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Il fenomeno dei non-morti

Negli ultimi anni, i cattivoni putrefatti e ambulanti in cerca di carne umana, protagonisti di capolavori del cinema, come La notte dei morti viventi di Romero e videoludici come Resident Evil di Capcom, sembrerebbero essere ritornati ancora una volta in voga. Telefilm celebri come Dead Set e The Walking Dead o l’introduzione degli zombie in titoli come Dead Island, Yakuza 5 e perfino Red Dead Redemption, sono la prova che le orde fameliche hanno ancora tanto da raccontare.

Contemporaneamente, Nintendo Wii, grazie all’originale e ormai inflazionato Wii Remote, ha dato l’occasione a milioni di videogiocatori di assaporare il fascino degli sparatutto su binari ( rail-shooter ), attraverso titoli del calibro di Resident Evil: Umbrella Chronicles, Dead Space: Extraction e, per l’appunto, The House of the Dead Overkill, nuovo capitolo della storica serie nata in sala giochi nel lontano 1996. Per la prima volta nella saga, niente trame grottesche e situazioni da survival horror: solo avvelenamento da piombo e parolacce a iosa dall’inizio alla fine.

Quale occasione migliore per Playstation 3 di riproporre le battute di caccia ai mostri, considerato tale panorama cosi prospero? La conversione in alta definizione e il supporto di Playstation Move , hanno permesso la realizzazione di The House of the Dead Overkill: Extended Cut , versione riveduta e corretta del titolo Sega uscito nel 2009, arricchito da livelli inediti e qualche extra in più. Ricaricate le pistole dunque, è tempo di mettere a tacere i morti una volta per tutte.

The House of the B-Movie

Se pensate che Overkill sia un survival horror in prima persona, avete totalmente sbagliato porta: il biglietto da visita di questa produzione è lo splatter esilarante, fortemente ispirato a diversi B-movie, trash movie ed anche a qualche piccolo capolavoro firmato da Robert Rodríguez. Non a caso, i fan del regista pulp e pupillo del grande Quentin Tarantino, scoveranno diversi richiami a Grindhouse – Planet Terror, a partire dal filmato iniziale.

Siamo in Louisiana e l’agente G ha davvero una bella gatta da pelare: orde di non morti hanno invaso l’intera regione e solo il poliziotto locale, Isaac Washington, si è offerto di aiutarlo.

Non poteva mancare la provocante e sexy eroina di turno, due eroine in questo caso: alla conturbante Varla Guns, bomba sexy già presente nella versione originale, si affianca Candy Stryper, una spogliarellista ingenua e provocante, che rappresenta il personaggio esclusivo dei due livelli inediti della Extended Cut.

La trama non vanta naturalmente elementi paradossali o intrecci narrativi profondi, ma è proprio la natura trash e “ignorante” di questo titolo che rende esilaranti i dialoghi scurrili e le battute da bar tra i protagonisti. Inoltre, i nove livelli da superare rappresentano in effetti singole storie diverse, cariche di violenza scenica, donne, motori e situazioni al limite del comico.

Vicende queste che forse non vi appassioneranno più di tanto, ma che di sicuro non vi faranno annoiare fino ai titoli di coda tra una sparatoria e l’altra.

Grosso guaio in Louisiana town

Zoppicante si rivela purtroppo il comparto tecnico del porting Sega: non c’è solo da considerare i limiti tecnici della versione d’origine, ma anche la consapevolezza che il restauro in HD, la stereoscopia per chi possiede una tv 3D e le classiche migliorie, hanno giovato davvero poco a questo titolo. Animazioni legnose, texture poco definite e modelli poligonali a volte inguardabili, sono i classici sintomi di un titolo tecnicamente arretrato, che su una console di terza generazione si rivelano ancora più accentuati. Per fortuna, il poco originale ma classico design dei livelli e le orde di zombie mostruosi, vi lasceranno poco tempo per fare gli schizzinosi: vie cittadine nel caos più totale, paludi insidiose, circhi abbandonati, laboratori segreti e covi organici che brulicano di orrori, sono solo una parte delle locations che attendono la vostra visita.

Buono il doppiaggio originale in inglese e la colonna sonora, carica di pezzi a tema azzeccati per la natura del titolo Sega.

Meno convincente è l’adattamento dei sottotitoli in italiano, presenti durante le cut-scene, ma del tutto assenti durante le fase in-game. Una pecca questa non trascurabile, dato che chi non mastica una H di inglese non riuscirà a cogliere tutte le rivelazioni (per fortuna non cosi imprescindibili) della storia.

Punta, spara, ricarica!

Il gameplay di Overkill non si discosta molto dalla formula classica degli sparatutto su binari: lo scopo dei nove livelli disponibili sarà quello di sparare ad ogni cosa che si muove prima di essere attaccati e mangiati vivi. Sarà la CPU a gestire i movimenti dei protagonisti: la visuale sarà in prima persona e le icone su schermo indicheranno il livello della vostra salute e il numero di proiettili. Trovare il giusto momento per ricaricare sarà fondamentale per evitare di essere feriti nel momento sbagliato. Lungo gli scenari di gioco, troverete munizioni e punti speciali, dove sparando potrete attivare una sorta di bullet time che rallenterà i nemici per una manciata di secondi, permettendovi di fare piazza pulita di carne putrida.

L’inventario includerà i soliti strumenti di morte: dalla classica 9mm si passerà a gingilli di fuoco più potenti, che potranno essere acquistati e potenziati a livello concluso.

Passiamo agli extra dedicati alla versione Playstation 3: oltre al restyling grafico e al personaggio di Candy, questa edizione offre due livelli esclusivi dedicati alle due pericolose bambole, con tanto di dialoghi esilaranti e boss di fine livello tra i più disgustosi mai visti nell’universo zombie.

In effetti sono proprio le boss fight a regalare una sana dose di adrenalina rispetto alla monotonia generale di questo titolo: gli scontri sono più impegnativi (e lunghi soprattutto) e i nemici più ostici da abbattere, anche se morire è praticamente impossibile, dato che ritornerete esattamente dove vi hanno abbattuto. Toccherà al giocatore scoprire i punti deboli per mettere a tacere una volta per tutte le aberrazioni di turno.

Buona la realizzazione del 3D, dedicata a chiunque di voi possieda una televisore adatto, capace di regalare momenti emozionanti, oltre che a sane risate.

La campagna in singolo dura giusto una manciata di ore. Per nostra fortuna, il divertimento arriva proprio dopo i titoli di coda e offrirà diversi spunti per maneggiare ancora la nostra copia del gioco.

Terminate le nove missioni principali, sarà subito disponibile la modalità Director’s Cut, grazie alla quale potrete affrontare nuovamente le missioni nella loro versione integrale e a livello più difficile.

Senza contare il numero di sfide richieste nei livelli: sarà compito del giocatore ad esempio recuperate bonus collezionabili (tracce audio, modelli 3D dei personaggi e pagine di fumetti), rimanere in vita per tutta la durata di un determinato livello o salvare tutti i superstiti presenti.

Inutile dire che la sfida diventerà ancora più avvincente in compagnia di un amico, che potrà inserirsi nella partita in qualsiasi momento per dare manforte e col quale potrete condividere le vostre prodezze nella classifica online.

Infine analizziamo il vero motivo della realizzazione di questa edizione: Playstation Move.

Premesso che il titolo può essere tranquillamente giocato con il Dualshock 3, sarebbe davvero un peccato non sfruttare al massimo le potenzialità di uno sparatutto su binari senza un controller di movimento.

Una volta posizionata correttamente la vostra vigile Playstation Eye, vi basterà configurare Move e il gioco è fatto. Il controller funziona correttamente e risulta alquanto preciso durante la lunga serie di sparatorie su schermo. Peccato che, oltre a premere il tasto T fino allo spasmo, non dovrete praticamente fare altro: una periferica infallibile costretta al minimo sindacale.

Conclusioni

The House of the Dead Overkill: Extended Cut rappresenta un’ottima occasione per Sega di rilanciare un titolo accolto troppo tiepidamente su Nintendo Wii, omaggiato oggi da una edizione esclusiva ricca di contenuti extra.

Nuovi personaggi, nuovi livelli, bonus e sfide saranno un’occasione ghiotta per rispolverare il nostro Playstation Move. Il restyling grafico non ha certo subito cambiamenti che fanno gridare al miracolo ( eccetto un 3D ben realizzato) e i limiti e la monotonia, non tanto del titolo quanto del genere rail-shooter ,potrebbero non attirare le masse verso questo titolo. Ma sarebbe davvero un peccato non regalare una chance ad un prodotto che regala personaggi, citazioni, situazioni e dialoghi degni del miglior B-movie horror di sempre. Se amate gli zombie, le risate, il grilletto facile prima e dopo una battuta sarcastica e Robert Rodríguez, non potete farvelo sfuggire per nessun motivo.



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CI PIACE

Personaggi e situazioni esilaranti
Ottima colonna sonora
Due livelli inediti e diversi extra
Playstation Move funziona alla grande

NON CI PIACE

Comparto tecnico datato e poco migliorato
Sottotitoli in italiano non presenti nelle fasi in game
Potrebbe risultare ripetitivo dopo qualche livello di gioco

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