per qualche ora la versione giapponese del titolo e le prospettive sembrano particolarmente rosee!

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A ogni generale il suo combattente

La trama di Pokèmon Conquest si posiziona, temporalmente, nell’epoca del Giappone feudale durante l’impero dello shogun Oda Nobunaga, all’interno dell’immaginaria regione del Ransei. Un giovane eroe (il protagonista) incontra, in tenera età, un Eevee e solo successivamente si scopre che questo mondo è ambientato da diversi pokèmon, i quali affiancano i generali e gli strateghi nelle battaglie per le conquiste delle proprietà nemiche. Il gioco, come immaginabile, si discosta dai combattimenti uno contro uno per abbracciare un approccio più vicino a quello di un qualsiasi Final Fantasy Tactics: ogni battaglia ha luogo su ambientazioni divise in ipotetici riquadri e ogni pokèmon può attraversarli come si fa con una scacchiera sfruttando movimenti, abilità e attacchi. Come nella serie sopracitata, ogni posizionamento (in alto o in basso, di dietro o ai lati) comporta una differenza nell’ammontare dei danni inflitti e nel tipo di attacco; ogni pokèmon, accompagnato dal proprio signore della guerra, può utilizzare uno o più attacchi e due abilità, una passiva ad attivazione automatica e una attiva da sfoderare nei momenti più adeguati. Ogni battaglia è finalizzata a una successiva opera di conquista, che avviene attraverso l’occupazione di castelli e palazzi: ogni castello possiede, al suo interno, una o due zone di combattimento e può essere abitato da negozianti, minatori e cuochi. Nelle zone di combattimento si possono incontrare pokèmon selvatici, utili per migliorare il legame tra signori della guerra e pokèmon, o altri guerrieri, i quali possono essere reclutati una volta sconfitti. Nei negozi è possibile acquistare oggetti, come di consueto, mentre le bancarelle di polpette di riso e le miniere possono essere sfruttate per aumentare il morale delle proprie truppe (senza esagerare, rischiando l’indigestione) e per guadagnare qualche yen in più per i propri acquisti. Indipendentemente dal proprio ruolo, ogni generale può effettuare una sola azione a turno, sia essa un attacco o una visita a una zona franca. Ogni esercito agisce in totale indipendenza e può essere composto da un minimo di uno a un massimo di sei elementi, con dovute diminuzioni dell’esperienza guadagnata nel caso di un alto numero di partecipanti agli scontri; una volta addestrati i propri signori della guerra, essi possono accompagnare il protagonista nella lotta verso la conquista dei castelli, ognuno comandato da un generale (tratto dalla vera storia feudale giapponese), fino alla conquista e all’espansione dei propri terreni, con conseguente aumento dei pokèmon e dei guerrieri presenti. Pokèmon Conquest trae un corposo numero di ‘truppe’ da tutte e cinque le generazioni, per un totale complessivo di 200 pokèmon, ognuno con la propria possibilità di evoluzione; in questo modo è possibile organizzare eserciti equilibrati, sfruttando le debolezze e le resistente dei propri nemici per avere la vittoria assicurata ogni volta. Gli scenari, inoltre, grazie alla loro maestosa caratterizzazione, intervengono negli esiti dei combattimenti con trappole, teletrasporti e pulsanti pronti a scatenare reazioni che possono cambiare, più o meno inaspettatamente, l’esito di ogni scontro.

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Conclusioni

A quanto sembra, Pokèmon Conquest potrebbe rivelarsi come una unione vincente: finalmente i pokèmon possono godere di una diversione che non tradisca la loro vena strategia ma che, anzi, la inserisca in un contesto ancora più serio e complesso, strizzando l’occhio a uno dei periodi più affascinanti della storia dell’umanità. Anche se potrebbe sembrare, agli occhi di molti, un semplice clone di Final Fantasy Tactics privo del profondissimo sistema delle classi, tutta l’ambizione (termine quantomento adeguato) che i programmatori di Nintendo e Koei hanno iniettato in questo titolo si mostra senza remore e piena della volontà di affascinare, traendo a sé sia i più accaniti fan dei mostri tascabili sia i signori della guerra più seriosi e meticolosi in un bilanciamento che, all’apparenza, sembra accontentare tutti senza fare sconti. Ora possiamo solo sperare che questo titolo venga pubblicato anche in Europa, risparmiandoci un lungo e complesso procedimento di importazione dagli Stati Uniti, dove sarà venduto a partire dal 18 Giugno.

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