L’ 11-11-11 non è un giorno speciale solamente perché rappresenta l’unico giorno dell’anno in cui giorno, mese ed anno corrispondono, bensì l’unicità di quelle 24 ore, ancora distanti circa un mese e mezzo, porta con sé tanta nostalgia e magia: dopo essersi fatto attendere quasi 6 anni, il nuovo capitolo della saga Bethesda , The Elder Scrolls , capostipite del genere action-RPG, sarà finalmente a disposizione dei fan.

Dopo tanti rumors, qualche conferma e una manciata di video, Bethesda ha svelato mistero dopo mistero quasi tutte le sfaccettature che il titolo porterà con sé nelle sue oltre 100 ore di gameplay.

Cerchiamo di capire insieme cosa ci aspetterà.

What’s my destiny Dragonborn?

Abbiamo lasciato il giovane eroe senza nome nel trionfo dopo la liberazione di Cyrodiill dalla minaccia portata dai Daedra, le creature malvagie del mondo di Oblivion che, attraversando portali infuocati, avevano il solo scopo di sterminare la razza umana.

Superati anche i problemi di corte seguiti dopo la morte di Uriel Septim VII, l’intero continente di Tamriel ha cominciato a vivere il meritato periodo di pace finchè 200 anni dopo nella ghiacciata regione di Skyrim accade un nuovo maleficio: alla morte del re, i due fratelli contendendosi il trono danno vita ad Alduin, la reincarnazione del malvagio Dio Akatosh, intenzionato a distruggere il mondo sotto la forma di un gigante drago nero, mentre in tutta la regione scoppierà una feroce guerra civile.

A tentare di salvare la situazione ci penserà il protagonista, stavolta con un nome e una discendenza ben chiara: il giocatore vestirà i panni di Dovahkiin, letteralmente “Sangue di drago”, non a caso l’ultimo discendente di una antichissima famiglia dei Dragonborn, con il potere di sconfiggere le leggendarie creature sputafuoco alate.

Il mondo ti parla

Aldilà delle profezie e delle figure importanti che circonderanno il personaggio fin dalle battute iniziali, gli sviluppatori hanno promesso una maggiore cura per tutto ciò che concerne l’ambiente di gioco.

Oltre a cinque grandi città molto diversificate tra loro che popoleranno la regione montuosa di Skyrim, vi saranno anche una decina di villaggi e circa 120 dungeon che spazieranno da grotte a labirinti, passando per rovine e vecchi edifici abbandonati.

L’influenza nordica che caratterizza la regione si sentirà pesantemente a livello estetico, abbandonando lo stile imperiale usato in Oblivion per qualcosa di più gotico.

A livello ambientale, Bethesda non si è soffermata solamente sulle montagne innevate che caratterizzano la regione, bensì non mancheranno i classici boschi fitti di vegetazione o scorci indimenticabili, come anche la presenza del mare presente a Nord di Skyrim, purtroppo ghiacciato e probabilmente non navigabile.

Inoltre, seppur in quantità ridotta e in piccole e ben precise zone, gli sviluppatori hanno anche dotato di fisica alcuni scenari ambientali per permettere al motore di gioco di gestire in maniera realistica le collisioni tra gli edifici e gli attacchi dei draghi.

Le menti dietro la programmazione di Skyrim hanno tenuto a sottolineare le difficoltà avute in fase di sviluppo durante l’introduzione della fisica nel motore di gioco: il problema principale, infatti, risiedeva nella difficoltà di gestire la distruzione degli edifici e l’eventuale coinvolgimento dei personaggi che offrono le quest al videogiocatore.

Per scongiurare il pericolo che un NPC “portatore di quest” rimanesse ucciso dal crollo di un muro in seguito all’attacco di un drago, hanno dunque pensato di introdurre solo parzialmente la fisica ad alcuni edifici, con la certezza che questi non comportassero problemi in futuro minando l’esperienza di gioco.

Non mancheranno comunque gli effetti ambientali: oltre alla pioggia e tempesta casuale che si può abbattere sul videogiocatore in qualsiasi momento, sulle montagne particolarmente imponenti vi sarà anche una fitta nevicata che comporterà l’aumento dello spessore della neve in terra, calcolato in tempo reale e tutto gestito in modo, si spera, da non appesantire ulteriormente un motore grafico già di per sé ricco di variabili da considerare.

Città vive dunque, in ogni senso.

Il vagabondo solitario non va più di moda

La varietà promessa e virtualmente disegnata dal team Bethesda è stata anche “riversata” sui personaggi non giocanti delle stesse città.

Le razze presenti nel gioco saranno dieci, ovvero i Nordici, i Bretoni, gli Imperiali, i Guardiarossa, tre varietà di Elfi, i Khajiit, gli Argoniani e gli Orchi, ognuna contraddistinta da capigliature e profili caratteriali molto diversi per qualsiasi NPC.

Gli sviluppatori sottolineano come la possibilità di scegliere la razza e il sesso del protagonista ad inizio gioco non influirà sulle quest – principali e secondarie – ma ogni personaggio presente nel gioco reagirà in modo differente: alcuni mostreranno pregiudizi verso il sesso, altri verso la razza, altri ancora verso le azioni che compirà il giocatore.

In particolare, l’interazione tra protagonista e cittadini è stata notevolmente ampliata: aldilà della già risaputa possibilità di reclutare degli alleati “ufficiali”, che accresceranno le proprie abilità in maniera autonoma col progredire della loro stessa esperienza, differenziandosi anche in stili di combattimento e skills disponibili, Bethesda ha promesso anche di offrire al videogiocatore la possibilità di reclutare alleati occasionali, magari convincendoli con un dialogo oppure puntando sull’amicizia che si è venuta a creare nelle ore precedenti di gioco o per restituire un favore.

Insomma: nonostante ogni NPC avrà la propria routine di azioni quotidiane da svolgere, come lavorare ai campi o eseguendo la propria mansione nel negozietto, le vicissitudini patite dal protagonista stavolta non lasceranno impassibili i cittadini, che si rivolgeranno al videogiocatore in segno di gratitudine o disprezzo eseguendo determinate azioni nei suoi confronti.

Non mancheranno anche alcune chicche: anzitutto, per la prima volta nella serie, ci saranno i bambini a scorrazzare tra le montagnose cittadine di Skyrim.

Inoltre, i personaggi saranno maggiormente attivi tirando sassi dai ponti o consumando altre marachelle.

Le Gilde presenti in Skyrim saranno quattro: oltre a far ritorno la Fratellanza Oscura e la Gilda dei Ladri, vi saranno anche il Collegio di Winter Hold e la Gilda dei compagni.

Non mancheranno neppure le fazioni: seppur in numero estremamente ridotto rispetto alla serie Fallout proprio per far spazio alle Gilde, troveremo i Ribelli e il Clan Guerriero della taverna di Riverwood.

Magie per tutti i gusti

Il ventaglio di magie disponibile per questo quinto episodio della saga, oltre a presentarsi con un’interfaccia di gioco sicuramente più accattivante – nel level up – e decisamente più intuitiva, sorprende soprattutto per l’utilizzo in combattimento delle abilità.

Le classi magiche disponibili saranno cinque, e copriranno Alterazione, Illusione, Cura, Distruzione ed Evocazione. Ciascuna di queste fungerà da container per le magie vere e proprie, assimilate durante il level up o apprese dopo un’azione particolare, come l’uccisione di un drago.

Nella demo mostrata abbiamo visto numerose magie: in particolare ci ha colpito una magia-trappola e un’aurea respingente che hanno consentito allo sviluppatore che mostrava il gameplay della demo, di togliersi da una situazione particolarmente ostica.

Un’altra bella intuizione è stata quella di introdurre il richiamo della tempesta, assimilabile dopo aver ucciso un drago, che consente di chiamare appunto una bufera con tuoni e lampi come protagonisti.

Questa magia è particolarmente utile proprio contro i draghi, che durante gli attacchi aerei potranno essere colpiti più volte dai fulmini.

Tra vecchie e nuove magie, la ruota di possibilità messe a disposizione dell’utente conterà su oltre 85 incantesimi, ed abbiamo appurato che la barra del mana si ricaricherà automaticamente, anche se questa potrebbe essere la caratteristica tipica di una precisa razza portata di natura per l’incanto più che per le armi corpo a corpo.

Per ciò che concerne il level-up, Skyrim dovrebbe presentare un sistema di crescita del personaggio molto più vicino a Fallout 3 che ad Oblivion: vi saranno diversi Perks acquisibili solo dopo aver assunto una certa abilità, ed ogni Perks si fermerà a 100.

Gli sviluppatori promettono nessuna possibilità per creare un personaggio abile in tutto.

I loot disponibili al videogiocatore saranno preimpostati, ancora in stile Fallout 3, quindi potrà capitare di ottenere bottini “generosi” per il proprio livello oppure inutili per migliorare il proprio equipaggiamento.

La scelta della difficoltà non influirà dunque in qualsiasi circostanza se non sulle probabilità: infatti, al livello più basso di difficoltà la possibilità di incontrare nemici potenti sarà quasi nulla.

Due braccia, triplice potenza

Dal punto di vista del combattimento, anche le magie vengono adattate al nuovo sistema “dual wield” delle braccia indipendenti: è possibile “impugnare” contemporaneamente l’aura di due incantesimi diversi e lanciarli con i trigger destro e sinistro. È altresì possibile combinarli in un’unica sfera per dare vita ad un incantesimo ibrido dagli effetti combinati.

È chiaro che questa possibilità lascia all’utente un livello di personalizzazione dei combattimenti davvero entusiasmante, soprattutto se si considera che il dual wield “supporta” anche armi di diversa tipologia.

Ad esempio se l’avatar del videogiocatore inizia ad avere caratteristiche miste, quindi abilità sia nell’uso della spada ad una mano che delle magie, è tranquillamente possibile impugnare nella mano sinistra l’aura di un incantesimo e nella mano destra una spada corta. All’occorrenza, come si evince dai video che ricalcano la demo, è possibile anche scagliare un secondo incantesimo, portando addirittura a 3 le opzioni per combattimento, anche se ci sembra una cosa possibile solo su tastiera tramite tasto di scelta rapida.

Chiaramente, come già visto in Oblivion, non manca la possibilità di utilizzare arma e scudo, così come non mancherà la possibilità di incantare armi ed armature: a tal proposito, sono state confermate le gemme dell’anima, anche se gli sviluppatori hanno annunciato di aver sparso per il mondo di gioco alcuni altari che ricaricheranno gli incantamenti del proprio equipaggiamento.

Per quanto riguarda lo stesso equipaggiamento, per Skyrim gli sviluppatori hanno adattato l’armatura togliendo la distinzione tra busto e schinieri e facendone un pezzo unico. Seppur questo significa dover rinunciare ad una parte della personalizzazione dell’aspetto del proprio eroe, la scelta è stata giustificata per curare maggiormente le animazioni del personaggio e per creare armature stilisticamente più belle.

In più, come già annunciato da diversi mesi, vi sarà la presenza dell’arco che giocherà un ruolo fondamentale soprattutto per gli approcci stealth tenuti dal giocatore.

Skyrim nel suo possibile splendore

Tecnicamente, nonostante Skyrim sarà un porting da console, negli uffici Bethesda sono certi che la versione PC avrà una marcia in più rispetto alle controparti Sony e Microsoft.

Nel dettaglio, oltre ad animazioni più precise, vi saranno texture a risoluzione maggiore e diversi filtri inediti da poter attivare o meno a seconda della potenza del proprio hardware.

Gli effetti particellari saranno più realistici, così come la fisica.

Inoltre, oltre a godere delle già citate scorciatoie da tastiera che permetteranno un uso più rapido degli oggetti presenti nell’inventario, sarà anche il Creation Kit, ovvero un software che consentirà ai modders di personalizzare facilmente Skyrim proprio a partire dal cuore del comparto grafico.

Ad oggi, si hanno ancora poche informazioni sulla soundtrack, mentre per quanto riguarda il doppiaggio, è stata aumentata la truppa di doppiatori per consentire a più NPC di avere voci diverse, mentre il protagonista aldilà di qualche grugnito in combattimento non proferirà parola.

Cosa ci si deve aspettare?

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Aldilà dello spessore del prodotto, che va dai suoi sviluppatori alla fama che si è guadagnato in questi anni, Skyrim pare proprio tornare coi botti.

Attraverso un sistema di combattimento inedito e vari stratagemmi che aumentano il realismo ed il feeling con il videogiocatore, coprendo sia l’ambiente di gioco che i personaggi non giocanti, Bethesda sta cercando di offrire all’utenza un action-RPG finalmente in grado di sorprendere grazie alle novità di gameplay.

Punto forte del titolo anche il comparto grafico, che già dalle prime uscite mostrava animazioni curate e credibili, ma soprattutto un design ambientale vario e brillante.

Ormai sui forum si contano i giorni che ci separano dal lancio del titolo, atteso ricordiamo per l’11 Novembre: tanta aspettativa attorno al titolo, sicuramente giustificata.

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