Metal Gear Solid HD Collection

Seguendo una moda apprezzabile in parte, Konami segue il treno delle conversioni di vecchie glorie della Playstation 2 , per le console HD dell’attuale generazione di videogiochi: Playstation 3 e Xbox 360 . Dopo aver assistito alle mosse di Square Enix (la trilogia di Tomb Raider ) e Ubisoft (Le trilogie di Prince of Persia e Splinter Cell ) adesso ci provano i nipponici che hanno dato i natali a Silent Hill e Metal Gear Solid . E’ proprio quest’ultima saga di capolavori firmati Hideo Kojima , questa serie di giochi di spionaggio e infiltrazione resa celebre da un’icona del Videogioco, Solid Snake che viene tirata a lucido e resa disponibile per le console Sony e Microsoft con il nome di Metal Gear Solid HD Collection .

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Le avventure di Solid Snake e non solo

La saga di Metal Gear Solid non è una semplice trilogia. Gli episodi ufficiali sono quattro: il primo fu disponibile per Playstation One e Microsoft Windows, il secondo approdò su Playstation 2, Xbox e Pc, il terzo fu esclusivo appannaggio di Playstation 2 e l’ultimo – Guns of the Patriots – è esclusivo per Playstation 3. Un quinto titolo è stato sviluppato solo per PSP, uno spin-off sottotitolato Revengeance è in lavorazione, ma in pochi sanno che circa vent’anni fa, su una console chiamata MSX2, approdarono i primi due giochi firmati Hideo Kojima con protagonista il mitico Snake. Questa interessante collezione propone tre dei più celebri giochi dell’intera saga: Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (nella sua versione estesa: Substance), Metal Gear Solid 3: Snake Eater (anch’esso in versione speciale: Subsistence) e Metal Gear Solid: Peacewalker (il capitolo esclusivo PSP). Tutti coloro che hanno apprezzato l’intera saga arricciano il naso nell’apprendere che forse, per dare un bel senso di “trilogia” come la concorrenza ha fatto, al posto di Peacewalker avrebbero potuto pubblicare Metal Gear Solid: Twin Snakes, cioè il primo capitolo (quello che nacque su Playstation One) ma con elementi di gioco e grafica di Metal Gear Solid 2. Twin Snakes è stato pubblicato esclusivamente per Nintento Gamecube e non sappiamo perché non sia stato affiancato al secondo e al terzo capitolo della serie. In ogni caso, l’introduzione di Peacewalker non è da disdegnare, poiché funge da sequel per Metal Gear Solid 3, espandendo e completandone la narrazione consequenziale di eventi.

Come il buon vino…

E’ alquanto difficile poter emettere dei giudizi sul versante grafico di due giochi usciti rispettivamente nel 2001 e nel 2004 su una console di gran lunga meno performante di quelle attuali, e sul terzo, addirittura mutuato da una console portatile. Gli sforzi compiuti dagli studio di sviluppo delegati alle conversioni (Bluepoint Games e Genki) sono di tutto rispetto: la grafica di Metal Gear Solid 2 e Metal Gear Solid 3 risulta estremamente pulita, precisa, senza il minimo aliasing e senza altri difetti di visualizzazione come il tearing (la asincronia delle immagini che risultano, dunque, spezzate). L’unico neo che possiamo evidenziare sta nella qualità di alcune texture, decisamente di bassa qualità, che stonano con tutto il resto. La grafica di Metal Gear Solid: Peacewalker, inoltre, deve fare i conti con un comprensibilmente basso numero di poligoni rispetto ai “fratelli maggiori”, tuttavia anche per questo titolo vale quanto detto per i primi, cioè che gode di estrema pulizia grafica, buone texture (non di alta qualità) e una fluidità eccezionale. Sempre riguardo a Peacewalker va sottolineato che l’adattamento ad un sistema di controllo come quello offerto dal Dualshock 3 lo avvicina parecchio, in qualità di gameplay, all’offerta che si può riscontrare in Metal Gear Solid 3 o Metal Gear Solid 4, con qualche chicca in più che vi lasciamo il piacere di scoprire. Nel complesso, tecnicamente, Metal Gear Solid HD Collection si difende estremamente bene, la grafica è ottimamente tirata a lucido, la fluidità è ottima e notare dettagli che magari, in passato, con i vecchi televisori non potevamo cogliere fa venire la pelle d’oca. Anche il comparto audio è da brividi, perché sia le musiche che gli effetti sonori sono stati rimasterizzati per essere goduti con impianti audio surround, specie gli ormai famigerati 5.1 che garantiscono un impatto sonoro tipico di un film visto al cinema.

I Figli della Libertà

Pubblicato per la prima volta nel 2001, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty era e rimane uno dei titoli di punta della Playstation 2. A partire dal suo annuncio e concludendo con la sua pubblicazione, il seguito ufficiale di Metal Gear Solid: Tactical Espionnage Action ha messo tutti d’accordo per quanto riguardasse aspetti tecnici e scelte di gameplay: i primi strabiliavano e lasciavano a bocca aperta, le seconde erano un perfetto mix di azione e ragionamento, indagini e scoperte che rendevano i ritmi di gioco mai blandi e spingevano ad arrivare all’epilogo della storia. Molti (o moltissimi) lamentavano delle situazioni un po’ forzate e una storia, tutto sommato, debole rispetto agli altri titoli. Non vogliamo dirvi di più per non rovinarvi assolutamente nulla, quel che possiamo dire – e che vale per tutti i titoli di questa collection – è che se non avete avuto la fortuna di giocarlo, forse è giunto il momento di approfittarne.

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Il Mangia-Serpenti

In Metal Gear Solid 3: Snake Eater prendiamo il controllo di Jack, che è uno dei migliori soldati americani durante il periodo della Guerra Fredda, è specializzato in missioni ai limiti dell’estremo e allievo devoto di un altro soldato leggendario: The Boss, un eroe della seconda Guerra Mondiale. Si è guadagnato il soprannome di mangia-serpenti perché durante una missione, per non morire di fame, si è visto costretto a cibarsi della carne di questi rettili. Dalle missioni seguenti il suo nome in codice fu “Snake”. Il suo compito è quello di trovare un certo Dottor Solokov, di provenienza russa, e riportarlo sul suolo americano a causa del suo coinvolgimento nello sviluppo di un’arma di distruzione di massa. Non vogliamo soffermarci troppo su una trama che è tutta da scoprire e ricca di colpi di scena, quel che vogliamo precisare è che rispetto a tutti gli altri capitoli della saga, in Metal Gear Solid 3 vi è una fortissima componente “survival” o di sopravvivenza che dir si voglia. Bisogna stare attenti ai livelli di resistenza di Snake che, digiunando troppo a lungo, compienedo lunghi sforzi e si prodigandosi in azioni estreme, può pagarne le conseguenze a livello fisico fino a collassare a morte. L’intelligenza artificiale dei nemici, pur risalente al 2004, è una delle più valide mai programmate e l’assenza di un radar per anticiparne posizione e movimenti aumenta di gran lunga il grado di sfida offerto. Questo può essere considerato il capitolo “principe” dell’intera narrazione di Metal Gear Solid, dove si narra come e cosa è iniziato, da dove viene il mitologico Solid Snake.

L’incidente del Peacewalker

Il capitolo convertito da PSP a Playstation 3, pur non chiudendo il “cerchio” della trilogia di Solid Snake è un ottimo seguito delle avventure del “Mangia-Serpenti” di cui si vivono le gesta in Metal Gear Solid 3. Ambientato dieci anni dopo gli avvenimenti del predecessore, in questo capitolo bisogna prendere il controllo di Snake per sventare la minaccia terroristica nata dal fatto che una pericolosa arma di distruzione di massa cade nelle mani sbagliate. Il lavoro di cesello di questo capitolo è più evidente che negli altri due: se da un lato bisogna accettare il fatto che il numero di poligoni è estremamente decurtato, rispetto a tutti gli altri giochi, dall’altro si trova la possibilità di goderselo con un joypad e scoprire tutte le piccole novità introdotte per migliorare e approfondire il gameplay, senza parlare della pulizia grafica che dona ad un gioco per PSP una nuova lucentezza e nuovi dettagli.

Da prendere assolutamente? Forse…

La Metal Gear Solid HD Collection è decisamente una delle migliori riproposizioni di vecchi giochi sulle attuali console di gioco. Tutti i titoli presenti godono dello stesso trattamento estetico e pur risentendo del peso degli anni (specie nel numero dei poligoni) offrono una fluidità impareggiabile e una cura per i dettagli che solo le produzioni targate Hideo Kojima possono vantare. Il versante sonoro è stupefacente, cinematografico e in assoluto al passo con i tempi. Sul fronte della giocabilità tutti i titoli della collection, ma in particolare Metal Gear Solid: Peacewalker, richiedono un certo tempo per prendere confidenza con i comandi, una volta padroneggiati ci si preoccupa solo del ben grado di sfida offerto dall’intelligenza artificiale, delle indagini da compiere e dagli immancabili scontri con i boss. Oggettivamente è una delle migliori collezioni di vecchie glorie che ci è stato dato di provare, forse la migliore in assoluto per completezza di contenuti, ma non vogliamo consigliarla ad occhi chiusi a chi ha finito questi giochi a suo tempo. Se siete, invece, tra i pochi che non hanno voluto dargli una possibilità, non dovreste lasciarvi scappare l’occasione di prendere tre capolavori indiscussi della storia del Videogioco, al prezzo di uno, forse ancora meno.

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CI PIACE

Tre mostri sacri della storia videoludica al prezzo di uno
Sonoro da Oscar
Gameplay sempreverde

NON CI PIACE

Graficamente non paragonabile ai giochi odierni
Se conoscete a memoria la saga è un acquisto inutile
Astenersi smanettoni e cultori di Fps

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