Ci sono giochi che segnano intere generazioni, che lasciano all’interno della comunità videoludica segni destinati a rimanere indelebili per molto molto tempo, se non per sempre. Ci sono titoli che rappresentano un’epoca, che diventano indissolubilmente legati ad una stagione della nostra vita di videogiocatori. Ci sono saghe che ridefiniscono generi, che alzano l’asticella della qualità nella loro categoria, e che portano la concorrenza a doversi misurare con un nuovo metro di paragone. Ogni fanboy (e non solo) là fuori ha un gioco che per lui è sinonimo della piattaforma a cui è fedele. Chiedete ad un appassionato Wii e vi nominerà Mario o Zelda, chiedete ad un aficionado Sony e vi dirà God of War o Uncharted, chiedete ad un seguace Xbox e avrà in mente un nome su tutti: Halo. Sono passati dieci lunghi anni dalla prima apparizione dell’ormai mitico Master Chief sul campo di battaglia per affrontare i Covenant, ci sono stati seguiti (ben due), “espansioni” (ODST), prequel (Reach) e spin off (Halo Wars), ma il fascino di questo FPS rimane a tutt’oggi immutato. Sia la fantastica campagna in singolo, sia il multiplayer sono a tutt’oggi indicati come un magnifico esempio di eccellenza nel design. In attesa del quarto capitolo della serie regolare (che ancora non si sa se uscirà sulla cara vecchia 360 o sulla sua erede), i Microsoft Game Studios hanno deciso di darsi all’operazione nostalgia, regalandoci una magnifica riedizione 2011 del loro primo grande capolavoro. Il risultato? Halo: Combat Evolved Anniversary.

Ritorno al futuro

10 anni fa muovevamo i nostri primi passi sulla Pillar of Autumn, la mitica nave dove era a bordo l’ultimo Spartan, rispondente all’inconfondibile nome di Master Chief. Oggi, 2011, torniamo sulla Pillar of Autumn a rivivere quella mitica avventura, in versione riveduta e corretta esteticamente, ma intatta nella sua sostanza, con tutto quel fascino e quella profondità che tanto ci hanno affascinati ai tempi. Grazie al lavoro dei 353 Studios, coloro a cui Bungie ha passato il testimone per la realizzazione di questa rimasterizzazione, il primo Halo ritorna intatto nella sua sostanza, ma completamente rivisto nella forma. Il lavoro dei 353 Studios è stato particolare: riprendere il motore che anima tutta la parte di gameplay del gioco originale e questa volta affiancargliene uno che gestisca la grafica, il sonoro, le animazioni e le altre caratteristiche più estetiche al passo coi tempi che corrono. Il risultato è a dir poco ottimo: immaginate un gioco con un comparto grafico veramente a prova di bomba e un gameplay che non risente il peso degli anni, rinnovato per essere all’altezza delle meraviglie tecniche moderne. I paesaggi bellissimi che abbiamo ammirato nel capostipite godono di una nuova, sbalorditiva vitalità, grazie al passaggio all’alta definizione, con scorci davvero mozzafiato. Ad avvalorare il tutto, le epiche musiche dell’originale Halo: Combat Evolved, anche esse passate sotto la revisione e riportate ad un lustro completamente nuovo. Halo: Combat Evolved Anniversary è tutto ciò che è stato il primo, mitico gioco della serie, in una veste che ricorda al mondo intero perché sia stato acclamato ai tempi come uno dei migliori FPS di sempre. Ritorna l’equipaggiamento del primo capitolo, basato sul binomio arma a lunga distanza – arma a medio corto raggio (canonicamente il Fucile d’Assalto e la pistola), con gli evergreen sempre presenti (dal lanciarazzi alla mitica Pistola ad Aghi Covenant) e qualche inedita aggiunta che però ai tempi ancora non conoscevamo (ad esempio il Martello o il Battle Rifle). Ritorna anche la IA del primo capitolo, sempre di livello ben superiore ad altre produzioni targate 2011, ma sostanzialmente un mezzo passo indietro rispetto alle incarnazioni successive del franchise Halo. In definitiva, Halo: Combat Evolved Anniversary va considerato non come un gioco nuovo, ma come una pietra miliare di tanti anni fa (stiamo sempre parlando di un decennio) che ha spianato la strada alla successiva generazione di videogame, da vedere non con un occhio ipercritico come si può fare con un novello FPS, ma con uno sguardo volto a sottolineare quanto fosse evoluto (scusate il gioco di parole) per l’epoca.

Timeline

Proprio per restituire il fascino originale di quello che era all’epoca Halo: Combat Evolved, 353 Studios ha dato un’interessante possibilità ai fan più nostalgici, grazie al doppio motore che, come abbiamo spiegato poc’anzi, muove questa riedizione: tramite la pressione del tasto Select, infatti, si può “disattivare” in qualsiasi momento il “motore 2011”, tornando quindi a godere di Halo: Combat Evolved in tutta la sua bellezza rétro (forse anche un po’ peggiorata rispetto a quanto visto effettivamente 10 anni fa). Inutile dire che così il gioco mostra decisamente il peso degli anni, ma è solo per quanto riguarda l’aspetto grafico, perché in quanto a gameplay non ha veramente nulla da invidiare alle blasonate produzioni moderne. I 353 Studios però non hanno lavorato solamente applicando una bellissima “patina” al lavoro che i Bungie avevano precedentemente svolto, ma hanno cercato anche di colmare alcune lacune del gioco originale. Parliamo soprattutto della narrazione, che rappresentava uno dei pochi punti in cui il primo leggendario Halo scricchiolava leggermente, proponendo una trama davvero di tutto rispetto, ma lasciata con alcuni buchi che sono stati poi colmati solo coi capitoli successivi. Halo: Combat Evolved Anniversary opera in questo senso aggiungendo dialoghi e cutscenes che permettono alla vicenda di fluire molto più in continuità, e posizionando alcuni “archivi” in giro per il mondo di gioco che permettono di essere consultati per tirare ancora di più le fila della trama, integrando insieme i vari capitoli usciti successivamente e proponendo anche nuovi spunti che, chissà, magari verranno sviluppati in Halo 4.

Spartan, preparatevi alla gloria!

Ma un gioco della serie Halo poteva essere tale senza una componente multiplayer degna di questo nome? No di certo. Ed ecco che 353 Studios ci propone una rivisitazione di alcune storiche mappe (chi si ricorda la mitica A Rotta di Collo?) con un gameplay che rappresenta un efficace mix tra le classiche meccaniche della serie e alcune nuove feature introdotte per la prima volta con Reach. Riprendete l’altissimo dinamismo dei primi capitoli, e arricchiteli con la profondità degli ultimi arrivati. Ecco il mix vincente di Halo: Combat Evolved Anniversary. Dopo il quasi fallimentare esperimento di Reach in cui corsa e salto erano stati notevolmente indeboliti per rallentare il gioco, si ritorna alla frenesia tanto apprezzata precedentemente, e all’originale multiplayer del primo Halo sono state aggiunte feature introdotte successivamente come le Armor Abilities. Insomma, vista anche la bordata di critiche pervenuta a Microsoft dagli appassionati duri e puri della serie dopo Reach, Halo: Combat Evolved Anniversary cerca di pervenire alla quadratura del cerchio, provando a fondere in un’alchimia che funziona i pilastri storici della serie con le nuove feature. Il risultato è estremamente gradevole, anche se non raggiunge le vette storiche della coppia Halo 3 – ODST. Ma non si vive di solo multiplayer competitivo, e Halo: Combat Evolved Anniversary propone anche una solidissima parte in cooperativa, che si articola in due modalità. La prima è la campagna, affrontabile finalmente in rete, e non più relegata al solo split-screen o alla rete locale (e dato che è sicuramente la parte più riuscita, ben venga questa magnifica possibilità). La seconda è l’ormai immancabile modalità di sopravvivenza in coop (l’ormai famigerata Orda) qui denominata Firefighter, che ci vedrà impegnati a respingere gli assalti di gruppi sempre più agguerriti di Covenant, come sempre in grandissimo spolvero estetico e non solo. Insomma, che si sia da soli o in compagnia, Halo: Combat Evolved Anniversary ha davvero le carte in regola per soddisfare tutti.

Conclusioni

Un fan service, riveduto e corretto. Così si può definire Halo: Combat Evolved Anniversary, ritorno in pompa magna del capolavoro che fu il primo titolo della serie, forte di una veste grafica dal fortissimo impatto estetico ed emotivo, di un sonoro ancora epico e di una formula di gioco che non mostra nemmeno una ruga. Se al mantenimento di ciò che ha fatto amare la serie aggiungete anche qualche limatura in qua e in là, dalla narrazione al multiplayer competitivo, potete facilmente immaginare come questo arzillo “vecchietto” di videogame abbia ancora molto da insegnare ai giovani che si affacciano nell’ormai sovraffollato panorama degli FPS. Un graditissimo ritorno, in attesa del nuovo pargolo della famiglia. Non sarà una novità assoluta, ma l’attesa per il nuovo sarà quasi piacevole.

CI PIACE

– E’ il primo mitico Halo
– Grafica “nuova” curatissima
– Colmate le lacune narrative dell’originale.

NON CI PIACE

– La IA mostra il peso degli anni.
– Anche se limati, alcuni difetti dell’originale non sono spariti.

8Cyberludus.com
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