In un’industria così remunerativa come quella dei videogiochi, non c’è da stupirsi se le novità tardano ad arrivare – o che quando lo facciano, perse nell’indecisione, risultino scialbe o poco convincenti. Nel corso degli anni, abbiamo sempre potuto contare sulle icone del passato (da Super Mario a Lara Croft), un po’ per abitudine, un po’ per tradizione, ma è innegabile che, negli innumerevoli sequel, prequel, midquel e spin-off che hanno caratterizzato i brand più famosi, i risultati siano stati alterni. Il franchise di Sonic non ha fatto eccezione, e come molti altri suoi “colleghi” non è di certo invecchiato come il buon vino, mostrando qualche segno di vecchiaia specialmente nelle sue ultime incarnazioni. SEGA , però, non lo ha certo lasciato a marcire nel dimenticatoio, proponendo un Sonic Generations nella speranza di riportare la serie a fasti del passato. Sarà bastata un’oliata agli ingranaggi?

Back to the future

Nel mondo di Sonic c’è sempre qualcuno pronto a rompere le scatole. Se non è il Dott. Eggman, allora è sicuramente una terribile creatura aliena pronta a manipolare il tempo e intrappolare tutti (buoni e cattivi) in una prigione spazio-temporale a cavallo tra presente e passato, rubando colore e vitalità all’intero universo. Il nostro amato porcospino, naturalmente, sarà l’unico in grado di sistemare le cose e di liberare i propri vecchi amici (Amy, Tails, Knuckels) e nemici (sì, proprio l’Eggman di cui sopra!). In assenza dei propri compagni, Sonic troverà sodalizio nel sé del passato, il proprio alter ego a 8-bit dei leggendari, primissimi capitoli della saga. Un escamotage bello e buono, ma efficace, per saziare tutti i palati, proponendo livelli alterni di due diversi tipi: uno “classico”, dal gameplay bidimensionale, ed uno “moderno”, tridimensionale e più votato alla spettacolarità che alle difficili sezioni platform.

Come in molti titoli dello stesso genere, l’accesso ai vari livelli è regolato da un HUB centrale che permette al giocatore di scegliere quale mappa giocare. Tale “crocevia”, autentico livello extra da esplorare in ogni suo anfratto, permette di avere accesso, più o meno in qualunque momento, a tutte le missioni già completate e ai numerosi extra che potranno essere sbloccati facendo incetta dei soliti anelli dorati. Spicca, tra i vari contenuti bonus, la possibilità di acquistare il controller del SEGA Genesis (previa raccolta di 7777 crediti), macchina del tempo che ci catapulterà direttamente in un’ottima conversione dello storico Sonic The Hedgehog , giocabile nella sua interezza.

I numerosi contenuti aggiuntivi non sono soltanto indice della cura e della passione riposte nella realizzazione di questo nuovo capitolo della saga, ma anche nel profondo rispetto nutrito nella gran schiera di fan che attendeva un ritorno di fuoco del porcospino blu. Bozzetti, immagini e filmati si accostano perfettamente, quindi, a una formula di gioco che riesce perfettamente a unire il meglio di due mondi.

Chi va piano…

La velocità, chiaramente, è l’indiscussa protagonista di Sonic Generations , tant’è che un giocatore allenato potrà facilmente completare certi livelli in poche decine di secondi. Nelle sezioni del Sonic moderno, specialmente, avremo dalla nostra due importanti abilità: il turbo e il lock-on . Il primo, com’è facilmente immaginabile, ci consentirà di correre ancora più velocemente, ma per un periodo limitato di tempo; il secondo permetterà di agganciare i nemici e saltare sulle loro rispettive teste, attraversando le mappe di gioco in un baleno. Per contro, il Sonic a 8-bit ricorrerà a metodi più convenzionali, e a detta nostra più convincenti: corsa e salto costituiranno infatti il suo pane quotidiano, conditi però dalla possibilità di caricarsi a mezz’aria e trasformarsi in una velocissima e potentissima pallina rotolante.

Nell’incarnazione bidimensionale del porcospino (complete comunque di grafica 3D), ancora una volta ci ritroveremo a superare ostacoli, avversari e quant’altro quasi senza accorgercene. Fanno la loro ricomparsa le ostiche sezioni subacquee, in cui Sonic sarà costretto ad avanzare lentamente alla ricerca di preziose bolle d’ossigeno: in linea di massima, vi divertiranno tanto quanto avrebbero fatto in qualunque altro capitolo della serie.

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Tutt’altro discorso va fatto per le sezioni full-3D, molto più frenetiche e ancor meno ragionate della loro controparte in due dimensioni. Molte sezioni richiederanno che Sonic viaggi a bordo di vagoncini a velocità folli, spostandosi a destra o sinistra per schivare ostacoli, o che corra a perdifiato tra curve e ostacoli, quasi come in un racing arcade. In generale, il level-design di entrambi gli stili di gioco risulta molto convincente, ed offre spunti variegati e interessanti.

Ad arricchire il pacchetto finale, che nella sua totalità richiede circa 10 ore per essere completato, esiste inoltre un sistema di progressione finalizzato ad accrescere le capacità del porcospino. Alla fine di ciascun livello, infatti, otterremo una valutazione (da D a S) e un relativo ammontare di punti-abilità, spendibili per sbloccare nuovi personaggi o nuove capacità, come la possibilità di fermarsi istantaneamente a corsa già avviata. Tra gli oltre trenta livelli giocabili spiccheranno, inoltre, quattro scontri con temibili boss, tutti caratterizzati da pattern d’attacco specifici. Sei livelli aggiuntivi ci vedranno inoltre alla ricerca dei celebri Chaos Emerald, e daranno a Sonic modo di incontrare le proprie nemesi, come Silver Hedgehog o Shadow Hedgehog.

Graficamente il titolo di SEGA si difende bene, benché non possa fregiarsi di effetti particolarmente stupefacenti o texture ad altissima risoluzione. Più che altro, risulta piacevole la realizzazione estetica dei livelli, molto varia e, sopratutto, coloratissima. Su console, purtroppo, il lavoro svolto dagli sviluppatori mostra i propri limiti nelle fasi più concitate, in cui il motore fatica a tenere il frame-rate costante, generando notevole confusione nelle già caotiche sezioni cui Sonic ci ha abituati.

Commento finale

Sonic Generations svolge egregiamente l’oneroso compito di fungere da collante tra presente e passato, alternando una formula rodatissima e tradizionale ad una più coraggiosa e originale, per quanto non inedita. I due diversi approcci di gioco si alternano in maniera ineccepibile, quasi senza problemi, e la scarsa longevità della campagna è presto sopperita da numerosi contenuti extra che faranno gola alla nutrita schiera di fan là fuori. I nostalgici possono lasciare il Mega Drive a prendere la polvere ancora per un po’: Sonic Generations li porterà indietro nel tempo.

CI PIACE

– Due Sonic sono meglio che uno!
– Level design di ottima fattura
– Tanti Extra

NON CI PIACE

– Qualche incertezza di frame-rate su console
– Campagna non troppo longeva
– Controlli non sempre precisissimi

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