Dieci anni sono passati, da quando Tecmo Koei e Omega Force invasero il mercato videoludico con un picchiaduro di scorrimenti decisamente sopra le righe. Stiamo parlando di quel Dinasty Warriors, che tra spin-off ed espansioni, in un decennio, ha realizzato decine di variazioni sul tema. In occasione del decimo anniversario di questa fortunata – in Sol Levante – saga videoludica, Tecmo Koei confeziona Dynasty Warriors 7 con la seria intenzione di fare una “summa” di tutto ciò che ha proposto in due lustri di successi commerciali.

Il Romanzo dei Tre Regni in chiave hack ‘n’ slash

Per chi non lo sapesse, Dynasty Warriors narra da sempre le gesta di numerosi condottieri di guerra che hanno scritto la storia della Cina ante-medievale. In Dynasty Warriors 7 non si fa eccezione ed ecco quindi sessanta personaggi ad attenderci e a deliziarci con tanta azione e tante arti marziali. Ogni personaggio può portare con sé un paio d’armi bianche o da tiro e sfruttarne la potenza offerta, i famigerati “colpi musou” i colpi brutali e talvolta potenti mezzi di distruzione trovati sul campo. Ogni generale affronta, da solo, centinaia di migliaia di soldati guidati da eroi nemici e graduati: lo scopo del gioco, al di là della mattanza selvaggia di poveri soldatini, è proprio quello di scovare e condurre a più miti consigli i condottieri avversari. Il genere di riferimento di questo gioco può essere etichettato come “hack ‘n’ slash” oppure come picchiaduro di scorrimento in 3D, gli esperti di settore lo indicano come “button masher” cioè un gioco che chiede all’utente una sola cosa: premere all’impazzata un paio di pulsanti finché la partita non sarà finita. Anche se il gioco prevede un variegato elenco di mosse, concatenazioni e cambi d’arma in corso d’opera rendendosi simile ad un buon picchiaduro, nulla ci vieta di andare avanti premendo furiosamente il tasto d’attacco standard, finché non sarà finita la battaglia.

Aspetti tecnici

L’impatto grafico offerto da Dynasty Warriors 7 è di tutto rispetto ma non impone nuovi standard qualitativi. Molte scenografie e i modelli poligonali sono mutuati dal diretto predecessore, ma la fatica risparmiata in questo versante ha permesso ai programmatori di dedicarsi di più – e meglio – alla rifinitura delle animazioni, alla cura per i dettagli dei volti e degli abiti, all’incremento qualitativo generale che coinvolge fino all’ultima comparsa presente nel campo di battaglia. E’ stato aggiunto anche il “Quarto Regno” che la vera storia cinese tramanda, che è una fazione sorta da uno dei Tre Regni principali. Il profilo sonoro del gioco si attesta nella media, le tracce audio di accompagnamento sono molto numerose e accompagnano bene durante i massacri perpetrati da noi giocatori, ma mancano di un vero e proprio leitmotiv, un filo conduttore che possa garantire il passaggio da colonna sonora qualunque a indimenticabile. Gli effetti sonori seguono la falsariga del comparto musicale, non eccellendo in niente ma restituendo buone impressioni. Ultima nota di colore va dedicata al doppiaggio americano di ogni personaggio principale: a volte è poco enfatizzato e questo potrebbe far storcere il naso ai puristi. Dal canto suo Tecmo Koei ha già annunciato che presto sarà possibile integrare il doppiaggio giapponese originale, tramite comodo Dlc scaricabile, speriamo bene.

Campagna, Conquista e Multiplayer

Dynasty Warriors 7 prevede una classica modalità in giocatore singolo – la modalità Campagna – dove ripercorrere i fasti e i nefasti del Romanzo dei Tre Regni, la sanguinosa storia di battaglie tra eserciti sconfinati che ha segnato per alcuni decenni il suo cinese. La modalità campagna prevede circa trenta ore di gioco abbastanza lineare in cui siamo chiamati ad impersonare uno dei sessanta condottieri che hanno scritto le pagine di storia. Lo scopo del gioco, come già accennato, è quello di farsi largo a suon di spada tra le legioni nemiche per confrontarsi in un duello all’ultimo sangue con gli eroi avversari. Di tanto in tanto questo filo conduttore sarà sacrificato a favore di una missione di scorta, di difesa o di assedio. La modalità Conquista è un tributo ai vecchi strategici SSI, la mappa della Cina è divisa in esagoni e dobbiamo muoversi su questa come se giocassimo a Risiko, quando siamo pronti dobbiamo attivare una missione che, in linea di massima, rispetterà una di quelle già incontrate in modalità compagna. La novità assoluta, in modalità Conquista è che possiamo trovare oggetti e soprattutto armi utili alla nostra causa. Clamorosamente, per la prima volta, insieme alla modalità Conquista troviamo un’interessante modalità multiplayer online che affianca la classica modalità a “schermo diviso”. Il matchmaking, cioè le operazioni che precedono la partita vera e propria e che richiedono un minimo di destrezza tra i menu di gioco, appare abbastanza intuitivo e mette a disposizione la facoltà di scegliere se partecipare ad una partita già esistente o crearne una nuova, con conseguente attesa di altri giocatori pronti a aiutarci.

Considerazioni finali

Dynasty Warriors 7 è l’ultimo di una miriade di giochi praticamente tutti uguali tra loro, non è quindi un campione di originalità. Quello che fa dannatamente bene, però, è guardarsi alle spalle e prendere tutto il meglio dei capitoli precedenti accantonando quanto generava critiche negative. Il risultato, per tutti gli appassionati del genere, è senza dubbio una summa videoludica eccellente, forse stiamo parlando del miglior “button masher” di cui si abbia memoria: graficamente gradevole, ludicamente soddisfacente e con una longevità degna di rivaleggiare con i grandissimi della storia del videogioco. Resta, tutto sommato, un videogioco di nicchia consigliato agli affezionati e agli appassionati, tutti gli altri potrebbero tranquillamente risparmiarsi il disturbo e dedicare le preziose risorse monetarie verso titoli di maggior calibro.

CI PIACE

– Il migliore del suo genere
– Molto longevo
– Numerosi personaggi

NON CI PIACE

– Poco originale
– Dedicato agli appassionati
– Tecnicamente non d’avanguardia

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