Nintendo Wii, una carriera al tramonto

Tutto ha inizio e tutto ha una fine. Arriva nella vita il momento in cui è doveroso tirare le somme, per capire e valutare bene quello che s’è fatto e che non s’è fatto. E’ difficile trovare una console dalle premesse altisonanti e rivoluzionare come la bianca ammiraglia Nintendo: è quasi tempo di appendere, più o meno metaforicamente, “Nunchuk e Wiimote al muro”, proprio come un calciatore appende al muro le proprie scarpette. Già, un calciatore. Probabilmente, se dovessimo paragonare la vita/carriera ludica di Nintendo Wii a quella di un calciatore, sceglieremmo Alvaro Recoba: senza alcuna sorpresa, Nintendo ha definitivamente pensionato il Wii, su cui usciranno ancora due titoli di rilievo, un titolo di ‘Kirby’ in uscita entro l’anno e, soprattutto, il vero e proprio canto del cigno, “The Legend of Zelda: Skyward Sword” , in uscita probabilmente verso Dicembre 2011. Nintendo ha deciso di concentrare le proprie forze su Nintendo 3DS, che in Giappone non sta andando troppo bene, e sulla console del futuro Wii U, che già stuzzica le fantasie dei videogiocatori di mezzo mondo. Per puro caso, il viale del tramondo di Nintendo Wii e di Recoba potrebbero coincidere, in quanto l’ex nerazzurro sta meditando il ritiro proprio quest’anno: molti i punti in comune nelle due diversissime carriere, entrambe senza dubbio piene di lampi accecanti e bui infiniti. Il debutto del nerazzurro avvenne il 31 agosto 1997, in un ormai remoto e assolato Inter-Brescia. Quando tutti si aspettavano le magie di Ronaldo, anche lui alla prima in nerazzurro, successe qualcosa di imprevedibile. L’Inter, sotto di un gol a dieci minuti dalla fine, recupererà con due gol di incredibile fattura proprio dell’allora da un giovane quanto sconosciuto Recoba, da poco entrato in campo. Prima con un potente tiro da fuori area, praticamente da fermo e da oltre 25 metri, e poi un’impressionante punizione a giro, questa volta addirittura da più lontano, rispettivamente all’80’ e all’85’ minuto di gioco. Magie calcistiche ormai d’altri tempi, che lasciavano presagire a una carriera avrebbe dovuto portarlo nel firmamento dei migliori calciatori di tutti i tempi. Ma così non fu. L’uruguaiano rimase sempre un’eterna promessa . Mai definitivamente esploso, il talentuoso numero 20 dell’Inter alternerà per tutta la carriera prestazioni leggendarie a figuracce anonime. La vita di Nintendo Wii, tutto sommato **, non è stata molto diversa** . Pochi muscoli ma molta fantasia, proprio come il fantasista uruguaiano, con la voglia di portare aria nuova nel mondo dei videogiochi. Nonostante un inizio incoraggiante, il vero salto di qualità non è mai stato compiuto. Il gameplay introdotto da Nintendo non ha modificato le abitudini dei giocatori, che hanno relegato presto il Wii al dimenticatoio, affiancandolo con una console HD tra Xbox 360 e PS3. Escludendo il solito parco titoli Nintendo, le terze parti hanno sempre avuto grossa difficoltà a sfondare nel mercato Wii, dominato dai titoli casual e da quelli di prodotti proprio dalla casa di Kyoto, lasciando agli sviluppatori più coraggiosi poco più che briciole. Parecchi mesi di buio, senza uscite degne di nota, eppure non sono mancate le perle, quei videogiochi unici in grado di ridare lustro alla bianca console Nintendo. Dall’accoppiata imbattibile formata dai due “Super Mario Galaxy” ai gioielli come “Muramasa: The Demon Blade” e “Fragile Dreams: Farewell Ruins Of The Moon” , passando per l’ignobile “Mario Sports Mix” fino alla filosoficamente scorretta e tecnicamente spesso maldestra collana “New Play Control”, con al suo interno perle come i remake dei due “Pikmin” e delle brutture inqualificabili come “Donkey Kong Jungle Beat” e “Mario Power Tennis”. L’intento di questo speciale è quello di riassumere i titoli migliori e le delusioni più cocenti. Una sorta di riassunto dell’altalenante vita ludica di Nintendo Wii, escludendo ovviamente i titoli che, alla spicciolata, usciranno nell’arco dei prossimi 12 mesi.


I migliori giochi Nintendo

1) Super Mario Galaxy – Super Mario Galaxy 2 (ex aequo)

2) The Legend of Zelda: Twilight Princess

3) Metroid Prime Trilogy

4) Super Smash Bros Brawl

5) Kirby Epic Yarn

I migliori giochi delle terze parti

1) Muramasa: The Demon Blade

2) Fragile Dreams: Farewell Ruins Of The Moon

3) Red Steel 2

4) Okami

5) Sonic Colours

Gli incompresi

1) Sin & Punishment: Successor Of The Skies

2) Disaster: Day of Crisis

3) Epic Mickey – La Leggendaria Sfida Di Topolino

I peggiori prodotti Nintendo

1) Mario Sports Mix

2) Donkey Kong Jet Race

3) La collana “New Play Control”

Le assenze più cocenti

1) F-Zero

2) Star Fox

3) Gli sportivi di Mario firmati Camelot

Più luci o più ombre? La risposta è…

Ma, tirando le somme, Nintendo Wii è una scommessa vinta o no? Eviteremo di dare la troppo ovvia risposta “ni”, argomentazione troppo facile, che spesso si sente in casi di incertezza come questo. Se da un piano commerciale Nintendo potrebbe anche aver vinto, sicuramente Wii ha rappresentato una sconfitta pratica per la casa di Kyoto. Il fallimento della politica ludica della differenziazione a ogni costo, inizialmente vinto con successo dal creativo Nintendo DS, ha visto il naufragio con una console dall’hardware troppo arretrato per soddisfare le esigenze e la sfida stessa prefissatasi. Come se non bastasse, l’incredibile numero di prodotti scadenti hanno finito per sommergere nel mare dell’anonimato anche i titoli di terze parti meritevoli e coraggiosi , finendo per far ruotare il tutto sui soliti noti e sui party game e casual game generici, tutti uguali e senza né arte né parte. Dov’è finita la voglia di sperimentazione e di provocazione intellettuale che hanno accompagnato la bianca console neppure 5 anni or sono? Nessuno lo sa, ma di sicuro molto, molto lontano. Anche Nintendo stessa ha a dir poco dormito sugli allori, proponendo molti meno titoli di qualità rispetto alle passate generazioni, mostrando un distacco dallo zoccolo duro che, siamo sicuri, pagherà presto se il Wii U non cambierà drasticamente la rotta del predecessore. Grandi brand storici assenti e altri sfruttati malissimo (la malsana idea della collana “New Play Control”) o peggio, (l’indecenza oscena di “Mario Sports Mix”, un vero circo degli orrori per gli amanti di Super Mario). Qualsiasi console vanta un numero di titoli meritevoli di essere giocati, semplicemente per la legge dei grandi numeri: vuoi che con tutto ciò che esca almeno una quindicina di titoli meritevoli non ci siano? Il Wii non fa eccezione, ovviamente, ma è la bassa qualità media a segnare la sconfitta politica di una console che non ha saputo centrare la propria missione, quella di cambiare il mondo del videogioco per i videogiocatori, e non per coloro che si avvicinano per la prima volta: quello si chiama imprinting. Poco conta che il mercato di massa stia, più o meno ragionevolmente, virando verso il casual (in realtà Kinect prima di quest’E3 vantava ben poco supporto, e il Move è già un oggetto da museo), del resto anche il controller di Wii U fa intuire che il motorio non sarà la regola base ma solo un’opzione. Più ombre che luci, ma una nuova battaglia ludica sta per cominciare , e confidiamo in un ritorno di Nintendo in grande stile.

Mikhail Vadalà – Redattore Sezione Nintendo Wii

Diario di uno splendente e zoppicante compagno di viaggio

E’ impressionante ; per la prima volta mi è capitato di vedere crescere una console professionalmente, dall’inizio alla ‘fine dei suoi giorni’. Essere a capo della redazione Wii di questo portale mi ha insegnato un nuovo particolare approccio al mondo del videogioco. Un approccio di maturità e clemenza che, purtroppo, ha rischiato diverse volte di sfociare in un biechissimo ‘accontentarsi’. Perchè il Wii, nella sua piccolezza tecnica, aveva davvero tanto da dare e le classifiche redatte magnificamente dal mio collega Mikhail , con il quale concordo quasi pienamente, non fanno che confermarlo: quindi, Nintendo, dove ha sbagliato? Diciamola tutta, in fin dei conti Nintendo non ha sbagliato. Spiego meglio: ricorderete bene la conferenza E3 del 2009 ; lì Nintendo è esplosa con il suo altalenantissimo cambio di filosofia, proponendo tutto fuorchè qualcosa di palpabile per un mercato completo; il risultato? Attivare un meccanismo di amore-odio e allontanare chi ancora credeva in lei. I giocatori sono sempre spinti dal desiderio, e spesso il desiderio può essere un criterio valutativo estremamente fuorviante, non è una novità, è un qualcosa che la storia insegna. Ma Nintendo Wii offriva ‘simpaticamente’ troppi momenti morti , con sporadiche ma violente esplosioni di qualità, solo per poi riassopirsi, come il silenzio che piano piano ritorna dopo un fragoroso fuoco d’artificio. Per fortuna, citando questo stesso articolo, non c’è più bisogno di “appendere WiiMote e Nunchuck” al chiodo, a quanto pare il Wii U li utilizzerà di buona lena, speriamo bene! Solo che se ci voltiamo indietro non possiamo che guardare al led giallo della nostra console bianca, ancora connessa al servizio WiiConnect 24, nella speranza che la luce blu brilli di nuovo, portando con sè ben altro splendore : uno splendore che non è stato certo il protagonista di questa carriera felice ma incompresa. Anzi, meglio ancora: incomprensibile. Ora viviamo tutti nell’attesa di “Skyward Sword”, accompagnato dal batuffolo rosa Kirby per salutare questa macchina dalle grandi aspettative e dalle grandi promesse, non sempre mantenute. Possiamo ancora fidarci di Nintendo? Certo, anzi, dobbiamo ancora fidarci di Nintendo, e non solo dopo quanto visto all’E3 di quest’anno. La voglia di amare il proprio ‘popolo’ è ancora viva e presente , e probabilmente lo è sempre stata: solo che la grande N ha approfittato di questo tempo per guardare il mondo con delle lenti diverse, che hanno distorto parzialmente la loro realtà. Una realtà dove qualcuno urlava a gran voce per qualcosa: molte volte è meglio non ascoltare chi urla, in quanto spinto dall’irrazionalità. Altre volte, invece, un grido costruttivo può perdersi nel vasto universo videoludico. Nella speranza che Nintendo possa sentire quelle grida abbandonate, noi guardiamo alla nostra Wii con stima e ammirazione, in fondo in fondo, con quello sguardo di chi sa che, se le cose sono andate storte, non è certo stato per colpa sua. Arigatou .

Alessandro “Il Notturno” Perlini – Caporedattore Sezione Nintendo Wii

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