L’evoluzione del terrore

Sono passati esattamente quindici anni dalla prima volta che Resident Evil bussò alla porta dei giocatori appassionati di survival horror. Il primo capitolo della serie Capcom trasudava tensione e angoscia, grazie alla piacevole grafica pre-rendizzata, le inquadrature cinematografiche degne dei film di George Romero e le poche munizioni reperibili. Questo mix perfetto di terrore e istinto di sopravvivenza, ha fatto la fortuna del brand. Ma arrivati alle soglie del 2004, Capcom decise che il disco doveva cambiare e cosi i punti cardine della serie. Resident Evil 4 fu una sorpresa a dir poco inaspettata per i puristi dell’universo Biohazard: grafica completamente in 3D, visuale libera, sistema di puntamento votato all’azione e soprattutto niente più zombie. Eppure, quello che molti temevano si rivelasse un disastro annunciato, divenne in effetti un capolavoro assoluto, destinato a lasciare il segno nella seconda generazione videoludica.

A sette anni di distanza dal primo debutto in esclusiva su Gamecube, il colosso nipponico rilascia in Giappone la Resident Evil: Revival Selection, raccolta che include Code Veronica X HD (che recensiremo a breve) e Resident Evil 4  HD , destinati da noi al mercato digital delivery tramite PSN e XBOXLIVE, al prezzo di 19,99 euro ciascuno. La nuova edizione  vanta tutti gli extra delle precedenti versioni, naturalmente i trofei e infine i benefici dell’alta definizione, o meglio, cosi doveva essere. Pronti per una nuova gita nel terrificante villaggio di El Pueblo?

Vita nuova, altrettanti nuovi guai

La fortuna non è mai stata dalla parte dell’ex poliziotto Leon S. Kennedy: il suo primo giorno di lavoro come agente a Raccoon City fu un inferno. Tra orde di morti viventi che brancolavano nel buio in cerca di carne umana, armi batteriologiche in agguato e superstiti da salvare, il protagonista e i suoi compagni di viaggio riuscirono ad uscire vivi dall’incubo creato dalla non curanza della Umbrella Corporation.

Sono passati sette anni dagli eventi di Raccoon City: Leon ha fatto carriera grazie al suo coraggio e alla sua esperienza. Il suo nuovo incarico lo porta nel bel mezzo dell’Europa, precisamente nel piccolo villaggio di El Pueblo, dove secondo alcune fonti, si troverebbe Ashley, la figlia del presidente degli Stati Uniti, rapita mentre rientrava a casa dal college. Recandosi sul posto, l’agente speciale si rende subito conto che qualcosa non va: gli abitanti del villaggio sono parecchio ostili e letteralmente controllati da una misteriosa forma di follia omicida.

Niente morti viventi questa volta, ma un’intera comunità organizzata, votata al massacro e agli ordini del misterioso Lord Saddler.

Chi sono queste persone? Hanno rapito la figlia del presidente solo per denaro? E soprattutto, la Umbrella Corporation è davvero crollata e scomparsa per sempre?

La storia di Resident Evil 4 è tra le più belle dell’intera serie: Leon Kennedy è uno dei personaggi più amati e il suo ritorno, assieme a quello di altre vecchie sinistre conoscenze, accompagna serenamente gli appassionati verso la svolta della serie. Niente ville abbandonate o città in preda al panico. L’orrore non è più chiuso tra quattro mura, ma nei meandri di un villaggio selvaggio e insidioso, senza legge, senza tecnologia e senza nessuna porta che può rimanere chiusa per sempre.

Una miscela perfetta tra il passato della serie, i suoi fantasmi e l’ingresso di nuove situazioni e personaggi chiave, che terranno i giocatori incollati allo schermo fino ai titoli di coda, e oltre.

Alta definizione o alta negligenza?** **

E’ già capitato con Ubisoft e la Prince of Persia HD Collection, ma non ci saremmo mai aspettati lo stesso discorso con Capcom per Resident Evil 4 HD. E’ doveroso rovinare subito l’entusiasmo a chi si aspettava una rimasterizzazione a regola d’arte: la risposta è categoricamente ” no”.

Il lavoro tecnico di Capcom è stato quello di prendere la versione PC del gioco, aggiungere i trofei e tutti gli extra possibili e infine spingere il tutto a 1080p per mezzo della tecnica dell’ upscaling , grazie alla quale la maggior parte dei bordi dello scenario e dei vari modelli poligonali sono adesso più  morbidi e definiti. Peccato che il risultato raggiunto abbia avuto un pessimo effetto sulle texture, in particolare se farete attenzione osservando il panorama in lontananza, con tutti quei dettagli impastati e sbiaditi che stonano non poco su una console di nuova generazione. Un colpo basso da parte di Capcom che, adagiandosi sugli allori e approfittando sia dell’anniversario della serie che della moda delle collection HD, ha deciso semplicemente di trasferire il gioco da una console old gen nell’era videoludica attuale, non curandosi delle ovvie conseguenze tecniche che ne sarebbero derivate senza l’apporto di migliorie.

Per fortuna, Resident Evil 4 è già di per sé un gioco tecnicamente notevole e, metabolizzata la delusione (per non dire fregatura), amerete nuovamente passeggiare per i boschi di El Pueblo, circondati da alberi scheletrici inquietanti, in mezzo alla vegetazione che nasconde trappole per animali e per voi e  tra le abitazioni circondate da una fitta nebbia. Per non parlare dell’architettura delle locations successive, come quella dei castelli, cosi barocca e ricca di fascino. E infine,

ambienti un po’ più simili alla tradizione, come laboratori sotterranei e fabbriche in disuso, risveglieranno in voi non pochi ricordi.   L’unica pecca in questo contesto è rappresentata da alcune scelte non proprio azzeccate, come abitanti armati come se fossero militari o basi che sembrano uscite da un film di guerra; il tutto stona non poco con la prima metà del gioco, assolutamente terrificante in termini di atmosfera. Fatta questa eccezione, tutto il resto trasuda di “Resident Evil”, soprattutto i nemici, assolutamente mostruosi e allo stesso tempo belli da vedere in azione, mentre tentano in tutte le maniere di farci la pelle e che poco fanno rimpiangere i lenti zombie ambulanti del passato. Un encomio per i boss, perfettamente in linea con lo stile della saga Biohazard e agli effetti speciali come quelli del fuoco, dell’acqua e del sangue.

Il comparto audio è rimasto pressoché invariato: rimangono saldi di conseguenza l’ottimo doppiaggio inglese di protagonista e personaggi secondari, la colonna sonora pregevole e il campionario suoni di ottima fattura.

Spara che ti passa

Il gameplay è forse la ragione migliore per acquistare Resident Evil 4 Hd: il sistema di controllo è talmente simile a quello di Resident Evil 5, che dimenticherete presto che questo titolo ha ben sette anni di età. Abbiamo testato la versione PS3 per questa recensione.

Come già detto sopra, il titolo Capcom è interamente in 3D e potrete ruotare la telecamera da fermo a  180 gradi, garantendovi un’ottima visuale da sinistra a destra. In più potrete ruotare il protagonista  a vostro piacere per ispezionare meglio gli ambienti. Premendo il tasto quadrato correrete e il tasto X è destinato alla ricarica munizioni e alle azioni contestuali (scavalcare un tronco od oltrepassare un muretto). Con il tasto R1 si punta l’arma in uso, con L1 il coltello che funge da arma secondaria, con Quadrato si spara. Il sistema di mira è fondamentale in questo gioco: mirate al piede di un Ganados e cadrà a terra o si piegherà dal dolore, mirate in testa e inizierà ad agitarsi mettendosi le mani al volto, mirate al braccio e farà cadere l’arma che impugna. Questi rappresentano i momenti ideali per avvicinarsi e interagire con le azioni contestuali attraverso un semplice tasto, riuscendo cosi ad esempio a tirare un calcio o sferrare un pugno. L’unico limite è rappresentato dalla impossibilità di muovervi mentre puntate un nemico, dettaglio in effetti “voluto” per accrescere la tensione e presente anche nel capitolo successivo.  

Un’altra novità gradita è la possibilità dei nemici di braccarvi fino all’esaurimento nervoso: i Ganados vi seguono ovunque, correndo, arrampicandosi e lanciando armi a distanza. Anche se vi barricate dentro un abitazione, a poco servirà sprangare finestre e porte, soprattutto con gli abitanti provvisti di motosega in puro stile “Leatherface”.

Niente più bauli nascosti nei sottoscala: Leon conterrà tutto il suo equipaggiamento nelle apposite e comode valigette, in cui potrete incastrate gli oggetti come fossero pezzi di un puzzle, per recuperare spazio e trovare il giusto ordine ed evitare sprechi, soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco. Sarete purtroppo costretti a richiamare il menù apposito per cambiare armi o utilizzare un oggetto, spezzando cosi la tensione, ma nulla di cosi frustrante da rovinarne il coinvolgimento. Alle classiche pistole e doppiette, si aggiungeranno mitragliatrici, lanciagranate, lanciarazzi e ogni sorta di ordigno bellico adatto a scatenare l’inferno sulla Terra. Il nostro amico infine ci proporrà di tanto in tanto delle sfide in occasionali poligoni di tiro. Più punti faremo più possibilità otterremo per collezionare gli sfiziosi tappi di bottiglia che raffigurano protagonisti e personaggi del gioco. Ritornano le erbe mediche da combinare (occhio a quelle dorate che allungano la barra della vita) e gli spray del primo soccorso. La guarigione la si può ottenere anche cercando le uova di gallina nei pressi dei pollai o uccidendo i serpenti.

Durante l’esplorazione, entrerete in possesso di denaro e gioielli di valore: niente di meglio per trattare con il mercante, una figura ormai culto per gli appassionati. Si tratta di una sorta di venditore ambulante che incontrerete in determinati punti del gioco, sempre pronto a vendervi nuove armi, munizioni, cure mediche e potenziamenti per le vostre armi. Senza contare che il tizio non disdegna affatto i cimeli da voi raccolti, le armi che non usate più e le erbe combinate. Certo i suoi prezzi non sono economici, ma la merce che vende vi ritornerà parecchio utile.

Per i nostalgici non mancheranno i classici enigmi da risolvere, come comporre un puzzle per attivare un meccanismo, trovare la chiave o i pezzi che la compongono per aprire una porta e via discorrendo. Alcuni di essi beneficeranno dell’interazione con lo scenario: catene che si spezzano e pulsanti che si possono premere con un colpo di proiettile o bidoni di benzina a portata di mano per aprirvi la strada con una sonora esplosione. Alcune sezioni vi vedranno in compagnia della dolce ma fragilissima Ashley Graham, che dovrete proteggere tenendola il più possibile vicino a voi. Attraverso il tasto R2 potrete impartirle ordini, come avanzare, rimanere ferma o nascondersi ad esempio dentro un cassonetto della spazzatura.

La longevità è probabilmente il pezzo forte di questa edizione: la modalità principale vi terrà occupati per diverse ore; segue Separate Ways, che comprende 5 missioni inedite nei panni della bella e pericolosa Ada Wong, sempre protagonista di Assingnment Ada, ennesima missione della femme fatale , ambientata nell’isola misteriosa presente nell’avventura  principale. Chiude il cerchio la modalità Mercenari, ormai un classico della serie. Da non sottovalutare la rigiocabilità: terminata una partita, sbloccherete nuove armi, costumi per Leon, Ashley e Ada, mappe del tesoro e oggetti extra da acquistare e aggiungere alla vostra collezione, senza contare che potrete “portare” nella partita successiva tutto ciò che avrete raccolto e sudato a fior di pesatas.

Conclusioni** **

Resident Evil 4 HD si rivela purtroppo un infame inganno di mamma Capcom: prendere una precedente versione del titolo in questione e spacciarla per nuova grazie all’alta definizione, praticamente inesistente, e venderla al non proprio economico prezzo di 19,90 euro, non rappresenta il massimo del rispetto nei confronti di milioni di videogiocatori. Tuttavia, per coloro che non possiedono le precedenti versioni e amano solo le loro console next gen , questa edizione rappresenta un must senza discussioni. Un capitolo rivoluzionario, una trama avvincente, un comparto tecnico (nel 2005 sicuramente) di altissima qualità e un gameplay intrigante, sono motivi più che sufficienti per un tuffo nel passato, senza contare la generosa longevità che vi impegnerà per diversi giorni.

Concludiamo l’articolo con una piccola dritta: Playstation Plus vende il gioco al ragionevole prezzo di 7,99 euro. Se siete abbonati non battete ciglio e accedete subito a PSN.

CI PIACE

Un classico capolavoro del genere horror finalmente su PS3 e X360
L’edizione comprende tutti gli extra rilasciati in questi anni
Rigiocarlo rimane un’esperienza unica e attuale

NON CI PIACE

Le migliorie HD sono quasi inesistenti
Ci saremmo aspettati un lavoro più concreto e professionale da Capcom
Il prezzo non certo economico
I limiti del 2005 sono pochi, ma si vedono e sentono

7Cyberludus.com
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