Ninja Gaiden 3

Ventiquattro anni fa appariva sugli schermi dei più raffinati appassionati un gioco che non sarebbe mai diventato un campione di incassi o un clamoroso tormentone, ma che gettò le basi di una nuova era. Non era un gioco del calibro di ‘ Super Mario’ o ‘ Monkey Island’ , ma era destinato ad entrare nei cuori di chi lo apprezzò per l’autentica avanguardia che riuscì a portare in un periodo in cui cloni ed emuli si dividevano le briciole lasciate cadere dal mitico idraulico baffuto. ” Ninja Gaiden” portava tutto ciò che ogni videogioco, oggi, deve avere per essere considerato tale: una storia avvincente, una colonna sonora d’eccezione, un personaggio carismatico. Dopo oltre un decennio, per merito della prima Xbox di Microsoft , Ryu Hayabusa rientrava nelle sue vesti ordinarie abbandonando le arene di ” Dead or Alive” : era il 2004 ed era solo l’inizio di quella che nel marzo 2012 si profilerà come una trilogia, grazie a ” Ninja Gaiden 3″ .

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Ninja Ryukenden Lungi da noi rovinarvi il piacere di scoprire e rivivere personalmente le ultime imprese di Ryu Hayabusa. Ciò di cui vogliamo mettervi al corrente è che dopo aver riscattato l’onore della sua famiglia nel primo episodio e dopo essersi opposto alla terribile minaccia demoniaca del secondo, lo Shonobi del Vento, il ninja più invincibile e imperturbabile del mondo, il discendente della “Stirpe del Drago”, stanco di essere dipinto come un personaggio semi-divino e intoccabile, calerà la maschera in tutti i sensi. Con il chiaro intento di renderlo più umano e indiscutibilmente un’icona nel suo genere d’appartenenza, gli sviluppatori del Team Ninja dei nipponici Tecmo Koei puntano forte sulla personalità di Ryu, sulla sua umanità e conseguentemente sulla sua fragilità. Il fatto che Ryu possa sanguinare ed essere fisicamente provato dalle sue gesta è un gran passo avanti sulla strada di maturazione di questo eroe. Della storia che farà da cornice alle prodezze del nostro “ninja in latex” preferito si sa ben poco, se non quello che è stato rivelato alla stampa e al pubblico dell’ E3 , del Gamescom e del Tokyo Games Show di quest’anno: Ryu Hayabusa è chiamato in causa dal Ministro degli Affari Esteri giapponese, allarmato dalla crescente minaccia terroristica che sembra far base a Londra. Il nostro eroe non si fa pregare e dopo aver fatto lo scalpo ai malfattori assiste impotente all’esecuzione del Primo Ministro britannico ad opera di un malvagio nemico incappucciato e alla minaccia mondiale di quest’ultimo che, se non venisse esaudito nelle sue richieste, procederà alla distruzione di tutto il creato.

L’allievo dovrà operare senza il maestro La maschera di Hayabusa non è la sola cosa a venir meno nel prossimo ” Ninja Gaiden 3″ . Il geniale e folle creatore di questo bellissimo “simulatore di kenjutzu”, al secolo Tomonobu Itagaki, si è ritirato dagli studi Tecmo per lavorare in tutta tranquillità presso i Valhalla Studios , alle prese con ” Devil’s Third” . E’ un vero peccato, perché – e consentiteci l’ardita similitudine – è come se J.R.R. Tolkien avesse scritto i primi due libri di una famosa trilogia per lasciare la stesura del terzo ad un’altra persona. Al di là di estreme figure retoriche, il progetto di ” Ninja Gaiden 3″ è saldamente stretto nelle mani del Team Ninja e di un Capo Programmatore che sa di certo il fatto suo, un certo Yosuke Hayashi, che pur avendo lavorato all’ombra di Itagaki-San ha già dato prova delle sue abilità nel coordinare i suoi sottoposti. La prima, grande, sfida che il Team Ninja dovrà superare è lo sviluppo parallelo per tre piattaforme diverse: Xbox 360 , Playstation 3 e Wii-U . Se per molti questo potrebbe essere un fatto normale, di certo non lo è per questi sviluppatori, da sempre guidati da Itagaki allo sfruttamento viscerale di ogni singolo frammento di una sola piattaforma di riferimento: è stato così per ” Dead or Alive” , fu così per ” Ninja Gaiden” su Xbox , lo è stato per ” Ninja Gaiden 2″, originariamente concepito per Xbox 360 e solo in seguito convertito per Playstation 3 . Qualunque sia il risultato finale dell’opera e per quanto avvincente potrà essere ” Ninja Gaiden 3″ , bisognerà fare i conti con i limiti fisiologici imposti dallo sviluppo parallelo. La nostra speranza è quella di godere di un ottimo titolo per tutte le piattaforme, ovviamente.

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Il ninja che si evolve… Abbiamo provato ” Ninja Gaiden 3″ nel corso del Gamescom 2011 , a Colonia, per comprendere meglio l’effettivo stato dei lavori in corso e la bontà del progetto. Non tutte le novità che ” Ninja Gaiden 3″ porterà in dote potevano essere inserite ma una buona parte era già presente. Soprattutto sul fronte del gameplay bisogna ammettere che il Team Ninja ha speso molto tempo per ricreare, oltre a situazioni spettacolari, uno scenario che risponde coerentemente alle azioni del giocatore. Al di là della parziale interattività con l’ambiente abbiamo notato, per esempio, che i nemici comunicano tra di loro tramite ricetrasmittenti nel tentativo di aggirarci, chiamano rinforzi oppure commentano le gesta di Ryu, spesso terrorizzati. Se colpiti urlano di dolore, implorano pietà o cominciano a sanguinare ma per una ben precisa scelta di design sono state abolite le amputazioni. Altra piccola chicca è la cosiddetta “scalata-kunai”, cioè l’atto di risalire una parete verticale tramite l’aiuto di due pugnali: durante queste scalate i nemici possono porgersi e spararci, ma noi possiamo rispondere al fuoco lanciando i micidiali shuriken. Vi sono parti di livello in cui Ryu non deve farsi notare e può avvicinarsi di soppiatto ai nemici, guadagnandosi così la facoltà di passarli a fil di spada e sbarazzandosi di loro con un colpo solo. Sono stati adottati cambiamenti anche sul fronte della schivata, adesso molto più vicina a una “scivolata”, e anche la “Tecnica Finale” ha subito delle variazioni: in passato, Ryu, dopo aver abbattuto un certo numero di nemici poteva caricare un potente colpo e, tramite questo, assorbire delle sfere colorate. Assorbendone a sufficienza Ryu poteva scatenare la già citata “Tecnica Finale” che consisteva nel falciare uno o più avversari con una spettacolare, automatica e devastante combinazione di colpi. Quello che è cambiato è il modo in cui questa tecnica viene caricata: non più attendendo la presenza di molte sfere colorate ma semplicemente uccidendo molti nemici consecutivamente. Facendo ciò, infatti, il braccio di Ryu comincerà a brillare e pulsare (per motivi tutti da scoprire e che vi omettiamo volontariamente) e quello sarà il segnale per scatenare tutta la furia del “Drago”.

Ninja Dog si…Kenjutzu no? Questi e tanti altri accorgimenti al gameplay sono stati promessi e presentati ma quel che ci è sembrato, al di là di tutto, è che ” Ninja Gaiden 3″ fosse estremamente semplice da affrontare, in totale controtendenza rispetto alle passate edizioni. Che l’assenza del Maestro Itagaki abbia reso più accessibile il gioco? Milioni di giocatori esulteranno ma quel che bisogna ammettere è che il marchio di fabbrica della serie verrebbe seriamente spazzato via con il rischio di confezionare un gioco divertente ma insipido. Il fatto che Ryu Hayabusa possa rigenerare la barra d’energia grazie alle tecniche Ninpo (attacchi speciali che rendono il ninja una sorta di stregone) non ci è sembrato un buon segno. Che il leggendario “simulatore di Kenjutzu” sia destinato a diventare un “gioco senz’anima”? Per scoprirlo dovremo attendere ancora un po’: il 23 marzo 2012 per la precisione.

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