Mentre il mondo continua a vivere nella fremente attesa di “Diablo III” molte altre case di sviluppo hanno tentato di giocare su questa prolungata assenza, facendo scendere in campo prodotti di livello altalenante, con picchi in entrambi i sensi. E’ una sensazione che è difficile abbandonare di fronte a un titolo quale “Crimson Alliance” , gioco sviluppato da Certain Affinity , casa di sviluppo nata da una costola della ben più nota Bungie e supportata da Microsoft Studios. Questo Action RPG, tuttavia, sembra voler mostrare i denti con una serie di approcci ‘sperimentali’, inusitati per un titolo del genere, sia per quello che riguarda la sua distribuzione sia per quanto concerne, più radicalmente, il suo gameplay. Non resta, quindi, che avvicinarsi a questa esclusiva Xbox 360, insieme, con buone aspettative e con la dovuta cautela: il rosso che questo titolo riflette richiamerà maggiormente la passione o il sangue, la vittoria o la sconfitta?

Tre guerrieri, un unico, incerto scopo

Lupo Orrido non ricorda molto del suo passato: sa di non essere più nel fiore degli anni da tempo, ma i suoi poteri di mago non gli possono servire a nulla se non riesce nemmeno a comprendere cosa mai del mondo lo sta turbando. Nella costante ricerca del suo luogo di nascita, Lupo Orrido si accorge che qualcosa sta cambiando: i deserti hanno preso il posto del mare, ogni casa è distrutta o diroccata e, in ogni dove, si scorgono mostri, non morti e demoni… Come se un grande male stesse, improvvisamente, popolando tutto i globo. Le stesse incertezze vivono nell’animo di Gnox, un mercenario che ha visto morire, più volte, tutti i suoi compagni e che per questo si è guadagnato un poco gradevole status di iettatore, e di Moonshade, assassina silenziosa che sembra avere un occhio di riguardo solo per i soldi e per la propria incolumità. Piano piano, per ogni secondo che passa, sembra delinearsi dietro a questa vicenda una forma oscura: Asturi, l’antica, malvagia regina del paese, desidera ritornare in vita e ha chiamato a sé dall’oltretomba una schiera di potenti negromanti per far continuare in eterno il suo regno di terrore. Sta a questi tre eroi, benché con diverse motivazioni, cercare di fermarla prima che tutto il mondo cada in un vortice di distruzione!

Alleanza obbligata

Dietro “Crimson Alliance” si nasconde una strana coerenza, che spiegheremo procedendo in questo articolo per gradi. Il gioco si compone di una modalità campagna relativamente lineare, definita da una mappa divisa in normali livelli, sfide e negozi: ogni livello comprende un percorso da un punto iniziale a un punto finale, pieno di mostri e nemici di ogni genere, che l’eroe o un gruppo di eroi dovrà attraversare per raggiungere il livello successivo. Ciascun ambiente, eccezionalmente ben strutturato e pieno di angoli strategici per mettere in atto svariate strategie di attacco e di difesa, è diviso tra un percorso principale e una serie di piccole aree segrete, a loro volta costruite attorno a delle semplici stanze o con meccanismi mortali che i giocatori devono attivare e attraversare indenni per ottenere oggetti preziosi o una grande quantità di oro. In ogni zona, inoltre, sono presenti alcune porte, contrassegnate in modi diversi, che potranno essere aperte o sfondate soltanto da una delle tre classi di personaggi, Mercenario, Mago e Assassina. Ognuno di questi tre eroi ha a disposizione uno scatto, un’azione difensiva, la possibilità di raccogliere e lanciare casse, vasi e barili e tre tipi di attacco, legati ad una statistica colorata (con le cromie primarie blu, giallo e rosso): ognuno di questi attacchi possiede un effetto piuttosto differente a seconda del personaggio controllato, rendendo alcuni protagonisti decisamente più versatili in certe occasioni e molto ostici da controllare in altre… Ed è proprio questo il primo aspetto che ci porta ad analizzare la coerenza alla quale avevamo accennato al principio di questo paragrafo. Tornando a ragionare sulla trama, troviamo tre eroi riuniti, per forza di cose, contro un nemico comune; spostiamo rapidamente lo sguardo sul gameplay e sulle strategie di gioco e non possiamo fare a meno di notare come questa trama trovi una curiosa corrispondenza in copia-carbone con queste stesse strategie. Alcune zone segrete del livello, infatti, non sono esplorabili se non in presenza di un determinato eroe: questo, quindi, comporta la necessità di giocare questo “Crimson Alliance” in compagnia di almeno un alleato, per poter esplorare decentemente quanto il titolo ha da offrire. Oltretutto, sembra che alcuni attacchi dei tre eroi agiscano come complementari: i ghiacci congelanti di Lupo Orrido, per esempio, sembrano esistere solo per supportare i brutali attacchi di Gnox o i colpi a distanza di Moonshade. Impugnare il gamepad da soli e lanciarsi all’avventura non è solo un’esperienza ripetitiva ma, a tratti, anche frustrante e poco piacevole, visto che ognuno dei personaggi sembra non poter esistere da sé. Il termine ‘alleanza’, quindi, non è usato a caso: è uno strano riflesso che pone su questo titolo una altrettanto strana limitazione, come in passato se ne erano già viste, ma con una entità decisamente superiore. Fino a quattro guerrieri, quindi, possono intraprendere lo stesso viaggio, conquistando percorsi e sfide (ambienti chiusi dove è possibile sterminare un feroce gruppo di nemici per ottenere delle sostanziose ricompense) e compensandosi l’uno con l’altro; queste avventure possono essere vissute sia con degli amici in carne ed ossa, seduti di fronte allo stesso schermo, sia online, causando, tuttavia, una maestosa e poco intrigante confusione nella gestione di questa compensazione, dei suoi spazi e dei suoi tempi. Per fortuna, tutti i soldi raccolti nel corso della partita verranno acquisiti da tutti gli eroi presenti, evitando litigi, screzi o latrocini più o meno volontari che potrebbero causare agli avventurieri più di un grattacapo.

Uno sviluppo limitato ma evidente

I personaggi di “Crimson Alliance” seguono uno sviluppo in potenza estremamente lineare ma che non priva il giocatore delle dovute soddisfazioni: manca qualsiasi accenno a un sistema di level up in quanto nessun mostro offre, in cambio della prova vita, punti esperienza o oggetti per migliorare le proprie statistiche. Ogni parametro degli eroi è legato ai tre pezzi di equipaggiamento con i quali essi possono bardarsi: armature, arma principale e arma di supporto. Ognuno di questi oggetti possiede determinati valori blu, gialli e rossi (legati, quindi, ai tre attacchi dei protagonisti) insieme a un valore ‘cuore’, e la combinazione di questi elementi andrà a modificare drasticamente le conseguenze, in effetto e danno, di ognuna delle singole azioni disponibili, insieme a definire l’aumento o la diminuzione dei cuori che compongono l’energia dei tre eroi. Ogni statistica può essere sviluppata da un minimo di 1 a un massimo di 20 punti: ad ogni numero multiplo di quattro, tuttavia, non aumenterà soltanto il danno inflitto dal particolare attacco ma anche il suo effetto fisico sullo scenario e sui nemici. Per fare qualche esempio esplicativo basta guardare ai fendenti di Gnox, che ogni quattro punti diventano estremamente più veloci e letali, o al già citato potere congelante di Lupo Orrido, che guadagna in velocità, lunghezza ed ampiezza di raggio. Si tratta, senza ombra di dubbio, di uno sviluppo a tratti povero e poco profondo: resta, comunque, la gloriosa soddisfazione di vedere le proprie possibilità mutare radicalmente, iniziando a ragionare con gli altri giocatori presenti sulla strategia migliore per affrontare al meglio una sfida o un livello regolare. Oltre agli equipaggiamenti regolari saranno disponibili quattro oggetti di supporto, selezionabili con la croce digitale e attivabili con il pulsante destro. Allo stesso modo, i giocatori possono raccogliere delle Ancore dell’Anima, che svilupperanno i loro poteri segreti, e dei quarti di cuore (probabilmente ispirati ai ‘frammenti di cuore’ della serie ‘The Legend Of Zelda’) che, se collezionati a gruppi di quattro, porteranno a un incremento costante della propria barra di energia. Sfortunatamente, per quanto riguarda la realizzazione tecnica, troviamo diversi alti e bassi: la grafica riesce a difendersi bene, con modelli definiti, efficacissimi giochi di luce e ambienti ben costruiti, siano essi bui o illuminati, che riflettono luci e ombre di un mondo vicino al collasso. I disegni che abbelliscono le cutscene, inoltre, posseggono un particolare stile artistico, con pennellate che delineano i personaggi in maniera sfocata, scie di colore sfumato che fanno risaltare le varie gradazioni di rosso quasi sempre presenti in queste piccole opere. Poco si può dire su tutto il comparto sonoro, in quanto i più classici rumori che mischiano ferro, urla e sangue sono accompagnati da una musica di sottofondo talmente ‘soffice’ da risultare quasi fuori luogo. Da ultimo, è necessario accennare al sistema di vendita del gioco vero e proprio: un giocatore potrà decidere di acquistare tutte le classi in un pacchetto unico o sceglierne solo una o due per un prezzo più basso, portando a termine il gioco solo utilizzando i personaggi acquisiti: si tratta di una scelta molto bizzarra ma che può sicuramente risultare interessante per chi, non amante del genere, volesse avvicinarsi i punta di piedi verso queste violente scorribande senza investire il tutto per tutto al primo colpo e ad occhi chiusi.

Conclusione

Coniugare in maniera così ironicamente perfetta trama e gameplay non è certo cosa di tutti giorni e per aver raggiunto un obiettivo così particolare sarebbe quasi d’obbligo un applauso ai ragazzi di Certain Affinity. Tutto l’incredibile divertimento che nasce dalle sessioni in multigiocatore locale, tuttavia, sembra svanire completamente nelle sessioni in solitaria o nel miasma illogico del multigiocatore online. L’alleanza è un obbligo se non si desiderano volti ‘cremisi’ per rabbia e frustrazione, le quali nascono da un meccanismo di complementarietà che solo i vecchi titoli da sala giochi hanno saputo garantire, donando a questo “Crimson Alliance” un gusto cooperativo fresco e nostalgico assieme. Sfortunatamente, però, non viviamo più in un epoca dove si può vivere solo di cooperazione ‘faccia a faccia’: le porte del gioco su scala planetaria sono aperte, e tali restano solo per fare i modo che i giocatori possano liberamente entrare ed uscire da sessioni di gioco poco avvincenti, mentre gli avventurieri solitari sbadigliano di fronte all’ennesimo goblin o al centesimo scheletro che gli si getta contro, abbandonando il joypad a momenti migliori. Radunare attorno a sé degli amici per poter godere di questa alleanza rosso vivo è un vero obbligo, e così dovrebbe essere per molti, molti altri titoli, una tradizione che scalpita per essere ravvivata in un mondo che la sta, troppo spesso dimenticando. Ma questa tenace costrizione è forse la più grossa limitazione che affligge questo titolo: sentirsi liberi in compagnia è senz’altro una grande cosa, ma non può certo essere l’unica via di scampo possibile.

CI PIACE

– Curioso sistema di acquisto
\n- Intrigante sistema di armi e statistiche
\n- Tanto maestoso giocato con tanti amici…

NON CI PIACE

-…quanto noioso in singolo!
\n- Multigiocatore online sbilanciato
\n- Colonna sonora e trama piuttosto deboli
\n- Personalizzazione dei personaggi limitata

6.5Cyberludus.com
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