Fascino fantasy

Inutile negarlo: quando si tratta di atmosfere fiabesche, damigelle da salvare, segreti da scovare e orde di demoni da abbattere, la voglia di giocare galoppa senza fermarsi. In genere l’universo fantasy rappresenta una prerogativa del genere GDR: Bethesda di giochi di ruolo se ne intende, ma ha deciso questa volta di omaggiare gli appassionati degli action (giusto con un pizzico di elementi RPG)con il suo Hunted: La Nascita del Demone , sviluppato da inXile e distribuito da Leader. Il titolo fonde le tipiche meccaniche action in terza persona con le atmosfere dark fantasy realizzate nientemeno che da Brian Fango , il creatore della serie The Burd’s Tale. Il fiore all’occhiello di questa produzione doveva essere la modalità cooperativa per due giocatori; ma quello che sembrava un potenziale successo si è rivelato un traguardo raggiunto solo in parte. Scopriamo assieme perché.

Un viaggio per 2

Protagonisti della nostra storia sono i mercenari Caddoc ed E’lara: lui una sorta di energumeno tutto muscoli e poche parole, lei una scaltra elfa dalla battuta pronta. I due si conoscono da sempre, e tra una punzecchiata e l’altra hanno salvato tantissimi villaggi da oscure minacce per ottenere bei gruzzoletti d’oro. Ma questa volta i sogni tormentati di Caddoc non lasciano dubbi su un’imminente minaccia che sta per sbarrare loro la strada. Una giovane e misteriosa donna di nome Serafina chiederà loro aiuto per salvare la propria città in cambio di magie utili per la loro missione. Inizia cosi il viaggio del dinamico duo verso le forze del male che attanagliano la città, e che rischiano di cambiare inesorabilmente l’equilibrio tra Bene e Male. La trama come si può dedurre non offre elementi di un certo spessore, ma si propone esclusivamente come mezzo narrativo per dare il via a combattimenti senza quartiere e magie da evocare. Si salva solo il rapporto tra i due protagonisti che, tra una battuta e l’altra, ci accompagneranno fino ai titoli di coda, rendendo il viaggio meno noioso.

Antiche terre

Il lavoro svolto da inXile sul comparto tecnico si rivela purtroppo inferiore alle aspettative e sotto gli standard attuali. La grafica appare decisamente scialba sin dalle prime schermate: palette di colori monocromatiche, animazioni facciali e dei movimenti assolutamente ridicole e texture povere. Non mancano rallentamenti e occasionali bugs come compenetrazioni poligonali. L’unico elemento salvabile è il design dei livelli, decisamente affascinante: roccaforti, caverne, radure desolate e villaggi infestati.

La situazione passa di male in peggio per ciò che concerne il comparto audio: musiche anonime e ripetitive fanno da sfondo ad un doppiaggio in italiano a dir poco raccapricciante. L’interpretazione degli attori è assolutamente fuoricampo, a tal punto che ignorerete i dialoghi per passare direttamente all’azione.

Azioni e incantesimi

Il gameplay di Hunted trae ispirazione dai classici sparatutto in terza persona. La struttura dei livelli è piuttosto lineare, eccezion fatta per i passaggi alternativi, utili per recuperare qualche extra come armi e oggetti misteriosi. A parte questo lo scopo del gioco sarà quello di far piazza pulita di tutti i nemici che si presentaeranno su schermo e risolvere di tanto in tanto qualche enigma, come sbloccare portoni o svelare un passaggio per proseguire. I combattimenti sono abbastanza frenetici, anche se Caddoc ed E’lara vantano un numero di comandi piuttosto limitato. Come si può intuire Caddoc è più portato per i combattimenti all’arma bianca, mentre E’lara risulta un’esperta in mosse evasive e al tiro con l’arco. Sia chiaro che entrambi i protagonisti possono maneggiare qualunque arma, ma appare logico che le abilità specifiche di un personaggio serviranno a poco con l’arma meno adatta: per fare un esempio, se E’lara dovesse brandire una spada, i suoi fendenti sarebbero poco efficaci, esattamente come maneggiare una balestra sarebbe una scelta poco adatta per Caddoc considerata la sua mira scarsa. La scelta delle armi sarà perciò fondamentale livello dopo livello. Il vero problema è la macchinosità dei movimenti: i protagonisti sono troppo goffi e ben presto, tra uno scontro e l’altro, si avvertirà uno sgradito senso di pesantezza e lentezza. Nel corso dei livelli potremo vestire i panni del secondo personaggio: la cosa strana è che lo “scambio” sarà possibile solo in determinati punti dello scenario e non a nostro piacimento. Questa scelta non è solo limitata ma anche obbligatoria, in quanto determinati nemici o situazioni richiederanno  necessariamente le abilità di un determinato personaggio per essere superati.

Un asso nella manica dei due protagonisti è rappresentato dalle magie e dalla loro conseguente componente ruolistica: i nostri eroi possono evolvere le loro abilità grazie all’utilizzo dei cristalli che troveremo lungo i livelli. Esistono tre tipi di magie offensive, come frecce ghiacciate, palle di fuoco o fulmini. Altre magie invece migliorano le prestazioni, come la velocità e la resistenza ai colpi inferti dai nemici. Utili risultano in questa circostanza i cosiddetti Talenti, ovvero degli obbiettivi da sbloccare nel corso dei livelli che influiranno sulle capacità del personaggio in uso.

La longevità si attesta intorno alla decina di ore, ma completare il gioco al 100% richiederà parecchio tempo grazie alla Old School Mode, nella quale dovrete recuperare tutti gli oggetti nascosti, cosa che esigerà una meticolosa esplorazione dell’ambiente. Non poteva certo mancare la modalità a due giocatori in split screen e quella online: queste risultano avvincenti e divertenti, in grado di tenere i giocatori attaccati al pad per molte ore grazie a Crucible. Questo è un tool dentro cui è costruito uno sfizioso editor per creare livelli a nostro piacimento: potremo decidere quali e quanti nemici inserire e quali armi lasceranno cadere una volta abbattuti; potremo creare mappe personalizzate con bivi, corridoi e ambientazioni a nostro piacimento. Di sicuro una trovata interessante, ma va detto che anche in Crucible troverete le stesse magagne della modalità principale.

Conclusioni

Hunted: La Nascita del Demone si proponeva come una delle produzioni più interessanti del 2011. Sfortunatamente ci troviamo di fronte ad un hack’n’slash abbastanza piatto, monotono e tormentato da diversi problemi. La storia risulta banale, il comparto tecnico sottotono e il gameplay legnoso e decisamente limitato. Un vero peccato perché le atmosfere fantasy e le componenti ruolistiche ed RPG ci avevano convinto. Il titolo è perciò consigliato solo ed esclusivamente agli sfegatati del genere che non riescono a stare senza action/rpg nemmeno un minuto. Per tutti gli altri consigliamo solo il noleggio. 

CI PIACE

Fascino fantasy a iosa
Componenti ruolistiche interessanti
Modalità online divertenti

NON CI PIACE

Trama banale
Comparto tecnico sotto la media
Doppiaggio italiano ridicolo
Gameplay macchinoso e alla lunga ripetitivo

6.5Cyberludus.com
Articolo precedenteWarhammer 40K: Space Marine in demo a breve
Prossimo articoloEA punta a Bight Games
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.