Travagliata la serie dell’Assassino Silenzioso più elegante del mondo dei videogames: partito col botto per via dell’originalità del gameplay, ha subito il classico declino delle rivoluzioni ludiche fino a subire un arresto a causa delle vicende riguardanti Eidos Interactive . Dopo l’avvenuta acquisizione da parte di Square Enix e il rilancio di brand importanti, sta per toccare al famoso Agente 47 dalla pelata, codice a barre e cravatta.

Hitman: Absolution ha un solo concept: 47 eccelle in ogni stile, dipende tutto da te!

Ma chi è l’Agente 47?

Ci aveva lasciati con un dubbio: è morto o non è morto? I più smanettoni avranno certamento scoperto fin da subito la verità attorno all’epilogo di Hitman: Blood Money, mentre tutti gli altri si sveglino: no, non è morto. L’Agente 47 è più in forma che mai.

IO Interactive non ha assolutamente intenzione di stravolgere la storia della serie come già altri team di sviluppo hanno fatto per rilanciare il proprio brand, bensì pur adattando il gameplay ai nuovi standard – leggi coperture, sistema di mira, telecamera e quant’altro – il nuovo Hitman sarà molto simile al vecchio, supportato però da strumenti in più.

A grandi linee, Hitman: Absolution offrirà anche più possibilità rispetto ai precedenti titoli, che seppur lasciavano scoperta la via della forza bruta a discapito dell’azione stealth – prevista “per natura” – le possibilità a favore di questa strategia erano presenti in quantità maggiore e decisamente meglio implementate: nella storia della serie abbiamo visto veleni, bombe a gas nelle tubature, travestimenti, cecchinaggio estremo, colpi alla nuca spalla mentre le guardie urinavano e la sempre fedele pistola silenziata. Insomma, per chi desiderava solo riempire di piombo i nemici restava la via meno praticabile dello sparatutto con gli uzi o mitragliatrici recuperate da alcuni soldati nel livello, appoggiandosi magari a qualche mod sparachiodi, tra l’altro decisamente divertente.

Non è un mistero che Youtube sia pieno di walkthrough riguardanti i capitoli dell’Agente 47 sul come completare i capitoli mantenendo l’anonimato, ed è anche cosa risaputa che solo per lo stealth c’erano almeno 2-3 strade da seguire per perseguire un obiettivo.

Sam Fisher si è arreso, lui invece?

Fatta la doverosa premessa storica per una serie così importante, eravamo rimasti all’intenzione di IO Interactive di offrire un killer completo sotto tutti i punti di vista, dunque più armato – e pesantemente! – e casinista, con level design opportuno per supportare questa strategia offensiva decisamente più diretta. Indubbiamente i pareri discordanti su questo argomento sono rapidamente usciti allo scoperto dopo i primi trailer: dopo che Sam Fisher ha appeso al chiodo il suo visore, la paura di perdere un altro eccellente ghost killer del panorama videoludico è tanta, ma va sottolineato che le intenzioni degli sviluppatori siano quelle di bilanciare il gameplay rendendolo omogeneo e non pensato soprattutto per lo stealth: pertanto Hitman: Absolution dovrebbe – condizionale d’obbligo – mantenere le solite 2-3 strade per far restare nell’ombra l’assassino in giacca e cravatta, però se qualcuno vorrà sbrogliare la situazione a suon di pallottole avrà tutto l’occorrente per farlo in grande stile. Ecco dunque arrivare barili esplosivi, effetti particellari curati anche per gli spari, maggior potenza di fuoco e strumenti di morte meno eleganti e più fracassoni.

Il rischio è quello corso con Deus Ex: Human Revolution (QUI la recensione, QUI la guida) e cioè sprecare la spiccata natura stealth del titolo a vantaggio di un approccio diretto tipico di altri generi, ma questo dipende fondamentalmente dai gusti di ciascun videogiocatore.

La completezza dello stealth

Per i puristi della serie non c’è assolutamente da preoccuparsi: anche se l’ Agente 47 può diventare all’occorrenza il nuovo Terminator, mette in mostra la solita abilità da killer assassino come solo un veterano è in grado di fare. A tal proposito, IO Interactive ha mandato numerose raccomandazioni ai videogiocatori, annunciando sempre nuove feature a supporto della modalità classica con cui affrontare le missioni, ovvero muovendosi nell’ombra.

Anzitutto il gioco non sarà per niente semplice, e la modalità più difficile del titolo obbligherà l’utente a completare gli obiettivi senza farsi scoprire o lanciare allarmi: proprio per via della difficoltà media piuttosto ostica, gli sviluppatori hanno confermato che non sarà affatto facile scivolare alle spalle dell’ignara guardia per via di un accurato sistema di pattugliamento che potrà variare nel tempo. Già in diverse missioni dei capitoli passati della saga, alcune guardie si comportavano in un certo modo solo dopo specifiche azioni o in un lasso di tempo prefissato: ad esempio a partire dall’inizio di una missione, il videogiocatore aveva 2 minuti per acchiappare una guardia nel bagno, poiché dopodiché questa non tornava più nella stanza ad isolarsi. È capitato spesso e volentieri che le varie strade da poter seguire in fase stealth si dividessero proprio per via di questi trucchetti, in cui magari un’azione toglieva del tempo ad un’altra e così via. Coordinare le proprie mosse, insomma.

Sulla falsariga di quanto detto, Hitman: Absolution conterà su numerose situazioni analoghe, magari in quantità minore, ma già è ufficiale che l’Agente 47 potrà interagire con l’ambiente per uccisioni che non appartengono al suo stile ma che sfruttano le circostanze: un po’ come avvenuto in Splinter Cell Conviction (QUI la recensione, QUI la guida), in cui il buon Sam Fisher poteva sbattere il malcapitato di turno contro il muro, l’assassino pelato farà qualcosa di simile, ma non certo per estorcere informazioni. Il controllo sull’IA nemica in questi anni ha fatto passi da gigante e IO Interactive ha lavorato moltissimo su questo fronte: se l’Agente 47 verrà sgamato da una guardia, questa cercherà di fare qualcosa in base alla situazione e al supporto che potrebbe ottenere da altre guardie, mentre il killer con la cravatta potrà sfruttare gli attimi di indecisione o le mosse azzardate dell’avversario per punirlo velocemente. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi piuttosto importante, come suggerito dagli sviluppatori, proprio perché un pronto intervento dell’assassino dopo che la sua ombra sia stata compromessa, gli consentirà di mantenere l’anonimato e continuare indisturbato verso l’obiettivo in totale silenzio. Non conosciamo ancora le peculiarità di questo sistema, né se basterà nascondersi nuovamente nell’ombra per zittire l’allarme, tuttavia ci aspettiamo accurate e realistiche reazioni delle guardie.

Il già citato pattugliamento è stato da sempre il cuore del gameplay di Hitman, poiché il videogiocatore ha basato al 70% le sue azioni sullo stesso: programmare prima di agire, vedere, osservare, analizzare e poi colpire. La pressante esigenza di dover accontentare tutti in questa nuova generazione ha reso diversi titoli meno difficili ed opzioni avanzate più facili da gestire, penalizzando gli hardcore gamers. IO Interactive ha seguito ancora la strada della pacifica convivenza, introducendo la modalità Istinto, attivabile o disattivabile a scelta dell’utente.

Tale modalità, se attiva, consente all’ Agente 47 di guardare oltre i muri e tracciare i percorsi delle guardie, così da rendere più agevole il percorso. In sostanza, viene eliminata tutta la parte dello studio della location e dell’osservazione di ciascun npc, semplificando la vita a chi vuol godersi sì lo stealth, ma senza particolari scocciature. Essendo senz’altro materia di discussione, come detto in precedenza gli sviluppatori hanno pensato di rendere facoltativa questa modalità, e ci sembra la scelta più giusta. Tuttavia, non si pensi che la modalità Istinto possa dare vita facile per tutto il gioco: questa visione speciale che mette a nudo le location e il pattugliamento è regolata da una barra come fosse l’adrenalina di qualche picchiaduro: dopo ogni uccisione la barra dell’Istinto salirà di qualche punto e, al contrario, scenderà quando al killer pelato aumenterà la tensione. Questi casi si verificano con la possibile scoperta d’identità mentre si indossano abiti dei nemici – feature ripresa dai vecchi titoli della serie e timidamente da Velvet Assassin – o in altre situazioni d’allarme.

Pelata in nextgen

Come detto ad inizio articolo, Hitman: Absolution mantiene la formula originale della saga, in particolare dei capitoli più fortunati, ma aggiorna l’intero sistema di giocabilità agli standard odierni, ponendo particolare cura ai ripari e alla fluidità dei movimenti. Il vecchio Agente 47 non poteva contare su particolari abilità fisiche, e grazie a Dio nemmeno in questa nuova reincarnazione: solito movimento lento e sicuro di sé, con le braccia ben allineate al corpo e magari una pistola in mano, ma il più delle volte appoggiato ad un mobile per girare attorno a un nemico, o addirittura scavalcare una finestra per percorrere un cornicione. Anche se siamo stati abituati ad un killer più statico e riflessivo, che colpiva alle spalle piuttosto che aggirare i nemici, la scelta di aggiungere queste caratteristiche è molto interessante, anche perché il videogiocatore potrà agire direttamente da un angolo per mettere k.o. l’obiettivo.

La paura è che tutti questi elementi di movimenti semplifichino le fasi stealth, che potrebbero subire ulteriori decurtazioni per lasciare il posto alle varianti action che offrono i vari livelli, ma non potremo dare un giudizio finchè non avremo provato il gioco direttamente.

Ciò che possiamo dire con certezza riguarda i dati: IO Interactive ha fornito diversi numeri alla stampa, e sono tutti incoraggianti, anche perché riguardano sia la parte audio che grafica del gioco. La localizzazione del titolo dovrebbe essere completa – come i predecessori – e tutto ciò viene impreziosito dall’enorme lavoro sulla sceneggiatura che gli sviluppatori hanno condotto fino a questo momento: l’IA gestisce le reazioni dei personaggi ai comportamenti dell’Agente 47, non solo quando l’utente andrà a disturbarli ma anche pensando e reagendo di propria volontà. Tantissime linee di dialogo e profili caratteriali, per cui anche le guardie avranno comportamenti diversi e nessuna tattica predefinita vincerà sulle altre.

Graficamente, IO Interactive ha assicurato alte performance anche nelle fasi più concitate del gioco, potendo contare su alcune peculiarità tecniche del Glacier 2 , il motore grafico utilizzato dal titolo.

Attraverso una di queste, la CROWD Technology , gli sviluppatori hanno potuto ricreare folle di persone che riempiono le strade in città, garantendo tuttavia un framerate costante a 30 FPS e negando qualsiasi forma di freeze della console. Non sappiamo ancora le qualità che il Glacier 2 potrà mostrare su PC, ma il livello grafico è attualmente molto elevato: buoni i modelli poligonali dei personaggi secondari, ottima la realizzazione tecnica dell’Agente 47 e degli effetti particellari che, come abbiamo detto, seguiranno la linea della spettacolarità.

La speranza che nulla sia cambiato

*Il tempo di attesa per tutti i fan della serie è ormai all’epilogo: l’uscita di Hitman: Absolution è stata confermata per il 20 Novembre e speriamo che nell’arco dei mesi che ci separano da tale data venga rilasciata una demo aperta al pubblico, così da testare in maniera approfondita il titolo.

Come spesso accade quando un titolo fa proprie alcune caratteristiche, la paura è sempre quella di perderle a favore di qualcosa di nuovo che magari non si sposa con i precedenti capitoli della serie, e non è un caso che tra i vari pre-order si nascondano utenti con molte perplessità addosso: l’Agente 47 possiede un suo stile ed una sua integrità che nessuna evoluzione videoludica potrebbe e dovrebbe cambiare, neanche per aumentare il bacino d’utenza attorno al titolo. IO Interactive si è mossa bene sul fronte delle introduzioni di gameplay, mantenendo l’inconfondibile base stealth che dal 2000 si è legata all’assassino col codice a barre dietro la pelata.

Per adesso le premesse sono assolutamente confortanti ed Hitman: Absolution pare avere le carte in regole per accontentare tutti: l’augurio è che sia davvero così.*

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